Se vuoi affinare le tue doti nella comunicazione non verbale ricorda che uno degli aspetti cruciali in quest’ ambito e’ costituito dall’ empatia, che in parole semplici e’ la capacita’ di riuscire a “sintonizzarsi” con gli altri, permettendo di comprendere i sentimenti e gli stati d’ animo dell’ interlocutore, senza barricarsi dietro preconcetti e considerazioni soggettive e personali.

Questa capacita’, che può rappresentare un valido aiuto in molte situazioni della nostra vita, e’ per alcuni fortunati una dote innata, per altri va semplicemente affinata o acquisita.  Quest’ ultima può essere migliorata mediante alcuni semplici esercizi pratici.

Se già conosci i segreti della comunicazione non verbale, allora potrebbe interessarti la comunicazione aziendale interna, e l’importanhza che la stessa ha per il successo dell’imprenditore.

Mi fido ciecamente e gli occhi: lo specchio dell’ anima, due semplici esercizi per affinare la comunicazione non verbale mediante la reciproca collaborazione

Vi propongo di seguito una serie di esercizi, tutti fondati sul linguaggio del corpo, e sull’ utilizzo consapevole di tutti gli elementi coinvolti nella comunicazione non verbale. Verranno adesso esposti 3 esercizi, ai quali ho voluto dare rispettivamente un nome, che rieccheggi simbolicamente il contenuto stesso dell’ esercizio: Mi fido ciecamente, gli occhi: lo specchio dell’ anima e il burattino. 

La comunicazione non verbale: esercizio "Mi fido ciecamente"Lo scopo dell’ esercizio Mi fido ciecameente, consiste nell’affinare la capacità di percepire i segnali non verbali, quindi affidarsi ad occhi chiusi al compagno. Bisogna innanzitutto scegliersi un compagno per effettuare la prova, decidendo chi e’ X e chi Y. Nei primi 10 minuti si benda X che si affidera’ completamente a Y.

Y allora, prendera’ per mano X e lo guidera’ in un percorso di circa 10 minuti come gia’ ribadito, ascoltando empaticamente X, e contemporaneamente stando attento a non superare di troppo i limiti del suo compagno in quanto responsabile della sua incolumità.

Al termine del percorso si invertiranno i ruoli.  Infine, X e Y condivideranno per circa 5 minuti a testa, il proprio emozionale raccontandosi reciprocamente le sensazioni percepite nell’ affidarsi o nell’ essere responsabile.

Lo scopo dell’ esercizio gli occhi: lo specchio dell’ anima, consiste nel migliorare la capacità di percepire lo stato emotivo altrui, quindi riuscire realmente a sintonizzarsi sul compagno, mediante lo sguardo.

Cosi’ come prima si predisporranno X e Y, che si disporranno seduti uno di fronte all’ altro ad una distanza di circa un metro.
A questo punto X chiude gli occhi, entrando in uno stato emotivo di sua scelta, che piacevole o spiacevole mediante il ricordo tramite il ricordo di un episodio vissuto nel passato. Nel momento in cui X, percepisce si essersi immedesimato nella situazione aprira’ gli occhi.

Y allora dovra’ guardarlo negli occhi concentrandosi in modo rilassato su di sé fino a quando sara’ in grado di percepire uno stato emotivo. Dopo circa 5 minuti si conclude l’esercizio e si invertono i ruoli. Infine, X e Y condivideranno per alcuni minuti, il proprio emozionale, verificando se lo stato emotivo provato corrispondeva a quello dell’altro.

Avete presente il burattino che ha movimenti stereotipati, ripetitivi e non elastici ? Il  linguaggio non verbale, è protagonista, come gia’ ribadito della comunicazione efficace.

 

Il Burattino: terzo esercizio per affinare la comunicazione non verbale e l’ autovalutazione personale

Esercizi comunicazione non verbale Lo scopo di tale esercizio, il burattino appunto,  consiste nell’ affinare i nostri movimenti, durante la  comunicazione verbale costruendo un atteggiamento fisico disinvolto che ispiri fiducia,  aiutandoci a focalizzare concetti importanti e passaggi chiave di una data argomentazione.

Per il nostro terzo esercizio di comunicazione efficace avremmo bisogno di una  videocamera. Scegliamo un brano o un argomento di cui abbiamo una certa dimestichezza  o conoscenza. Studiamolo per qualche tempo, se necessario modifichiamolo, eliminando  elementi che riteniamo superflui e “facciamolo nostro”.
Dopo aver impostato il tono della voce e i tempi di narrazione, concentriamoci su ciò che  il nostro corpo sta comunicando.

Ci accorgeremo, durante la visione del filmato, di taluni movimenti ripetitivi, che ci fanno  apparire goffi e impacciati.
Tenendo conto che l’emozione suscitata da una reale platea potrebbe portare a ripetere  ossessivamente tali gesti e a estremizzando posture che denotano tensione e insicurezza, dobbiamo cercare di correggere il nostro approccio fisico alla comunicazione efficace.

Al termine di questi semplici e piacevoli esercizi, potremo dire di avere una buona coscienza del nostro modo di comunicare con il corpo e avremo senz’ altro molto materiale sul quale continuare a lavorare per finalizzare al meglio le nostre potenzialità, comunicando in modo efficace.

0 Commenti

Lascia un commento

Lascia il tuo commento

Lascia un commento