Qualche giorno fa mi trovavo ad un parco giochi con mia figlia Giulia e come sempre la lasciavo libera di giocare ed essere felice nella gioia di godere ogni singolo momento. Sempre nello stesso parco giochi si trovava un bambino, accompagnato dal nonno, che ad occhio avrà avuto circa 3 o 4 anni.

Il bambino giocava con un cavalluccio di quelli dondolanti e sembrava avesse intenzione di “fare il bambino” ed essere gioia pura ed amore se non fosse stato per.. il nonno. Quest’ultimo ha continuamente tentato di addestrarlo o addomesticarlo: “dai a nonno come dice il tuo cavalluccio i numeri fino a 10? ed i numeri in inglese fino a dieci? one, two etc…” e mentre lo addestrava si guardava intorno fiero cercando con lo sguardo approvazione.

Credeva di essere nella realizzazione di una grande opera educativa, il nipote addestrato alla genialità.

Il bambino voleva giocare, soltanto essere presente li e giocare…Il risultato? Quel piccolo , tenero bambino non interagiva con i suoi coetanei.. 

Ecco questo è il risultato che produciamo con questa voglia di addomesticare. Chi sento, sento(padri e madri)…i figli sono tutti dei geni,leader nati, grandissimi scienziati, trascinatori, Napoleone e Leonardo Da Vinci etc…La gran parte dei genitori convinti che facendo imparare a memoria quattro cavolate (quattro) quel bambino sia destinato ad un futuro fulgido.. 

Perchè non li lasciate essere bambini e crescere come ci chiedono loro? 
 

 

Purtroppo a questo aggiungiamo un sistema educativo scolastico dell’età della pietra.. ieri leggevo per la seconda volta un libro splendido del Prof. Marchi, La scienza dell’Uno, ed ho intravisto quella che dovrebbe essere l’istruzione o meglio l’educazione del futuro. Marchi ci fa comprendere come le materie siano tra di loro interconnesse ed intreccia tra di loro la fisica, l’astronomia, la religione, la biologia etc…Tutte materie fantastiche se lette in questa chiave, materie che io ho odiato a scuola.

Non sarà forse che questo modo nozionistico, a compartimenti stagni di offrirci l’istruzione sia completamente superato?  Non è che forse abbiamo bisogno di conscere il legame che esiste tra tutte le materie? Non sarà che abbiamo bisogno di cominciare ad affrontare proprio a scuola le grandi domande dell’uomo?

A cosa serve sapere le nozioncine di storia, geografia, scienze se non capiamo nulla del senso della nostra esistenza? A cosa serve ad imparare a memoria le poesie se non comprendiamo che la vera poesia è nella vita?
Ho sempre odiato la chimica ma da quando ho scoperto la chimica organica del corpo umano la adoro. Ho sempre pensato di essere completamente negato per la fisica ma da quando ho scoperto la quantistica non faccio altro che studiarla..
Ho sempre odiato leggere, ho letto negli ultimi due anni e mezzo quasi trecento libri per pura passione!

Un grande educatore che io adoro, purtroppo scomparso, si chiama Leo Buscaglia. Ho letto tanto di Buscaglia perchè suo ogni libro è una fonte di apprendimento assolutamente preziosa.

Voglio chiudere con le sue parole tratte dal libro “Amore”:
pertanto l’individuo completata la fase di crescita, lascia le scuole adirato, alienato, frustrato, le idee confuse, il cervello brulicante di nozioni sconnesse e senza senso che in modo affatto risibile e senza alcun fondamento vengono definite”istruzione”. Non sa chi sia, dove sia e perchè vi sia pervenuto. Non sa dove stia andando, non sa come arrivarci, nè tantomeno cosa farà una volta raggiunta la sedicente meta. Non sa cos’abbia, cosa voglia, come concretare e sviluppare i suoi propositi. In poche parole è una specie di robot che invecchia anzi tempo, immerso nel passato, diosorientato dalpresente, sgomento al cospetto del futuro, in tutto simile ai docenti che lo hanno forgiato.”

 

Con il cuore
Luigi 

 

8 Commenti

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  • Christine Beach

    Ciao Stefania anche io mi occupo di formazione agli adulti e condivido perfettamente la tua linea di pensiero. Un saluto

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  • Luigi

    @Francesca
    putroppo le tue parole di sconforto sono il ritratto di una scuola allo sbando, che si arrende e non sa che pesci prendere. Una scuola che si affida a delle riforme demolitrici da parte di chi non vuole il bene dei bambini e non desidera un futuro per essi.
    So che per voi è un dramma e comprendo che non avete gli strumenti per poter cambiare l’ineluttabile.
    Quello che potete fare è seminare nei piccoli cuori di questi bambini il desiderio di non fermarsi alla conoscenza addomesticata, di anadre oltre suscitando in loro curiosità. Un abbraccio

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  • francesca

    Ciao,
    sono una maestra di scuola primaria e anche mamma.
    A che serve la scuola? (non voglio fare un discorso politico) Serve a “burattinizzinare” o “robottizzare” se preferite, i bambini. Così com’ è stato fatto per noi, così com’è stato per i miei figli. E’ per questo che scapperei volentieri dal fare questo lavoro. e prima o poi lo farò. Hai detto bene Luigi, è addestrare/addomesticare. Gli insegnanti, perlopiù, sono è portati a farlo dal sistema, dai tempi scuola, dall’icombenza di finire il programma, dalle classi numerose e mille altri motivi. Quello che ha scritto Buscaglia è un ritratto drammatico ma, per come la vedo io, è proprio vero… è così!

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  • Luigi Miano

    @Danila la scuola d’infnazia è un mondo meraviglioso fatto di gioco educativo ed in cui i bambini sono in una fase di apprendimento rigolgiosa. Credo che sia la fase educativa più bella insieme a quella della grande maturità (intorno ai 40 anni)
    @Gimo mi hai realmente emozionato come speighi le nozioni di matematica. Che passione, che cuore, che creatività. Tu sei un vero insegnante!

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  • Gimo

    Le conclusioni a cui giunge Buscaglia sono terrificanti. Quanto vere purtroppo. Sono figlio di due insegnanti, mio padre lettere e mia madre inglese. Mi hanno sempre insegnato a studiare per il gusto di sapere, non per il voto. Oggi, fra le altre cose, mi “diverto” a dare qualche lezione di matematica e lo scoglio iniziale è sempre lo stesso: i ragazzi ti dicono “Non mi piace, non sono portato”. Ma quando gli spieghi che X e Y possono essere l’Uomo e la Donna, che la curva corrispondente alla funzione assegnata che disegnamo sul piano cartesiano potrebbe essere l’equazione che descrive l’amore dell’uno verso l’altra, che il concetto di limite è adrammaticamente stupendo, perché se la suddetta curva tende verso un’asintoto significa che lui la amerà avvicinandosi sempre di più senza raggiungerla mai, all’infinito… e che questo concetto è lo stesso del fanciullo che, disegnato sull’urna di “Ode on a Grecian Urn”, è in procinto di baciare la sua bella ma non ci riuscirà mai… ecco, quando colleghi tutte queste cose, la matematica, l’infinito, l’amore, la letteratura, l’uomo… allora vedi gli alunni fare il salto dalla sedia, gli occhi che brillano…i nuovi mondi di cui parla Stefania che si schiudono dinanzi a loro. E non devi fare più nulla: impareranno da soli la materia… basterà solo tenergli la mano. Un insegnante dovrebbe aiutare a sognare di più, a dare di più come persona e offrire strumenti concreti per raggiungere risultati e obiettivi. Ma come possono farlo se il sistema non distingue un insegnate “Ciuco” da un “esperto”; e peggio ancora un ciuco o un esperto da chi sa TRASFERIRE il proprio sapere? Lo stesso Sistema fa sì che chi esce dall’università abbia la testa piena di cose, ma le mani fragili, incapaci anche semplicemente di spalmare burro sul pane… Ho impiegato 5 anni di osservazione nel posto in cui lavoro, per capire qual’è il mio vero progetto, ciò che voglio realmente fare. E come farlo non c’è scritto in nessun libro………

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  • Danila

    Ciao, io invece insegno nella scuola dell’infanzia, quindi prima che tutto diventi pura nozione. Lavorare con i bambini piccoli, senza l’assillo dei “programmi” e di tutto quello che ruota intorno, permette di vivere nella continua scoperta e nella meraviglia dell’uomo e della sua crescita. Poi noi cosiddette “maestrine” (!) vediamo i bambini, ancora liberi, sereni e pieni di aspettative positive, approdare nella scuola primaria e trasformarsi. Sai, a volte stentiamo a credere che siano gli stessi che avevamo in classe.
    Perchè succede questo? Possibile che debba essere così triste andare a scuola?
    A scuola si studia tanto senza imparare niente e la vera formazione avviene dopo, quando si affronta la vita.
    Magari ci fossero materie come quelle suggerite da Stefania!
    Un abbraccio,
    Danila

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  • luigi miano

    Ciao Stefania anche io mi occupo di formazione agli adulti e condivido perfettamente la tua linea di pensiero.
    Un saluto

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  • stefania finardi

    Purtroppo la scuola non educa, almeno nella maggior parte dei casi. Vengono proposte nozioni in base ad un “programma” e non appena ti accorgi cosa vuole l’insegnante e glielo propini inizi ad avere bei voti. Io insegno, sai? Non ai bambini ma agli adulti e so benissimo che non si insegna nulla si può essere solo dei ponti per far capire che ci sono tante cose meravigliose da scoprire e supportare nel percorso per raggiungerle. Così l’insegnate impara tantissimo e l’allievo riesce ad essere se stesso scoprendo nuovi mondi meravigliosi.
    E poi la matematica è bellissima se non devi imparare le tabelline a memoria, la storia è affascinante se non ci limitiamo alle date, la chimica e la fisica siamo noi, la letteratura è un mondo di fiabe e … se ci fossero materie come: faccio amicizia con i miei compagni, imparo a rispettare e ad essere rispettato, ecc?
    …..
    Buona giornata!

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