Efficacia nella comunicazione

La comunicazione interpersonale appare come qualcosa di scontato, perché in effetti e’ qualcosa che tutti sappiamo fare quotidianamente. Per utilizzare una metafora si può dire che i fenomeni comunicativi sono come un paesaggio urbano che si ha l’abitudine di attraversare quotidianamente: lo si vede tutti i giorni e ai nostri occhi l’ insieme delle costruzioni appare un insieme di forme che si confondono in una tavolozza di forme e colori, che cogliamo come una massa quasi indistinta.

Ma un architetto, o un paesaggista possono individuare le caratteristiche dei singoli edifici, e possono capire cosa rende armonico o equilibrato l’insieme e quali elementi esteticamente risultano dissonanti all’ insieme. In altre parole siamo in grado di analizzare adeguatamente il paesaggio, o piu’ semplicemente siamo in grado di conoscere bene i meccanismi della comunicazione tale da renderla efficace ?

Secondo il primo principio, elaborato dalla scuola di Palo Alto, si afferma che è impossibile non comunicare.Nessun uomo e’ un’ isola, anche quando è silenzioso. Comunichiamo sempre qualcosa, anche quando pensiamo di non farlo, perché ogni comportamento contiene elementi comunicativi ed invia messaggi agli altri. A differenza delle specie animali, la comunicazione per l’uomo è fondamentale perché fonda e esprime l’identità personale e la rete di relazioni in cui è immerso. E’ come un gioco, in cui la posta è la definizione di sé.

Questa definizione di, dell’altro e della relazione attraverso la comunicazione è continua e reciproca. La relazione è un sistema dove i comportamenti sono circolari: è impossibile stabilire la causa o l’effetto, ciò che viene prima o dopo: ogni comportamento comunicativo è insieme, azione e risposta a un altro comportamento.

I pilastri della comunicazione

La comunicazione, puo’ essere suddivisa in 3 grandi livelli:

La comunicazione verbale: il linguaggio, le parole, il contenuto che rappresenta solo il 7% della comunicazione. Se comunicando noi utilizzassimo solo il livello verbale, rischieremmo che le persone afferrino solo una percentuale minima di ciò che abbiamo detto.

La comunicazione paraverbale: che costituisce il 38% della comunicazione ed in particolare riguarda, il tono della voce, timbro, ritmo, inflessione, volume, pause, velocità. Se vogliamo farci capire, è importante alternare il tono della voce in base a ciò che stiamo esprimendo, per evitare di appiattire i contenuti.

La comunicazione non verbale: che riguarda ben il 55% della comunicazione,(o linguaggio del corpo) e che comprende i movimenti del corpo, del volto, degli occhi, l’atteggiamento, la prossemica, l’aspetto, la postura. I gesti che effettuiamo comunicando possono rappresentare: accompagnamento alla parola, per enfatizzare, sottolineare, sostituire la parola, per regolare i turni nella conversazione, manifestare attenzione o distacco ed emozioni varie.

La comunicazione efficace

La comunicazione efficaceUna comunicazione efficace è una comunicazione nella quale tutti e tre i livelli sono coinvolti e sono coerenti tra loro. Al contrario la comunicazione risultera’ inefficace, se i tre livelli prima esposti risulteranno non coerenti tra loro.

A volte il livello verbale e non verbale inviano segnali antagonisti. Ciò può essere del tutto fisiologico e innocuo, pensiamo ai convenevoli, ma a volte esso puo’ sfociare in vere e proprie patologie relazionali.

Dobbiamo precisare infatti che il livello non verbale non permette di mentire, avendo su di esso un controllo modesto (a parte per attori, politici, o chi ha fatto un lavoro per il controllo del proprio linguaggio del corpo).

Una comunicazione è efficace per entrare in contatto con gli altri per dare e ottenere fiducia, affermare, tranquillizzare, coinvolgere, affascinare, ottenere consenso.

Gli elementi che portano all’ effetto voluto sono:

L’ empatia come capacita’ di sintonizzarsi emotivamente con gli altri , la capacita’ di ascolto, la flessibilità e l’ efficacia dei feedback riguardo gli sviluppi nella conversazione, la spontaneità e l’ assertivita’ .

Riguardo l’ assertivita’ si tratta di quella competenza relazionale che permette di riconoscere le proprie emozioni, i propri bisogni e le proprie opinioni e di comunicarli agli altri nel rispetto reciproco, e di impegnarsi a risolvere positivamente le situazioni e i problemi.  Tale modo di comunicare nasce dalla giusta sinergia tra abilità sociali, emozioni e razionalità: chi è assertivo sa esprimere in modo chiaro e efficace emozioni, sentimenti, esigenze ma senza tralasciare il proprio punto di vista, con calma e pacatezza, riducendo ansia e aggressività, sempre recependo l’espressione delle posizioni altrui.

Obiettivo della comunicazione assertiva è la capacità di ridurre le proprie componenti aggressive e passive. Chi ha uno stile comunicativo aggressivo impone i suoi diritti violando quelli altrui, chi ha uno stile comunicativo passivo, tende invece a non esprimere i propri sentimenti e desideri, a subire tacitamente prevaricazioni e richieste irragionevoli.

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