Il sorriso nella comunicazione non verbale Nel campo della comunicazione non verbale, è interessante approfondire la possibilità di scovare le bugie, ovvero analizzare il sorriso, il tono della voce, etc. per riuscire a decifrare le reali intenzioni dell’ interlocutore.

Ovviamente, tali interpretazioni possono tuttavia essere confutate da alcune nostre convinzioni soggettive.  In tal senso, dobbiamo perciò riuscire a filtrare in modo opportuno una serie di segnali “rumore”, ovvero piccoli indizi o piccoli gesti che possono creare valutazioni errate in merito.

Vediamo allora, di capire meglio come avvengono tali analisi, nell’ambito della comunicazione non verbale.

La comunicazione, più in generale, rappresenta un aspetto della vita degli uomini molto importante di qualsiasi ambito si parli, da quello sociale, della seduzione o lavorativo; scopri i segreti della comunicazione aziendale.

Il sorriso nella comunicazione non verbale

Scoprire un sorriso falso, significa riuscire a capire quali sentimenti si sta tentando di mascherare dietro quest’ ultimo, e quindi poter capire che qualcosa non va per il verso giusto.  Al contrario del primo, il sorriso autentico, rappresenta la possibilità di poter coinvolgere una serie di muscoli del viso, ed in particolare gli zigomi, le palpebre, etc. Possiamo affermare quindi che il sorriso autentico, rappresenta una forma positiva di benessere e che in modo convergente permette di rilassare i muscoli del viso.

Una serie di esperimenti ha permesso di analizzare delle immagini e dei filmati, potendo analizzare nell’ immediato che il sorriso di plastica, ovvero falso, è corredato da una serie di segnali precisi quali ad es. il naso arricciato, gli angoli della bocca stretti, lo sguardo “pungente“. In maniera immediata, quindi siamo in grado di poter capire al meglio queste situazioni.

Sembra che vi siano decine e decine di “sorrisi”, ognuno dei quali porta con sé aspetti e messaggi differenti. Dobbiamo tuttavia, ricordare che l’ espressione del sorriso, essendo associata ad una serie di pensieri e sensazioni del soggetto, è veicolo di questi ultimi, per cui, il sorriso stesso potrà assumere conformazioni diverse, tra cui il sorriso che nasconde amarezza e tristezza, o quello associato alla paura.  Sicuramente possiamo distinguere un sorriso falso da uno autentico, mediante l’ intervallo temporale, per cui il secondo avrà durata più lunga, mentre il primo è molto piu’ limitato nel tempo.

La voce nella comunicazione non verbale

 

La voce nella comunicazione non verbale Il tono della voce, può rappresentare il secondo elemento di valutazione, considerando un’ altezza del tono di voce notevole, e una altrettanto rapida velocità dell’ eloquio. Questi 2 elementi possono fornire alcuni spunti a sostegno dell’ ipotesi di menzogna.

In questo caso tuttavia dobbiamo capire, nel frattempo se intervengono delle cause esterne, atte a creare delle condizioni di rumore, che falsano la nostre valutazioni in merito. In particolare, esiste una condizione di stress, che determina dei risultati similari.

Esempio interessante riguarda Otello, che uccise Desdemona, ritenendola colpevole di averlo tradito, senza pensare che la condizione di paura di quest’ ultima, poteva creare una serie di reazioni dubbie.  Secondo il filosofo Shopenhauer, la condizione dubbia, potrà essere verificata, mettendo al proprio agio l’ interlocutore ed ascoltando le sue affermazioni.

In caso positivo, quest’ ultimo, arriverà alla condizione di affermare una fallacia tale da tradirsi. La condizione fondamentale rimane quella di evitare una situazione di ansia.

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