La comunicazione seduttiva è una strategia di dialogo finalizzata ad incuriosire l’interlocutore e a coinvolgerlo oltre che su un piano logico-razionale, anche su quello emozionale, non come nel caso della comunicazione persuasiva che mira ad inculcare nell’interlocutore un’opinione o una credenza.
La parola seduzione deriva dal latino “se ducere” che significa “condurre a sé”.

comunicazione seduttivaLa comunicazione è, di solito, il primo approccio della seduzione, è quindi una fase importantissima che indirizza una relazione interpersonale in un senso o nell’altro.

La comunicazione seduttiva non avviene mai a livello diretto, superficiale; chi comunica col fine di sedurre opera nella sfera irrazionale, cerca di suscitare ed evocare, allude e suggerisce.

Quella seduttiva, è un tipo di comunicazione metaforica, obliqua, indiretta.

La comunicazione seduttiva: ascoltare per sedurre

Per avviare una comunicazione seduttiva, per prima cosa bisogna stabilire un contatto emotivo con l’altra persona, per questo la prima fase della comunicazione seduttiva è l’ascolto.

È necessario ascoltare più di quanto si parli, ponendo magari domande aperte per dare modo all’interlocutore di esprimere le proprie esigenze. In questo modo otterremo una serie di informazioni che si riveleranno utili per sintonizzarci al livello profondo col nostro interlocutore.

Un segreto per dimostrare interesse verso ciò che sta dicendo il nostro interlocutore, può essere quello di gesticolare al ritmo del suo respiro in modo che la sintonia sia in qualche modo tangibile.
Infatti una buona parte della comunicazione seduttiva avviene a livello non verbale o paraverbale.

Il potere della comunicazione seduttiva

Abbiamo a che fare quotidianamente con la seduzione e quotidianamente tentiamo di condurre a noi qualcuno. Le tecniche di seduzione infatti non vengono impiegate solo nei rapporti sentimentali, ma anche nei legami famigliari, d’amicizia e nei rapporti di lavoro.

comunicazione seduttivaLa comunicazione seduttiva conferisce un forte potere a chi la pratica, perché produce coinvolgimento.

Chi è coinvolto si lascia trasportare senza sapere quale sarà la meta. Chi seduce impone la direzione, guida la relazione e improvvisamente chi è sedotto si ritrova a perdere interesse per il messaggio in sé ed è catturato dalla personalità, dal fascino, dal savoir faire di chi seduce.

Per questo nella comunicazione seduttiva più che il messaggio è importante il modo in cui il messaggio viene trasmesso e il canale con cui avviene la trasmissione.

Durante una comunicazione finalizzata alla seduzione, è necessario riconoscere quali sono i canali comunicativi più efficaci per il nostro interlocutore.
I canali comunicativi sono quello visivo, quello uditivo e quello cenestesico.

È prevalente il canale visivo se l’altra persona ricorre spesso a espressioni quali «immagino che», «ci vedo chiaro», «vedo un raggio di sole», e tutte quelle indicazioni paraverbali che rimandano al senso della vista. Se è prevalente il canale uditivo le espressioni ricorrenti possono essere «diciamo», «senti», «siamo sulla stessa lunghezza d’onda», ecc. Se prevale il canale cenestesico il nostro interlocutore farà spesso riferimento al tatto, all’olfatto o al gusto.

Nella comunicazione seduttiva è importante utilizzare lo stesso canale comunicativo – e quindi le stesse espressioni – di quello scelto dalla persona che intendiamo sedurre.

Oltre al simbolismo gestuale e al frequente uso di metafore, un’efficace comunicazione seduttiva, crea empatia anche attraverso un tono di voce caldo e rassicurante e uno sguardo fermo.

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