Controllare la comunicazione non verbaleDurante una conversazione a due o in un gruppo le tue parole rispecchiano la tua comunicazione non verbale? La risposta a questa domanda non è così scontata. Anche se può sembrare incredibile, il novanta per cento della comunicazione quotidiana è composta da atti non verbali, che hanno quindi un’importanza molto alta all’interno delle relazioni sociali.

Questa importanza si deve al fatto che, nonostante in un dialogo l’attenzione dell’interlocutore venga focalizzata sulle parole (o almeno così si spera!), il giudizio che si plasma nella sua mente prende in considerazione soprattutto i messaggi di comunicazione non verbale. Insomma, se tra verbale e non verbale c’è incoerenza, il destinatario sarà portato a credere a quello che fai piuttosto che a quello che dici.

Essere in grado di mettere in atto una comunicazione non verbale efficace è la chiave del successo nella vita personale e professionale. Per fare ciò è necessario disporre di un’alta consapevolezza del proprio essere, di modo da poter controllare il più possibile la gestualità, la postura e tutti quegli atteggiamenti che rientrano nella sfera del “non verbale”.

Esistono diversi tipi di comunicazione come per esempio la comunicazione aziendale, scopri di cosa si tratta.

Comunicazione non verbale efficace: cosa fare e cosa evitare

Per capire come funziona la comunicazione non verbale, e come utilizzarla in modo efficace è sufficiente seguire qualche piccolo consiglio.

Tecniche di comunicazione non verbaleFare attenzione al contatto visivo. In una conversazione è importante mantenere il contatto visivo con il proprio interlocutore. Spostare lo sguardo nervosamente e, soprattutto, evitare di guardare negli occhi chi sta davanti è indice di scarsa fiducia in sé stessi. Al contrario un buon contatto visivo mostrerà alla persona che la si sta ascoltando e che si è interessati a ciò che si sta sentendo.

Contatto fisico. Anche se toccare il proprio interlocutore non è sempre consigliato, a meno che non si abbia un certo tipo di intimità, stringere la mano è un atto che tutti compiamo quasi quotidianamente, e va fatto in modo deciso ma naturale. Una stretta di mano debole o molle, infatti, porterà all’interlocutore il messaggio di “persona debole o molle”. Ma attenzione a non esagerare! Una stretta troppo vigorosa comunica un’eccessiva agrgressività.

Curare la posizione del proprio corpo

 

Una postura eretta e rilassata, con le spalle aperte e il mento alto, mette a proprio agio l’interlocutore e denota sicurezza. Al contrario, spalle incurvate, testa bassa o braccia incrociate sono chiari segnali di “chiusura” e di mancanza di autostima.

Misurare le distanze. Ogni individuo possiede uno spazio “personale” dentro al quale gli estranei non si dovrebbero avventurare. Per questo, avvicinarsi troppo a una persona che si conosce poco non è mai una buona idea: potrebbe far sentire l’interlocutore aggredito e metterlo a disagio. Questi confini possono essere superati solo con amici, familiari, o comunque con chi si ha un certo grado di intimità.

Queste “regole” di comunicazione non verbale sono molto semplici nella teoria, ma non sempre nella pratica: per riuscire a mantenere il controllo del proprio corpo anche in situazioni nuove o “minacciose” ci vuole molto sangue freddo e molto allenamento.

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