manuale-di-comunicazione-non-verbaleIn quest’ articolo ci occuperemo di valutare, tra la infinita letteratura dedicata, uno dei libri sicuramente piu’ accreditato, riguardo alla tematica della comunicazione. Si tratta del Manuale di comunicazione non verbale, per operatori sociali, penitenziari e criminologici, di V. Mastronardi ed edito da Carocci.  

Lo scopo di questo articolo non e’ sicuramente commerciale, ma diversamente mira a valutare come nel testo vengano affrontate delicate problematiche in riferimento alla comunicazione in contesti sociali difficili, nei quali la professionalita’ degli operatori rappresenta uno dei requisiti fondamentali, al fine di poter operare.

Si tratta infatti di contesti in cui, non e’ possibile affidarsi al caso, o alla sperimentazione personale. E’ evidente partire con un buon bagagli di base, per poi riuscire in modo soggettivo ad adattarsi al meglio riguardo alle varie situazioni con cui ci si rapporta.

Sei un neofita della comunicazione? Allora impara quello che c’è da sapere sulla storia della comunicazione, dal telegrafo a oggi.

La comunicazione in ambienti sociali complessi

Studiare la comunicazione non verbale, ha rappresentato nel tempo uno degli aspetti piu’ interessanti e controversi. Alcune discipline, dalla psicologia all’ antropologia, etc. hanno fornito in tal senso una notevole produzione letteraria articolata.

Uno dei maggiori esponenti in tal senso e’ stato Lombroso (1897), che ha raccolto e studiato centinaia di reperti umani, provvedendo a creare delle opportune correlazioni fra i volumi fisiologici dei corpi umani studiati e correlazione comportamentale e cognitiva.  Oggi sappiamo che le suddette teorie risultano poco o nulla attendibili, ma sicuramente sono da annoverare dal punto di vista analitico, le metodologie ed i criteri utilizzati.

Lo sviluppo degli studi sulla comunicazione, nel ‘900 ha portato sicuramente ottimi benefici alla questione, con gli studi compiuti a partire dagli anni ’50, ad opera del Pentagono e della CIA, necessari ad analizzare comportamenti anomali durante gli interrogatori. Un elemento interessante riguarda poi il concetto di simulazione,  inteso come la necessita’ di formulare affermazioni false, per migliorare la propria autostima o per scopi di tipo diverso (professionale, militare, pedagogico, politico, etc. ).

La comunicazione non verbale nell’ ambito della criminalita’ e dei contesti sociali difficili

 

Seven comunicazione non verbale ambito criminologico Un altro elemento di fondamentale importanza riguarda poi, l’ insieme di riti, segnali, codici utilizzati dalle organizzazioni criminali nel mondo. Sono presenti alcuni elementi comuni di tipo non verbale, in ambito penitenziario e criminologico, con particolare riguardo per i tatuaggi sul corpo, l’ abbigliamento e gli elementi paraverbali, al fine di poter trasmettere contenuti eludendo la sorveglianza.

In seconda analisi,  risulta molto interessante l’ elemento che riguarda i comportamenti utilizzati dai serial killer, un argomento che sicuramente nel mondo del cinema ha permesso la creazione di innumerevoli pellicole di grande successo, e infine gli elementi che riguardano le situazioni difficili quali ad esempio i tipici segnali pre-suicidio, oppure ulteriori indizi legati ad episodi delinquenziali (omicidio, ricatti, etc. ).

Non si tratta ovviamente di una lettura banale o rilassante, ma diversamente l’ approccio deve risultare necessariamente coadiuvato da un attento studio e determinazione dei contenuti. In tal senso, l’ apporto di altri testi che spaziano tra l’ antropologia e la psicologia, ma anche la cinematografia possono fornire un valido supporto multidisciplinare.

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