La cura con le erbe può interagire in maniera più o meno positiva con i classici farmaci: alcuni vegetali ad esempio hanno la proprietà di potenziare gli effetti dei medicinali, oppure annullarne l’efficacia o addirittura facilitare l’insorgenza di controindicazioni.

Quando si assumono farmaci quindi è importante fare attenzione alle indicazioni dei foglietti illustrativi e alla cura con le erbe che eventualmente si sta seguendo per quella o altre patologie; con i prodotti naturali si possono combattere diversi disturbi e uno dei più comuni è lo stress; ecco la cura con le erbe per lo stress.

Cura con le erbe e farmaci anti coagulanti

Cure con le erbe e interazioni con i farmaci

Alcune erbe potenziano l’effetto dei farmaci anticoagulanti avendo simili proprietà: se si assumono contemporaneamente quindi potremmo correre il rischio di emorragie. Alcuni esempi di tali erbe sono la curcuma, il ginko biloba, l’olmaria, l’aglio, che fluidificano il sangue e prevengono trombosi, arteriosclerosi e microangiopatie.

Se stiamo seguendo una terapia per ridurre il tasso di glicemia bisogna verificare il dosaggio del farmaco se contemporaneamente assumiamo piante con azione ipoglicemizzante come la bardana (che ha proprietà depurative) , il ginseng (che aiuta il rendimento mentale e fisico) e l’eleuterococco (che rafforza la resistenza alla fatica).

Erbe e farmaci sedativi o immunodepressori

 

Se assumiamo medicine per la sedazione del nervosismo e dello stress facciamo attenzione all’assunzione della valeriana che potrebbe comportare un eccessivo effetto calmante. Se invece abbiamo subito un intervento chirurgico o un trapianto e ci hanno prescritto immunodepressori per arginare l’azione delle difese immunitarie, evitiamo di assumere Echinacea (tutte le varianti in commercio, Pallida, Angustifolia e Purpurea), ginseng, eleuterococco. In questo modo non aumenteremo le possibilità di un rigetto.

Cure alternative e interazione con i farmaci tradizionaliSe ci hanno prescritto medicine per contrastare l’acidità gastrica, evitiamo di assumere l’Achillea Millefolium (che serve anche per la colite e la dismenorrea) e l’Artiglio del diavolo (l’Harpagophytum procumbes utilizzato come antinfiammatorio e antidolorifico per i reumatismi).

In caso di problemi alla tiroide bisogna evitare qualsiasi tipo di alga (come il Fucus Vesiculosus) che sono spesso presenti nei prodotti dimagranti, in caso di ipertiroidismo. Per l’ipotiroidismo invece si sconsiglia l’assunzione della Melissa officinalis che solitamente si usa a scopo antidepressivo e sedativo.

Chi assume farmaci per problemi cardiaci meglio evitare la liquirizia, la Solidago Virgaurea, la Frangula e il biancospino. Chi segue una cura per abbassare la pressione, deve eliminare dalla propria dieta la già citata liquirizia, il ginseng, l’eleuterococco.

In generale, qualsiasi farmaco si stia assumendo, è importante, se si segue anche una cura con le erbe, ricordare che: il pompelmo contiene flavonoidi che inibiscono gli enzimi che catalizzano i farmaci; l’iperico riduce l’efficacia (anche dei contraccettivi orali); l’altea diminuisce l’assorbimento delle medicine.

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