le terapie alternativeSentiamo tanto parlare di terapie alternative, ovvero terapie sostitutive o integrative rispetto alla cosiddetta “medicina ufficiale”.

Ma quanto sono realmente efficaci le terapie alternative? E soprattutto, si può parlare veramente di terapia, o ci troviamo a confronto con approcci poco sicuri? Cerchiamo di approfondire la questione.

Questi metodi sono utilizzati da un numero crescente di persone che preferiscono optare per metodi naturali piuttosto che intossicarsi con decine di farmaci; sono molti i modi di curarsi alternativamente alla medicina tradizionale, omeopatia, medicina olistica e fitoterapia. Ma la cura con le erbe funziona sempre?

Come e se funzionano le terapie alternative

Conosciute anche come terapie complementari, le terapie alternative sono molteplici e hanno diversi ambiti di applicazione.

Le più note, elencate tra le discipline riconosciute dal Parlamento Europeo, sono:

– Agopuntura;
– Chiropratica;
– Fiori di Bach;
– Fitoterapia;
– Medicina antroposofica;
– Medicina Ayurvedica;
– Medicina tradizionale cinese;
– Omeopatia;
– Omotossicologia;
– Osteopatia.

Ci sono poi terapie meno note ma altrettanto diffuse come l’elioterapia, ma anche la cromoterapia, la musicoterapia o gli approcci terapeutici che usano le pietre o i magneti (magnetoterapia). Alcuni includono tra le terapie alternative anche il Reiki o la pranoterapia, entrambi legati alla possibilità di veicolare un fluido sottile attraverso l’uso delle mani. Per tutte queste categorie si utilizza, sovente, l’etichetta di “terapie non convenzionali”.

Gli approcci terapeutici sopra elencati seguono un paradigma molto diverso da quello della medicina ufficiale, e per tale ragione reggono difficilmente alle verifiche sperimentali.

L’utilizzo di queste terapie e la loro prescrizione sono di solito affidati a specialisti di settore, formati in scuole di naturopatia o affini e spesso dotati di una laurea in medicina.

Si tratta, tuttavia, di un settore ancora non pienamente regolamentato, nel quale è possibile imbattersi in medici qualificati come in sedicenti guaritori dalle dubbie facoltà.

Come curarsi con le terapie alternative?

 

terapie non convenzionaliChi si cura con le terapie alternative, in genere, abbraccia o intende abbracciare una visione olistica dell’essere umano. Olistica, perchè pensa l’uomo come un tutto in cui la singola parte non può essere studiata e curata indipendentemente dal resto, cogliendo i nessi di causa/effetto con la vita dell’intero organismo.

L’approccio olistico tiene anche conto della vita spirituale dell’uomo, del suo rapporto con la natura, integrando pratiche molto antiche come l’ayurveda, l’agopuntura e la medicina tradizionale.

Curarsi con le terapie alternative, dunque, significa accedere ad un altro “mondo”, un mondo dove la cura è occasione per guadagnare nuova consapevolezza su se stessi, non per spegnere semplicemente un sintomo e tornare alla vita normale.

Come ricorda Edward Bach, l’inventore della floriterapia, la malattia ha sempre qualcosa da dirci, e spesso quel che ci comunica è un disagio, la temporanea “uscita dai binari” del nostro vero sé.

La scienza spesso equipara l’effetto delle terapie alternative al placebo. Eppure, quando la terapia in questione è assolutamente priva di controindicazioni (come nel caso dei fiori di Bach), non costa nulla associarla ad una normale terapia farmacologica, meglio se assistiti da un naturopata o da un esperto del settore.

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