cure alternative per l'ansiaOggigiorno siamo abituati ad affrontare anche i piccoli disagi con l’aiuto dei farmaci, proprio per la risposta immediata che questi ultimi sembrano dare ai nostri malesseri.

Lo stesso discorso vale per l’ansia, che talvolta scegliamo di affrontare, quando eccessiva, con l’aiuto di psicofarmaci o tranquillanti.

Ma è davvero necessario ricorrere a questo tipo di cure? Funzionano eventuali cure alternative ai farmaci, e in tal caso come possono aiutarci? E ancora, quali sono le cure naturali per l’ansia?

Una cura alternativa per l’ansia: yoga e meditazione testati dalla scienza

Sono numerosi gli studi scientifici che testimoniano l’efficacia di yoga e meditazione nel trattamento dell’ansia. L’articolo “Yoga for Anxiety: A Systematic Review of the Research”, datato 2005, elenca i risultati ottenuti studiando l’applicazione dello yoga in caso di disturbi d’ansia.

Si parte dall’effetto ansiolitico legato all’attività fisica, ma si toccano soprattutto le applicazioni pratiche del kundalini yoga, la cui efficacia contro l’ansia sarebbe legata a un insieme coordinato di fattori (motivazione individuale, tecniche respiratorie, distacco dai pensieri e molto altro).

In precedenza, negli anni ’90 sono comparsi altri due studi sull’ansia, “Efficacy of two relaxation techniques in examination anxiety” e “Stress due to exams in medical students: role of yoga”. Si tratta dunque di un soggetto studiato e conosciuto anche in ambito medico.

Ancor più studiati, invece, sono i rapporti tra meditazione ed ansia. Uno studio pubblicato su Social Cognitive and Affective Neuroscience testimonia l’efficacia della meditazione nella riduzione dei meccanismi dell’ansia, testimoniando come la tecnica meditativa attivi specifiche aree cerebrali ed in particolare la corteccia prefrontale ventromediale, area che controlla gli stati legati alla preoccupazione.

Altre cure alternative che funzionano?

 

yoga cura alternativa all'ansiaEsistono diversi studi scientifici sull’effetto degli oli essenziali sugli stati d’ansia. Tra questi, gli studi di Munafo e Stevenson sull’effetto calmante di Neroli, se usato in un massaggio. Oppure, l’approfondimento dedicato da Dunn, Collet e Sleep all’utilizzo dell’olio essenziale di Lavanda. I risultati? Sembrano decisamente interessanti.

E i Fiori di Bach? Nonostante gran parte della scienza ufficiale li consideri alla stregua di placebo, continuano ad essere molto usati nel trattamento degli stati d’ansia.

Esistono, in ambito scientifico, gli studi in doppio cieco effettuati da Walach, Rilling ed Engelke (2001), poi Armstrong ed Ernst (2001) e Halberstein, DeSantis e Sirkin (2007).

Nonostante l’efficacia appaia non elevatissima, sottolineiamo la difficoltà nel verificare i reali cambiamenti operati nella persona dall’attività del fiore, che agisce come “attivatore” intervenendo soprattutto sul piano emotivo, con risultati totalmente soggettivi da individuo a individuo.

Nessun rischio, comunque: essendo ampiamente diluite, le essenze nel peggiore dei casi saranno innocue, e vale comunque la pena provare.

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