La Dieta a Zona è stata ideata dal biologo americano Bears, il quale ha studiato la correlazione tra i vari macroalimenti e le loro proporzioni presenti ad ogni pasto.
Lo scopo è stato quello di individuare la formula più opportuna, al fine di avere dei benefici in tutto l’organismo.
L’idea che è alla base dello studio per la Dieta a Zona sarebbe quella di trarre tutti gli aspetti positivi possibili proprio dal cibo, in grado di andare a migliorare la condizione psico-fisica del soggetto, se ingerito nella maniera più ottimale; ecco alcuni esempi di dieta a zona.

Bears ha dunque individuato una formula che riduce la Dieta a Zona ai seguenti numeri: 40-30-30.

cos'è la dieta a zona

Quelle indicate non sono altro che percentuali, le quali rappresentano la quantità rispettivamente di carboidrati, proteine e glutine che devono essere presenti in ogni pasto.

La Dieta a Zona prevede inoltre che si facciano tre pasti principali e tre spuntini, il concetto è che il corpo ha necessità di energie e per questo vada adeguatamente ma continuamente alimentato.

La Dieta a Zona agisce sulla base dell’impatto ormonale dell’insulina, del glucagone e degli eicosanoidi all’interno dell’organismo dell’individuo e in relazione al cibo e mira a tenere sotto controllo tale impatto.

L’insulina è legata all’assunzione di carboidrati e funge da controllore dei livelli di zucchero nel sangue.
Il glucagone invece è considerato l’antagonista dell’insulina e la sua produzione è stimolata dalle proteine, inoltre esso agisce quanto i livelli di insulina nel sangue risultano bassi.
Gli eicosanoidi invece sono molto importanti in quanto hanno il controllo fisiologico di tutto l’organismo.

La Dieta a Zona, considerata la drastica diminuzione dei carboidrati, permette una perdita di peso in breve tempo e quindi di massa corporea.

Occorre però sempre tenere presente che ogni tipo di Dieta deve essere accompagnata da una adeguata attività fisica per poter potenziare il corpo e mantenere la linea raggiunta.

cos'è la dieta a zona

Inoltre la Dieta a Zona all’inizio può risultare un pò ostica per quanto riguarda il calcolo della varie ripartizioni di macroalimeni. A tale scopo quindi si sono individuati 11 blocchi ognuno dei quali è pari a 7 grammi totali di Kcal, da distribuire nell’arco della giornata.

In generale comunque la Dieta a Zona prevede un certo apporto di proteine a fronte invece di un apporto di carboidrati derivanti da frutta e verdura, quindi decisamente poco calorici rispetto ad altri tipi di alimenti contenenti zucchero.

Per questo poi l’apporto generale delle calorie rimane basse ed è più facile perdere peso.

Il controllo sull’equilibrio ormonale ha poi anche lo scopo di gestire lo stress, questo in linea con il concetto base della Dieta a Zona, che è quello di mirare all’equilibrio psicofisico di tutto il corpo.

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