La Dieta a Zona permette quasi di mangiare qualsiasi tipo di alimento, la particolarità è che ne delinea le quantità in proporzione ad ogni pasto.
La Dieta a Zona è stata ideata dal biologo americano Barry Sears e ha avuto grande successo, scoprine quindi gli undici blocchi.

Dieta a Zona: risultati senza troppe rinuncie.

Lo scopo della Dieta a Zona è mantenere l’equilibrio di alcuni ormoni, primo fra tutti l’insulina, che promuove l’accumolo del grasso.

bilanciare la dieta a zona

Alla base della Dieta a Zona vi è comunque il concetto che non si deve digiunare ma mangiare almento i tre pasti principali e tre spuntini al giorno, mattina, pomeriggio e anche la sera prima di coricarsi.

L’importante è mantenere l’equilibrio stabilito tra le diverse proporzioni.

La Dieta a Zona risulta iperproteica, essa prevede l’assunzione di 40% di carboidrati, 30% di grassi e 30% di proteine ad ogni pasto.

Per quanto riguarda i grassi, nella Dieta a Zona si utilizzano soprattutto gli Omega3 che sono molto utili nella produzione di ormoni che stimolano benefici psico-fisici oltre che la formazione dell’insulina, utile per controllare l’equilibrio degli eicosanoidi.

Di seguito sono riportati alcuni esempi dei vari pasti in base alla Dieta a Zona:

colazione: 4 frollini e 200 ml di latte parzialmente scremato; un toast integrale con ricotta e prosciutto, un kiwi;
spuntino:200mla di yoghurt; 20gr di bresaola, ananas, una noce;
pranzo: orzo e gamberetti con un cucchiaio di olio extra vergine; insalatona con verdure, formaggio e una scatoletta di tonno;
merenda: 4 frollini;
cena: pesce spada con crackers e frutta con mirtilli; grano saraceno e salmone con macedonia di frutta senza zucchero;
spuntino: yoghurt o frollini;

Questi riportati sono esempi di un menù che ad ogni pasto contempla sempre la presenza di tutti i macroelementi: carboidrati, proteine e grassi.bilanciare la dieta a zona

L’elemento importante da tenere sempre sotto controllo sono le proporzioni della distribuzione dei macroelementi. E’ proprio in base a quelle che la Dieta a Zona diventa efficace, poiché alla base vi è lo studio di come il cibo possa influenzare la produzione ormonale e e quindi le condizioni fisiche del soggetto.

Diventa dunque fondamentale la consapevolezza che è il cibo che può fungere da guida per migliorare la propria salute, al di là invece del concetto in base al quale dal cibo stesso potrebbero derivare numerosi scompensi. Certo questo è pur vero, nella misura in cui non si tengono in considerazione le conseguenze dell’assunzione in varie quantità dei macroalimenti che influenzano gli ormoni.

Da non tralasciare poi una adeguata attività fisica che deve sempre accompagnare il regime alimentare abbinato a qualsiasi dieta, quindi anche alla Dieta a Zona.

0 Commenti

Lascia un commento

Lascia il tuo commento

Lascia un commento