dieta a zona e perdita di pesoLa dieta a zona è stato creata dal Dr. Barry Sears e si traduce in un regime alimentare strettamente legato all’evoluzione del genere umano, basato sulla genetica. I geni umani hanno bisogno di migliaia di anni per adattarsi ai cambiamenti dell’ambiente e, negli ultimi centinaia di migliaia di anni abbiamo trascorso la maggior parte del nostro tempo a mangiare due gruppi di alimenti:

 

  1. Proteine magre
  2. Carboidrati naturali, come frutta e verdure ricche di fibre

I nostri geni sono ancora quelli del nostro antenato cacciatore-raccoglitore, piuttosto che dell’agricoltore . L’agricoltura è un fenomeno relativamente nuovo, in termini di adattamento ed evoluzione genetica. In altre parole, i nostri geni non si sono ancora adattati al consumo di prodotti allevati e coltivati.

Stiamo consumando enormi quantità di carboidrati altamente trasformati, come i cereali e i prodotti da questi derivati e, dal momento che non siamo programmati per questo, quando lo facciamo si verificano reazioni biochimiche spiacevoli all’interno del nostro corpo.

Le conseguenze di un consumo eccessivo di carboidrati lavorati comprendono:

  1. Aumento di peso
  2. Alterazioni di insulina
  3. Pre-diabete e diabete
  4. Malattia cardiaca
  5. Cattive condizioni di salute generale

Se non sei interessato a questo tipo di dieta, ma ultimamente ti senti appesantito, scopri a cosa serve la dieta disintossicante.

Dieta a zona: perché ingrassiamo?

La dieta a zona tiene dunque conto del nostro corredo genetico. Secondo il Dott. Sears dobbiamo consumare il carburante di cui i nostri corpi hanno veramente bisogno per la salute ottimale e non attenerci alle informazioni nutrizionali errate dei nostri amici, familiari o veicolare dai mass media. La maggior parte dei programmi tipici di perdita di peso mirano a ridurre il grasso.

I nostri tentativi di ridurre il consumo di cibi grassi come burro, patatine, biscotti e dolci in genere, finisce per spingerci ad assumere più carboidrati, che secernono insulina. Questa, a sua volta,  trasforma i carboidrati in eccesso in grasso immagazzinato. Dopo 30 anni di tentativi di mangiare cibi a basso contenuto di grassi non abbiamo ottenuto risultati: cresce la percentuale di soggetti in sovrappeso e i chili di troppo stanno diventando per tutti una ossessione. Abbiamo dunque ottenuto esattamente il risultato opposto.

La produzione di insulina può essere controllata se mangiamo carboidrati a bassa densità, grassi alimentari e proteine nelle giuste proporzioni. Se siamo in grado di mantenere i livelli di insulina all’interno di ciò che il dottor Sears definisce una “zona terapeutica”, è più facile bruciare il grasso corporeo in eccesso – e tenerlo definitivamente sotto controllo. Attraverso la dieta a zona è possibile migliorare la concentrazione mentale, godere di una maggiore energia e vitalità .

Dieta zona: carboidrati , proteine e grassi nel giusto equilibrio

 

La teoria alla base di questa dieta è che l’apporto calorico quotidiano dovrebbe essere suddiviso in un rapporto 40/30/30:

dieta a zona e il rapporto 40/30/30

40 % di carboidrati
30% di grassi
30 % di proteine

A differenza di molte altre diete, la zona non invita ad introdurre meno calorie -l’apporto calorico non deve essere tagliato

drasticamente –  ma, piuttosto, suggerisce come modificare le proprie abitudini alimentari e cosa mangiare.

Ecco alcune linee guida:
– Ogni pasto deve includere alimenti proteici – circa le dimensioni di un piccolo petto di pollo, o del palmo della mano (tre pasti al giorno )
Ogni spuntino deve comprendere alimenti fonti di proteine ( due spuntini al giorno )
La porzione di carboidrati di un pasto o di uno spuntino dovrebbe essere circa il doppio della porzione proteica. Le principali fonti di carboidrati dovrebbe dovrebbero essere verdure, cereali integrali e frutta. Una piccola percentuale di carboidrati può provenire da riso, pasta, cereali da colazione, pane, carote, succhi di frutta e alcuni frutti (mango, banana e papaia)
Il pasto o lo spuntino dovrebbe includere anche qualche grasso buono (avocado, olio di oliva, oli di pesce e noce)

La dieta a zona si basa di fatto sul corretto rapporto tra carboidrati, grassi e proteine, scegliendo tra un un elenco di alimenti che possono essere gustati sia durante i pasti che gli  spuntini.

Dieta a zona: vantaggi e svantaggi

Ecco i principali vantaggi:
– La dieta insegna le buone abitudini alimentari , quali il controllo delle porzioni e la riduzione dello zucchero
– La dieta prevede il consumo di abbondante frutta e verdura
– I dietisti riferiscono che il desiderio di carboidrati lavorati inizia a scomparire dopo pochi giorni
– La dieta a zona può aiutare a perdere rapidamente il peso
Gli svantaggi sono invece:
Rapida perdita di peso. Sebbene incluso tra i vantaggi, per la maggior parte dei dietisti questo aspetto non è ottimale. La rapida perdita di peso è infatti spesso seguita da un altrettanto rapido aumento di peso!
– Potrebbe essere difficile adattarsi al nuovo regime alimentare
– Il costo degli alimenti

La dieta a zona potrebbe essere l’ideale per coloro che sono allergici a cereali, frumento o lieviti poiché comporta il taglio di questi gruppi alimentari. La dieta a zona aiuta a perdere grasso e aumenta il benessere, riducendo l’infiammazione cellulare che è la causa dei chili in eccesso, dell’accelerazione delle malattie croniche e della diminuzione delle prestazioni fisiche e mentali.

La dieta a zona propone essenzialmente di mangiare cibi che regolarizzano la produzione di insulina del corpo (evitando cali o picchi drastici) e un pasto non dovrebbe superare le 500 calorie (mentre uno snack non dovrebbe eccedere le 100 calorie). Il motto della dieta a zona è: “utilizza il cibo come farmaco per i disturbi“.

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