come impostarla al meglioParlare di una dieta per bambini è un argomento delicato ma che si rende importante. La nostra società si fa sempre più disordinata dal punto di vista dell’alimentazione e i nostri figli non sono immuni ai nostri vizi. I bambini, si sa, copiano gli adulti e anche a tavola noi siamo i primi esempi. Se però organizzare una dieta per un uomo o una donna adulti che devono dimagrire per motivi  di salute è ormai la prassi, una dieta per bambini può sembrare una stranezza.

I bambini non hanno bisogno di mangiare cose diverse da quelle che mangiano gli adulti e hanno bisogno degli stessi nutrienti, delle vitamine, dei carboidrati, delle proteine. Quello che spesso capita però, proprio come negli adulti, è che ci siano squilibri nelle proporzioni tra i diversi gruppi di nutrienti, con conseguenze più o meno evidenti e gravi sull’organismo. Se il bambino è in evidente sovrappeso, ed è una condizione che capita ormai di frequente, potrebbe essere utile organizzare per lui una dieta.

Mettere a dieta un bambino può essere un’idea che fa inorridire molti e, in effetti, un piano nutrizionale non ben bilanciato, può provocare ulteriori danni al corpo del bambino che, non lo dimentichiamo, è in fase di sviluppo e crescita. Se con gli adulti si sconsiglia di non improvvisarsi dietologi decidendo da soli cosa mangiare e cosa no e le eventuali proporzioni, con i bambini è di fondamentale importanza parlare con il pediatra e con un dietista specializzato perché il piano nutrizionale sia adeguato al bambino e alla sua età.

Sono molti i tipi di dieta che si può decidere di seguire, uno di quelli che ha riscosso maggiore successo negli anni è la dieta a zona, ma come si caratterizza?

Dieta per bambini: attenzione alle possibili carenze di nutrienti

Le controindicazioni di una dieta troppo stretta o non ben bilanciata possono essere di natura diversa. Sul piano prettamente fisico, un apporto sbilanciato di nutrienti può portare a carenze e quindi sofferenze, crescita non armonica e può aumentare il rischio di sviluppare malattie legate al cibo, per esempio il diabete.  E se i problemi per il corpo possono essere anche gravi, altrettanto deleterie possono rivelarsi le conseguenze sulla mente del bambino.

Il rapporto con il cibo si crea dalla nascita e durante la crescita. Un bambino che mangia sano e vive in una famiglia in cui si conoscono e si seguono i principi di una alimentazione corretta avrà un rapporto con il cibo positivo e potrà apprezzarlo nella sua interezza. Di contro un bambino che cresce in un ambiente in cui il cibo viene demonizzato farà fatica a sviluppare un buon rapporto con il piatto. Vedersi togliere qualcosa che piace può essere un trauma per un bambino ed è quindi importante che la dieta non venga imposta dall’alto senza spiegazioni.

È chiaro come in tenera età non sia possibile spiegare nel dettaglio i motivi dietro la sparizione, per esempio, delle merendine, mentre in età scolare e soprattutto nell’adolescenza è vitale che si chiariscano i motivi dietro le scelte alimentari che i genitori compiono per il benessere dei figli. Un bambino che vede una famiglia ossessionata dal conteggio delle calorie e dai grassi rischia, da adulto, di riproporre questi comportamenti sbagliati. Soprattutto perché la dieta non deve eliminare del tutto un nutriente, a maggior ragione quando si tratta di una dieta per bambini.

Un altro aspetto che viene sottolineato spesso nelle diete è il famigerato conteggio delle calorie ma per un bambino non possono valere gli stessi conteggi fatti per un adulto. Una dieta ipocalorica che non tenga conto dei fisiologici bisogni delle diverse età del bambino rischia di portare scompensi e difetti nella crescita.

Potrebbe sorprenderci scoprire, per esempio, che il fabbisogno medio di un bambino maschio tra quattro e otto anni può arrivare a 2.000 calorie al giorno e che quello di una bambina nella stessa fascia di età può raggiungere le 1.800 calorie. Se pensiamo che il consumo di calorie medie di un adulto si aggira intorno alle 2.000-2.500 calorie al giorno è chiaro come si debba prestare molta attenzione quando decidiamo cosa mettere nel piatto dei nostri figli.

Bambini in sovrappeso: spesso la dieta non è la strada giusta da seguire

 

come combattere il problemaSe il bambino è in sovrappeso, nella stragrande maggioranza dei casi, la dieta non è la soluzione. La paura che un bimbetto cicciottello possa diventare un adulto obeso è giusta e sana ma, a differenza di un adulto, il bambino ha ancora davanti a sé molti anni di crescita per smaltire quei chili di troppo che ci fanno preoccupare.

Se, per motivi di salute gravi, il pediatra deciderà per una dieta, questo regime alimentare non dovrà essere protratto per un lungo periodo di tempo e si dovrà essere, di contro, molto più propositivi per trovare sistemi e attività perché il bambino smaltisca naturalmente le calorie.

Mettere un bambino a coste di sedano e latte scremato è un’idea che fa orrore ed è giusto che sia così. La dieta di un adulto che vuole dimagrire non può essere la stessa di un bambino perché, in buona sostanza, non può e non deve esistere una dieta per bambini.

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