La Dieta a zona, a differenza di molte altre diete, non ha come unico scopo quello di dimagrire.

La Dieta a zona  si pone obiettivi diversi, che possano coinvolgere il corpo nella sua interezza.

Infatti la Dieta a zona mira innanzitutto a ristabilire un equilibrio all’interno dell’organismo.

L’obiettivo finale è quello di migliorare la qualità della salute sia fisica che mentale del soggetto, per ridurre l’invecchiamente causato da una scorretta alimentazione, per ridurre il rischio di malattie cardiache ed altri sintomi che dipendono comunque da ciò che si mangia e da come lo si realizza.

La Dieta a zona si realizza nel concreto tramite l’organizzazione del proprio pasto in blocchi.

Un blocco è l’unità di misura della Dieta a zona; scopri quali sono gli alimenti da evitare nella dieta a zona.

Esso si compone di un rapporto tra carboidrati, proteine e grassi pari a 40 – 30 – 30.

All’incirca ogni blocco garantisce un apporto di energia pari a 100 kcal e si compone della seguente suddivisione: 9g di carboidrati, 7g di proteine e 3g di grassi.

In generale nell’apporto nutrizionale necessario per affrontare la giornata, si individuano in tutto 11 blocchi che determinano il raggiungimento di almeno 1000 Kcal.

blocchi Dieta a zona

I blocchi sono così suddivisi: 3 blocchi di proteine, carboidrati e grassi a colazione; 2 blocchi nello spuntino di metà mattina; 2 blocchi a pranzo, 2 blocchi a metà pomeriggio e 2 blocchi a sera.

Un simile regime alimentare della Dieta a zona permette di mantenere un equilibrio che migliori il funzionamento di tutto l’organismo.

Lo scopo è anche quello di evitare di creare squilibri sia energetici che di conseguenza ormonali, determinati ad esempio da una eccessiva presenza nel sangue di glicemia dovuta ad una assunzione in maniera troppo preponderante di carboidrati.

In generale comunque, si può ritenere che la Dieta zona aiuti anche a dimagrire, in quanto l’apporto del cibo è ipocalorico e le calorie in totale che vengono assunte sono contenute.

blocchi Dieta a zona

Il concetto, della suddivisione in blocchi dei diversi pasti, permette anche di mantenere la propria alimentazione sotto controllo. Inizialmente può sembrare un pò macchinoso ma con l’abitudine, l’idea dei blocchi diventa più meccanica, anche se non immediatamente fluida.

Un suggerimento è quello di appuntarsi in luogo visibile della cucina una serie di blocchi a cui poter fare riferimento.

Occorre quindi sempre tenere in considerazione anche il tipo di attività fisica che fa il soggetto durante la giornata e bilanciare le necessità energetiche di cui ha bisogno il suo corpo con la giusta individuazione del numero di blocchi.

Nella Dieta a zona 11 blocchi rappresentano la base su cui andare a fare aggiustamenti per meglio realizzare un regime alimentare consono per il singolo.

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