elementi dieta a zonaA seguito di studi di biochimica effettuati dal Dott. Sears, è nata la dieta a Zona. Il concetto che sta alla base di tale tipo di regime alimentare è che il cibo stesso possa essere la formula risolutiva dei problemi fisici e mentali delle persone.

In altre parole, la salute psicofisica di un soggetto dipende in gran parte proprio da ciò che quel soggetto mangia quotidianamente, da come lo fa, dalle quantità di alimenti che ingerisce. Secondo il Dott. Sears, uno stato psicofisico ottimale dipende dalla qualità del regime alimentare messo in atto da ciascuno.

La dieta a zona viene dunque ad essere una risposta per la ricerca degli abbinamenti migliori al fine di raggiungere lo scopo di una salute senza problemi. Essa mira ad agire sia a livello ormonale che energetico per ottenere l’equilibrio quanto più perfetto possibile per la salute del corpo nel suo insieme.

La dieta a Zona si pone come obiettivo quello di aumentare la qualità energetica e vitale del soggetto.

Lo scopo è anche quello di fargli perdere la massa grassa e quindi il peso corporeo in eccesso, evitare la ritenzione idrica, rallentare il processo di invecchiamento della pelle, prevenire le malattie croniche, migliorare le performaces sportive, favorire la lucidità mentale.

La dieta a zona prevede il calcolo del fabbisogno giornaliero di proteine in base alla quantità di massa magra del soggetto. In seguito si calcola la quantità di carboidrati.

Hai già provato la dieta a zona ma non sei rimasto soddisfatto dei risultati? Allora scopri i consigli per dimagrire che funzionano.

I tre macronutrienti: proteine, carboidrati e grassi, vengono suddivisi in blocchetti e distribuiti in ogni pasto, secondo degli indici ben precisi che prediligono per prima cosa i carboidrati.

 

elementi dieta a zona

Per quanto riguarda il calcolo delle percentuali, nella dieta a zona sono previsti il 40% di carboidrati, il 30% di proteine e il 30% di grassi. In generale si favoriscono tutti gli alimenti che hanno un basso indice glicemico, al fine di controllare il livello di insulina.

Occorre però affermare che la dieta a zona, come qualsiasi altra dieta d’altronde, prevede sempre che il soggetto dedichi una parte della giornata all’attività fisica, la quale coadiuva proprio la dieta nel raggiungimento dei risultati sperati.

Inoltre però la dieta a zona non è vista di buon occhio da tutta la comunità di esperti in alimentazione, in quanto risulta fornire un eccesso di proteine a discapito dei carboidrati.

E’ vero che così si hanno dei sicuri miglioramenti a livello estetico, ma è anche vero che si tratta di uno squilibrio di cui va a soffrire il metabolismo sul lungo termine.

Un aumento di proteine influisce anche sul lavoro dei reni e conduce all’aumento del rischio delle malattie cardiovascolari.
Dunque anche con la dieta a zona bisogna prestare la giusta attenzione, limitarla nel tempo e continuare un regime alimentare più adeguato con la dieta di mantenimento.

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