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	<title>Più che Puoi</title>
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	<description>Per chi vuole di più</description>
	<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 11:16:47 +0000</pubDate>
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		<title>L&#8217;arte Reale, formula magica o segreto?:la via della guarigione</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 23:02:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio Pagliara</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Ciascun essere umano ha una missione da compiere e che inizia con la capacità di apprendere l'arte Reale, cioè l'arte di essere padrone e Re di se stesso. Il silenzio che viene rappresentato simbolicamente  dall'immagine della "benedizione alla greca"  è la via che porta ad apprendere quest'arte dal sapore Divino.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-6390" src="http://www.piuchepuoi.it/wp-content/uploads/2010/03/icona11-150x150.jpg" alt="L'arte Reale: la via della guarigione" width="150" height="150" /> Purtroppo non conosco nessuna formula magica, ma forse conosco un percorso magico o, meglio, un <strong>segreto</strong> che può produrre <strong>frutti magici</strong>, che è fatto di illuminazione e di <strong>coscientizzazione</strong>. Se avete pazienza seguitemi e capirete.</p>
<p style="text-align: justify;">Ciascuno di noi è su questa terra con una<strong> missione da compiere</strong>.  Nulla succede per caso. Se la nostra vita è piatta e se non conduciamo una vita ricca ed entusiasmante, sicuramente è, soprattutto, perchè non abbiamo ancora capito la nostra missione su questa terra.</p>
<p style="text-align: justify;">Sul nostro pianeta, attualmente, siamo più di sei milardi e mezzo  di esseri umani e nessuno è uguale ad un altro. Nemmeno due gemelli monozigoti lo sono. Ciascuno di noi è un <strong>prodotto unico</strong>, speciale, con un insieme specifico e particolare di talenti. La <strong>missione</strong> di ciascun essere umano è quello di <strong>realizzare la propria unicità, la propria specificità ed i propri talenti</strong>.  La via che porta a realizzare se stesso coincide con la  via  dell&#8217;arte Reale e con la via che porta ad essere realmente liberi e felici.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La missione</strong> quindi di ciascun essere umano è :</p>
<p style="text-align: justify;">1) <strong>realizzare se stesso</strong>, quindi, realizzare la propria unicità ed i <strong>propri talenti</strong>;</p>
<p style="text-align: justify;">2) <strong>essere libero</strong>;</p>
<p style="text-align: justify;">3) <strong>imparare a dare e ricevere gioia</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Per realizzare la propria missione è indispensabile imparare <strong>l&#8217;arte Reale</strong>, cioè l&#8217;arte di essere Re e padrone di se stesso.</p>
<p style="text-align: justify;">Nessun essere umano potrà mai realizzare i propri talenti, essere libero e riuscire a dare e ricevere gioia se è alla mercè delle circostanze e degli eventi esterni.  Siamo nati non per essere schiavi delle circostanze o degli altri ma siamo nati per essere liberi, per dare e ricevere gioia e per realizzare i nostri specifici talenti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>O sono le circostanze a controllare voi, o siete voi a controllare le circostanze</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-6393" src="http://www.piuchepuoi.it/wp-content/uploads/2010/03/smariapop1-150x150.jpg" alt="l'arte Reale: la via della guarigione" width="150" height="150" /></p>
<p style="text-align: justify;">Nel primo articolo sull&#8217;arte Reale ho utilizzato la figura di un <strong>Re guerriero</strong>, non perchè servono i muscoli per realizzare le competenze che portano ad essere Re-spons-abili di se stesso, ma perchè <strong>serve la lotta per sconfiggere i nemici</strong> , ed  i peggiori nemici che abbiamo  sono invisibili ed albergano  dentro ciascuno di noi (vedi articolo precedente).  Questo percorso di coscientizzazione e di liberazione  richiede <strong>disciplina, impegno </strong>e <strong>capacità di lotta</strong>, doti tipiche di un guerriero. </p>
<p style="text-align: justify;">Questa volta uso metaforicamente l&#8217;immagine della &#8220;<strong><span style="color: #ff0000;">benedizione alla greca</span></strong>&#8221; che è possibile ammirare nell&#8217; icona della Madonna con il Bambino Gesù in braccio,  presenti  nel <strong>Santuario della Madonna della Scala di Massafra</strong>,  nella<strong> Madonna delle Grazie a Benevento</strong> e nella<strong> Madonna della Basilica Cattedrale di Monopoli</strong>. Queste icone hanno anche l&#8217;appellativo di <strong><span style="color: #ff0000;">Odigitria</span></strong>, perchè c&#8217;è la <strong>Madonna che indica con la mano destra  &#8221;la via&#8221;.</strong>  Odigitria deriva dalla parola greca odos che significa &#8220;via&#8221;. </p>
<p style="text-align: justify;"> La via è il <strong>Bambino Ges</strong>ù che presenta la mano destra in atteggiamento di <strong>&#8220;benedizione alla greca</strong>&#8220;. La &#8220;benedizione alla greca&#8221; è <strong><span style="color: #ff0000;">un&#8217;allocuzione al silenzio ed all&#8217;ascolto</span></strong>. </p>
<p style="text-align: justify;">Nella &#8220;benedizione alla greca&#8221; <strong>l&#8217;anulare è unito al pollice per raffigurare la natura umana e la natura divina che si incontrano</strong>. </p>
<p style="text-align: justify;">Chi ha letto il mio libro &#8220;la via della guarigione&#8221; sa che <strong>la forma più evoluta di apprendimento</strong>, che è quella che differenzia di più l&#8217;essere umano da tutti gli altri esseri viventi, è <strong>l&#8217;apprendimento attraverso l&#8217;elaborazione delle informazioni</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"> <strong>La meditazione, l&#8217;elaborazione delle informazioni o la riflessione</strong> ( tutte e tre queste parole hanno lo stesso significato) rappresentano una forma di apprendimento che <strong>sorveglia e dirige tutte le altre forme di apprendimento</strong>.  Facciamo, quindi, silenzio ed impariamo a meditare perchè con la meditazione <strong>si apprende ad apprendere</strong>, si <strong>riesce a dirigere ed a capire ciò che si deve apprendere o ad eliminare</strong>, in funzione del raggiungimento dei propri obiettivi e , soprattutto,<strong> si riesce a saper usare ciò che si impara</strong>.    </p>
<p style="text-align: justify;">Il tempo di riflessione è un tempo sacro ed è il tempo in cui <strong>emerge la nostra natura d</strong>i<strong>vina</strong>. E&#8217; il tempo in cui la natura umana e la natura divina si incontrano. Il tempo di riflessione è il vero momento in cui avviene l&#8217;elaborazione cosciente del vissuto di ciascuno di noi, è il tempo che ci fa capire od intuire l&#8217;enorme ricchezza presente in ogni essere umano, è il vero tempo di potere perchè è il tempo che più di ogni altro sviluppa realmente le nostre potenzialità, la nostra libertà e la nostra capacità di essere responsabili e padroni di se stesso e del proprio destino.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Chi non ha tempo per stare in silenzio, per riflettere, non ha tempo per essere libero, non ha tempo per essere felice, non ha tempo per essere Re di se stesso</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Chi non ha tempo per elaborare le informazioni e le emozioni non ha il tempo per essere uomo, non solo, ma non riuscirà mai a scoprire il proprio <strong>potere divino</strong> e non riuscirà, neanche, mai a capire il vero valore della vita e la propria missione.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-6396" src="http://www.piuchepuoi.it/wp-content/uploads/2010/03/300px-madonnadellascala1-150x150.png" alt="L'arte Reale: la via della guarigione" width="150" height="150" /></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;arte reale quindi inizia con il silenzio, con la meditazione (riflessione). <strong>La via dell&#8217;arte Reale</strong> può essere rappresentata dal<strong> simbolo della &#8220;benedizione alla greca&#8221;</strong> che rappresenta, a sua volta, l&#8217;allocuzione al silenzio. </p>
<p style="text-align: justify;">  Molte verità vengono prima capite od intuite a livello filosofico, religioso o popolare e solo, a volte, a distanza di secoli o di millenni vengono dimostrate scientificamente.  Vediamo ora, nel 2010,  di capire perchè <strong>la &#8220;via&#8221;  dell&#8217;arte Reale  è il silenzio e la meditazione.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Sicuramente, mentre state leggendo ciò che scrivo, avete dei pensieri interni che determinano il vostro vissuto e la vostra reazione a ciò che scrivo.</p>
<p style="text-align: justify;">Già <strong>Epitteto</strong> (55-135 d.C.) filosofo greco sosteneva che: &#8220;<strong>gli uomini non sono disturbati dalle cose che accadono, ma dalle loro opinioni riguardo le cose che accadono&#8221;. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"> Se riflettete, sicuramente, sarete d&#8217;accordo che non sono gli avvenimenti che ci accadono che determinano le nostre emozioni ed i nostri stati d&#8217;animo, ma sono le nostre interpretazioni di ciò che ci accade che determina come ci sentiamo e le nostre reazioni. </p>
<p style="text-align: justify;">Non tutti reagiamo nello stesso modo in occasione degli stessi avvenimenti. La differenza è determinata dalla nostra <strong>diversa interpretazione di ciò che capita</strong>. La nostra diversa interpretazione deriva a sua volta dalle <strong>nostre diverse convinzioni e dalla nostra diversa mappa della realtà</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">La <strong>PNL </strong>(Programazione Neuro Linguistica) e le<strong> neuroscienze</strong> ci fanno capire che il nostro cervello compie in continuazione un processo di:</p>
<ul>
<li>
<div style="text-align: justify;"> <strong>cancellazione</strong></div>
</li>
<li>
<div style="text-align: justify;"> <strong>generalizzazione</strong> </div>
</li>
<li>
<div style="text-align: justify;"> <strong>distorsione della realtà.  </strong></div>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Chiudete immediatamente gli occhi e ricordatevi di ogni particolare esistente nella stanza in cui vi trovate e vi accorgerete, riaprendo gli occhi, della validità scientifica di ciò che ho appena affermato.</p>
<p style="text-align: justify;">Il risultato è che ognuno di noi ha una <strong>mappa della realtà</strong>. Ricordiamoci che la mappa è sicuramente utile, ma, vi prego,  non facciamo <strong>l&#8217;errore di confondere  la nostra  mappa con la realtà</strong>, che rimangono sempre cose diverse.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;utilità</strong> di una mappa va misurata, soprattutto, in funzione della <strong>sua efficacia  nel realizzare la nostra missione di vita</strong> : realizzare i nostri talenti,  aiutarci ad essere liberi e a d essere capaci di dare e di ricevere gioia. </p>
<p style="text-align: justify;">Ognuno di noi ha la sua mappa, che lo porta ad interpretare gli avvenimenti in modo pressochè unico. Fatevi raccontare lo stesso film da dieci persone diverse, avrete dieci versioni diverse, con sentimenti, emozioni e gusti che possono anche essere opposti. Particolari osservati e ricordati, a volte, estremamente diversi. E&#8217; quasi come se avessero visto un film diverso, eppure era lo stesso film.</p>
<p style="text-align: justify;">Ciascuno di noi interpreta le cose che gli capitano attraverso <strong>il filtro della mappa che ha di sè, degli altri e del mondo.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Cambia pensiero ed il mondo intorno a te cambia</strong>&#8220;  Richard Bach</p>
<p style="text-align: justify;">Se vogliamo,quindi, acquisire l&#8217;arte Reale, dobbiamo essere consapevoli, come gia&#8217; visto, che <strong><span style="color: #ff0000;">non sono le esperienze che facciamo a determinare le nostre emozioni ed i nostri stati d&#8217;animo, ma sono le nostre interpretazioni di queste esperienze.</span></strong> </p>
<p style="text-align: justify;">Le stesse esperienze possono determinare emozioni completamente diverse in diversi soggetti, lo stesso vale per i nostri sentimenti verso le persone che incontriamo lungo il nostro percorso di vita. Sono le immagini che ci facciamo degli altri a determinare i nostri sentimenti verso di essi.  <strong>Odiamo od amiamo le persone, per le immagini che ci siamo costruiti, più o meno inconsciamente, di loro</strong>.  le immagini sono cosa diversa dalla realtà e dalla complessità di ogni singola persona.</p>
<p style="text-align: justify;">Per non annoiarvi vista  la lunghezza notevole dell&#8217;articolo, mi limiterò ora alle prime due cose da fare per acquisire l&#8217;arte Reale, le altre competenze fondamentali da sviluppare le tratterò successivamente, sempre se  noterò il vostro interesse.</p>
<p style="text-align: justify;">1)La prima cosa pratica che devi  fare quindi per imparare l&#8217;arte Reale è  <strong>trovare il tempo per te</strong>. Trovare un tempo per il<strong> silenzio</strong>, quindi <strong> meditare</strong>, riflettere imparare ad esercitare l&#8217;ascolto interno al fine di riconoscere la tua mappa della realtà, al fine di monitorare ed essere <strong>consapevole delle tue convinzioni, dei tuoi pensieri interni, delle tue emozioni, dei tuoi sentimenti, dei tuoi stati d&#8217;animo e delle tue azioni</strong>. Devi anche imparare ad essere sempre consapevole, in ogni momento, di ciò a cui stai pensando e riflettere sulle conseguenze , a livello emotivo, affettivo ed operativo, di ciò che pensi.  Quindi, <strong>consapevolezza e monitoraggio dei tuoi pensieri interni</strong>, quelli che gli americani chiamano <strong>self-talk</strong>. Si è padroni delle proprie emozioni, dei propri sentimenti, dei propri stati d&#8217;animo e dei propri comportamenti nei limiti in cui si è veramente padroni dei propri pensieri. Nessuno sarà quindi mai veramente libero se non sarà padrone e responsabile dei propri pensieri e delle proprie convinzioni.</p>
<p style="text-align: justify;">2) Devi sempre analizzare queste convinzioni, pensieri, emozioni, stati d&#8217;animo e comportamenti <strong>in relazione alla tua missione di vita</strong>, quindi, ai bisogni, agli<strong> obiettivi</strong>, ai<strong> valori</strong> ed alle <strong>priorità </strong>che devono fungere da <strong>stella polare</strong> lungo il percorso di vita.  Bisogni, obiettivi e valori scelti e riscelti nei sacri tempi di silenzio in funzione del risveglio della tua scintilla divina e del pieno sviluppo delle tue enormi potenzialità e dei tuoi specifici talenti.</p>
<p style="text-align: justify;"> ti consiglio di trovare un&#8217;immagine da mettere in luoghi per te strategici  per ricordarti sempre della sacralità del silenzio e dell&#8217;ascolto interno al fine di diventare sempre più consapevole delle tue convinzioni e dei tuoi pensieri interni che, di fatto, rappresentano la vera fonte delle tue emozioni, dei tuoi sentimenti, dei tuoi stati d&#8217;animo, dei tuoi comportamenti e della qualità della vita che conduci.  Puoi cambiare ciò che ti senti attraverso ciò che pensi e puoi cambiare i risultati della tua vita cambiando le tue convinzioni .</p>
<p style="text-align: justify;">Dammi un feed-back di ciò che pensi. Grazie</p>
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		<title>FAI PACE CON IL TUO CUORE (I° Parte)</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 16:04:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Zarrilli Massimiliano</dc:creator>
		
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-6400" style="margin: 5px;" src="http://www.piuchepuoi.it/wp-content/uploads/2010/03/sb10068980h-002-300x251.jpg" alt="preoccupazione" width="210" height="176" />Da questa settimana e per un paio di appuntamenti voglio attirare la tua attenzione su un argomento che mi sta a cuore: <strong>le preoccupazioni</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">
Il filosofo e politico Lucio Anneo Seneca, ci invita ad abbandonare ogni preoccupazione se desideriamo rendere piacevole la nostra esistenza, ma secondo i dati del National Istitute of Mental Health, questo disturbo colpisce tra il 2 e il 3 per cento della popolazione degli Stati Uniti.</p>
<p style="text-align: justify;">
Chi si lascia dominare dalle preoccupazioni ha l’errata percezione che il suo continuo pensare e ripensare alle stesse cose e i suoi tentativi di controllare le situazioni gli permettono di risolvere i problemi e di provvedere al futuro. Lo psicologo Thomas Borkovec, un pioniero del campo, ha definito le tre principali caratteristiche delle più comuni forme di rimuginio: eccesso di pensiero, evitamento dei risultati negativi e inibizione delle emozioni.</p>
<p style="text-align: justify;">
Come scrive Robert Leahy, direttore dell’American Istitute for Cognitive Therapy, nel suo libro Sette mosse per liberarsi dall’ansia, il 38 per cento delle persone dice di preoccuparsi tutti i giorni, e sono oltre 19 milioni gli americani che rimuginano sulle loro preoccupazioni in modo critico.</p>
<p style="text-align: justify;">
In questo primo appuntamento voglio invitarti a compilare il test riportato qui sotto. Questo per darti un’idea approssimativa di quanto ti arrovelli sulle tue preoccupazioni.<br />
Si tratta della versione abbreviata di un questionario standardizzato sulle preoccupazioni denominato Worry Domain Questionnaire, che suddivide le preoccupazioni in cinque categorie: Rapporti, Mancanza di fiducia in se stessi, Mancanza di scopi, Lavoro e Finanze per aiutare le persone a capire quali siano le aree che causano le maggiori preoccupazioni.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Questa cosa mi preoccupa …</strong><br />
Per nulla (0)<br />
Un po’ (1)<br />
Moderatamente (2)<br />
Un bel po’ (3)<br />
Moltissimo (4)</p>
<ul>
<li>
<div style="text-align: justify;">Non riesco a impormi o a esprimere le mie opinioni.<br />
Non ho buone prospettive lavorative per il futuro.<br />
Non potrò mai realizzare le mie ambizioni.<br />
Non riesco a far fronte al carico di lavoro quotidiano.<br />
Dovrò rinunciare a qualche viaggio o vacanza per problemi finanziari.<br />
Non riesco a concentrarmi.<br />
Non mi posso permettere di acquistare alcune cose.<br />
Mi sento insicuro.<br />
Non riesco a pagare i conti.<br />
Il mio alloggio è inadeguato.<br />
Forse la vita è priva di scopo.<br />
Non mi decido abbastanza al lavoro.<br />
Non riesco a ottenere l’approvazione degli altri.<br />
Trovo difficile mantenere una relazione continuativa.<br />
Manco di fiducia in me stesso.<br />
Potrei perdere dei cari amici.<br />
Sono poco attraente.<br />
Farò la figura del cretino.<br />
Non ho realizzato granché nella mia vita.<br />
Faccio molti errori sul lavoro.</div>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-6401" style="margin: 5px;" src="http://www.piuchepuoi.it/wp-content/uploads/2010/03/91933472-300x269.jpg" alt="preoccupazioni 2" width="210" height="188" />Risultati</strong>: se hai ottenuto 52 punti o più, forse ti arrovelli sulle tue preoccupazioni in modo malsano. Potrebbe esserti utile provare qualcuna delle tecniche suggerite per rilassarti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Rilassati! Ecco come</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Robert Leahy propone sei semplici trucchi da mettere in pratica per affrontare le tensioni della vita quotidiana.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Distinguere le preoccupazioni produttive da quelle improduttive.<br />
</strong>In primo luogo, stabilisci se le tue preoccupazioni sono utili a farti trovare soluzioni pratiche ai tuoi dilemmi. Se la risposta è “sì, queste preoccupazioni potrebbero essere costruttive”, scrivi una lista di cose da fare che elenchi esplicitamente i passi da compiere per cominciare a risolvere il problema. Se la risposta è “no, queste preoccupazioni non mi servono a niente”, usa qualcuna delle tecniche elencate di seguito per affrontare le preoccupazioni inutili.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Fissa un appuntamento con le tue preoccupazioni.<br />
</strong>Prendi nota di quali sono le tue preoccupazioni improduttive durante la giornata e stabilisci di dedicare specificatamente una fetta del tuo tempo, per esempio dalle 18 alle 18.30, “magari scoprirai che queste cose non ti preoccupano più”, sostiene Leahy. “Molte persone trovano che le cose che prima sembravano richiedere una risposta qualche ora più tardi non sembrano più importanti”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Impara ad accettare l’incertezza.</strong><br />
Chi si preoccupa ha difficoltà ad accettare il fatto di non poter mai avere il completo controllo della propria vita. Leahy è convinto che ripetere a bassa voce un motivo di preoccupazione per 20 minuti – “non riuscirò mai ad addormentarmi” oppure “rischio di perdere il lavoro” – ne riduce il potere. “La maggior parte delle persone si stufa delle proprie preoccupazioni, e non arriva neanche a completare i 20 minuti”, osserva.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-6402" style="margin: 5px;" src="http://www.piuchepuoi.it/wp-content/uploads/2010/03/90864375-221x300.jpg" alt="preoccupazioni 1" width="155" height="210" />Sii consapevole e presente.<br />
</strong>La consapevolezza, una tecnica basata sugli insegnamenti del Buddhismo, consiglia di restare nel momento presente, e sperimentare tutte le emozioni che si presentano, anche quelle negative. Leahy spiega che esistono modi di essere consapevoli in tutti i momenti della giornata, mentre sei profondamente immerso nella tua canzone preferita o in una conversazione con gli amici. Prova a vivere nel presente praticando la respirazione profonda. Lascia che il tuo corpo si rilassi e la tensione dei tuoi muscoli si allenti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Riconsidera le tue preoccupazioni.<br />
</strong>Che succederebbe se quel che ti preoccupa dovesse avverarsi? Sei in grado di sopravvivere alla perdita del lavoro o dell’essere lasciati dalla persona che amate? Rivedere il modo in cui consideri le tue delusioni può rendere meno dolorosi difetti e fallimenti, sostiene Leahy. Trova un risultato positivo chiedendoti che cosa hai imparato dalle tue esperienze finite male. Fai una lista di tutte le cose per cui provi un senso di gratitudine.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Metti le tue preoccupazioni nella giusta prospettiva.<br />
</strong>Ripensa alle preoccupazioni del passato. Fai fatica a ricordartene? Molto probabilmente questo vuol dire che non si sono mai avverate, o che sei riuscito a far fronte alle difficoltà e poi a dimenticarle, spiega Leahy.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p><span style="color: #888888;"><strong>fonte</strong>: Mente &amp; Cervello</span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Discussione su: Emisferi Cerebrali</title>
		<link>http://www.piuchepuoi.it/discussione-su-emisferi-cerebrali.html</link>
		<comments>http://www.piuchepuoi.it/discussione-su-emisferi-cerebrali.html#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 23:17:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luigi Sardo</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Ultime acquisizioni sulle funzioni cerebrali]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Ho scritto questo articolo in risposta all&#8217;interessantissimo commento  del  Dott. Pasquale Foglia data la vastità e la complessità dell&#8217;argomento.</p>
<p style="text-align: justify;">Nell&#8217;ultimo articolo ho messo in risalto le nuove scoperte riguardo le funzioni cerebrali. La <strong>specializzazione emisferica</strong> è un vantaggio evolutivo poichè ha consentito di aumentare le funzioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Da un punto di vista filogenetico a che scopo avremmo dovuto avere due emisferi uguali? Altra domanda: sempre da un punto di vista evolutivo quale sarebbe l&#8217;utilità di avere un emisfero che controlla il 95% delle nostre funzioni e l&#8217;altro solo il 5%.</p>
<p style="text-align: justify;">Il vantaggio è dato dalla distribuzione <strong>simmetrica</strong> di attività (controllo motorio, area visiva, area acustica, ecc.) e da funzioni che sono invece <strong>lateralizzate</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel caso di funzioni bilaterali è intuibile la necessità del funzionamento sincrono dei due emisferi. Ad esempio nell&#8217;<strong>esecuzione di movimenti</strong> è necessaria la perfetta coordinazione di entrambi dal momento che l&#8217;emisfero Dx controlla la metà sinistra del corpo e viceversa.</p>
<p style="text-align: justify;">Le aree del<strong> linguaggio</strong> sono state le prime ad essere identificate (Broca, 1864) e sono localizzate a sinistra.</p>
<p style="text-align: justify;">Per molto tempo non sono state conosciute le funzioni dell&#8217;<strong>emisfero Dx</strong>. Alcune osservazioni sono state effettuate su pazienti a cui era stato <strong>sezionato</strong> il corpo calloso. Erano in grado di nominare un oggetto proiettato nel <strong>campo visivo di destra</strong> (collegato all&#8217;emisfero sinistro), ma no un oggetto proiettato nel <strong>campo visivo sinistro</strong>. Questo perchè mancando la comunicazione tra i due emisferi l&#8217;informazione non può passare da destra a sinistra. La persona era in grado però di afferrare l&#8217;oggetto con la mano sinistra ma non di riconoscerlo. Questo ha portato a pensare a funzioni inconsce dell&#8217;emisfero dx.</p>
<p style="text-align: justify;">Le nuove acquisizioni si sono ottenute dall&#8217;osservazione di pazienti con <strong>lesioni cerebrali</strong> e soprattutto grazie al grande sviluppo delle tecniche di <strong>neuroimaging </strong>(risonanza magnetica, risonanza magnetica funzionale, PET, EEG ad alta densità, ecc.). Grazie a queste tecniche si è potuto osservare  il cervello<strong> in funzione</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Ho riportato lo studio effettuato al S. Lucia di Roma su soggetti con lesioni all&#8217;emisfero destro. Non hanno la percezione dell&#8217;insieme ma solo dei particolari. Quindi l&#8217;emisfero destro consente di avere una <strong>visione d&#8217;insieme</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;associazione di percezione per <strong>particolari</strong> dell&#8217;emisfero Sn e percezione dell<strong>&#8216;insieme</strong> dell&#8217;emisfero Dx consente una percezione più completa.</p>
<p style="text-align: justify;">Nell&#8217;ascoltare un <strong>discorso</strong> l&#8217;emisfero Sn riconosce le parole mentre l&#8217;emisfero dx il <strong>significato globale</strong>. Questo vale anche per la <strong>lettura</strong>. Un danno all&#8217;emisfero Dx può comportare una comprensione solo a blocchi.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; da considerare che nel lobo parietale destro è localizzato lo <strong>schema corporeo</strong> cioè la coscienza del nostro corpo.</p>
<p style="text-align: justify;">Una lesione di quest&#8217;area può abolire la percezione dell&#8217;<strong>emisoma sinistro</strong>. Alcuni pazienti con ampie lesioni parietali Dx, negano addirittura l&#8217;esistenza del lato Sn colpito dalla paralisi (<strong>emisomatoagnosia</strong>).</p>
<p style="text-align: justify;">Questo non succede se viene colpito il lobo parietale Sn. Questo lobo è preposto, oltre che alle funzioni sensitive, alle <span style="text-decoration: underline;">funzioni matematiche</span> ed è connesso al riconoscimento del<span style="text-decoration: underline;"> linguaggio</span> e <span style="text-decoration: underline;">alla memoria per le parole</span>.</p>
<p style="text-align: justify;">Quindi abbiamo che la stessa area svolge funzioni diverse a Dx e a Sn. E questo si collega al vantaggio di non avere tutte le stesse funzioni da entrambi i lati.</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre nei pazienti in cui è stato sezionato il corpo calloso non compare emisomatoagnosia. Quindi non è necessario che le informazioni del lobo parietale Dx debbano passare a Sn per essere coscienti.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel discorso del linguaggio occorre anche considerare ciò che è definita la <strong>componente affettiva</strong> del linguaggio stesso. Tale componente è localizzata nell&#8217;emisfero Dx in regioni speculari a quelle del linguaggio situate nell&#8217;emisfero Sn. Anche in questo caso abbiamo due aree anatomicamente uguali che svolgono funzioni diverse. <span style="text-decoration: underline;">Quindi un potenziamento</span>.</p>
<p style="text-align: justify;">Infatti è stato dimostrato che le lesioni dell&#8217;emisfero Sn alterano l&#8217;elaborazione dei <strong>materiali verbali</strong>, mentre le lesioni dell&#8217;emisfero Dx rendono difficoltosa l&#8217;analisi delle informazioni di tipo <strong>non verbale</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Ross e Heilmann hanno osservato che una lesione dell&#8217;area temporale Dx, omologa a quella di Wernicke nell&#8217;emisfero Sn, determina disturbi delle componenti emotive del linguaggio impedendo per esempio di valutare, dalla intonazione del discorso, se una persona sta parlando di qualcosa di triste o di allegro.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco perchè parlo di funzioni sincrone e simultanee dei due emisferi. Se ascolto un discorso contemporaneamente comprendo le <span style="text-decoration: underline;">parole</span>, il <span style="text-decoration: underline;">senso del discorso</span>, l<span style="text-decoration: underline;">&#8216;intonazione della voce</span> e il <span style="text-decoration: underline;">contenuto emotivo</span>. Queste funzioni sono distribuite tra i due emisferi.</p>
<p style="text-align: justify;">Con la PET si è osservato che la comprensione dell&#8217;emozione mediante il solo tono della voce è correlato all&#8217;attivazione della corteccia prefrontale dell&#8217;emisfero Dx.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche per quanto riguarda l&#8217;<strong>attenzione spaziale</strong> abbiamo che mentre l&#8217;emisfero Sn è è in grado di dirigere tale attenzione solo verso il campo <strong>controlaterale</strong>, l&#8217;emisfero Dx è in grado di controllare l&#8217;attenzione spaziale sull&#8217;<strong>intero campo visivo</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Si è riscontrata inoltre una superiorità dell&#8217;emisfero Dx nella percezione del cambiamento di scene visive complesse.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;emisfero Dx è inoltre più abile nell&#8217;identificazione del sesso nei volti.</p>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo quindi che la caratteristica dell&#8217;emisfero Dx è l&#8217;<strong>olismo</strong>, il riconoscimento di una totalità a partire da un dettaglio. Quindi è soprattutto grazie all&#8217;emisfero Dx che siamo in grado di riconoscere una persona solo da un piccolo particolare significativo, oppure di riconoscere una sinfonia o di evocare emozioni e immagini da una canzone.</p>
<p style="text-align: justify;">Noi ascoltiamo la <strong>musica</strong> con l&#8217;emisfero destro. I musicisti esperti sono invece in grado di ascoltarla anche con l&#8217;emisfero Sn in quanto riescono ad identificarne le caratteristiche (altezza, tono, note, strumenti, ecc.)</p>
<p style="text-align: justify;">In un articolo dell&#8217;<strong>AIPSI </strong>(l&#8217;Associazione Italiana Psichiatri) si legge che se è vero che i due emisferi sono diversi dal punto di vista <span style="text-decoration: underline;">funzionale</span> è anche vero che tale diversità non da luogo ad una dominanza dell&#8217;uno sull&#8217;altro. Quindi <span style="text-decoration: underline;">non esiste un emisfero dominante</span> in assoluto poichè è l&#8217;informazione ricevuta che attiverà in maggiore o minore misura l&#8217;emisfero di competenza. Si ribadisce inoltre che nell&#8217;emisfero sinistro si può individuare una specializzazione per le <span style="text-decoration: underline;">elaborazioni verbali</span> e per le funzioni <span style="text-decoration: underline;">razionali</span>, <span style="text-decoration: underline;">analitiche</span> e<span style="text-decoration: underline;"> logiche</span> con acquisizione di informazioni dal mondo esterno in modo <span style="text-decoration: underline;">sequenziale</span> e <span style="text-decoration: underline;">temporalmente ordinato</span>. L&#8217;emisfero Dx presenta una specializzazione per l&#8217;elaborazione <span style="text-decoration: underline;">percettivo-spaziale</span> e una acquisizione secondo modalità <span style="text-decoration: underline;">globali</span> e <span style="text-decoration: underline;">olistiche</span>. Le due modalità si inglobano grazie alle comunicazioni interemisferiche.</p>
<p style="text-align: justify;">Nei bambini è presente una <strong>minore</strong> specializzazione emisferica. Questa viene acquisita progressivamente per le informazioni ambientali e lo sviluppo cerebrale si completa intorno ai 20 anni con la piena maturazione dei lobi frontali.</p>
<p style="text-align: justify;">Vi sono studi riguardo l&#8217;attivazione cerebrale nelle <strong>emozioni</strong>. Ad esempio importanti sono le ricerche di Davidson il quale ha studiato alla <strong>risonanza magnetica funzionale</strong> monaci buddisti in meditazione. In un caso si è vista una <span style="text-decoration: underline;">notevole attivazione del lobo frontale Sn</span> tanto che questo monaco è stato definito l&#8217;uomo più felice del mondo. Anche da studi su pazienti con danni cerebrali si è potuto riscontrare una maggiore correlazione tra lobo frontale Sn ed emozioni positive e lobo frontale Dx ed emozioni negative. Sempre alla PET è stato possibile registrare l&#8217;attività del lobo frontale Dx in una <span style="text-decoration: underline;">esplosione di collera</span>.</p>
<p style="text-align: justify;">Io non parlo del controllo delle emozioni. Le emozioni sono <strong>reazioni innate</strong> connesse, secondo studi recenti, a diversi circuiti cerebrali.</p>
<p style="text-align: justify;">Un ruolo importante è svolto dall&#8217;<strong>amigdala</strong>, una piccola struttura presente a livello del lobo temporale di entrambi gli emisferi.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;amigdala è il centro del <strong>circuito della paura</strong> studiato dal neurobiologo Jospeh LeDoux. L&#8217;amigdala si attiva in presenza di situazioni che ritiene di pericolo. Si determina anche un&#8217;attivazione del corpo (battito cardiaco, sensazione viscerale, ecc.)</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;amigdala ha connessioni con il <strong>lobo frontale</strong>. Se c&#8217;è realmente pericolo il lobo frontale prepara la strategia. In caso contrario il lobo frontale disattiva l&#8217;amigdala. Se camminando per un bosco abbiamo l&#8217;impressione di vedere un serpente ci allarmiamo e siamo pronti a scappare. Se non è un serpente l&#8217;attivazione scompare poichè il lobo frontale ha escluso il pericolo.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;amigdala ha inoltre una <strong>memoria emotiva</strong>. Può quindi memorizzare il contenuto emozionale di un&#8217;esperienza e quindi riattivarsi nella stessa situazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Occorre definire che la <strong>paura</strong> è un&#8217;emozione innata ed è importante per la sopravvivenza. A differenza dell&#8217;<strong>ansia</strong> che viene definita paura senza oggetto. Le manifestazioni sono simili alla paura. L&#8217;amigdala può influenzare l&#8217;attività del lobo frontale. In un&#8217;attivazione massima potrebbe deprimere l&#8217;attività del lobo frontale e quindi perdiamo il controllo della situazione.  Quindi come sostengo sempre occorre riappropriarsi del proprio lobo frontale.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli studi effettuati non fanno differenza tra amigdala Dx e Sn.</p>
<p style="text-align: justify;">Il guidare un&#8217;auto non è un&#8217;attività dell&#8217;emisfero dx. L&#8217;esecuzione automatica di attività motorie apprese rientra in quella che viene definita <strong>memoria procedurale</strong> appannaggio del <span style="text-decoration: underline;">cervelletto</span> e dei <span style="text-decoration: underline;">gangli della base</span>.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; un tipo di memoria accessibile alla coscienza. Sono infatti in grado di spiegare come guido la macchina e mentre guido posso concentrarmi su ciò che sto facendo o pensare ad altro perchè il programma motorio viene eseguito dalle strutture sottocorticali (gangli della base) e dal cervelletto.</p>
<p style="text-align: justify;">Scrivere e leggere sono attività che coinvolgono contemporaneamente l&#8217;<strong>emisfero Sn e Dx</strong>. Il primo per il significato delle parole, il secondo per il senso globale.</p>
<p style="text-align: justify;">Le abitudini non si sa dove sono localizzate.</p>
<p style="text-align: justify;">Il discorso dell&#8217;<strong>inconscio</strong> è un pò complesso. Non c&#8217;è alcuna evidenza sperimentale della localizzazione dell&#8217;inconscio.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo stesso <strong>Freud</strong> non parlava di emisferi ma di cervello. &lt;&lt;Di ciò che chiamiamo la nostra psiche (o vita psichica) ci sono note due cose: innanzitutto l&#8217;organo fisico e il suo scenario, il cervello e, in secondo luogo, i nostri atti di coscienza. Tutto ciò che sta in mezzo fra queste due cose ci è sconosciuto&gt;&gt; da: <span style="text-decoration: underline;">Compendio di psicoanalisi</span> (1938).</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi chiaramente abbiamo più conoscenze riguardo le funzioni cerebrali.</p>
<p style="text-align: justify;">Sta incominciando a cambiare la concezione dell&#8217;inconscio, non più visto come un &#8220;mostro&#8221; ma semplicemente come l&#8217;introiezione di esperienze, emozioni, regole a livello non accessibile alla coscienza ma in grado di influenzare sia l&#8217;apprendimento che il nostro comportamento.</p>
<p style="text-align: justify;">E forse in fondo ha un ruolo difensivo. Se abbiamo attribuito un valore negativo a qualcosa, se si ripresenta, l&#8217;inconscio interviene per avvertirci che può essere pericoloso.</p>
<p style="text-align: justify;">Quindi è anch&#8217;esso connesso ad un processo di <strong>apprendimento</strong> e <strong>memoria</strong>. Solo che non si sa dove sono conservate queste introiezioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi si sta tentando per la prima volta un dialogo tra <strong>neuroscienze</strong> e <strong>psicoanalisi</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">C&#8217;è un lavoro molto interessante di Francois Ansermet, psichiatra psicoanalista, e Pierre Magistretti, professore di neuroscienze, che cerca di spiegare in senso neurofisiologico le intuizioni di Freud.</p>
<p style="text-align: justify;">Viene dato grande risalto al concetto di <strong>neuroplasticità</strong> come substrato fondamentale dei processi di apprendimento e memoria.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">Ogni esperienza va ad agire su di un circuito neurale modificandolo</span>.</p>
<p style="text-align: justify;">&lt;&lt;Nel corso della vita le tracce si registrano, si associano, spariscono, si modificano attraverso i meccanismi della plasticità neurale. Queste tracce registrate nella rete sinaptica determinano anche le future relazioni del soggetto con il mondo esterno. La plasticità partecipa all&#8217;emergere dell&#8217;individualità del soggetto&gt;&gt;.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli Autori mettono in evidenza l&#8217;importanza del processo di <strong>memorizzazione</strong> che può avvenire su tre livelli:</p>
<p style="text-align: justify;">1) Memorizzazione cosciente con possibilità di accesso</p>
<p style="text-align: justify;">2) Memorizzazione cosciente ma con impossibilità di accesso per fenomeni di modificazione e distorsione</p>
<p style="text-align: justify;">3) Memorizzazione inconscia</p>
<p style="text-align: justify;">Per quest&#8217;ultima forma affermano che un ruolo potrebbe essere svolto proprio dall&#8217;<strong>amigdala</strong> di cui ho parlato prima. L&#8217;amigdala ha una forma di memoria emotiva e riceve informazioni direttamente dagli organi di senso. A sua volta l&#8217;amigdala può influenzare il segnale in entrata.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli Autori sostengono che in condizioni patologiche si potrebbe ipotizzare un&#8217;alterazione del segnale tale da causare una distorsione dell&#8217;informazione alterando quindi la percezione del mondo esterno e potendo causare un&#8217;azione inibitoria, di blocco. Quindi potrebbe essere considerato come una sorta di meccanismo inconscio.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; da notare che gli Autori non parlano affatto di emisfero Dx o Sn. La plasticità neurale riguarda <strong>tutto il cervello</strong> e l&#8217;apprendimento è una caratteristica di <strong>entrambi gli emisferi</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">C&#8217;è un interessante articolo di Mauro Mancia, professore di neurofisiologia, che pone l&#8217;accento sull&#8217;importanza che può avere la<strong> memoria implicita</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">La <span style="text-decoration: underline;">memoria implicita</span> è una memoria a lungo termine non accessibile a differenza della memoria a lungo termine esplicita. La memoria implicita è deposito di esperienze non coscienti e non verbalizzabili.</p>
<p style="text-align: justify;">Tale memoria sta suscitando l&#8217;interesse della <strong>psicoanalisi</strong> poichè la possibilità di identificare nella memoria implicita il materiale inconscio oggetto di studio della psicoanalisi stessa apre nuove prospettive per una integrazione con le <strong>neuroscienze</strong>, con la possibilità di identificare una possibile <strong>sede anatomo-funzionale</strong> dei processi inconsci che è sfuggita finora ad ogni <span style="text-decoration: underline;">possibile localizzazione anatomica</span>.</p>
<p style="text-align: justify;">La memoria <strong>esplicita</strong> è localizzata nei lobi temporali di entrambi gli emisferi ed è accessibile. L&#8217;<strong>implicita</strong> sembra essere localizzata nella regione temporo-parieto-occipitale dei due emisferi.</p>
<p style="text-align: justify;">Possiamo notare che ancora una volta non si parla di emisfero Dx o Sn e addirittura la stessa psicoanalisi, a cui si deve la nascita del concetto di <strong>inconscio</strong>, non ha mai identificato una specifica regione cerebrale sede dell&#8217;inconscio.</p>
<p style="text-align: justify;">Se fosse dimostrata tale ipotesi avremo quindi che il materiale inconscio è presente in entrambi gli emisferi.</p>
<p style="text-align: justify;">Ritengo poi che non possiamo ridurre tutta la psichiatria ad un problema di equilibrio tra gli emisferi. La psichiatria cura malattie, disturbi del comportamento, dell&#8217;adattamento, ecc. che non sono riconducibili ad un&#8217;unica causa. La classificazione delle malattie psichiatriche è grande ed ognuna con un meccanismo fisiopatogenetico ben specifico.</p>
<p style="text-align: justify;">Ad esempio nella <strong>depressione</strong> c&#8217;è uno squilibrio del sistema serotoninergico. Diversi psichiatri sono anche psicoterapueti ed associano tranquillamente i <strong>farmaci</strong>, per il riequilibrio dei neurotrasmettitori, con la <strong>psicoterapia</strong> che ha la funzione di agire sui circuiti neurali alla base dei comportamenti e che sono distribuiti in entrambi gli emisferi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quindi il ruolo centrale è la neuroplasticità non l&#8217;equilibrio emisferico</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; lì che bisogna agire per il cambiamento. <span style="text-decoration: underline;">Modificare un circuito neurale è cambiare un comportamento o modo di pensare</span>.</p>
<p style="text-align: justify;">Quanto ho illustrato giustifica quindi il discorso riguardo alla funzione sincrona e contemporanea svolta da entrambi gli emsferi nelle diverse attività e nelle percezioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Il problema infatti non sta nella comunicazione interemisferica ma nei circuiti neurali che si sono costituiti dalla nascita in poi. Circuiti alla base dei comportamenti, del modo di pensare, delle inibizioni, delle capacità, ecc.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Abbiamo però la possibilità di modificare tali circuiti</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Personalmente ritengo che il lavoro svolto da Italo Pentimalli e da voi esperti è fondamentale. Anzi vitale.</p>
<p style="text-align: justify;">Voi fornite uno strumento importantissimo: <strong>la conoscenza</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Leggendo i vostri articoli si è portati a riflettere. Questo determina un&#8217;attivazione di nuovi circuiti. La ripetizione  continua determina un rinforzo del circuito stesso. In quest&#8217;ottica quindi si può verificare il disuso di un circuito che poteva essere limitante.</p>
<p style="text-align: justify;">Pongo l&#8217;accento su questo aspetto anche in virtù della nuova teoria del neuroscienziato Elkhonon Goldberg, allievo di Alexander Lurija, il grande neuropsicologo russo, che illustrerò nel prossimo articolo ma che anticipo ora.</p>
<p style="text-align: justify;">Goldberg mette in evidenza il ruolo importante svolto <span style="text-decoration: underline;">dall&#8217;emisfero dx nei processi di apprendimento</span>.</p>
<p style="text-align: justify;">Quindi questa netta dicotomia tra emisfero cosciente ed emisfero non cosciente la sento limitante per cui continuo a ritenere che siamo il risultato dell&#8217;attività globale del nostro cervello con funzioni che si sono sviluppate nel corso dell&#8217;evoluzione risultando favorevoli ed accrescendo le attività e le potenzialità del sistema nervoso degli esseri umani.</p>
<p style="text-align: justify;">C&#8217;è ancora tanto da scoprire per arrivare ad una comprensione veramente totale del nostro cervello che resta ancora&#8230;<strong>un meraviglioso mistero!</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ansia: superarla in un respiro</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 22:18:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Bresciani</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Benessere]]></category>

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		<description><![CDATA[Come sono riuscito a superare attacchi di ansia grazie alla consapevolezza del respiro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="MARGIN-TOP: 0px; MARGIN-BOTTOM: 0px" align="left">Ti è mai capitato un episodio in cui:</p>
<ul>
<li>
<div style="MARGIN-TOP: 0px; MARGIN-BOTTOM: 0px">fai fatica a respirare?</div>
</li>
<li>
<div style="MARGIN-TOP: 0px; MARGIN-BOTTOM: 0px">hai un senso di soffocamento?</div>
</li>
<li>inizi a sudare freddo?</li>
<li>
<p style="MARGIN-TOP: 0px; MARGIN-BOTTOM: 0px" align="left">hai vampate di calore?</p>
</li>
<li>
<p style="MARGIN-TOP: 0px; MARGIN-BOTTOM: 0px" align="left">non riesci a controllarti?</p>
</li>
<li>
<p style="MARGIN-TOP: 0px; MARGIN-BOTTOM: 0px" align="left">ti senti fuori dalla realtà?</p>
</li>
</ul>
<p style="MARGIN-TOP: 0px; MARGIN-BOTTOM: 0px" align="left">Se hai provato una di queste sensazioni, almeno una volta nella vita, sai di cosa stiamo parlando: si chiama <strong>Ansia</strong>.</p>
<p style="MARGIN-TOP: 0px; MARGIN-BOTTOM: 0px" align="left"> </p>
<p style="MARGIN-TOP: 0px; MARGIN-BOTTOM: 0px" align="left">L&#8217;<em>ansia </em>è uno dei problemi più diffusi dell&#8217;uomo moderno, la paura di non riuscire a fare qualcosa, o a decidere la cosa giusta in un dato momento, il classico &#8220;congelamento&#8221; psico-fisico.</p>
<p style="MARGIN-TOP: 0px; MARGIN-BOTTOM: 0px" align="left"> </p>
<p style="MARGIN-TOP: 0px; MARGIN-BOTTOM: 0px" align="left"><img class="alignleft size-full wp-image-6312" src="http://www.piuchepuoi.it/wp-content/uploads/2010/03/ansia.bmp" alt="ansia" width="231" height="258" /></p>
<div class="mceTemp"><strong>Ti è mai capitato un attacco d&#8217;ansia?</strong></div>
<div class="mceTemp"><strong></strong></div>
<div class="mceTemp"><strong></strong></div>
<div class="mceTemp">Hai presente quella paura incontrollata che sia successo qualcosa di brutto, quell&#8217;incapacità a respirare regolarmente?</div>
<p> </p>
<p>Non sono un medico, un terapeuta, sono semplicemente una persona come tante, anzi tantissime, che ha sperimentato questi infelici sprazzi di vita diverse volte, l&#8217;ultimo non ricordo quanti anni fa&#8230; </p>
<p>Oggi posso condividere con gioia ciò che mi permette di dormire sereno ogni notte, di evitare momenti di pre-occupazione (= &#8220;occuparsi prima&#8221;) per gli altri o per giornate potenzialmente difficili, in pratica di <strong>superare l&#8217;ansia.</strong></p>
<p>Proprio così, non ho avuto alcun bisogno di psicologi, psicoterapeuti o altri esperti in materia, lungi da me parlarne in questo post perchè ognuno ha il diritto di analizzare la sua situazione come meglio crede: io ho guardato il problema dall&#8217;esterno, l&#8217;ho valutato e soprattutto ho <strong>creduto in me stesso</strong> per cercare di risolverlo da solo!</p>
<p>L&#8217;ansia per me è stata probabilmente un fattore genetico, mio padre ha sempre avuto problemi di ansia, non dormiva quando dovevo rincasare il sabato sera (così anche con le mie sorelle), si preoccupa e si mette spesso in stati d&#8217;ansia, contagiando anche mia madre, ad esempio quando qualcuno è uscito di casa e tarda di un solo minuto&#8230;</p>
<p>Soffrivo spesso di attacchi d&#8217;ansia in età adolescenziale: vuoi per un&#8217;interrogazione a scuola, prima di una partita di tennis, prima di un incontro con qualche nuovo amico (o amica :-). Poi ho deciso di conoscere meglio me stesso attraverso la meditazione e le discipline orientali, iniziando questo percorso con le arti marziali giapponesi.</p>
<p>Dopo una serie di esperimenti come autodidatta sulla base di libri a tema, ho conosciuto il mio modo migliore per respirare, ossia la <strong>respirazione addominale</strong> da sempre utilizzata in oriente, ma anche da cantanti e sportivi di successo.</p>
<p>Pensa che sin da piccoli ci viene naturale respirare con l&#8217;addome, poi <strong>veniamo condizionati da chi ci circonda e iniziamo a respirare come loro</strong>, nella zona del petto&#8230; molto più dannosa per chi soffre d&#8217;ansia perchè non fa altro che accentuare il problema! </p>
<p>Come spiego nel mio ebook &#8220;<span style="text-decoration: underline;">La Ruota del Benessere</span>&#8221; ho dedicato tempo ed energie a questo argomento; mi ritengo fortunato di avere avuto problemi respiratori legati all&#8217;ansia perchè mi hanno dato la possibilità di trovare &#8220;<strong><em>un modo diverso di vedere le cose</em></strong>&#8220; : ho visto l&#8217;ansia come un&#8217;opportunità per migliorare!</p>
<p>Sono così diventato<strong> consapevole e padrone del mio respiro</strong>. </p>
<p>Posso utilizzarlo nei momenti di tensione, di paura, preoccupazione, in ogni fase cruciale da cui può scaturire un attacco d&#8217;ansia. In ogni momento e in ogni luogo, non è fantastico?</p>
<p>Ora voglio offrire a te, caro lettore, l&#8217;esercizio base del mio ebook che mi permette di regolarizzare il respiro e ristabilire quell&#8217;equilibrio psico-fisico che spesso viene a mancare prima di un attacco d&#8217;ansia.</p>
<p>Buona lettura e soprattutto buon uso!</p>
<blockquote><p>Per la pratica del Ch’i kung (= lavorare con l’energia interna) è opportuno seguire alcune semplici regole al fine di accelerarne l’apprendimento:</p>
<ul>
<li>mettiti possibilmente scalzo, per restare a contatto con il suolo</li>
<li>mettiti in piedi, con la schiena diritta e la testa rivolta in avanti</li>
<li>divarica le gambe alla larghezza delle anche/spalle</li>
<li>tieni le gambe leggermente flesse</li>
<li>tieni le spalle rilassate lasciandole cadere verso il basso</li>
<li>tieni la bocca chiusa o un poco aperta se hai problemi col naso</li>
<li>appoggia la lingua all’attaccatura superiore del palato</li>
<li>posiziona entrambe le mani sul dan tien inferiore (vedi foto, per gli uomini mano destra sotto/ sinistra sopra, per le donne mano sinistra sotto/ destra sopra)<span style="color: #ff0000;"><strong>*</strong></span></li>
</ul>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-6321" src="http://www.piuchepuoi.it/wp-content/uploads/2010/03/ansia-respirare-300x193.jpg" alt="ansia-respirare" width="300" height="193" /></p>
<p>Dopo aver definito la postura da mantenere durante l’esercizio, ripeti ciò che ti ho indicato all’inizio di questo segreto, cioè prova a inspirare gonfiando l’addome ed espirare sgonfiandolo.</p>
<p>Dopo qualche atto respiratorio prova a chiudere gli occhi e immagina di gonfiare un palloncino quando inspiri e svuotarlo quando espiri.</p>
<p>Ripetilo almeno dieci volte consecutive<span style="color: #ff0000;"><strong>**</strong></span> e ricorda, tieni il petto fermo e la postura più corretta possibile!</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><span style="text-decoration: underline;">IMPORTANTE:</span></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;">*</span> il &#8220;dan tien&#8221; inferiore è situato all&#8217;interno dell&#8217;addome, circa 3 cm sotto l&#8217;ombelico;</p>
<p><span style="color: #ff0000;">**</span> quando ci si alza il mattino, mentre prima di un attacco d&#8217;ansia bastano 3 atti respiratori molto lenti</p></blockquote>
]]></content:encoded>
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		<title>THE SECRET? Sveliamo una volta per tutte…</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 09:08:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emanuele Vallone</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Spesso e volentieri siamo alla ricerca di formule e bacchette magiche, di segreti svelati, di chiavi particolari  … ma alla fine siamo sempre noi con davanti i nostri sogni, ambizioni, progetti…
Lascio a chi se ne occupa professionalmente (e su PiùChePuoi ce ne sono tanti!) argomentare sugli aspetti della vita, dell’autostima, della crescita personale… io [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Spesso e volentieri siamo alla ricerca di<span style="color: #ff6600;"> </span><em><span style="color: #ff6600;">f</span><span style="color: #ff6600;"><span style="color: #ff6600;">o</span>rmule </span></em><span style="color: #ff6600;"><span style="color: #000000;">e</span> <em>bacchette magiche</em><span style="color: #000000;">, di</span> <em>segreti svelati</em><span style="color: #000000;">,</span><span style="color: #000000;"> di </span></span><em><span style="color: #ff6600;">chiavi particolari</span> </em> … ma alla fine siamo sempre noi con davanti i nostri <span style="color: #ff6600;"><em>sogni<span style="color: #000000;">, </span>ambizioni<span style="color: #000000;">,</span> progetti…</em></span><br />
Lascio a chi se ne occupa professionalmente (e su PiùChePuoi ce ne sono tanti!) argomentare sugli aspetti della vita, dell’autostima, della crescita personale… io applico nel mio campo un principio tanto semplice quanto efficace pronunciato “anni fa” da Archimede: <span style="color: #ff6600;"><em>Datemi una leva sufficientemente lunga e un punto d’appoggio e io vi solleverò il mondo!</em></span></p>
<p>Cosa c’entra con gli immobili? Bèh…è fondamentale: e oggi lo voglio condividere con voi!<br />
È la “base” dalla quale partire e continuare nel percorso della crescita finanziaria (in questo caso applicata agli immobili!).<br />
Ma entriamo nel vivo!<br />
Spesso e volentieri la prima domanda che ci viene da porci se pensiamo agli investimenti immobiliari è: <em><span style="color: #ff6600;">“Sì bello ma ci vogliono i soldi!”<span style="color: #000000;">, </span>“appena ho € 100.000,00 inizio a investire in immobili!…” </span></em><br />
Bene. Ora vi faccio una domanda precisa alla quale ognuno di noi si può rispondere: “ma se aveste i soldi?”, cosa fareste?”. Immaginate di possedere esattamente la cifra necessaria secondo voi per investire in immobili… quindi?. Avete a disposizione <span style="color: #ff6600;"><strong>€ 1.000.000,00</strong></span> da investire in immobili: cosa fareste?<br />
Bèh? Quindi?</p>
<p>Non ditemi che il problema non sono più i soldi adesso…<br />
Forse state pensando che vi manca altro?<br />
Le competenze giuste?<br />
Il tempo?<br />
L’esperienza?<br />
Il know-how necessario per procedere all’investimento?<br />
Cosa altro?<br />
Ecco allora l’importanza fondamentale dello schema qua sotto!</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-6299" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 5px;" src="http://www.piuchepuoi.it/wp-content/uploads/2010/03/1leva2-212x300.jpg" alt="Investire in Immobili" width="212" height="300" /><br />
Il<span style="color: #ff0000;"><strong> fulcro </strong></span>siamo noi!<br />
L’<span style="color: #ff0000;"><strong>oggetto</strong></span> da realizzare l’ho schematizzato semplicemente mettendo la figura dei soldi … poi ognuno darà il significato che meglio crede ai soldi…<br />
La <span style="color: #ff0000;"><strong>leva</strong></span> è tutto ciò che sarà necessario per “sollevare/realizzare” il nostro sogno!</p>
<p>Tralasciamo oggi la parte relativa all’obiettivo da realizzare e al “fulcro” (cioè noi stessi!)… vi rimando ai tantissimi e interessanti articoli presenti all’interno di questo sito che trattano proprio di queste cose!</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>La leva.</strong></span></p>
<p>Una volta che l’obiettivo e il fulcro sono al loro posto la realizzazione dipende esclusivamente dalla lunghezza e dalla potenza della leva stessa.<br />
<span style="color: #ff6600;"><em>Più è lunga e potente la leva, <strong>minore</strong> sarà lo sforzo per “sollevare” il peso.<br />
</em></span><br />
Nell’immobiliare cosa c’entra tutto questo…?<br />
Bene.<br />
Arriviamo al punto dicendo: se aspettiamo di avere l’esperienza giusta, i soldi da poter investire, il tempo necessario a trovare l’affare giusto, l’idea perfetta per una miglior valorizzazione dell’oggetto e, non ultimo, il saper fare “manualmente” i lavori … bèh ragazzi/e… diamoci a mucchio subito!!</p>
<p>Nello schema vengono indicate delle leve con a, b, c, d&#8230; ognuno di noi affronta questo percorso in un modo diverso e di conseguenza non ho voluto appositamente denominarle.<br />
Per poter fare anche semplicemente un investimento immobiliare (l’oggetto da sollevare) noi (il fulcro) abbiamo bisogno di leve.</p>
<p style="text-align: center;">Ma quali?</p>
<p>Abbiamo bisogno di trovare l’oggetto giusto, di saperlo valutare, di sapere come valorizzarlo, di poter eseguire i lavori necessari, dei soldi per poterlo comprare, per rivenderlo… e via via.<br />
Ecco allora che più leve utilizziamo minore sarà lo sforzo per “sollevare” l’oggetto.<br />
Per assurdo potremmo dire che non serve sapere posare un pavimento o saper rifare i bagni, tinteggiare le pareti o rifare una tramezza…c’è chi le sa fare queste cose!<br />
Non serve avere una banca dati di possibili acquirenti composta da 1000 contatti…c’è chi ha già questi database!<br />
Non serve avere tutto il corrispettivo di soldi per comprare l’immobile…c’è chi li “presta”!<br />
Non serve sapere come poter fare le eventuali visure catastali e/o ipotecarie alla casa…c’è chi le fa per noi!</p>
<p>Sto parlando di figure che eseguono questi lavori quotidianamente, persone che esercitano professionalmente il loro lavoro…capite?<br />
<img class="aligncenter size-medium wp-image-6305" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 5px;" src="http://www.piuchepuoi.it/wp-content/uploads/2010/03/team-300x297.jpg" alt="Team" width="300" height="297" /><br />
Ecco allora il punto.<br />
Per poter intraprendere il nostro “viaggio” in questo settore o semplicemente fare un investimento <span style="color: #ff6600;"><em>dobbiamo avere a disposizione una leva, la più lunga possibile.</em><br />
</span><br />
Ritornando al nostro schema di prima quindi…dovremmo costituire un vero e proprio team di persone che ci aiutino, che ci affianchino, che ci diano delle risposte…</p>
<p>Ecco quindi che ad ogni domanda c’è la sua risposta: abbiamo bisogno dei soldi per comprare casa?<br />
Probabilmente la banca ci concederà un mutuo, un amico o un parente ci potrà prestare dei soldi…<br />
Abbiamo bisogno di clienti per poter vendere il prima possibile? L’agenzia immobiliare ha un database abbastanza numeroso per poter trovare dei clienti il prima possibile.<br />
Abbiamo bisogno di accertamenti tecnici giuridici? Uno studio notarile effettuerà le varie visure necessarie per poter procedere con la compravendita.<br />
Abbiamo bisogno di fare dei lavori, della loro progettazione…? Un geometra, un muratore e/o qualsiasi artigiano saranno a nostra disposizione per poter fare i lavori come vogliamo.<br />
Abbiamo bisogno di qualcuno che ci “illumini” in questo settore? Un mentore fidato, e soprattutto, che faccia sul campo determinate cose è la figura ottimale da potersi affiancare.<br />
E via dicendo!</p>
<p><em><span style="color: #ff6600;">Prima verrà costituita questa squadra e minore sarà lo sforzo per poter “sollevare” il nostro obiettivo.</span></em></p>
<p>Cominciamo a pensare come <span style="color: #ff6600;"><em>aumentare</em></span> la nostra leva.<br />
Conosciamo qualcuno che lavori nelle agenzie immobiliari? Si? Andate a trovarlo! No? Andate a conoscerne uno!<br />
Conoscete qualcuno che possa fare dei lavori di valorizzazione immobiliare? Si? Andate a trovarlo! No? Andate a conoscerne uno!<br />
Conoscete un notaio, commercialista, geometra, banche…?</p>
<p>Archimede disse: Datemi una leva sufficientemente lunga e un punto d’appoggio e io vi solleverò il mondo!</p>
<p>Io vi dico: <em><span style="color: #ff0000;">Date<strong>VI</strong> una leva sufficientemente lunga e un punto d’appoggio e vi solleverete la…<strong> felicità!</strong></span></em></p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-6303" src="http://www.piuchepuoi.it/wp-content/uploads/2010/03/2leva1-212x300.jpg" alt="Investire in Immobili 2" width="212" height="300" /></p>
<p><em><span style="color: #ff0000;">;-)<br />
</span></em></p>
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		<title>Credi in Te stesso!</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 14:12:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Antuzi</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Autostima]]></category>

		<category><![CDATA[Coaching]]></category>

		<category><![CDATA[In Primo Piano]]></category>

		<category><![CDATA[Motivazione]]></category>

		<category><![CDATA[Relazioni]]></category>

		<category><![CDATA[Sviluppo Personale]]></category>

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		<description><![CDATA[Credi in Te stesso!
Molti vorrebbero Credere maggiormente in se stessi ma vengono continuamente scoraggiati dall&#8217;ambiente, dalle molte persone che gli ripetono che non ce la faranno.
Genitori, Amici, &#8220;Esperti&#8221; che in continuazione ti ripetono che Devi Rassegnarti, Accettare la Realtà, Tu NON ce la Farai.
Come possiamo mettere a tacere certe persone, a non farci scoraggiare da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Credi in Te stesso!</p>
<p>Molti vorrebbero Credere maggiormente in se stessi ma vengono continuamente scoraggiati dall&#8217;ambiente, dalle molte persone che gli ripetono che non ce la faranno.</p>
<p>Genitori, Amici, &#8220;Esperti&#8221; che in continuazione ti ripetono che Devi Rassegnarti, Accettare la Realtà, Tu NON ce la Farai.</p>
<p>Come possiamo mettere a tacere certe persone, a non farci scoraggiare da tanta negatività.</p>
<p>Semplicissimo , dobbiamo capire che:</p>
<p>CHI CI CRITICA DI AMMIRA</p>
<p>CHI CI DICE CHE NON CE LA FAREMO SA CHE INVECE NOI POSSIAMO FARCELA </p>
<p>CHI CI VUOLE SCORAGGIARE IN REALTà AMMIRA LA NOSTRA DETERMINAZIONE</p>
<p>CHI CI DICE CHE NON ABBIAMO TALENTO IN REALTà è CONVINTO CHE NE ABBIAMO PIù DI LUI</p>
<p>CHI CI DICE CHE SIAMO DEGLI ILLUSI IN VERITà VORREBBE ESSERE COME NOI</p>
<p>Per Trovare Sicurezza in noi stessi dobbiamo attorniarci di queste persone perchè:</p>
<p>CHI CI VUOLE SCORAGGIARE IN REALTà CI AMMIRA, CHI CI CRITICA IN VERITà è IL NOSTRO FAN NUMERO 1</p>
<p>Uscite di casa e conoscete gente.</p>
<p>Collegatevi ad Internet e conoscete gente.</p>
<p>Alcuni diventeranno vostri amici, amateli e cercate la loro compagnia.<br />
Altri diverranno vostri critici severi, cioè vostri Fans.</p>
<p>è facilissimo</p>
<p>Io la penso così</p>
<p>Marco</p>
]]></content:encoded>
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		<title>AUTOSTIMOMETRO PARTE II</title>
		<link>http://www.piuchepuoi.it/autostimometro-parte-ii.html</link>
		<comments>http://www.piuchepuoi.it/autostimometro-parte-ii.html#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 13:19:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luigi Miano</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Autostima]]></category>

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		<description><![CDATA[Come promesso, continuo la storia della mia autostima, o meglio l&#8217;autostimometro (l&#8217;apparecchio che misura le oscillazioni dell&#8217;autostima)  riprendendo il filo cronologico..
Dove eravamo rimasti?
Si ok&#8230;
 
Nel 2005 l’azienda per cui lavoravo era sull’orlo del fallimento, me ne andai prima che accadesse il peggio ed io mi trovai senza lavoro. E&#8217; evidente che la mia autostima in questo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Come promesso, continuo la storia della mia autostima, o meglio l&#8217;autostimometro (l&#8217;apparecchio che misura le oscillazioni dell&#8217;autostima)  riprendendo il filo cronologico..</p>
<p style="text-align: left;">Dove eravamo rimasti?</p>
<p style="text-align: left;">Si ok&#8230;</p>
<p style="text-align: left;"> </p>
<p style="text-align: left;">Nel 2005 l’azienda per cui lavoravo era <strong>sull’orlo del fallimento</strong>, me ne andai prima che accadesse il peggio ed io mi trovai senza lavoro. E&#8217; evidente che la mia autostima in questo periodo fosse messa duramente alla prova. Al contrario però di esperienze passate <strong>non mi sono lasciato travolgere</strong> ed ho continuato a credere in me stesso<strong> attingendo risorse dai successi passati</strong>.</p>
<p style="text-align: left;"> </p>
<p style="text-align: left;">A marzo 2006 venni chiamato da una Pubblica Amministrazione come “IDONEO NON VINCITORE” (espressione terrificante) a svolgere l’attività di funzionario. Accettai perché economicamente con l’acqua alla gola ed ancora senza lavoro.</p>
<p style="text-align: left;">Dopo qualche mese cominciai ad attraversare un <strong>periodo buio</strong>, di frustrazione ed avvilimento. Sentivo che c’era una distanza siderale tra quello che ero, che volevo e quello che svolgevo!<br />
Mi piangevo addosso tutti i giorni e mi chiedevo perché proprio a me? Ogni giorno accumulavo rabbia, frustrazioni ed impotenza che mi trascinavo anche a casa.<br />
<strong>Mi sembrava di non poterne più uscire, UN LABIRINTO SENZA VIA DI USCITA.</strong></p>
<p style="text-align: left;"> </p>
<p><strong></strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-medium wp-image-6287 aligncenter" src="http://www.piuchepuoi.it/wp-content/uploads/2010/03/labirinto-300x228.jpg" alt="labirinto" width="300" height="228" /><strong></strong></p>
<p> </p>
<p style="text-align: left;">LA MIA AUTOSTIMA STAVA RIPIOMBANDO VERSO IL BARATRO! DI NUOVO NO!</p>
<p style="text-align: left;">Avevo toccato il fondo, e proprio quando <strong>tocchi il fondo</strong> ti rendi conto di non poter far altro che risalire. Fu allora che presi una decisione, quella di riprendere in mano la mia vita!</p>
<p style="text-align: left;">Per tirarmi su, rimboccandomi le maniche, ripresi tutti i materiali che utilizzavo per la formazione dei venditori nel 2003 e cominciai a lavorarci.</p>
<p style="text-align: left;">Presi contatto, facendomi coraggio, con un mio amico imprenditore proponendogli dei corsi gestiti da me. All’inizio lui fu entusiasta poi <strong>mi abbandonò senza una risposta.</strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong>Non mi feci abbattere anzi</strong>. Avevo trovato nuove risorse insperate dentro di me.</p>
<p style="text-align: left;"> </p>
<p style="text-align: left;">Qui cominciai a credere fermamente che quella fosse la mia strada, lo sentivo istintivamente, lo sentivo emotivamente. Avevo trovato il mio scopo (uno dei miei livelli di scopo).<br />
Stilai un fitto programma di formazione, autoformazione, letture etc.. Con dei tempi che sembravano quasi umanamente impossibili.<br />
Arrivai a leggere circa 100 libri in un anno. Percepivo un fuoco dentro di me, un desiderio ardente di recuperare il tempo perso.</p>
<p style="text-align: left;">Scrissi a tanti esperti del settore (crescita personale e coaching). Cercai dei mentori e ne trovai alcuni importanti (pochissimi a dire il vero). La gran parte mi liquidava con una rispostina dovuta.</p>
<p style="text-align: left;"><strong>La cosa più importante è che cominciai finalmente a scoprirmi, a rivelarmi</strong>.</p>
<p style="text-align: left;">Mi feci delle domande a cui non avevo mai pensato: “cosa ci sto a fare qui sulla terra? “qual’è la mia missione? Ho 35 anni cosa voglio fare della mia vita da qui ai prossimi anni? Voglio buttare l’occasione unica di combinare qualcosa di buono piangendomi addosso? Cosa guida la mia esistenza? <strong>Chi sono io veramente</strong>?”</p>
<p style="text-align: left;">Sono domande importanti, che possono spaventare perché mettono in discussione, fanno uscire dalla comodità di una vita data per scontato.</p>
<p style="text-align: left;"><strong>SONO LE DOMANDE CHIAVE PER APRIRE LE PORTE DELL’AUTOSTIMA</strong>.</p>
<p style="text-align: left;">Ho iniziato così un<strong> percorso mai esplorato</strong>, faticoso, a volte doloroso. Un percorso che mi permetteva e mi permette anche oggi di conoscere tutto quello che di me non sapevo.</p>
<p style="text-align: left;">La cosa importante non era e non è dove volessi arrivare ma<strong> cosa stessi diventando per raggiungere determinati obiettivi</strong>. Ancora oggi percorro un viale di conoscenza che ogni giorno mi riserva delle sorprese incredibili. E&#8217; il viaggio più affascinante che abbia mai intrapreso nella mia vita.</p>
<p style="text-align: left;"><strong>AVERE OBIETTIVI IMPORTANTI PER NOI, CI AIUTA A DIVENTARE PERSONE MIGLIORI ED A PERMETTERE LA CRESCITA DEI NOSTRI LIVELLI DI AUTOSTIMA.</strong></p>
<p style="text-align: left;">Il percorso è ancora in atto perché inesauribile.</p>
<p style="text-align: left;">Oggi so chi sono, quali sono i miei valori, la mia missione di vita, dove voglio arrivare e dove sarò tra qualche anno.<br />
Attraggo persone e risorse congeniali ai miei obiettivi ed alla mia identità. Sono in grado di identificare le occasioni e di superare gli ostacoli.</p>
<p style="text-align: left;">Ho attraversato metà della mia esistenza a scoprire tutto ciò, probabilmente avevo bisogno di questi tempi e di questi passaggi.<br />
<strong>Non rinnego nulla e so che ogni esperienza, anche la più dolorosa mi ha permesso di essere quello che sono.</strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong>OGGI HO IL CONTROLLO DI ME STESSO</strong> E QUESTO E’ DECISAMENTE FUNZIONALE ALL’AUTOSTIMA.</p>
<p style="text-align: left;">Raccolgo soddisfazioni che non fanno altro che permettermi di scalare i gradini della mia autostima.<br />
Gli eventi sfavorevoli, che non mancano, mi aiutano a capire ancora meglio. Non è tutto semplice, chiariamoci, il cammino è ancora lunghissimo. C&#8217;è una cosa che è cambiata: <strong>credo fermamente in me stesso.</strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong>LA CRESCITA DELL’AUTOSTIMA E’ UN PROCESSO DINAMICO CHE NON HA MAI TERMINE</strong>.</p>
<p style="text-align: left;">Ho ritenuto di fare cosa utile nel raccontare me stesso e le mie esperienze di crescita. Questa non vuole essere una guida universale all&#8217;autostima. Credo comunque che i racconti di una vita valgano più di mille parole&#8230;</p>
<p style="text-align: left;">Con il cuore<br />
Luigi Miano</p>
<p style="text-align: left;"> </p>
]]></content:encoded>
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		<title>Credere Per Vedere?=Sognare per Realizzare Parte 2</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Mar 2010 15:09:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Antuzi</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Autostima]]></category>

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		<category><![CDATA[Obiettivi]]></category>

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		<description><![CDATA[Credere Per Vedere?= Sognare per Realizzare Parte 2.
Avrete già letto da qualche parte che la Realtà è una costruzione e non un dato oggettivo.
Anche sostenere che &#8220;La Realtà è Relativa&#8221; significa sostenere una visione &#8220;assolutista&#8221; di questa.
Come se ne esce?
Semplice: Non se ne esce!
OGNI VISIONE DELLA REALTà è LA COSTRUZIONE DI CHI LA PRODUCE , [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Credere Per Vedere?= Sognare per Realizzare Parte 2.</p>
<p>Avrete già letto da qualche parte che la Realtà è una costruzione e non un dato oggettivo.<br />
Anche sostenere che &#8220;La Realtà è Relativa&#8221; significa sostenere una visione &#8220;assolutista&#8221; di questa.<br />
Come se ne esce?</p>
<p>Semplice: Non se ne esce!</p>
<p>OGNI VISIONE DELLA REALTà è LA COSTRUZIONE DI CHI LA PRODUCE , LA ATTUA E NE SUBISCE LA CONSEGUENZE.</p>
<p>Le premesse che ti poni prima di &#8220;osservare&#8221; la realtà corrisponderanno con la realtà che osserverai, la logica che produrrai successivamente sarà coerente e astringente e confermerò le tue premesse SEMPRE.</p>
<p>Questo significa che cambiando le premesse TU puoi cambiare la realtà che osserverai e quindi il Tuo Stato D&#8217;animo.</p>
<p>Cambiando Stato d&#8217;animo cambierai comportamento e quindi Risultati, cambiando i risultati inizierai ad osservare una nuova Realtà che a sua volta creerà nuove premesse e nuovi Risultati.</p>
<p>Semplice no?</p>
<p>SEMPLICISSIMO!</p>
<p>Tutto questo è semplicissimo da ottenere, ora vi dico come.</p>
<p>A quanti di voi capita di osservare un fatto e avere la sensazione di averlo &#8220;pronosticato&#8221; o &#8220;profetizzato&#8221;?</p>
<p>Uscite di casa pensando &#8220;Oggi la prof.ssa mi interrogherà&#8221;(Per fare questo dovete essere molto giovani e NON miei coetanei sigh) e appena arrivati a scuola la prof.ssa Casualmente vi interroga confermando la vostra &#8220;profezia&#8221;?</p>
<p>Mettiamo che la prof.ssa non vi interroghi voi cosa pensereste?</p>
<p>&#8220;Oggi non mi ha interrogato per il motivo XY però sono sicuro/a che domani mi interrogherà, me lo sento&#8221;.</p>
<p>Vi ripeterete questa frase ogni giorno sino a quando la prof.ssa non vi interrogherà &#8220;confermando&#8221; la vostra premonizione.</p>
<p>Ora però fate uno sforzo, NON concentratevi su tutte le volte nelle quali le vostre &#8220;profezie&#8221; non si sono avverate, ponete l&#8217;attenzione solamente sulle(poche) volte nelle quali questo è accaduto, avete appena creato una profezia che auto avvera, COMPLIMENTI!</p>
<p>Ora impariamo ad utilizzare questo meccanismo per migliorare la NOSTRA VITA.</p>
<p>Provate a pensarvi Vincenti, a porre l&#8217;attenzione su tutte quelle volte nelle quali AVETE OTTENUTO GRANDI RISULTATI.</p>
<p>Allenatevi a fare così, escludete dalla vostra percezione ogni fatto negativo , Spostate l&#8217;attenzione solamente sulle vostre vittorie.</p>
<p>Ora siete dei vincenti.</p>
<p>La realtà è che Voi eravate dei vincenti anche cinque minuti fa ma non ve ne eravate accorti!</p>
<p>Tutti i giorni noi commettiamo (pochi errori) e otteniamo(tanti) risultati, purtroppo siamo abituati a ignorare quest&#8217;ultimi così invece di percepire noi stessi come degli Eroi o delle persone ammirevoli ci vediamo come delle pecore nere.</p>
<p>Imparate a percepire la realtà differentemente, imparate a guardare voi stessi con ammirazione, ad vedervi come degli Eroi.</p>
<p>IMPARATE A SOGNARE E I VOSTRI SOGNI SI REALIZZERANNO.</p>
<p>Solo chi SOGNA può (prima o poi) vedere esauditi i propri desideri.</p>
<p>Io la penso così</p>
<p>Marco</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Emisfero Sn, Emisfero Dx: Due Cervelli? (II parte)</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Mar 2010 21:58:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luigi Sardo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Mente e Cervello]]></category>

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		<description><![CDATA[Riprendiamo il discorso sull&#8217;attività degli emisferi cerebrali e sulla comprensione del risultato globale.
Per valutare meglio il concetto del funzionamento sincrono e simultaneo dei due emisferi consideriamo gli studi condotti su pazienti con lesioni all’emisfero destro.
Due ricercatori dell’Istituto S. Lucia di Roma, Fabrizio Doricchi e Chiara Incoccia, hanno studiato come si comporta l’emisfero sinistro quando l’emisfero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Riprendiamo il discorso sull&#8217;attività degli emisferi cerebrali e sulla comprensione del <strong>risultato globale</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Per valutare meglio il concetto del funzionamento <em>sincrono</em> e <em>simultaneo</em> dei due emisferi consideriamo gli studi condotti su pazienti con lesioni all’emisfero destro.</p>
<p style="text-align: justify;">Due ricercatori dell’Istituto <strong>S. Lucia di Roma</strong>, Fabrizio Doricchi e Chiara Incoccia, hanno studiato come si comporta l’<strong>emisfero sinistro</strong> quando l’<strong>emisfero destro</strong> è in uno stato di “eclissi” a causa di una lesione indotta da un ictus.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli studiosi del S. Lucia hanno mostrato a una persona colpita da una lesione dell’emisfero destro un <strong>grande cerchio </strong>formato da tanti piccoli cerchietti: l’emisfero di sinistra non è stato in grado di percepire il disegno nella sua globalità e di riferire cosa aveva visto, anche se la persona era in grado di individuare, e a richiesta di cancellare uno a uno tutti i cerchietti.</p>
<p style="text-align: justify;">Non si trattava quindi di un caso di cecità “<strong>centrale</strong>”, cioè dell’incapacità di concepire il messaggio visivo, ma di incomprensione della sua <strong>struttura globale</strong>: il grande cerchio veniva “esplorato” nei suoi dettagli con la logica puntigliosa dell’emisfero sinistro ma, in mancanza dell’emisfero destro, questa passione per i dettagli si dimostrava una specie di trappola in quanto mancava la <strong>percezione globale </strong>del messaggio, cioè la visione d’insieme. La prova ulteriore dei limiti dell’emisfero sinistro è stata quando al paziente veniva mostrata una grande lettera “<strong>H</strong>” disegnata da tante piccole “<strong>S</strong>”: la persona colpita dal danno alla metà destra percepiva soltanto le piccole lettere “S”, non il messaggio globale, la lettera “H”.</p>
<p style="text-align: justify;">I risultati del test indicano che il ruolo dell’<strong>emisfero destro</strong> è tutt’altro che secondario, e non solo nella percezione d’insieme dei messaggi visivi. Numerose forme di comunicazione si basano su una <strong>comprensione globale </strong>del messaggio e sulle sue valenze emotive: i danni dell’emisfero destro possono riflettersi <strong>negativamente</strong> sull’espressione linguistica in quanto vengono a mancare l’<span style="text-decoration: underline;">intonazione </span>e l’<span style="text-decoration: underline;">enfasi della voce</span>, che diventa piatta e priva di espressione come se fosse sintetizzata dal computer, e si può verificare una <strong>riduzione</strong> della comprensione globale di un testo scritto o parlato che viene percepito a piccoli blocchi e non nell’insieme.</p>
<p style="text-align: justify;">Quindi ascoltando un discorso l&#8217;<strong>emisfero sinistro </strong>comprende il <span style="text-decoration: underline;">significato delle frasi</span> mentre l&#8217;<strong>emisfero destro</strong> coglie l&#8217;<span style="text-decoration: underline;">aspetto emotivo</span> e il <span style="text-decoration: underline;">significato globale</span>.</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma, è sempre più evidente che nell’analisi della <strong>realtà visiva</strong>, nella <strong>comprensione</strong> ed <strong>espressione linguistica</strong>, nella <strong>composizione</strong> e <strong>ascolto della musica</strong>, nell’<strong>interpretazione delle espressioni facciali</strong>, nella <strong>decifrazione delle emozioni</strong>, abbiamo bisogno di competenze sia <em>selettive</em> che <em>globali</em>, della <span style="text-decoration: underline;">logica passo-passo</span>, tipica dell’<strong>emisfero sinistro</strong>, e di <span style="text-decoration: underline;">quella d’insieme</span> del <strong>destro</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Per comprendere meglio il ruolo fondamentale assunto dall&#8217;emisfero destro nell&#8217;analisi visiva occorre osservare questa immagine:</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-5982" style="margin-top: 0px; margin-bottom: 0px;" src="http://www.piuchepuoi.it/wp-content/uploads/2010/02/aereo.jpg" alt="aereo" width="397" height="236" /></p>
<h6>(Da: &#8220;Gli emisferi cerebrali&#8221; di Paolo Cogorno)</h6>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; facilmente intuibile che si tratta di un aereo ma ciò è possibile grazie all&#8217;<strong>emisfero destro</strong>. Se tale immagine fosse inviata esclusivamente all&#8217;<strong>emisfero sinistro</strong> si percepirebbero solo figure staccate (triangoli, cerchi, ecc.) senza riuscire a dare un significato al tutto. L&#8217;elaborazione dell&#8217;insieme effettuata dall&#8217;emisfero destro viene inviata all&#8217;emisfero sinistro che quindi può attribuire alla figura risultante il valore &#8220;aereo&#8221;. Siamo quindi in grado di <strong>percepire </strong>l&#8217;aereo grazie all&#8217;emisfero destro e di nominarlo grazie all&#8217;emisfero sinistro.</p>
<p style="text-align: justify;">Le <strong>differenze funzionali</strong> dei due emisferi hanno quindi un’importanza fondamentale. In virtù di questa peculiarità si verifica un <strong>arricchimento</strong> delle informazioni che provengono dall’esterno. Possediamo quindi <strong>due modalità </strong>di analisi delle situazioni che agiscono in sincronia e questo rappresenta un potenziamento.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo uno <strong>studio</strong> giapponese sui ratti, le specializzazioni dell&#8217;emisfero sinistro per le attivita&#8217; razionali e di quello destro per quelle intuitive e di orientamento spaziale si svilupperebbero, durante la crescita embrionale, a causa della diversa distribuzione delle varie parti che costituiscono uno specifico recettore. Secondo i dati pubblicati sulla rivista &#8216;Science&#8217;, infatti, nella parte destra e in quella sinistra dell&#8217;ippocampo (un&#8217;area cerebrale importante per la memorizzazione) di animali adulti, sono presenti concentrazioni diverse dei due tipi di unità che compongono questo recettore. I ricercatori che hanno coordinato le ricerche, hanno anche scoperto che le due subunita&#8217; vengono utilizzate diversamente all&#8217;interno di un neurone. I ricercatori suggeriscono, quindi, che le due subunita&#8217; rispondano in maniera diversa al legame con uno specifico neurotrasmettitore  e inneschino cosi&#8217; processi diversi all&#8217;interno dei neuroni. I neurotrasmettitori sono sostanze che vengono rilasciate da un neurone ed attivano il neurone adiacente.</p>
<p style="text-align: justify;">Durante lo sviluppo embrionale, questo porterebbe a delle differenze funzionali tra la parte destra e sinistra che, gradualmente, condizionerebbero la specializzazione anche di altre aree cerebrali esterne all&#8217;ippocampo.</p>
<p style="text-align: justify;">I due emisferi quindi si specializzano  in funzioni differenti, però non credo che possiamo utilizzare a piacimento l&#8217;uno o l&#8217;altro. Siamo il risultato dell&#8217;attività globale del cervello e il modo di funzionare è il risultato di ciò <strong>abbiamo appreso</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Proviamo ad applicare questo concetto al bisogno di <strong>miglioramento</strong>. Quando prendiamo coscienza che il nostro modo di vivere non va bene forse è proprio il risultato dell’analisi effettuata dall’<strong>emisfero destro </strong>che ha la capacità di avere una visione d’insieme. L’<strong>emisfero sinistro </strong>segue un ragionamento lineare tipo causa-effetto. Probabilmente la nostra situazione analizzata da tale emisfero potrebbe addirittura sembrare normale poiché segue ciò che ci è stato insegnato e ciò che è socialmente accettato. Famiglia, figli, lavoro, guadagnare per vivere, creare un avvenire ai figli, vacanze, ecc. Questo è certamente il tipo di vita che conduciamo quasi tutti noi. Di per sé tutto ciò non è buono o cattivo. <span style="text-decoration: underline;">Il tutto dipende sempre dal valore che attribuiamo</span>. Quindi se siamo felici possiamo dire che esiste una perfetta concordanza nell’analisi effettuata dai due emisferi. Se non siamo felici è perché la visione d’insieme effettuata dall’emisfero destro non è soddisfacente. Ricordo che l’emisfero destro è connesso con le <span style="text-decoration: underline;">emozioni negative</span>.</p>
<p style="text-align: justify;">Quindi avvertiamo l’emozione negativa che con il tempo diventa uno <em>stato d’animo persistente</em>. Il risultato viene inviato all’emisfero sinistro, raggiunge quindi il livello di coscienza ed inizia l’analisi. Ma chiaramente la ricerca di soluzioni risulta difficile poiché non abbiamo esperienze precedenti. Inoltre la parte inferiore del lobo frontale (la <strong>corteccia orbito-frontale</strong>) controlla l’adeguamento alle regole sociali e le eventuali conseguenze delle nostre azioni. Quindi ad esempio se pensiamo di cambiare lavoro nasce la valutazione delle conseguenze: che lavoro posso fare? Se lascio ciò che sto facendo dove prendo i soldi per vivere? ecc.</p>
<p style="text-align: justify;">Dobbiamo notare che tali valutazioni hanno comunque il fine di proteggerci proprio per evitare dei risultati negativi che possono mettere in pericolo la nostra sopravvivenza. Se abbiamo inserito nel nostro “programma” l’informazione che qualsiasi cambiamento è un pericolo e quindi occorre seguire una strada ben definita, nel momento in cui ci troviamo a considerare questo aspetto il nostro inconscio interviene e ci avverte che questo può essere pericoloso.</p>
<p style="text-align: justify;">Ogni tanto abbiamo delle idee che possono sembrare folli. Ad esempio “lascio tutto e me ne vado”. Sono le soluzioni create dall’<strong>emisfero destro</strong> che è sganciato da ogni ragionamento logico. Tale informazione passa all’emisfero sinistro che valuta che non è possibile. In genere siamo portati ad eliminare a priori tali “intuizioni” che provengono dall’emisfero destro.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><span style="text-decoration: underline;">Occorre però imparare a tenerle in considerazione</span></span> e a consentire che l’emisfero sinistro le analizzi. Può essere che alla fine rappresentino la soluzione ad un nostro problema. Quando siamo concentrati su come risolvere una situazione tutto il nostro essere è orientato in tale direzione ed entrambi gli emisferi lavorano per questo fine. Spesso però ci concentriamo troppo sul <strong>problema</strong> e questo impedisce la ricerca di <strong>risultati</strong> poiché spingiamo i nostri emisferi a cercare il perchè abbiamo quel problema. Ma non serve a nulla.</p>
<p style="text-align: justify;">Quindi abbiamo costantemente un’interazione tra i due emisferi. Di conseguenza la risposta alla domanda &#8220;Due Cervelli?&#8221; è chiaramente <strong>no</strong>. Non siamo provvisti di due cervelli in lotta tra loro o addirittura intenti a tirare uno in una direzione a l&#8217;altro in un&#8217;altra. Il risultato delle funzioni dei due emisferi e delle aree che li costituiscono è unico: <strong>il nostro sè</strong>, il nostro modo di percepire e il nostro modo di interagire con il mondo. Tutto ciò è a sua volta il risultato delle esperienze, conoscenze e regole che abbiamo accumulato e tutto ciò è suscettibile di cambiamento grazie alla splendida risorsa del nostro cervello: la <strong>neuroplasticità</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">In seguito illustrerò gli studi neuropsicofisiologici sulla lateralizzazione emisferica e la teoria del Prof. Michele Trimarchi dell’International Society of Neuropsychophysiology per descrivervi in seguito la nuova teoria sulle funzioni emisferiche del neuroscienziato Elkhonon Goldberg della New York University School of Medecine.</p>
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		<title>Credere Per Vedere?=Sognare per Realizzare Parte Prima</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Mar 2010 13:39:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Antuzi</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Credere Per Vedere?=Sognare per Realizzare parte prima.
In molti siti e libri di Sviluppo Personale si sente parlare di “credenze limitanti”, queste sono credenze che limitano “il nostro comportamento” e quindi i nostri risultati.
Per modificare queste credenze si può usare la Pnl, le tecniche cognitive/comportamentali o tantissime altre tecniche raffinate e “scientifiche”.
Alcune di queste si basano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Credere Per Vedere?=Sognare per Realizzare parte prima.</p>
<p>In molti siti e libri di Sviluppo Personale si sente parlare di “credenze limitanti”, queste sono credenze che limitano “il nostro comportamento” e quindi i nostri risultati.</p>
<p>Per modificare queste credenze si può usare la Pnl, le tecniche cognitive/comportamentali o tantissime altre tecniche raffinate e “scientifiche”.</p>
<p>Alcune di queste si basano su modelli, protocolli “infallibili”, almeno a detta dei loro autori.</p>
<p>Potete quindi chiudere gli occhi ed immaginare ciò che vi spaventa, cambiare l’intensità dei colori e la collocazione nello spazio di questa immagine e “magicamente” le emozioni negative associate a quell’immagine, credenze, svaniranno.</p>
<p>Se non avete molta immaginazione?</p>
<p>Peggio per voi!!!</p>
<p>Allenatevi ed “imparate ad immaginare”, è naturale, è poi se non ci riuscite è colpa vostra!!!</p>
<p>I razionalisti invece vi diranno che basta controllare i propri pensieri e sostituirli con pensieri più razionali , cioè limitanti.<br />
Diverrete felici , non avrete più problemi, ma nemmeno sogni o risultati grandiosi, ci accontenterete della “normalità”.</p>
<p>Tutte tecniche assolutamente efficaci per carità , tutte tecniche che funzionano, ma non per tutti.</p>
<p>Secondo il costruttivismo la realtà è un’invenzione e noi subiamo la realtà che ogni giorno “inventiamo” autonomamente.<br />
Eppure le tecniche psicologiche che si basano su questo assunto “funzionano”, a detta dei loro autori, più delle inefficaci tecniche elaborate da analisti, psicologi umanisti o di altre scuole.</p>
<p>Se la realtà è un’invenzione allora ogni tecnica funziona solamente se ci si crede.</p>
<p>Cosa c’entra tutto questo con il titolo dell’articolo?</p>
<p>Semplice, il credere che una tecnica funziona fa in modo che questa funzioni davvero, la rende efficace.<br />
Le credenze sono come i “sogni”, i desideri, si basano su delle “premesse” e da queste premesse nascono i risultati.</p>
<p>Alla base di ogni grande risultato c’è un sognatore, qualcuno che “ha immaginato” quel fatto che poi si è realizzato perché il sognatore in questione si è dato da fare per rendere quel sogno realtà.</p>
<p>Se imparate a sognare vedrete che piano piano i sogni si trasformeranno in realtà, non per via di qualche magia ma perché inconsapevolmente vi muoverete verso la meta che vi siete prefissati.</p>
<p>In molti mi hanno chiesto come fare a cambiare le proprie credenze limitanti, avrei potuto parlare di meta modello o sottomodalità ma non lo farò, con me non hanno funzionato, con alcuni miei clienti Si.</p>
<p>Il segreto sta nel sostituire le credenze limitanti con credenze in grado di modificare le nostre emozioni negative e trasformarle in emozioni positive.</p>
<p>Smettete di concentrarvi sulle credenze o sulle emozioni che volete cambiare, facendo così le rinforzerete, concentratevi Solo sulle emozioni che volete “acquisire”, queste cancelleranno le emozioni “parassite” che tempestano la vostra mente.</p>
<p>Ubi Maior minor Cessat,un’emozione positiva di forte intensità è capace di cancellare un’emozione negativa, qualunque essa sia.<br />
Potete usare questa strategia al contrario, per esempio sostituire una paura con una paura più grande.<br />
Avete paura di fallire?</p>
<p>Dovete parlare con un personaggio importante e avete paura di fare una brutta figura?</p>
<p>Immaginate quanto sarebbe terribile non provarci nemmeno, spaventatevi all’idea, siatene terrorizzati!</p>
<p>Questa paura cancellerà quella precedente e la serenità si impadronirà di voi… CONTINUA….</p>
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