medicina alternativa: fitoterapiaLa medicina alternativa in Italia, e più in generale nella tradizione occidentale, raccoglie le pratiche terapeutiche che non sono ritenute di competenza della medicina tradizionale.

La differenza principale tra la medicina alternativa e quella convenzionale risiede nella dimostrabilità scientifica: l’efficacia delle pratiche che rientrano nell’alveo della medicina alternativa infatti, non risulta comprovata dai tradizionali test scientifici.

Negli Stati Uniti e nella maggior parte dei Paesi dell’Unione Europea, la fitoterapia viene trattata come una pratica relativa alla medicina alternativa e complementare.

Ciò suggerisce che l’efficacia medica delle piante – sulle cui proprietà si basa la fitoterapia – non sia scientificamente testata. Tuttavia questa affermazione è vera solo in parte perché alcune piante o parti di queste vengono sfruttate e impiegate anche nella preparazione di farmaci tradizionali; ma allora cosa può veramente curare la medicina alternativa?

Curarsi con la medicina alternativa: la fitoterapia

Sin dal principio della sua storia, l’essere umano si curava con le erbe, i fiori e le piante che aveva a disposizione. Per questo la fitoterapia (dal greco phyton che significa pianta), viene considerata la pratica medica più antica e più diffusa al livello mondiale.

Per quanto riguarda l’Italia, oggi sono circa 8 milioni le persone che prediligono la fitoterapia.
Il dato proviene da un’indagine promossa dalla Società Italiana di Medicina Naturale che informa anche su altre caratteristiche che accomunano gli italiani che si curano con la fitoterapia: si tratta per lo più di donne residenti al nord e di estrazione culturale elevata.

Grazie all’interpretazione delle statistiche è possibile affermare che al contrario di ciò che succedeva nel secolo scorso, la tendenza attuale di una buona parte degli italiani è quella di limitare l’uso – e spesso l’abuso – dei medicinali tradizionali.

Medicina alternativa: fitoterapia e effetti collaterali

 

medicina alternativa: fitoterapiaIl fatto che i composti fitoterapici spesso non abbiano bisogno di prescrizione medica, induce a pensare che questi siano completamente privi di rischi o effetti collaterali.

Questa convinzione non rispecchia la verità in quanto anche il prodotto più naturale può provocare effetti indesiderati a seconda del composto assunto, del soggetto che lo assume e delle sue abitudini.

Infatti i rischi maggiori si presentano quando si assumono contemporaneamente farmaci tradizionali e fitoterapici o altri prodotti naturali: l’efficacia di uno dei due preparati potrebbe essere ridotta o annullata dall’interazione chimica degli agenti.

Ad esempio l’effetto di taluni anticoncezionali è reso nullo da eccipienti naturali quali l’iperico o il ginseng.

Più in generale l’artiglio del diavolo può causare nausea ed irritare la mucosa gastrica; l’efedra può determinare ipertensione; gli alcaloidi pirrolizidinici possono determinare situazioni di epatotossicità e teratogenesi; gli antrachinoni se assunti in dosi molto alte e per un lasso di tempo prolungato possono comportare irritazioni delle mucose intestinali e melanosi.

Di recente l’Istituto Superiore di Sanità ha avviato una ricerca che ha come obiettivo quello di raccogliere più informazioni possibili sui trattamenti promossi dalla medicina alternativa: lo studio si propone di fornire delle schede che informino sulle reazioni avverse che possono essere indotte da integratori alimentari e piante officinali.

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