Ognuno di noi decidendo con il fluido vitale di rendersi resposabile dei propri percorsi di benessere, compie un piccolo passo verso la conquista della felicità , che e fatta anche e soprattutto di buona salute e fluido vitale. Quindi lo svago, i tempi di ferie e ogni attimo di vacanza in genere, possono diventare il momento giusto per ricevere qualcosa di buono e utile per il nostro benessere dal mondo che ci circonda.
Siamo materia che dà fisionomia allo spirito infuso in noi nel momento della nostra creazione. siamo quindi energia pura, e tutto il nostro fare per vivere bene, in armonia con noi stessi nella interezza,corpo mente,spirito, consiste nel trovare quegli elementi adatti a fornirci il miglior tipo di energia presente nell’universo adatta a noi, al nostro bisogno.
Cosa di meglio allora di una bella passeggiata nel bosco, consapevoli di trovarvi non solo aria pura e tranquillità di spirito, nel fruscio delle fronde mosse dal vento frammiste al cinquettio degli uccelli e il lento scorrere delle limpide acque in un ruscello poco lontano?
Da sempre il bosco è fonte di nutrimento per l’uomo; c’è chi va in cerca di funghi, castagne, more, fragole e erbe medicinali

fluido vitale
Noi partendo da un punto d’inizio ideale, come potrebbe essere un grosso albero di castagno, dalle enormi radici sporgenti dal terreno
ci concediamo un attimo per operare la centratura del cuore comodamente seduti su una radice, oppure con la schiena poggiata al tronco, portiamo la mano sinistra al cuore, subito sotto il seno o pettorale, e l’altra sopra. Chiudiamo gli occhi per qualche istante e visualizziamo la seguente frase:
- Il mio cuore è saldo, ben radicato al terreno, aperto al cielo, sicuro e fiducioso. Accompagnare questo momento con una respirazione regolare, col naso per circa tre minuti, poi iniziamo la passeggiata.

fluido vitale
La centratura del cuore è necessaria per non perdere la concentrazione durante le varie fasi di questo cammino spirituale, alla ricerca di tutte le energie più adatte al nostro fabbisogno. Pensiamo un attimo a tutte le specie vegetali e arboricole che possiamo incontrare lungo il percorso.
[ Iniziando il percorso, bisogna sapere che esistono vari modi per assorbire l'energia vitale, da alberi, corsi d'acqua, montagne, ecc. i più comuni consistono, per quanto riguarda gli alberi e le rocce, di poggiarvisi con la schiena contro, piedi ben saldi a terra, la mano dominante (vedi articolo precedente) poggiata sul plesso solare, nell'atto di trasmettere l'energia che gli giunge  dall'altra mano dietro la schiena col palmo aderente al tronco o corpo roccioso
Per quanto riguarda invece, acqua, arbusti, chiome degli alberi, ghiacciai in lontanaza o semplici fiori, ci si pone davanti a gambe leggermente divaricate, le braccia alzate e le mani pronte a ricevere, facendo dei gesti d'accoglienza, traendo a se le mani portandole alla sommità del capo e come se stessero spalmando una glassa, su un dolce, farle scendere lungo il corpo, sempre fino al plesso solare.
La respirazione è importantissima, per il fissaggio del fluido vitale raccolto nel plesso solare, in alcune zone del cervello e in altre dell'aura, passandovi direttamente dal terzo chakra il quale è collegato al plesso solare. La respirazione deve essere regolare e profonda, fatta col naso e la bocca  socchiusa, sia in inspirazione che espirazione. importanti sono anche le pause, che devono essere naturali e di eguale durata. Quindi, per fino a quando il meccanismo non diventa automatico, mentre si inspira contare fino a sei, fare la pausa e quindi espirare sempre contando fino a sei. Altra pausa, e via di nuovo.
per la raccolta dedicare a ogni albero, ruscello, fiore, almeno cinque minuti, altrimenti ci si regola in base alla propria sensibilità e esigenza; facendo sempre un gesto di gratitudine a madre natura per cio che stiamo per prendere.
Altra cosa utile è immaginare il proprio plesso solare diviso in scompartimenti, ove riporre i vari
tipi di fluido. Si può fare, ed è molto utile nelle tecniche di autoaiuto che andrò illustrando man mano nei prossimi articoli. ]
Il primo amico che incontriamo lungo il cammino è un pino solitario e imponente, alto forse venti metri. Bello, cosa possiamo chiedergli di prezioso per noi? assumiamo la posizione “spalle all’albero” e mentre iniziamo la respirazione modulata, come io la definisco, visualizziamo l’energia vitale della conifera che attraversando il palmo della mano sale, guidata dall’inspirazione, sosta fra le spalle durante la pausa e scende lungo l’altro braccio fino alla mano sul plesso solare durante l’espirazione.
Nel periodo di pausa il fluido va a fissarsi nel plesso solare o nello scomparto ad esso assegnato in precedenza. l’energia vitale assorbita da un pino, può essere impiegata come riequilibratore delle nostre sicurezze; Io sono, io voglio, tu sei tu e qui non entri. è anche un valido impiego per tutti quei disturbi legati alle vie respiratorie.
Magari si soffre un pò d’ansia, palpitazioni e senso di soffocamento nel sonno; ecco li un bell’arbusto di biancospino. Ci poniamo davanti a lui con le braccia tese, la dominante la facciamo andare avanti e indietro, ritmicamnete, col respiro ad aspirare, posizionare, fissare il fluido vitale nel plesso e dentro lo scomparto scelto.
qui la respirazione diventa vettrice, mentre il visualizzare l’energia vitale come un flusso costante e luminoso rende facile al pensiero guidarla nel percorso, tenendola separata dalla nostra propria energia. In breve scoprirete che star meglio utilizzando il fluido vitale universale è facile e divertente. Sapevate che l’occhio umano lo percepisce al buio come lo schermo tv quando non v’è sintonizzato alcun canale? Infatti, quel formicolio luminoso che vediamo chiudendo gli occhi, sono particelle di energia.
lungo la via incontriamo delle felci giganti, mezzo piegate dal vento. nulla di più facile è chiedere loro di donarci un po della loro essenza per contrastare i segni dell’età nel nostro scheletro. basta passarci sopra con la mano mentre camminiamo, lentamente, accordando tutto con la respirazione

fluido vitale
Quel ruscello laggiù, che scorre nel letto di roccia viva, come potrebbe esserci utile? Che abbinamento meraviglioso, l’acqua e la roccia! nulla di meglio per la purificazione della volontà , dei prorpi intenti. rivolgiamo le mani verso questo connubbio, e facciamo il pieno, facendo penetrare questa nobile energia dalla sommità  del capo fino al plesso solare, pettinando dolcemente la nostra aura con le mani a dita divaricate e leggermente ricurve, quasi fossero una spazzola… armonizzando il tutto con la respirazione modulata.
Andando via, sicuramente non saremmo gli stessi di quando siamo arrivati.
un abbraccio, buone ferie  e buone cose a tutti!
Segnala agli amici
28 agosto 2009 alle 21:43
[...] Chi non sa ricevere è anche incapace di dare. Dare e ricevere sono entrambi aspetti del fluido dell’energia nell’universo. [...]
29 agosto 2009 alle 02:34
Vincenzo, articolo mastodontico, prima bisogna trovare un bosco che abbia tutti questi alberi elencati da te, poi bisogna avere la capacità di saperli riconoscere (io a malapena distinguo una quercia da un pino), comunque grazie mille, questo articolo è da leggere e rileggere. Buone Ferie o Buon Ritorno. Ciao!!
1 settembre 2009 alle 12:25
Ciao Omar, grazie per aver apprezzato il mio articolo, per quanto riguarda gli alberi hai ragione, sono stato troppo vago e cercherò di rimediare al più presto; comunque puoi sempre tentare qualche altro degli esercizi descritti negli altri articoli. Fammi sapere e buone ferie anche a te.