Voglio girarTi una domanda che pongo a me stesso prima di fare qualsiasi acquisto:

“io di questa cosa, di questo bene ho realmente la necessità?”.

consumismo
Sembra una domanda banale eppure mette molto in difficoltà.

Lasciando perdere tutti i beni alimentari e di primissima necessità, difficilmente posso rispondere con un si convinto.

E poi ti giro un’altra domanda veramente complicata che pongo sempre a me stesso: “oggi nella mia vita di cosa ho veramente necessità, di cosa non posso assolutamente procrastinare l’acquisto?”.
Sarò sincero con te non riesco a rispondere, non riesco veramente a darti una risposta che abbia un qualche fondamento logico.

Tu potrai rispondermi che hai bisogno di una casa e qui non posso che darti ragione ma per il resto?
Quale bene materiale ti serve veramente ed è necessario alla tua sopravvivenza e benessere?

Mi viene un dubbio, forse tu puoi aiutarmi a risolvere l’enigma: “non è che per caso abbiamo tutto?” (parlo naturalmente di beni materiali…soltanto).

Se apro il mio armadio mi metto paura, ho di tutto e di più. Di ogni capo di abbigliamento ho una scelta che potrebbe soddisfare una famiglia di 6 persone!

Mia figlia ha più giochi di quelli posseduti da tutti i bambini poveri di una nazione….

Quando mia figlia mi chiede un gioco le chiedo: “qual’è il giocattolo che non possiedi ancora e che desideri enormemente…”, lei rimane in silenzio perchè non sa cosa rispondere.  Infine per non rimanere proprio in silenzio mi nomina un gioco che già possiede in svariati modelli.

Tutto questo mi fa riflettere….e molto.

Non sarà forse che ormai consumiamo il superfluo? Non sarà che i nostri desideri non sono realmente nostri?

Mi spiego meglio. La nostra società del benessere materiale è fondata sul desiderio del possesso. La nostra società si è costruita intorno alla teoria dei falsi bisogni. Ossia la gran parte delle cose che desideriamo oggi ardentemente non nascono da nostri intimi desideri ma da bisogni etero-indotti.

I media costruiscono un modello di civiltà in cui si valutano le persone in base a ciò che possiedono. Si è costruito un modello malato basato sull’emulazione, se io non possiedo la macchina di lusso o l’ultimo modello di qualsiasi cosa sono un fallito. L’equazione non regge se è passata ai raggi x della razionalità. L’illusione è quella che dietro il possesso ci sia tanta felicità ed i poveracci siano profondamente infelici. Non so voi ma io vedo il contario.


Ci sono studi socio-economici che ci raccontano come il progresso non abbia affatto incrementato il livello di felicità o benessere della collettività.

La società così architettata è fondata su un inganno…che serve fondamentalmente a chi beneficia dei consumi, non a noi.
A noi porta insoddisfazione, frustrazione ed ansia. Andare a rincorrere questo modello mi sembra un pò come l’illusione del giocatore d’azzardo che non vincerà mai eppure pensa di aver vinto chissà quali somme. E così come il gioco questo sistema dopante crea assuefazione e dipendenza. E’ un gioco che crea infelicità!

Siamo drogati di consumismo.

Confessate sinceramente : quante volte avete usato gli acquisti per lenire le vostre ansie e dolori? Avete risolto definitivamente?

Poniamo conto che a me prenda uno di questi attacchi di astinenza da consumo come a volte mi è accaduto. Penso di aver bisogno di un vestito, il decimo estivo da aggiungere alla mia collezione. Preso da un vero e proprio raptus mi reco in un centro commerciale. Arrivato qui non ho per niente una sensazione piacevole anzi..però ormai sto a ruota devo devo comprare. Non ho idea di cosa comprare, mi butto nel primo negozio di abbigliamento e compro. magari anche un bel vestito. Li per li mi sento meglio..poi ricomincio a sentirmi insoddisfatto.

E ricomincia il circuito nefasto senza fine.

Siamo programmati per volere sempre di più! I media ci bombardano, la televisione ci fa sentire dei vermi se non consumiamo..è come se ci avessero impiantato dei micro-chip sotto pelle.

In questo modo siamo talmente concentrati ad andare a caccia dei beni esteriori materiali che non ci preoccupiamo minimamente di curare la nostra parte interiore. Non leggiamo, non ci poniamo domande, non frequentiamo corsi, non ci curiamo di noi stessi. Insomma abbandoniamo quel lavoro preziosissimo di ricerca che può portare alla felicità.
La felicità consiste anche nella capacità di dominare i nostri egoismi più gretti e il nostro impulso ad accumulare e possedere in modo scriteriato quelli che sono beni solo apparenti o finalizzati ad una felicità ingannevole.

Comprendete ora qual’è l’inganno, in cosa risiede e perchè siamo su una strada senza sbocchi a meno che non decidiamo di cambiare corsia e prendere un’altra direzione.? E’ questione di consapevolezza..lo so la strada più faticosa, più difficile, ma l’unica che possa incamminarvi verso un progetto di felicità reale e durevole.

Cosa ne pensi?

Con il cuore

Luigi Miano

2 Commenti

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  • Luigi

    Leo, apri un argomento assolutamente stimolante sul quale ho riflettuto ampliamente.
    Per quanto riguarda il modeling a cui tu fai riferimento e da cui la Pnl deve le sue origini è da prendersi con le dovute cautele. Il modeling può essere fonte di ispirazione ma non risolve affatto anche perchè ciascuna storia personale ha le sue unicità. Quanto al coaching, da non confondersi con la pnl, poichè si tratta solo di un metodo inserito nel contesto del cliente. In questo caso i contenuti li fornisce il cliente.
    I modelli di arricchimento?
    Vero, si è creato un business pazzesco intorno alla evoluzione personale, alla crescita e questo dipende dalla responsabilità etica ed individuale.
    Ci sono personaggi nell’ambito evolutivo che fanno business a volte in maniera molto poco etica facendo leva sulle debolezze emotive altrui e non risolvono nulla!
    Io personalmente sto seguendo una strada che esce completamente da questi parametri…mi occupo del bene delle persone ed il mio obiettivo non è il guadagno. Io credo che moltissimo dipenda dalla visione e dalla missione personale. Occuparsi di coaching e formazione etc…non è una professione, è una vocazione..è molto diverso. E’ una chiamata e quando sei chiamato non puoi non rispondere.
    Mi auguro di averti fornito qualche spunto.
    Grazie per il tuo punto di vista.
    Luigi

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  • leo

    …assolutamente d’accordo!
    ..tuttavia non credi che nei modelli attuali di
    sviluppo del potenziale umano ..vedi pnl e derivati
    life coaching ecc..sotto un apparente ricerca di
    realizzaaione e felicità molte volte non si faccia
    altro che emulare personaggi o miti che sono basati
    su quel meccanismo di consumo e continuo sviluppo fine a se stesso al quale giustamente hai fatto
    riferimento?..
    è uno spunto di riflessione..ciao

    Rispondi

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