Carissimo Pinocchio

L’uomo mente dall’alba dei tempi. In Genesi il primo a mentire fu il serpente seguito a ruota da Eva, la storia è proseguita con Caino e via di questo passo sino ai giorni nostri. E’ incredibile quanto sia diffusa la pratica di mentire, eppure ad un occhio ed ad un orecchio attento le menzogne hanno pochissime probabilità di farla franca.

E’ ormai risaputo ed accettato che in una comunicazione il peso delle parole è minimo rispetto al peso della comunicazione non verbale, ossia di ciò che trasmettono la voce ed il corpo. Il corpo in modo specifico non mente mai. Il colorito della pelle, le posture, i movimenti involontari, i microsegnali, le tensioni del corpo rivelano ciò che la persona sta vivendo.

Dal momento che una menzogna genera normalmente uno stato di disequilibrio tra ciò che viene detto e ciò che si sa essere vero, ogni menzogna si rivela nel corpo di chi la dice.

Nonostante ciò spesso i bugiardi riescono a farla franca, ma questo non accade grazie alla loro abilità nel mentire quanto piuttosto da una scarsa attenzione di chi ascolta e che quindi non è in grado di percepire ciò che il corpo dice, per non parlare di quelli che preferiscono credere ad una menzogna piuttosto che reggere il peso di una scomoda verità.

Naturalmente i segnali del corpo non vanno presi come verità assolute e non sempre delle distonie nella comunicazione sono indice di menzogna, si può però affermare con certezza che rivelano un conflitto tra ciò che avviene nel cervello e ciò che si desidera che gli altri credano.

Ma quali sono questi indicatori?

Sono molti e riguardano tutto il corpo. Normalmente si è portati a pensare che i segnali più evidenti siano quelli trasmessi dal volto ma in realtà le cose non stanno così. Proprio perché si crede che il volto tradisca più facilmente, chi mente concentra i suoi sforzi tesi a mascherare la verità proprio sul viso limitando il più possibile ogni movimento che sa essere “pericoloso”. La conseguenza di tale scelta fa si che chi mente non ponga particolare attenzione al movimento delle mani, del tronco , delle gambe e dei piedi. Potremmo dire che più ci si allontana dalla tesa e più il corpo svela i suoi segreti.

I segnali sono talmente tanti che non si possono qui considerare tutti, alcuni però sono meritevoli di un accenno.

Ad esempio una persona seduta che con il piede calcia in aria tradisce il desiderio di scappare anche se in realtà mostra piacere a restare nel luogo in cui si trova;

delle mani serrate a pugno in una persona che sta parlando di pace tradiscono l’aggressività dell’oratore;

un tronco in posizione abbandonata svela disinteresse anche se l’interlocutore assume l’espressione del viso di chi è fortemente interessato.

Come detto la casistica è molto vasta e non la si può trattare qui in modo esaustivo, a seguito delle considerazioni precedenti vale però la pena di considerare seriamente l’ipotesi di essere sempre sinceri.

Non vi è nulla di nascosto che non debba essere rivelato. Né cosa segreta che non venga alla luce. (Matteo, cap. X, v. 26)

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