preoccupazione

Il filosofo e politico Lucio Anneo Seneca, ci invita ad abbandonare ogni preoccupazione se desideriamo rendere piacevole la nostra esistenza, ma secondo i dati del National Istitute of Mental Health, questo disturbo colpisce tra il 2 e il 3 per cento della popolazione degli Stati Uniti.

Chi si lascia dominare dalle preoccupazioni ha l’errata percezione che il suo continuo pensare e ripensare alle stesse cose e i suoi tentativi di controllare le situazioni gli permettono di risolvere i problemi e di provvedere al futuro. Lo psicologo Thomas Borkovec, un pioniero del campo, ha definito le tre principali caratteristiche delle più comuni forme di rimuginio: eccesso di pensiero, evitamento dei risultati negativi e inibizione delle emozioni.

Come scrive Robert Leahy, direttore dell’American Istitute for Cognitive Therapy, nel suo libro Sette mosse per liberarsi dall’ansia, il 38 per cento delle persone dice di preoccuparsi tutti i giorni, e sono oltre 19 milioni gli americani che rimuginano sulle loro preoccupazioni in modo critico.

In questo primo appuntamento voglio invitarti a compilare il test riportato qui sotto. Questo per darti un’idea approssimativa di quanto ti arrovelli sulle tue preoccupazioni.
Si tratta della versione abbreviata di un questionario standardizzato sulle preoccupazioni denominato Worry Domain Questionnaire, che suddivide le preoccupazioni in cinque categorie: Rapporti, Mancanza di fiducia in se stessi, Mancanza di scopi, Lavoro e Finanze per aiutare le persone a capire quali siano le aree che causano le maggiori preoccupazioni.

Questa cosa mi preoccupa …
Per nulla (0)
Un po’ (1)
Moderatamente (2)
Un bel po’ (3)
Moltissimo (4)

  • Non riesco a impormi o a esprimere le mie opinioni.
    Non ho buone prospettive lavorative per il futuro.
    Non potrò mai realizzare le mie ambizioni.
    Non riesco a far fronte al carico di lavoro quotidiano.
    Dovrò rinunciare a qualche viaggio o vacanza per problemi finanziari.
    Non riesco a concentrarmi.
    Non mi posso permettere di acquistare alcune cose.
    Mi sento insicuro.
    Non riesco a pagare i conti.
    Il mio alloggio è inadeguato.
    Forse la vita è priva di scopo.
    Non mi decido abbastanza al lavoro.
    Non riesco a ottenere l’approvazione degli altri.
    Trovo difficile mantenere una relazione continuativa.
    Manco di fiducia in me stesso.
    Potrei perdere dei cari amici.
    Sono poco attraente.
    Farò la figura del cretino.
    Non ho realizzato granché nella mia vita.
    Faccio molti errori sul lavoro.

preoccupazioni 2Risultati: se hai ottenuto 52 punti o più, forse ti arrovelli sulle tue preoccupazioni in modo malsano. Potrebbe esserti utile provare qualcuna delle tecniche suggerite per rilassarti.

Rilassati! Ecco come

Robert Leahy propone sei semplici trucchi da mettere in pratica per affrontare le tensioni della vita quotidiana.

Distinguere le preoccupazioni produttive da quelle improduttive.
In primo luogo, stabilisci se le tue preoccupazioni sono utili a farti trovare soluzioni pratiche ai tuoi dilemmi. Se la risposta è “sì, queste preoccupazioni potrebbero essere costruttive”, scrivi una lista di cose da fare che elenchi esplicitamente i passi da compiere per cominciare a risolvere il problema. Se la risposta è “no, queste preoccupazioni non mi servono a niente”, usa qualcuna delle tecniche elencate di seguito per affrontare le preoccupazioni inutili.

Fissa un appuntamento con le tue preoccupazioni.
Prendi nota di quali sono le tue preoccupazioni improduttive durante la giornata e stabilisci di dedicare specificatamente una fetta del tuo tempo, per esempio dalle 18 alle 18.30, “magari scoprirai che queste cose non ti preoccupano più”, sostiene Leahy. “Molte persone trovano che le cose che prima sembravano richiedere una risposta qualche ora più tardi non sembrano più importanti”.

Impara ad accettare l’incertezza.
Chi si preoccupa ha difficoltà ad accettare il fatto di non poter mai avere il completo controllo della propria vita. Leahy è convinto che ripetere a bassa voce un motivo di preoccupazione per 20 minuti – “non riuscirò mai ad addormentarmi” oppure “rischio di perdere il lavoro” – ne riduce il potere. “La maggior parte delle persone si stufa delle proprie preoccupazioni, e non arriva neanche a completare i 20 minuti”, osserva.

preoccupazioni 1Sii consapevole e presente.
La consapevolezza, una tecnica basata sugli insegnamenti del Buddhismo, consiglia di restare nel momento presente, e sperimentare tutte le emozioni che si presentano, anche quelle negative. Leahy spiega che esistono modi di essere consapevoli in tutti i momenti della giornata, mentre sei profondamente immerso nella tua canzone preferita o in una conversazione con gli amici. Prova a vivere nel presente praticando la respirazione profonda. Lascia che il tuo corpo si rilassi e la tensione dei tuoi muscoli si allenti.

Riconsidera le tue preoccupazioni.
Che succederebbe se quel che ti preoccupa dovesse avverarsi? Sei in grado di sopravvivere alla perdita del lavoro o dell’essere lasciati dalla persona che amate? Rivedere il modo in cui consideri le tue delusioni può rendere meno dolorosi difetti e fallimenti, sostiene Leahy. Trova un risultato positivo chiedendoti che cosa hai imparato dalle tue esperienze finite male. Fai una lista di tutte le cose per cui provi un senso di gratitudine.

Metti le tue preoccupazioni nella giusta prospettiva.
Ripensa alle preoccupazioni del passato. Fai fatica a ricordartene? Molto probabilmente questo vuol dire che non si sono mai avverate, o che sei riuscito a far fronte alle difficoltà e poi a dimenticarle, spiega Leahy.

fonte: Mente & Cervello

3 Commenti

Lascia un commento
  • susi

    ansie e paure sembra non servano a nulla… in realtà hanno una loro funzione, ed è questo che dobbiamo capire… A COSA SERVONO?
    io NON LO SO…

    Rispondi
  • Tiziana

    ciao Massimiliano, proverò ad intraprendere questo percorso… grazie

    Ciao Tiziana,
    grazie a te, di cuore :-)

    Rispondi
  • Emanuele

    Ciao Massimiliano grazie per quello che scrivi i tuoi post li leggo sempre con tanto interesse non vedo l´ora di leggere la seconda parte.
    Ti stimo, ciao Emanuele

    Rispondi

Lascia il tuo commento

Lascia un commento