Nell’elaborazione del discorso politico, esiste una ricetta basilare da cui partire.

Prima di tutto, occhio al tuo dialogo interiore, evita categoricamente di imbatterti nelle convinzioni “limitanti” (avrò la peggio, avrò difficoltà, non sono adatto, eccetera), e concentrati invece in quelle “potenzianti”.

Le tue convinzioni hanno un potere incredibile: possono impedire la tua evoluzione se sono “limitanti”, mentre contribuiscono in modo decisivo alla tua crescita e realizzazione personale se sono “potenzianti”.

Le convinzioni definiscono quindi la percezione di noi stessi, le nostre inclinazioni, le nostre attitudini, il nostro umore, le nostre emozioni e soprattutto il nostro approccio nei confronti della vita.

Per entrare nel mood potenziante ti consiglio di adottare questa strategia: ricorda il motto “volere è potere”: se il tuo desiderio è quello di raggiungere un obiettivo, bene, vuol dire che puoi farlo. E ricorda anche che se qualcuno l’ha già raggiunto, puoi farlo anche tu.

Nel tuo dialogo interiore enfatizza i “posso” e i “voglio”, sono formule magiche, veri e proprio portali che ti indirizzano direttamente al successo.

Fissa i tuoi obiettivi, che devono essere S.M.A.R.T., acronimo che condensa il metodo indicato da Peter Drucker nella sua opera The Practice of Management (1954).

S.M.A.R.T. sta per:

· Specific. L’obiettivo dev’essere anzitutto specifico, vale a dire chiaro e preciso. Se il discorso mira a comunicare determinati valori a chi ci ascolta, questi valori devono essere circoscritti e descritti con dovizia di particolari. Evita quindi obiettivi generici: la tua tensione nei loro confronti cala con l’aumento della loro astrazione. Al contrario, e questa è la buona notizia, aumenta di pari passo con la loro concretezza, chiarezza e specificità.

· Measurable. L’obiettivo deve essere misurabile, deve cioè permettere di capire se il risultato atteso è stato raggiunto o quanto distante è la meta. In questo senso l’uditorio va osservato ed è necessario cogliere ogni minimo segnale di feedback. Consiglio di rivolgersi alla platea e chiedere: “Sulla base di quanto abbiamo appena detto, voi cosa fareste se vi trovaste in una situazione (descrivere uno scenario simile a quello indicato a titolo d’esempio nella vostra dissertazione)?”. Le risposte fornite dall’uditorio saranno un ottimo indice di quanto l’obiettivo sia stato raggiunto.

· Achievable. L’obiettivo deve essere realizzabile date le risorse e le capacità a propria disposizione. Le risorse sono sempre limitate e dobbiamo fare i conti con questi confini e rispettarli, a partire dal tempo a disposizione, che va sì massimizzato ma con sano realismo (come diremo all’ultimo punto).

· Realistic. L’obiettivo dev’essere ambizioso ma realistico. Diciamo pure “realisticamente ambizioso”. Gli obiettivi di un discorso politico, in genere, sono quelli di comunicare dati veri e concreti in modo semplice, chiaro e intelligibile. Troppe informazioni da comunicare sono un obiettivo oltremodo ambizioso e quindi irrealizzabile. Il troppo stroppia e va quindi evitato.

· Time Related. L’obiettivo dev’essere scandito da un determinato flusso temporale. In altre parole, è necessario stabilire il periodo di tempo entro il quale realizzare l’obiettivo. Per raggiungere l’obiettivo (nel nostro caso comunicare il messaggio di un discorso), possono bastarmi pochi minuti o diverse ore, o addirittura una serie di discorsi, articolati nel tempo…da stabilire.

Partendo da questo schema delle convinzioni potenzianti e degli obiettivi smart, sarà possibile, e anzi semplice, entrare in sintonia con i propri interlocutori, utilizzando il rapport, come prossimamente vedremo.

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