Le tue potenzialità, conoscerle per vincere: la via della guarigioneDevo confessarvi che nella mia lunga esperienza di medico e di oncologo (oltre 30 anni di attività) ho visto tanti, ma veramente tanti,  prima, cadere e, poi, non  avere la forza di alzarsi, solo perchè non erano consapevoli della grandezza del proprio essere

Essere  incapaci di capire le enormi potenzialità presenti in ciascun essere umano, non è una questione banale o marginale, ma è determinante in merito ai risultati, nella vita privata, sociale e professionale,  che ciascuno di noi ha e avrà nel corso della propria vita.

La  consapevolezza della propria vera straordinaria identità, in quanto esseri umani, è la vera differenza che fa la differenza tra coloro che si realizzano nella vita e coloro che conducono una vita completamente insoddisfacente. 

Molti di voi si staranno chiedendo come sia possibile che questa diversa consapevolezza in merito alla propria identità possa essere così importante dal determinare un così diverso ed opposto destino.

Esistono diversi esperimenti significativi che dimostrano quanto detto.

La  più conosciuta è quella di Roshental e Jacobson fatta in una scuola.La via della guarigione

Furono somministrati alcuni test ai ragazzi al fine di individuare i più promettenti, ed agli insegnanti furono date false informazioni sui risultati dei test. Il nome dei ragazzi risultati più promettenti  furono in realtà scelti a caso.

La cosa straordinaria, che emerse, era che i ragazzi scelti a caso come i migliori diventarono veramente i migliori, migliorarono notevolmente i loro rendimenti scolastici ma anche le loro capacità intellettive.

Le aspettative degli insegnanti avevano modificato, attraverso messaggi soprattutto inconsci, l’identita’ dei ragazzi individuati come i più promettenti.

I ragazzi, scelti a caso come i più promettenti, modificarono le loro credenze su se stessi in merito alle loro capacità ed alle loro potenzialità.

Questo fece la differenza.

Questa diversa consapevolezza, questa diversa fiducia in sè li portò ad un maggiore impegno, una maggiore perseveranza, un maggiore interesse per l’apprendimento ed alla fine ad avere obiettivi più alti ed entusiasmanti.

Ecco perchè, pur scelti a caso, diventarono i migliori.

Lo stesso discorso vale per coloro che, affetti da malattie più o meno gravi, sono convinti di guarire perchè hanno fiducia nelle proprie potenzialità di guarigione.

Sono convinti della loro capacità di guarire e con più probabilità guariscono.

La persona che gli altri vedono in voi, soprattutto quelli più autorevoli per voi stessi, guida la vostra identita’ ed i vostri conseguenziali pensieri, emozioni e comportamenti.

Il modo in cui gli altri pensano a voi influenza il modo in cui voi pensate a voi stessi.

E’ vero anche viceversa, il modo in cui pensate a voi stessi influenza il modo in cui gli altri pensano a  voi.

Da questa influenza reciproca, capite bene che si possono creare circoli virtuosi o viziosi.

Questo deve fare molto riflettere sulla responsabilità del ruolo dei genitori o degli insegnanti, ma anche del ruolo e della responsabilità che ciascuno di noi ha verso se stesso.

Le nostre credenze sulla nostra identità, ed in particolare su ciò che possiamo o non possiamo fare, determinano ciò che facciamo o non facciamo ed i limiti entro cui ci muoviamo e viviamo

Pertanto se vogliamo ampliare i nostri limiti dobbiamo rivedere la nostra vera identità.

Ricordiamoci sempre che agiamo in funzione di chi crediamo di essere, a livello conscio ed inconscio (vi consiglio di leggere a questo proposito il mio precedente post sul potere dell’inconscio).

Naturalmente il  meccanismo riferito funziona in senso positivo ma anche in senso negativo.

Se crediamo di non essere capaci a fare qualcosa non ne saremo capaci. Se, invece, crediamo di essere capaci ne saremo capaci. E’ solo questione di impegno e di tempo.

Agiamo sempre in coerenza con le nostre convinzioni profonde sulla nostra identita’.

“Possono perchè credono di potere.”   Publio Virgilio

Ritengo sempre fondamentale che tu  ti possa sempre ricordare che sei stato programmato geneticamente:

  • per fare le cose difficili;
  • per superare grandi ostacoli;
  • per essere libero
  • per fare miracoli;
  • per non avere limiti

Credi in te e nei tuoi sogni questa è la base per essere comunque  felici, per  Vivere con la V maiuscola e per non trascinare mai la propria vita.

27 Commenti

Lascia un commento
  • Claudio

    Ciao Paola,
    il cancro si può vincere. Ci sono diverse ricerche scientifiche che lo dimostrano e le percentuali di guarigione possono aumentare in modo incredibile se si applicano, contemporaneamente, tutti i saperi che fino ad ora si sono accumulati. Purtroppo i pregiudizi e gli interessi in campo sono talmente tanti che non è facile applicare quanto si sà. Ciascuno deve fare quello che può, a partire dal territorio sacro d’imperio delle proprie scelte. Io ti posso consigliare con forza l’info-prodotto multimediale “Come guarire con la Medicina Olistica” che aiuta a capire quali sono le variabili su cui bisogna agire per aumentare in modo incredibile le possibilità di guarigione di qualsiasi malattia, compreso, naturalmente, il cancro. Ritienimi a tua disposizione per eventuali necessità. Grazie per il tuo contributo prezioso e buona strada.

    Rispondi
  • Paola

    Salve Claudio,
    La ringrazio immensamente per questo sito…come sicuramente sa, quando si e’ pazienti tumorali (come me) si e’ sempre alla ricerca delle ultime novita’ e di speranze. Credo anch’io nella potenza della nostra mente. Il nesso tra mente e sistema immunitario e ormonale e’ ormai ben noto, anche se i dettagli di quersta relazione straordinaria non sono ancora stati chiariti del tutto. Il problema e’ che siamo immersi in una societa’…continuamente a contatto con la mentalita’ dominante…col conoscente che ti guarda con occhi di finta pieta’, col medico che scuote la testa, coi familiari depressi e con il mondo del lavoro che ti rifiuta se scopre che hai un cancro. Siamo influenzati costantemente…anche dalle parole e dalle affermazioni di chi non sa e si erge a grande esperto…
    Una dei testi che mi ha provocato maggiore turbamento e’ stato un intervento scritto di un esperto (medico? biologo? non so) su un sito che non nominero’ …in questo testo si affermava che il paziente tumorale…subito dopo la diagnosi…viene sottoposto a chemioterapie e/o radioterapie e interventi chirurgici e questo gli toglie rapidamente ogni dignita’.
    E’ un ‘affermazione terribile, ma corrisponde all’idea dominante.
    Chi ha un tumore …anzi un cancro (parola terribile, onomatopeica, che richiama immagini sconvolgenti di mostri a forma di granchi con chele dalla presa invincibile…o ragni che ti succhiano il sangue…in una grotta buia e solitaria…in cui siamo la’ inermi con le spalle contro il muro…e quindi tutti giu’…a usare la partola cancro…cosi’ bella…cosi’ catartica…per chi (ancora) non ce l’ha.
    Quindi…dicevo…siamo immersi in un mondo complesso. Io credo che solo isolandoci da questo mondo…che so…in un villaggio autogestito…con solo pazienti armati di forza di volonta’ e pensieri positivi…saremmo davvero in grado di guarire.

    Rispondi
  • Claudio

    Ciao Marcello,
    grazie per le tue preziose riflessioni. Sono perfettamente d’accordo con te, ed in particolare, che la nostra mente ha potenzialità incredibili.
    Sant’agostino in De Civitate Dei sostiene che i miracoli non avvengono contro le leggi della natura, ma contro ciò che ci è noto delle leggi della natura. Egli sostiene che Dio ha fatto tanto bene e perfette le leggi della natura che conoscendoli ci dà anche la possibilità di riprodurli. Poi non dobbiamo dimenticarci che siamo fatti ad immagine e somiglianza di Dio e che esiste una scintilla divina dentro ciascuno di noi. Io sono fermamente convinto che Dio è anche in te e che tu puoi risvegliare le sue infinite potenzialità.
    Ti ringrazio di nuovo per il tuo produttivo contributo e ti auguro un 2012 ricco di miracoli.
    E’ come dici tu,I miracoli esistono, bisogna solo saperli vedere.
    Con vero affetto
    Claudio

    Rispondi
  • marcello

    Le dimensioni meravigliose e ancora incomprese della nostra mente sono la dimostrazione del fatto che non veniamo dal caso.
    La consapevolezza di essere creature uniche e irripetibili ci aiuta davvero a crescere continuamente e a godere pienamente del presente.
    Sto facendo un’esperienza meravigliosa di guarigione interiore affidandomi totalmente a mio Padre, al mio Creatore, colui che sta facendo miracoli spettacolosi nella mia vita.
    Credo fermanente nelle possibilità infinite della nostra mente, perchè credo in una vita piena che non finisce su questa terra. I miracoli si vedono dovunque, l’importante è la consapevolezza che guarisce, e chi guarisce è il medico vero, è Gesù Cristo.
    Se noi fossimo in grado di fare i miracoli DA SOLI o avessimo la pretesa di riprodurli scientificamente, allora non si parlerebbe più di genere umano, avremmo creato qualcosa di diverso, diventeremmo noi stessi DIO, perchè saremmo in grado di fare tutto da soli. C’è solo uno che vuole fare una cosa del genere: colui che vuole prendere il posto Suo. Ma a me preme essere realmente figlio di Dio. Non altro. Pregherò per questo

    Rispondi
  • Claudio

    Carissimo Giovanni,
    ti ringrazio veramente di cuore per la tua disponibilità a fare qualcosa per aiutarmi a realizzare il Centro di Medicina Olistica, dove applicare tutti i saperi presenti nel mio libro “La via della guarigione”. Devo confessarti che coltivo questo sogno da molti anni e, proprio, per rendere fattibile la sua realizzazione ho scritto il libro, che ha, tra gli altri obiettivi, quello di dimostrare al mondo scientifico, ma anche al mondo culturale e popolare, che il cancro si può vincere con molta più efficacia ed efficienza con una visione olistica e con la realizzazionne di un Centro di Medicina Olistica, con le caratteristiche di cui ti accennavo. E’ vero sono necessari diversi milioni di euro, che io al momento non ho, ma il principale ostacolo, al momento, è di tipo culturale. L’immateriale e l’invisibile sono sempre più determinanti di ciò che è materiale e visibile. Quindi quello che puoi fare tu, o chiunque altro, è molto importante ed è quello di dare un contributo di idee finalizzate, ed è quello di diffondere le giuste convinzioni in merito alla possibilità che si può vincere il cancro con molta più facilità con la medicina olistica e realizzando il Centro di cui parliamo.
    Se non lo hai già fatto ti consiglio di leggere il mio post sulla Medicina Olistica e quello sui Miracoli. Quando poi leggerai il mio libro, sicuramente capirai le grandi potenzialità della medicina Olistica, che rappresenta la vera medicina scientifica.
    Per quanto riguarda i miei colleghi devo dirti francamente che moltissimi di loro hanno espresso il loro pieno consenso in merito alle idee ed ai saperi di cui parlo nel mio libro. Naturalmente parlo solo di quei colleghi che conoscono ed hanno letto il libro.
    Comee giustamente dice spesso il grande Italo Pentimalli, c’è sempre un modo diverso di vedere le cose, che può cambiare i risultati.
    Non vedo un necessario conflitto fra il tuo ottimismo ed il seguire le indicazioni dell’oncologo. Esistono oncologi ed oncologi, con pensieri, convinzioni e capacità diverse.
    La dimensione biologica di ogni essere umano è anche importante, per cui le verità ed i saperi conquistati in questo campo sono sempre utili.
    Prima, durante o dopo la lettura del libro “La via della guarigione” ritienimi sempre a disposizione per qualsiasi dubbio od approfondimento.
    Mi farà sicuramente piacere poterti essere utile.
    Con stima ed affetto
    Claudio

    Rispondi
  • giovanni

    innanzi tutto tienimi informato sulla realizzazione del tuo Centro di Medicina Olistica e dimmi se posso fare qualcosa per darti una mano.
    E’ ovvio che qualsiasi cura non convenzionale trovi la più feroce ostilità delle case farmaceutiche, ma credo purtroppo anche di molti tuoi colleghi.
    La Satir sosteneva che l’istinto più forte non è quello di sopravvivenza ma quello di rimanere attaccati alle vecchie abitudini.
    Su questa base, per esempio, mi risulta impossibile contemporaneamente farmi seguire da un oncologo e continuare a coltivare il mio ottimismo.
    Ho scelto quindi il secondo rispetto al primo.
    D’altro canto, per la medicina ufficiale, non c’è molto da fare. Meglio così: non perdo niente.
    Sto provando tramite internet ad avere il tuo libro (il mio libraio mi fa ancora aspettare).
    Scriverò nei prossimi giorni sul mio sito (www.serinter.it) come vedrei oggi l’approccio al cancro (non avendo ancora letto il tuo libro), sulla base della mia diretta esperienza ed allo stato attuale delle mie conoscenze.
    Sono certo che tu fai già di meglio ma fino a quando non avrò letto il libro non posso verificarlo.
    Un caro saluto e grazie per la tua attenzione e sollecitudine.
    Giovanni

    Rispondi
  • Claudio

    Carissimo Giovanni, è con sincera soddisfazione che apprendo che leggi i miei articoli “con grande beneficio e diletto”.
    Sono perfettamente d’accordo con te che, considerata la gravità e la grandissima diffusione del cancro, è necessario, più che mai, se si conoscono rimedi più efficaci, fare come dici: “dare approcci concreti e diretti e della cui esistenza è bene dare massima diffusione anche e sopratutto in siti come questo”. Proprio perchè sono perfettamente consapevole di quanto riferisci, convinto anche della grossa responsabilità di quanto sostengo, che ho scritto un libro che raccoglie tutti i saperi che è possibile mobilizzare per ottenere percentuali di guarigione incredibili e sicuramente molto più elevate di quelle attuali. Attualmente la medicina “tradizionale” ottiene il 50-55% di guarigioni dal cancro. Sono scientificamente convinto che i miracoli esistono e si possono replicare. Purtroppo le verità di cui parlo non incontrano gli interessi delle potenti multinazionali del farmaco. In una società in cui gli interessi economici hanno la prevalenza non è facile diffondere verità importanti, quand’anche queste verità possono aiutare a salvare centinaia di migliaia di vite umane, se non si incontrano con già consolidati gruppi di interessi. E’ strano ma è cosi. Se fossi stato un famoso calciatore od una bella velina, con delle stupidaggini da dire, probabilmente avrei raggiunto un maggior numero di persone. Faccio quello che posso con gli strumenti che ho a disposizione. Non è un caso se il mio sogno principale è realizzare un Centro di Medicina Olistica dove applicare tutte le conoscenze di cui parlo ampiamente nel mio libro, per ottenere e dimostrare che anche il cancro può essere sconfitto in altissime ed incredibili percentuali di casi. Sono convinto che con il vostro aiuto ce la farò. Io penso che la Medicina è e deve essere una, ed è quella che garantisce obiettivamente i maggiori risultati positivi, al di là delle artificiose divisioni fra medicina allopatica ed omeopatica, fra medicina ufficiale ed alternativa, etc. L’unica discriminante deve essere il metodo scientifico e la conseguenziale disponibilità ad essere sottoposti a verifica con il metodo sperimentale. Bisogna saper distinguere la semplice opinione dalle verità che è possibile dimostrare scientificamente. Con questo senza pregiudiziali atteggiamenti negativi verso le opinioni, perchè è possible che attuali opinioni nel tempo si dimostrino scientificamente corrette. Il dott. Hamer ha il grosso merito di aver individuato pezzi di verità che possono sicuramente essere utilizzate nella terapia contro il cancro, ma sono solo pezzi di verità, da soli sicuramente meno efficaci di una visione olistica del cancro. Lo stesso si può dire della PNL. La via è, quindi, quella della medicina olistica. So che molti usano in modo improprio questo termine. Non si tratta di una medicina alternativa, ma della vera medicina scientifica. Consiglio di leggere quanto già scritto in merito in un mio post, sempre du questo splendido sito. Mi riprometto, appena ho un pò più di tempo libero, di scrivere ancora sulla medicna olistica, per chiarire ulteriorrmente che cos’è e le grandi potenzialità terapeutiche di questa medicina del futuro. Per quanto riguarda la neoplasia di cui sei affetto con le relative metastasi ossee, in possibile fase di remissione, ti consiglio di farti seguire da un buon oncologo, di continuare a coltivare il tuo ottimismo, e di applicare tutti i saperi della medicina olistica. Vedrai che andrà sicuramente nel migliore dei modi.
    Ritienimi sempre a disposizione per eventuali ulteriori chiarimenti.
    Claudio

    Rispondi
  • Claudio

    Carissima Angela, mi fa molto piacere sapere che hai apprezzato la mia precedente risposta. Puoi tranquillamente darmi del tu. Mi devi solo scusare per il ritardo con cui spesso rispondo, purtroppo il mio lavoro estremamente impegnativo mi lascia spesso con pocchissimo tempo a disposizione.
    Io penso che la soluzione al tuo problema sia dentro di tè. E’ li che devi cercare: nel tuo cuore e nel tuo cervello. Mi dici di sentirti sola e di avere un marito assente. Dici anche che il tuo passato, ormai, lo conosci benissimo. Forse quello che hai bisogno di conoscere di più è il tuo presente ed il tuo futuro. Ma, soprattutto, cosa vuoi dalla vita, partendo da una rinnovata fiducia in te stessa. Solo se imparerai ad amarti veramente così come sei, accettandoti per come sei, potrai migiorarti ed andare nella direzione dei tuoi sogni. Prima però devi conoscere i tuoi sogni, credere nei tuoi sogni ed avere anche il coraggio di cambiare ciò che ti impedisce di raggiungerli. Devi curare anche la tua depressione oltre che il dca,perchè sono sicuramente strettamente correlati. Secondo il mio parere devi iniziare dall’amore per te e per il tuo meravigioso bimbo di 1 anno. Devi amarti in modo incondizionato, devi avere piena fiducia in te, costruendo questa fiducia passo dopo passo, e devi avere sogni od obiettivi entusiasmanti da voler realizzare. Naturalmente questo è un percorso di crescita e di liberazione che solo tu puoi percorrere, facendoti comunque aiutare dal tuo medico curante e da qualche buon psicologo. So che le mie sono solo parole, ma sono sicuro che puoi farcela, devi solo sapere che se ce la farai il merito sarà, soprattutto e prima di tutto, tuo.
    Con piena fiducia in te ti auguro una felice giornata.
    Claudio

    Rispondi
  • giovanni sulsenti

    Ciao Claudio,
    abbiamo già cominciato con altre risposte il nostro dialogo, proseguito poi per tramite del tuo sito.
    Passo al tu per uniformarmi alla cordialità veramente piacevole che si respira in queste risposte.
    Premetto che ancora non sono in possesso del tuo libro, e quindi sto leggendo questi tuoi articoli proprio per il tuo invito a farlo, e, come già per i precedenti, con grande beneficio e diletto.
    Inutile dire che concordo pienamente con quanto dici, e che sono pienamente convinto della validità dell’approccio olistico.
    Vorrei però insistere, anche in questa sede, e spronato dall’intervento di Barbara, che lotta con il cancro al polmone e metastasi cerebrali, su approcci più diretti e concreti che certamente userai nella pratica professionale ma della cui esistenza è bene dare massima diffusione anche e sopratutto in siti come questo.
    Come ti ho scritto nell’altra e-mail sono un ammalato di cancro, inoperabile e con metastasi osse, e quindi nella invidiabile (non ironizzo) condizione di non avere niente da perdere dal punto di vista della medicina ufficiale.
    Siccome, a dispetto di tutto, sto abbastanza bene e sono molto ottimista sul mio futuro, posso testimoniare che quanto tu vai affermando è assolutamente vero e che questi “miracoli” possono realmente avvenire.
    Ci sono però da una parte degli ostacoli, costituiti dall’impossibilità, in condizioni come la mia, di avere dei feedback su eventuali progressi di guarigione dalle consuete indagini della medicina allopatica.
    Perché?
    Perché per averli devi passare le normali forche caudine delle varie visite mediche e dei commenti ed interpretazioni dei medici tradizionali che ti procurano enormi scoraggiamenti per cui, invece di ottenere informazioni che ti rassicurano, ottieni molto più spesso, A PRESCINDERE DAI RISULTATI OGGETTIVI, il parere non richiesto di conferma della gravità delle tue condizioni.
    Alludo in particolare al fatto che, nel mio caso, le ostiolisi, viste appunto come metastasi osse un anno fa, oggi sono diventate ricalcificazioni, ma vengono sempre viste come metastasi ossee!
    Dall’altra parte c’è la necessità per chi, come Barbara, vive una fase drammatica della malattia, di potere accedere, in aggiunta o in sostituzione ai rimedi allopatici, a rimedi alternativi e, per la mia convinzione ed esperienza (che in parte mi hai detto di condividere), alla strada prevista dal dott. Hamer che vedrebbe, innanzi tutto, l’individuazione e la risoluzione del conflitto da cui è nato il tumore, premessa per non avere recidive e “metastasi”.
    In tale individuazione e risoluzione la PNL potrebbe essere di grandissimo aiuto.
    Torno a scusarmi con te e con i tuoi lettori se questo intervento può apparire presuntuoso.
    E’ solo l’esperienza di un altro ammalato, che non si considera guarito ma che, malgrado i timori ricorrenti (è ovvio che ogni malore più o meno accidentale mi pone la terribile domanda), ha, come detto, una visione ottimistica della propria condizione e sopratutto ritiene di essere, fondamentalmente, sulla strada che tu indichi.
    Con affetto e gratitudine
    Giovanni

    Rispondi
  • angela

    Caro Claudio, oggi ho aperto il sito e quasi non credevo che mi avessi risposto…non ho parole per dirti immensamente grazie…credo che nella vita bastino tante volte le piccole cose per rendere veramente felici,la sua risposta per me è stata una gioia…purtoppo sono più che sola, ho un bimbo di un anno e mille attenzioni da dargli ma dall’altra parte ho un marito molto assente…per cui mi sento molto sola e in lotta quotidiana con il dca…per essere più precisa sono giunta a 30 kg per 1,50 di altezza poi a 50 poi ho sempre oscillato tra i 46 fino a ritornare un anno fa a 36 kg dopo il parto…sono seguita da psicoterapeuti ma fino a oggi mi hanno solo fatto parlare del mio passato che conosco molto molto bene…ma in pratica non mi hanno mai risolto il mio problema…ossia non volere più assolutamente avere il disturbo alimentare bifronte ma avere contemporaneamente bisogno necessità del disturbo. Le dico ciò perchè mi è difficile cambiare abitudini alimentari difunzionali…in quei momenti vince la parte insana di me…sa cosa significa a e b nervose? mi limito a definirle poichè anche solo nominare tali disturbi intessuti in me mi fa soffrire…mi sono tante volte arrabbiata con me stessa perchè dico propongo e poi non cambio mai…mi chiedo e le chiedo se effettivamente è solo questione di forza di volontà…i miei cari dicono cosi…ma io non reiesco e finisco per abbattermi e scoraggiarmi…Tante volte mi sono pure chiesta come funzioni la psicoterapia visto che con me non funziona?le chiedo basta semplicemente parlare del mio passato per cambiare’e in ciò come mi aiutano i psicologi visto che dopo tanti anni quello che ho notato io è che mi seggo, parlo e poi appena finisce il tempo, generalmente un ora, mi danno un prox appuntamento? Credimi Claudio, desidero con tutta me stessa guarire dal dca e dalla depressione ormai connaturata ma come devo fare a chi rivolgermi da chi e cosa pèosso ottenere aiuto efficace?Tutto quello che tu hai detto io sono PIù che disposta a farlo…ossia ottenere fiducia consapevolezza e quanto altro pur di tornare a vivere!!!! Il fatto è che mi sento confusa annebbiata, leggo tanti libri di auto aiuto sull’argomento e sulla guarigione olistica del potere della mente…tutto mi sembra di grande aiuto ma come capirai bene alla fine mi sento solo più che confusa e in balia del mio disturbo…ho perfino provato con i dodici passi di oa similmente al programma di alcolisti anonimi non so se ne hai sentito parlare…sembrava funzionasse…per un anno ho assaporato la libertà dal dca ma non dalla depressione…fino allo scorso anno quando sono ricaduta nel dca per l’ennesima volta…ora come ora sembra che anche questo programma “dodici passi” non funzioni…il mio è un grido di aiuto. So che alle persone può sembrare un capriccio della moda ma per me non è cosi io non amo affatto il mio corpo più magro anzi, ma contemporaneamente temo di prendere sempre più peso a causa della mia voglia oggi molto spesso assecondata di cibo in eccesso…non so se potrai aiutarmi ma ovviamente mi basta anche solo avere qualcuno capace di capirmi e magari spronarmi a trovare la strada verso la libertà …grazie di cuore

    Rispondi
  • dott. claudio pagliara

    Carissima Angela,
    puoi darmi del tu. Su questo meraviglioso ed utilissimo sito di Piuchepuoi, siamo tutti amici.
    La prima cosa da fare è cercare di capire la causa e l’origine del tuo “disturbo alimentare”.
    Quello che posso dirti è che ogni vera e profonda guarigione, richiede la partecipazione attiva del paziente ed il coinvolgimento di tutte le dimensioni dell’essere umano:
    1) biologica;
    2) psicologica;
    3)sociale;
    4)spirituale.
    Molto sinteticamente posso riferirti che esistono almeno cinque condizioni indispensabili per guarire veramente:
    1) la consapevolezza della malattia. Da questo punto di vista sembra che tu sia sulla buona strada: hai chiesto aiuto perchè sei consapevole di avere un disturbo alimentare. Non è poco, non è cosa sempre facile, perchè non sempre questo succede e perchè molte malattie sono considerate “normali” o dall’individuo o dalla stessa società;
    2) il coraggio per la verità e per il cambiamento;
    3) la conoscenza e la consapevolezza delle cause;
    4) la fede nella possibilità di guarigione. Questo ritengo sia un tuo punto debole, perchè riferisci che “..non ho più speranze..”;
    5) l’impegno per la guarigione. La vita non dà nulla per nulla.
    Il mio consiglio medico, in base alle limitate informazioni fornitemi, è quello, prima di tutto, di valutare insieme al tuo medico curante le possibili cause. Se le cause hanno una prevalente origine psichica, come appare, ti consiglio di seguire un percorso di investimento su te stessa, un percorso di crescita personale che porti ad una purificazione delle tue convinzioni auto-limitanti e che ti aiuti a realizzare il cambiamento desiderato. In questo, ne sono sicuro, ti può essere di notevole aiuto il mio libro “la via della guarigione”. Ma può esserti di aiuto parallelamente un corso che ti aiuti a riacquistare la fiducia, la stima e l’amore in te stessa, ed un bravo psicologo.
    Se hai bisogno di ulteriori consigli puoi contare sulla mia piena disponibilità.
    Ho fiducia in te, buon lavoro
    Claudio

    Rispondi
  • dott. claudio pagliara

    Carissimo Sergio, ti ringrazio veramente per le tue pregevoli e preziose informazioni.
    Ne approfitto per augurarti di trascorrere con tanta gioia e serenità queste festività.
    Con affetto
    Claudio

    Rispondi
  • Sergio

    Caro Rolando, ho scritto ad una mia amica di questo tuo Forum, con riferimento al controllo della mente come mezzo per facilitare la guarigione. Ti riporto qui sotto brani del suo commento.
    Auguri di Buona Pasqua.
    Ciao
    Sergio

    La cultura orientale, specialmente quella indiana, cinese ecc, incentrata da millenni sul valore della conoscenza dell'”interno” dell’individuo, la sta perdendo perchè ha preso come riferimento il modello di vita occidentale, specialmente nei suoi aspetti più deleteri.
    Sarebbe auspicabile una sintesi fra i due modelli culturali di millenaria sapienza: quello occidentale e quello orientale.
    Un bellissimo libro che fa riferimento a questi argomenti,specialmente in relazione alla malattia, e che forse tu già conosci perchè famosissimo, è “un altro giro di giostra” di Tiziano Terzani che sto leggendo, a distanza di 3 anni, per la seconda volta. Contiene la sua esperienza, il suo percorso conoscitivo-spirituale e bellissime riflessioni. Poi ne ho letti, in questi anni, tantissimi altri che riguardano questo argomento.

    La conoscenza della mente è il tema centrale della cultura indiana a cominciare dagli antichissimi Veda, passando dallo yoga sino al Buddhismo; i tibetani sono particolarmente “specializzati” in questa materia, avendo loro elaborato per almeno un millennio tecniche meditative che porterebbero a risultati fuori del comune; nella tradizione tibetana sono numerosi i santi e i meditatori che oltre ad aver domato completamente la propria mente sono riusciti ad acquisire poteri straordinari quali la capacità di levitare, di chiaroveggenza, di sviluppare calore corporeo a proprio piacimento ( pratica del Tummo, che ho sperimentato) , ecc…perchè semplicemente sono riusciti a dominare i “prana” del corpo, quindi la mente.

    Grazie a questa tradizione millenaria, in Tibet hanno elaborato nel tempo una serie di meditazioni formidabili in grado di muovere e canalizzare l’ energia del corpo. Ora la scienza occidentale, negli ultimi anni, si sta interessando a questi fenomeni, e molti scienziati stanno facendo verifiche, test ed esperimenti su meditatori esperti, per capire le funzioni cerebrali e quali forze entrano in gioco quando un individuo entra nella meditazione profonda.

    Anche il mio insegnante di meditazione, che non solo è stato monaco buddista per 12 anni, ha completato tre anni di ritiro in meditazione da solo in una capanna fra i monti in spagna, ha vissuto in India a contatto con quelli che sono considerati i più grandi maestri viventi, inoltre è interprete personale del Dalai Lama ( parla correntemente la lingua tibetana come se fosse italiano) il mio insegnante, dicevo, si è sottoposto a questi test invitato da alcuni ricercatori dall’università di padova.
    Io stessa, ho avuto un’esperienza particolarmente significaticativa durante un ritiro di pratica del Tonlen, cioè una meditazione tibetana che è molto simile a ciò che tu mi hai descritto, dove ci si concentra sulla propria energia, visualizzandola e direzionandola verso una o più persone per sostenerne la guarigione, o per alleviarne un dolore, per risolvere un conflitto di relazione, ecc.
    E’ una pratica meditativa molto avanzata e non è facile, per un principiante, eseguirla nel modo corretto ed efficace; se si è alle prime armi è meglio farla con un esperto che la possa guidare nel modo giusto. Se si raggiunge la giusta concentrazione e, importantissimo, la GIUSTA MOTIVAZIONE ( equanimità, puro altruismo, compassione) è di una potenza incredibile, folgorante.
    Il problema è, dopo aver appreso queste validissime pratiche, riuscire a consolidarle e praticarle con costanza nella quotidianità. Purtroppo le condizioni in cui viviamo – molto benessere materiale, quasi inesistente il benessere mentale a causa dello stress, dei conflitti, del disagio psicologico, ecc dell’ambiente in cui viviamo, ostacolano parecchio e remano contro la volontà di fare. E’ una sfida continua e qualche volta si soccombe. L’importante però, è ripartire!

    Io conosco il centro Mindfulness di Milano che si interessa di rapporti fra scienza, neuroscienza, psicologia e meditazione il cui sito è
    http://www.centromindfulness.net/index.php?option=com_content&task=blogcategory&id=32&Itemid=54
    dove promuovono attività e conferenze interessanti;

    Poi, proprio in Toscana, c’è il centro ILTK di Pomaia, che spesso ospita conferenze, ritiri e corsi sempre dedicati all’argomento, ti segnalo in particolare questo condotto da una psicologa che si occupa da diversi anni di accompagnamento psicologico ai malati:

    21/23 maggio
    Silvia Bianchi
    La meditazione e la malattia oncologica

    In che modo la meditazione può aiutare ad affrontare la vita durante la patologia oncologica?
    Condivisioni e meditazioni di gruppo e confronto con la letteratura scientifica internazionale degli ultimi anni.
    http://www.iltk.it/it/altri.htm

    Un’altra interessante serie di convegni, workshop, ecc. sul tema lo trovi nel sito:
    http://www.associazionedareprotezione.it

    Rispondi
  • angela

    salve dott. sono angela,29anni…da circa dodici anni soffro di un disturbo alimentare…so che magari non è un problema che lei tratta ma sono alla ricerca di un modo per venirne fuori…cosa può consigliarmi in merito alle cure olistiche e alla capacità del pensiero?Sono sempre in cerca di un modo capace di
    fare appunto miracoli poichè non ho più speranze…la ringrazio e spero abbia il tempo materiale anche per rispondere a me …la saluto

    Rispondi
  • angela

    salve dottore sono una ragazza

    Rispondi
  • Sergio

    Caro Claudio, in queste ultime settimane ho dovuto potare il mio uliveto, un lavoro energeticamente onnivoro e un tantino stressante. E sto organizzando per metà maggio un tour in Canada.
    Ultime news (stravaganze scientifiche)
    Tra le tante stranezze della meccanica quantistica, la sovrapposizione di stati è una delle più sconcertanti: un oggetto quantistico (cioè submicroscopico) può trovarsi in due stati contemporaneamente. Solo quando viene effettuata una misura il sistema collassa in uno dei due stati: si muove o non si muove, è qui o è là… Il fisico Erwin Schrödinger aveva illustrato questa situazione con il famoso paradosso del gatto: un gatto, chiuso in una scatola collegata con un dispositivo microscopico che può innescare il rilascio di un veleno mortale, può essere, secondo la meccanica quantistica, sia vivo che morto. Il paradosso sta nel fatto che il gatto non è un sistema quantistico e che la sovrapposizione di stati si applica solo ai sistemi formati da poche particelle. Rimane naturalmente il problema di definire che cosa significa “poche” particelle e di dove mettere il confine tra mondo microscopico e mondo macroscopico.
    Ora Andrew Cleland e il suo gruppo di ricercatori dell’Università di Santa Barbara in California sono riusciti a costruire un dispositivo macroscopico, costituito da mille milioni di miliardi di atomi (10 elevato a 18) e visibile a occhio nudo, in grado di trovarsi sia in movimento che fermo. Si tratta di una specie di tamburello, fatto da una listarella di metallo di circa 30 micrometri di lunghezza che vibra quando sottoposta a particolari frequenze, collegata a un circuito elettrico superconduttore che segue le leggi della meccanica quantistica. Il tutto è poi raffreddato a temperature vicine allo zero assoluto (circa un decimo di grado sopra lo zero Kelvin). In queste condizioni il piccolo tamburello viene a trovarsi nel suo stato quantistico fondamentale e la sua energia vibrazionale è nulla. Attraverso il circuito elettrico il tamburello riceve un impulso e comincia a oscillare a una specifica energia. Il circuito quantistico viene quindi messo in uno stato in cui “fornisce” e “non fornisce” l’impulso al tamburello. I ricercatori hanno osservato che effettivamente il tamburello può trovarsi in uno stato in cui “vibra” e “non vibra” simultaneamente.
    Questo significa che le leggi della meccanica quantistica non sono confinate a sistemi submicroscopici e agiscono anche a scale superiori. È probabile però che più un sistema sia grande più l’influenza dell’ambiente sia forte e capace di prevalere sullo stato quantistico, quindi le dimensioni sono un fattore importante. I ricercatori hanno intenzione di provare con oggetti più grandi.
    Non si sa ancora se questa sia una buona o una cattiva notizia per il gatto di Schrödinger, tuttavia sembra che stati quantistici macroscopici potrebbero fare un po’ di chiarezza nei rapporti, ancora conflittuali, tra meccanica quantistica e gravitazione.
    La ricerca è pubblicata su Nature (doi:10.1038/nature08967) e presentata al convegno dell’American Physical Society che si è riunita il 17 marzo a Portland (Oregon).Recentemente un gruppo di scienziati americani è riuscito a realizzare un oggetto, piccolo ma visibile a occhio nudo, che si comporta come un sistema quantistico: è una specie di piccolo tamburello che vibra e non vibra allo stesso tempo.
    A presto
    Sergio

    Rispondi
  • Claudio

    Caro Sergio, grazie sempre per i tuoi stimolanti commenti.
    Mi dispiace veramente che tu abbia avuto una così negativa esperienza in famiglia con il cancro. Devo, comunque, informarti che attualmente con la medicina tradizionale guarisce il 40-50% dei tunori maligni. La medicina olistica ha sicuramente potenzialità molto più elevate. Le cose che dici nel tuo prezioso commento mi hanno spinto a decidere di fare un post dedicato esclusivamente alla medicina olistica. La questione è di estrema delicatezza ed importanza, per cui per i dovuti approfondimenti alla cose da te gentilmente e saggiamente richiamate mi rifaccio al prossimo articolo sul meraviglioso ed utilissimo sito di piuchepuoi.
    A presto
    Claudio

    Rispondi
  • Sergio

    Caro Claudio, trovo splendida l’idea di realizzare un Centro di medicina olistica! Se non l’hai ancora fatto, ti suggerisco di trovare un bravo pubblicista che ne curi il prospetto informativo. Suppongo che fai l’oncologo in un ospedale. E’ proprio da qui che partirei. Ho perso madre, padre e un fratello per tumori vari e ricordo ancora lo squallore di quegli stanzoni imbiancati a calce, letti ammassati, nessuna intimità, l’acre odore della paura e quel senso di livida rassegnazione negli occhi spenti dei malati, di cui hai efficacemente parlato nei tuoi articoli.
    Perché non modificare l’ambiente? Fare dell’Oncologia il più bello e accogliente dei reparti, pieno di piante, tinte pastello ai muri,lenzuola a fiori vivaci, cuffie stereo per ogni malato con una vasta scelta di generi musicali, tavoli dove trovare creta e pennelli = portare all’interno i migliori “testimoni” della vita e delle sue infinite risorse. Sarebbe bellissimo anche un depliant, da consegnare al malato al momento del ricovero, che spieghi cos’è successo, cosa l’ospedale intende fare e soprattutto il pressante invito all’ottimismo e alla serenità, spiegando chiaramente che gran parte dell’energia necessaria alla guarigione risiede nel cervello e i medici saranno lì ad indicare i sistemi migliori per stimolarla.
    Una volta avviato questo progetto (assai poco costoso, e raggiungibile a breve termine), accumulerai presto quel credito (pubblico) suscettibile di aprire il cuore (e la borsa) dei ricconi del posto = nulla è monetizzabile più del successo…:-))
    Sarebbe un modo nuovo (almeno in Italia, ovvero per i pazienti non ricchi…) di affrontare questo genere di malattia. Personalmente, mi piacerebbe molto essere curato in una struttura così ridisegnata, umanizzata, illuminata e piena di speranza.
    Curiosità: è ora disponibile anche in Italia il tDCS = stimolazione transcranica a corrente diretta, per curare la depressione medio-moderata (il prof. Alberto Priori, dell’Università di Milano, l’ha testata proprio in questi giorni). Sono placchette applicate alla testa, con c.c. di bassa intensità.
    Claudio, è sempre piacevole leggerti: ci accomunano ottimismo e voglia di porci le domande giuste e di curiosare dove possibile. Un piccolo miracolo, nel suo genere.
    Un abbraccio e a presto.
    sergio

    Rispondi
  • Claudio

    Caro Sergio, grazie sempre per i tuoi spunti. Devo dirti francamente che, sulla base della mia esperienza e delle mie conoscenze scientifiche, i miracoli, un giorno non molto lontano, potranno essere riprodotti scientificamente. Quanto detto sarà possibile solo con lo sviluppo della medicina olistica. Personalmente sto cercando di realizza un Centro di medicina olistica dove applicare l’unione dei saperi e la ricerca sulla vera fonte dei miracoli. Sto solo cercando i giusti finanziamenti.
    Nati non foste per vivere come bruti…….
    Buona ricerca ed un grande abbraccio spirituale
    Claudio

    Rispondi
  • Sergio

    Ops, mi sono dimenticato di completare il mio pensiero sul Post “miracoli e dintorni”. Siamo d’accordo, opportunamente sollecitato, il nostro cervello potrebbe (e lo fa in certi casi)attivare meccanismi potenzialmente già presenti nelle “banche dati” cerebrali e operare il miracolo di guarire il tumore. Il guaio è che non è addestrato a farlo. Siamo bravi nelle analisi, assai meno nella sintesi. Ho un buon grado di “serendipidità”, visto che spesso capito per caso in siti interessanti. Ieri ne ho visitato uno dove un gruppo di professori spiega cantando i misteri e soprattutto le bellezze dell’universo, usando come base i dialoghi delle trasmissioni “Cosmos”, di Carl Sagan. Scene della savana africana, della tundra siberiana, scene riprese dai grandi telescopi della Nasa. Immagini in movimento e la poetica di ciò che significano, su una base musicale composta da pianoforte e strumenti a percussione = bellissimo!
    Al di là delle esortazioni ai pazienti ad essere ottimisti e a cercare in se stessi le chiavi di una possibile guarigione, non potrebbero essere aiutati in maniera più concreta? Molti anni fa, durante la fase “pittorica”, scoprii che la qualità dei miei dipinti aumentava moltissimo se li realizzavo ascoltando musica. Non musica qualunque: era una raccolta di musica da film di Ennio Moricone. Cambiando il cd, l’effetto si riduceva sensibilmente. Con ogni probabilità, avevo trovato una delle chiavi di accesso alla parte remota (e più ricca) del mio cervello…
    Ciao
    sergio

    Rispondi
  • Sergio

    Carissimo Claudio, ho letto il tuo post sui miracoli. Notevole il commento della ragazza guarita dal tumore e molto efficaci e illuminanti le tue risposte. E’ vero, solo l’approccio olistico può determinare importanti progressi nella conoscenza e nella cura di queste patologie.
    Affermava Van Vogt che la passiva accettazione dell’aristotelismo da parte della cultura occidentale (leggasi Chiesa cattolica), ha bloccato per un millennio lo sviluppo delle scienze e di conseguenza del progresso tecnologico.
    Poi vennero G.Galilei, Bacon, Hume e Altri e le cose cambiarono, ma la partenza non fu delle migliori. Se tutte le scienze, comprese le espressioni del paranormale (telepatia e telecinesi, per citarne qualcuna)e le idee da esse derivate, avessero ricevuto un eguale sostegno in modo che tutte insieme collaborassero al progresso umano, non ci sarebbe oggi questa desolante ignoranza su come funziona realmente il cervello umano e quali siano le sue potenzialità. Olismo, appunto. E le religioni non aiutano.
    Altra sfaccettatura da non ignorare = la Natura è infinitamente creativa, inutilmente complicata e maledettamente stupida, perché non riesce a far capire all’uomo che anche a lei ogni tanto piace scherzare.
    Corollario = Se l’universo non possedesse il senso dell’umorismo, sarebbe già collassato da tempo.
    Se mi dai un indirizzo di posta elettronica, t’invio qualche “pagina” sull’argomento (brani di un mio romanzo).
    Un abbraccio
    sergio
    P.S.: cosa sai della filosofia e della religione dei “pellerossa” d’America?

    Rispondi
  • Claudio

    Carissimo Sergio è stato un vero piacere anche per me conoscerti, ritienimi sempre a disposizione per discutere ed approfondire gli argomenti di cui sono esperto. Visto i tuoi coinvolgenti interessi ti consiglio di leggere il mio post sui miracoli,e poi, se vuoi, dimmi cosa ne pensi.
    Con affetto
    Claudio

    Rispondi
  • Sergio

    Caro Claudio, hai ragione, la conoscenza pregressa, spesso drogata dagli insegnamenti religiosi, condiziona la nostra (innata) capacità di cogliere il nuovo, l’inaspettato. Aggiungerei che pochissimi sembrano capire (e accettare) l’estrema individualità di come percepiamo il mondo fisico. Comunichiamo per approssimazione, perché siamo isole che comunicano con le altre attraverso gli esili ponticelli dei cinque sensi. Cinque modi diversi di prendere cantonate…
    Miliardi di sensibilità diverse che ottusamente cerchiamo di ricondurre in ogni campo a denominatori comuni e a etiche risibili. Eppure viviamo su un pianeta (bellissimo, quanto geniale nella sua concezione) che giornalmente riproduce il miracolo della creazione continua = bilioni di fiocchi di neve sono caduti lo scorso mese e la scienza non ha nessuna difficoltà ad ammettere che erano tutti fisicamente diversi. E questo vale sempre, ovunque e in qualunque contesto. E’ questa a mio avviso la condizione preliminare per aprirci con successo a nuove conoscenze.
    L’umiltà è una scelta (virtù) associata alla vita di relazione, la curiosità soddisfa l’esigenza di dare (anche) un senso al nostro far parte di questa stramberia celeste.
    Ultima osservazione, prima di rispondere ai tuoi quesiti. A mio avviso, la vita è tutt’altro che una faccenda seria, o seriosa. Siamo così preoccupati di darle comunque un senso, che non riusciamo più ad apprezzare gli aspetti neanche troppo nascosti della liricità e della intrinseca intelligenza della Creazione. E te lo dico da agnostico.
    Ecco il sito dove trovare quanto da te richiesto.

    http://www.theintentionexperiment.com/results-of-the-january-30-water-into-wine-experiment.htm

    Le finalità dell’associazione sono state finora di “guarire” la gente sfruttando lo stesso principio delle guarigioni miracolose di Lourdes = 5-10 mila persone l’una accanto all’altra, che richiedono, per sè o per la persona cara, il prodigio di un intervento divino. Tutti questi cervelli sono concentrati sullo stesso desiderio. Lo vogliono intensamente. E a volte succede che un malato, più percettivo (o motivato)degli altri, riesca ad incanalare questo enorme flusso di energia su se stesso. L’organismo risponde “resettando” letteralmente lo stato dell’organo malato all’integrità ante-patologia. In fondo, non è poi così incredibile: in qualche angolo polveroso del nostro cervello sono conservati tutti i file (sequenze genetiche e via via molecolari fino ai tessuti e al loro assemblaggio nel prodotto finito.
    L’aspetto curioso è che se hai subìto l’amputazione di una gamba, non c’è energia mentale che possa fartela ricrescere. Neanche Cristo ci riusciva. Con un’unica eccezione.Forse.
    “Il miracolo modifica l’esistente, la magia crea un oggetto utilizzando materia elementare e la assembla dandole la forma e la dimensione volute. In questo, la moltiplicazione dei pani e dei pesci può essere considerato un miracolo spruzzato di magia.”
    (da: “Guerra delle tartine” di Sergio Isolabella)

    Vado a teatro. Claudio, è stato un piacere conoscerti e spero che discuteremo ancora di questo e di altri temi.
    A presto
    Sergio

    Rispondi
  • Claudio

    Caro Sergio, grazie per il tuo contributo.
    Mi fa piacere sapere che concordi pienamente sulla presenza di grandi potenzialità nel nostro cervello.
    Anche io ho una formazione strettamente scientifica, e credo che, quando ci sono novità, bisogna evitare di fare due errori, entrambi estremamente gravi: 1) essere creduloni 2) chiudere gli occhi in modo pregiudiziale.
    Quello che so è che ciò che attualemnte sappiamo è quasi nullo rispetto all’immensità del sapere e, quindi, a quello che ancora non sappiamo. “Beati i poveri di Spirito, perchè di loro è il Regno dei Cieli”. Come diceva Claude Bernard, quello che sappiamo rappresenta spesso il maggiore ostacolo ad apprendere ciò che non sappiamo. Spesso il maggiore ostacolo che incontriamo per realizzare i nostri sogni, non è quello che non sappiamo, ma è, soprattutto, quello che crediamo di sapere. C’è solo uno stato d’animo che aiuta a crescere nel mondo scientifico, ma, aggiungo, anche sul piano dello sviluppo personale. Questo stato d’animo è l’umiltà, che deriva dalla consapevolezza che abbiamo davanti, ma soprattutto, dentro di noi, tutto un mondo nuovo da scoprire. Quindi, non arroganza ma umiltà, e, soprattutto la convinzione che c’è un solo metodo che ci aiuta a capire ciò che è spazzatura da ciò che può aumentare gli umani poteri. Questa ferma convinzione è che qualsiasi presunta nuova verità deve superare l’ostacolo della verifica sperimentale. Caro Sergio ti ringrazio, quindi, per avermi dato l’opportunità di esprimere il mio pensiero, in merito “all’acqua che si trasforma in vino”, o similari, e ti chiedo di tenermi informato su tutte le novità che dovessero emergere in merito a quanto da te riferito, e, soprattutto, fammi sapere esattamente chi sta organizzando l’esperimento a cui fai riferimento.
    La mente è come il paracadute, funziona solo quando è aperta.
    Ti auguro buona strada.

    Rispondi
  • Sergio

    Sono capitato per caso su questo sito e ho letto la risposta che lei ha dato a Barbara (alla quale va tutta mia solidarietà e un incitamento a inforcare gli occhiali da adolescente = sogni e magia a piene mani…) Claudio, è meraviglioso imbattersi in un oncologo ottimista, e i suoi malati hanno una gran fortuna ad averla come medico curante.
    Concordo pienamente sulle enormi potenzialità del nostro cervello. Da qualche mese faccio parte di un’organizzazione chiamata “Experiment”. Il mese scorso, in un giorno e in un’ora stabilita (ogni socio ha ricevuto un’email con il proprio fuso orario = per me erano le sei del mattino) abbiamo concentrato il nostro pensiero su un campione di 250 cc di acqua, con l’intento di alterarne in prima battuta il pH, e poi, novelli Gesù, di trasformarla in vino. Il campione si trovava nel laboratorio di Fisica ben attrezzato di una università inglese (la prova sarà ripetuta tra qualche giorno nell’università statale dell’Illinois. Dieci milioni le persone che hanno partecipato all’esperimento, il primo nella storia dell’uomo… Successivamente, ho ricevuto via email il Report con i risultati = il pH è variato di quasi una unità (chimicamente, non era più acqua) e stanno ancora studiando le sue proprietà organolettiche. Ho una buona cultura scientifica e francamente ero e sono scettico che si sia ottenuto un Chianti o un Bordeaux, ma sono sicuro della bontà (e serietà) dell’esperimento. Il pensiero è energia, e funzione secondo le leggi dell’equivalenza einsteiana massa = energia.
    In un forum di cui faccio parte, ho comunicato esperimento ed esito: diluvio di commenti pseudo-ironici, tra cui quello di una ragazza che in buona sostanza aggettivava come “immorale” l’intera faccenda. Le ho risposto che non capivo perché la trasformazione dell’acqua in vino era morale (e miracolosa) se a farla era Cristo, e non lo era nel nostro caso (comuni mortali che finalmente sfruttano senza riserve religiose il loro cervello).
    Sono d’accordo anche sulla possibilità che un giorno ogni singolo individuo potrà far crescere le messi, attraversare i muri, comunicare telepaticamente…
    Sergio

    Rispondi
  • Claudio

    Carissima Barbara, quello che dici è perfettamente comprensibile. Le battaglie per la nostra salute si vincono o si perdono, prima di tutto e soprattutto, dentro il nostro cuore e nel nostro cervello. Permettimi di consigliarti di vincere soprattutto i tuoi momenti di sconforto. Per quanto riguarda il bisogno di prove concrete, ritengo che le prove più valide siano quelle acquisite con metodo scientifico. Esistono, ormai, tanti dati acquisiti con rigoroso metodo scientifico, come risulta nel mio libro “la via della guarigione”, che dimostrano il ruolo fondamentale degli stati d’animo nell’evoluzione e nella cura del cancro. Io sono sicuro che un giorno, non molto lontano, i miracoli saranno scientificamente resi riproducibili. Ti consiglio di leggere anche gli altri post scritti da me su questo meraviglioso ed utilissimo sito di piuchepuoi, in particolare leggi il mio post sui miracoli. Poi, cara Barbara, permettimi di consigliarti anche, quando scegli una strada, di non “carcare di seguirla”, ma, una volta individuata come la tua strada, di seguirla e di percorrerla con piena fiducia in te. Ci sono battaglie che, per la loro importanza, vanno combattute, comunque, con forza e decisione, al di là del loro esito. Certamente questo atteggiamento mentale ed emotivo ti aiuterà. Ritienimi a disposizione per qualsiasi ulteriore dubbio o richiesta.

    Rispondi
  • barbara

    anche io sto cercando di seguire questa strada ,essendo stata colpita dal cancro al polmone e poi metastasi alla testa.
    E un percorso molto bello e di grande impegno visto che non posso abbessare la guardia un momento perchè presa facilmente da sconforto.A volte ti assalgano tanti dubbi che vorrei scacciare subito forse avrei bisogno di prove concrete!

    Rispondi

Lascia il tuo commento

Lascia un commento