COME RICONOSCERE LE PAURE NASCOSTE DIETRO I NOSTRI ATTEGGIAMENTI

COME DIVENIRE CONSAPEVOLI DELLE NOSTRE PAURE

UN  ESERCIZIO DI VISUALIZZAZIONE  PER SUPERARE LE NOSTRE PAURE

Perché scrivere proprio di paura?  Perché credo che, tra le emozioni negative, sia una delle più subdole.  Spesso “mascherata” con nomi diversi che designano nobili sentimenti (amore…, dedizione…., abnegazione….), la nostra paura si trasforma  in scusa o motivo socialmente accettabile.  In questo modo diamo una legittimazione valida al nostro “non agire”,  o alla nostra incapacità di “re-agire”, o alla nostra inerzia nell’accettare situazioni inaccettabili, che nutrono solo la nostra infelicità,  quasi  fossero ineluttabili. Così restiamo come paralizzati impedendoci di vivere pienamente e mutiliamo parti vitali del nostro essere che chiede solo di poter “essere”.

La paura è una delle emozioni  fondamentali dell’uomo, uno dei meccanismi di difesa innati in ogni specie animale, funzionale alla sopravvivenza e per questo inscritta nel nostro patrimonio genetico.  Fin quando l’intensità della paura è proporzionata al livello di pericolo che dobbiamo fronteggiare, essa è un sentimento non solo sano e accettabile, ma utile e necessario a garantirci la nostra incolumità. In realtà, con il termine “paura” ne indichiamo i diversi, possibili livelli di intensità : da un semplice stato di ansia o inquietudine al vero e proprio terrore.

Quando la paura non è più congruente con il livello di pericolo oggettivo, allora non è più funzionale nella nostra vita ma anzi diventa un ostacolo e un segno di malessere. La paura può colpire e riguardare qualunque aspetto della nostra vita: oltre alla paura fondamentale legata alla sofferenza e alla morte, prima o poi a chi non capita di provare forme più o meno intense di ansia o angoscia legate a situazioni contingenti ? ad esempio la paura di perdere il lavoro, la paura  di non essere all’altezza di una certa situazione, la paura di amare, di non essere amati, paura di perdere il controllo, di essere giudicati male, di non essere accettati , di invecchiare, delle malattie, della solitudine, di non avere sufficienti mezzi di sostentamento, di deludere le aspettative, di essere delusi….paure provenienti da immagini che abbiamo vissuto, spesso da piccoli e probabilmente quasi del tutto dimenticate.

In ogni caso il rischio è di essere invasi dalla nostra paura che,  se a lungo alimentata,  può diventare ossessiva condizionando negativamente la quasi totalità della nostra vita, con la sensazione di infelicità e impotenza che ne consegue. La paura che abita persistentemente in noi ci porta a fare pronostici negativi che poi alla lunga  si concretizzano sul piano materiale e vanno a rafforzare la paura stessa (la cosiddetta profezia auto-avverante). 

La paura blocca il libero fluire dell’energia in tutto il corpo, provoca una contrazione di tutti gli organi, ci fa diventare dubbiosi, pessimisti, preoccupati, angosciati e questa sitazione interiore può avere concrete ripercussioni negative anche sul piano puramente fisico e procurare alla lunga malesseri, acciacchi o vere e proprie malattie.

Di qualunque intensità sia la nostra paura è importante capirne la causa e cercare innanzitutto di prenderne coscienza. Quando “lavoriamo” sulla paura cerchiamo di contattarla e starci dentro  piuttosto che evitarla come di solito avviene attraverso i nostri spontanei meccanismi di difesa. Spesso  la prima difficoltà, proprio per quello che dicevo all’inizio, può essere proprio l’identificazione della paura che si nasconde dietro un nostro atteggiamento che  risulta negativo per la nostra vita e impedisce il dispiegarsi delle nostre vere potenzialità. Il primo strumento che può venirci in aiuto in questa fase iniziale di identificazione è l’attenzione: cominciamo a porre attenzione  verso tutto ciò che suscita in noi  esitazione e dubbio;  poi scriviamo un elenco di tutte quelle cose che non vorremmo. Il “compito”  consiste nel lasciar emergere naturalmente in noi tutto ciò che comincia con “non vorrei”  e sostituirlo con ” ho paura”. Progressivamente potrebbero emergere, uno collegato all’altro, sensazioni, ricordi, “illuminazioni” inaspettate.  Allora restiamo in contatto con ciò che  è emerso, stiamoci dentro.  Accettiamo e concediamoci il diritto di provare quei sentimenti.  Se abbiamo la sensazione che affiorino emozioni particolarmente forti e dolorose  è fondamentale richiedere l’aiuto di un terapeuta o di un counselor  capaci di accogliere il nostro dolore: in questo caso è sostanziale la qualità della relazione  con l’operatore perché solo fidandoci completamente di lui/lei,  possiamo riuscire a liberare emozioni dolorose bloccate e represse molto a lungo.

L’esercizio che vi propongo, da soli o accompagnati da un operatore qualificato, è il seguente:

in uno stato di rilassamento stiamo nel ricordo emerso, concediamoci di rivivere quell’esperienza senza giudizio ma solo con i sensi e interveniamo attivamente  sugli aspetti più dolorosi, modificando quelle immagini della nostra memoria (all’interno della situazione in questione) che ci hanno fatto più male in modo tale da renderle accettabili, anche per la bambina o il bambino che eravamo allora. Creiamo con l’immaginazione delle esperienze correttive che, quanto più riusciremo a rendere vivide, tanto più risulteranno efficaci nel dissolvere il nostro disagio, perché il cervello limbico non fa distinzione tra sensazioni reali o immaginarie ma semplicemente reagisce ad esse catalogandole come esperienze piacevoli ripetibili o spiacevoli e da evitare. In pratica andiamo a sostituire l’immagine sgradevole e dolorosa che si è fissata nella nostra memoria emozionale con una gradevole e accettabile.

Non si tratta della bacchetta magica: raramente una modalità si rivela immediatamente risolutiva ma questa, tra le tante,  può rappresentare un tipo di percorso più o meno adatto a seconda del temperamento e dei gusti personali che guideranno la nostra scelta quando vorremo decidere di intervenire sul disagio.  In ogni caso e con qualunque modalità è necessaria la volontà e l’impegno personale. In ogni caso, per risolvere un disagio è necessario “affrontare” il dolore che lo sostiene e tutto il corollario dei motivi sottostanti. Quello che dobbiamo fare è cercare di  capire quale paura si nasconde dietro il nostro prolema; cosa temiamo e perché. Non è sempre facilissimo e di immediata risoluzione ma può valere la pena dedicarci un po’ del nostro tempo. Male che possa andare avremo realizzato quanto meno una consapevolezza maggiore dei nostri sentimenti. E non è poco !… anzi, pare quasi che sia “tutto”.

Non nascondiamo le nostre paure ma esprimiamole,  parliamone con qualcuno che possa accogliere e condividere con noi i nostri “segreti” e già questo ci farà sentire molto meglio e ci farà apparire meno grave il nostro problema, perché 

la relazione,  la comunicazione, la sicurezza  di sentirci accettati,  la fiducia sono la prima vera terapia.

69 Commenti

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  • anonymous

    Buongiorno Susanna, da una settimana ho perso la mia nonna paterna e da allora ho sviluppato una paura angosciante che riguarda la morte dei miei genitori o un loro possibile stare male. Arrivo perfino a pensare che il mio compagno (con cui ho una relazione da 3 anni) possa morire prima di me lasciandomi da sola ! Sono dei pensieri ossessivi che mi stanno avvelenando. Derivano forse dal fatto che a 40 anni non ho ancora “provveduto” a costruire una famiglia ? Io fondamentalmente non desidero dei figli, ma in questi giorni di angoscia sono perfino arrivata a pensare che potrebbe essere questa la “soluzione” ! Cosa ne pensa ? Grazie

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  • Franco Farina

    Personalmente ho un’opinione diversa, derivata dall’esperienza di vita.
    La sintesi è che la soluzione di “convivere”con e non di combattere la paura consiste nel rapporto tra noi stessi e tutto il resto.
    Inutile cercare dentro di noi, uscendo “fuori”, vivendo la vita le tensioni che si avvolgono nel nostro intimo possono armonizzarsi e ridimensionarsi.
    Se ti trovi dentro una scatola vuota inutile continuare cercare di trovare la via d’uscita, quando si riuscirà a prendere coscienza che la scatola non c’è, siamo noi stessi a crearla, allora un bel giorno ti sveglierai e al massimo avrai il rimpianto di aver sprecato tempo prezioso. Ma si può sempre recuperare, il concetto di tempo (per fortuna) non è matematico ma spirituale e individuale. L’obiettivo da raggiungere? : riuscire a vivere insieme alla paura

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  • susy

    Salve Susanna vorrei complimentarmi con te per l’effettiva validità e aiuto che dai a tutte queste persone che si sono trovate a vivere un disagio nel corso della loro vita a causa delle paure immaginarie che molto spesso ce la condizionano ora ti racconterò un pò della mia: ho 31 anni e sono una persona molto estroversa , amo stare in compagnia, mi piace vedere sempre il bicchiere mezzo pieno e amo circondarmi di belle cose, sono sempre sorridente e generosa verso gli altri amo uscire con le amiche e con il mio fidanzato con il quale tra poco coronerò il mio sogno d’amore e di crearmi una famiglia dopo 14 anni di fidanzamento, ho studiato psicologia, e molto spesso tendo ad autoanalizzarmi quando percepisco qualcosa in contrasto con la mia personalità, il mio problema sono i cambiamenti, ogni volta che mi trovo ad affrontarne uno : lavoro, lutto, scelte di studio e professionali vado in crisi, inizio a fare tante cose ma poi non ne porto a termine nessuna, e questo mi fa sentire in colpa tremendamente, perchè inizio a pensare che non sono buona a nulla cosa tra l’altro alimentata da un padre ipercritico e pessimista . io sono cresciuta senza madre e la mia infanzia è costellata di esperienze negative con una madre con problemi psichiatrici che abbandonava continuamente me e mio fratello , sono ancora vive in me delle scene in cui ero costretta a fare da paciere tra di loro correndo intorno al tavolo insieme a loro per far si che non si picchiassero ( chiudendo gli occhi , prendendo spunto dal tuo suggerimento mi viene sempre in mente questa scena, mi ricordo una bambina impaurita e terrorizzata che doveva assistere a quelle scene invece di godersi le sue giornate in maniera spensierata ) e un padre irrascibile. ci tengo a dire che mio padre ha cercato di fare tutto per crescere me e mio fratello solo con le sue forze facendoci per questo da madre e padre al tempo stesso ma questo purtroppo non basta , io ho un pessimo rapporto con mio padre non mi sento libera di parlare con lui perchè mi giudica in continuazione e non mi fa sentire amata e apprezzata, al suo cospetto mi sento debole e impacciata e ogni suo giudizio negativo mi ferisce buttandomi nello sconforto, io reagisco rispondendolo male ma poi rimugino e inizio a pensare che ho fatto di male per meritare tutto ciò, e mi assale la paura di diventare come mia madre di impazzire di rovinare la vita agli altri così come mia madre e mio padre hanno rovinato la mia lasciandomi crescere in una spirale di paura e ansia che mi ritrovo a vivere da adulta , , il mio passato fa parte di me e mi ritorna in mente soprattutto quando sto con mio padre, da quando mio fratello si è sposato infatti viviamo solo io e lui in un clima di eterna lotta io vorrei riuscire ad avere un rapporto migliore con lui e vivere quindi più serenamente le mie scelte, non gli va mai bene niente di quello che faccio infatti è come se si comportasse con me così come si comportava con mamma e questo scatena in me un senso di rivalsa come se volessi difendere mia madre dagli attacchi che doveva subire da lui , della serie a lei l’hai finita di distruggere con me non ci riuscirai invece .!! ho tanta rabbia dentro e forse avrei voluto che mia madre fosse stata più forte e quindi io prendo il suo posto in una lotta che lei ha perso ( lei è costretta infatti a vivere sotto psicofarmaci a cusa del problema che ha ) perchè io sono convinta che mio padre mi tratti alla stessa maniera in cui trattava mia madre ma io non sono facilmente annientabile mi so difendere … spero di averle fatto capire il motivo del mio disagio e confido in una sua risposta

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  • gra

    Salve Susanna,io vorrei perdere la paura che mi provoca la visione del sangue,per me è molto importante perchè spesso mi trovo in situazioni in cui devo prestare soccorso e sono impossibilitata. Ogni volta che devo donare perdo i sensi. Ho veramente bisogno di aiuto! La ringrazio in anticipo.

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  • simone

    Salve Susanna io ho un problema legato ai miei pensieri, il fatto che da alcuni giorni ho iniziato ad avere paura di invecchiare senza capirne realmente il motivo, infatti soffro proprio della geroscofobia nonostante sto per compiere solo 25 anni. Leggendo questo articolo mi sono fatto un elenco delle cose di cui ho paura per cui non vorre invecchiare; fascino, per la partner invecchiata e per l’impossibilitá di continuarsi a divertire. Ora capisco che quando avró una certa etá é possibbile che io non avró gli stessi interessi che ho ora, e che lo sto pensando saltando una fetta importante dei miei anni, ma il pensiero di arrivare alla vecchiaia rimane. Ora vorrei capire se il mio problema derivi da una delle cose che ho elencato oppure dalla mia vita passata. Magari per mancate esperienze? La ringrazio in anticipo.

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  • Anto

    Ciao Susanna volevo un aiuto da 3 mesi è finita la mia relazione con una persona ke ho amato tanto e ke amo tutt’ora ma purtroppo lui non ne vuole sapere. Questa storia è finita davvero per dei motivi molto stupidi… Ho già fatto dei gesti nei suoi confronti,in questo tempo, ma non è successo nulla…Vorrei provare un’ultima cosa ma ho paura ad affrontarlo,a vederlo perchè temo una reazione negativa, del tipo ke nn mi voglia sentire,non voglia parlare con me, insomma ke nn ne voglia sapere più e ke mi tratti male…ti prego aiutami…

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  • giovanni

    salve susanna la vedo molto preparata in merito io ho un problema da circa un anno praticamente ho una sorta di paura d abbandono che interessa la mia ragazza cioe quando sono con lei ho sempre ansia forte e paura che mi lascia e la testa comincia a pensare cosa che nn esistono e che mi fanno stare male mi portano al pensiero di lasciarla e orrendo nn vivo piu adesso se devo dire la verita con l aiuto dei miei familiari e di una psicologa brava sto meglio e sto cominciando a fare le cose che ho trascurato, dicono che ne usciro ma ci vorra tempo ho 26 anni il mio primo amore l ho lasciato all eta’ di 18 anni e praticamente quando sono innamorato mi insorge paura io amo questa ragazza e lottero con tutte la mie forze contro questa paura mia mamma inoltre mi ha detto che quando e nato mio fratello 2 anni piu piccolo di me io mi sono sentito abbandonato detto da lei stessa ed ero molto geloso di mia mamma per favore mi dia un consiglio saluti

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  • angelo

    semplicemente sn ingrassato facendo l animatore, sn tornato lavoro da solo kn un amico ma qui da me nn pagano e se ne aprofittano, mi sento inutile e più sono lontano dai miei o amici più sto male, se esco in makkina ho un po di paniko e il respiro ke va via e ho sempre paura di un infarto…prima facevo calcio palestra e cantavo semrpe essendo un kantante e ora sn stankissimo solo a pensarci…dovrei eliminare la birra e i dolci…boh

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  • Marta

    Cara Susanna,
    Da un bel po’ di tempo ho una paura che mi condiziona la quotidianità..ho paura che la gente possa fare del male a me o alla mia famiglia ai miei bimbi, come se il mondo ce l’avesse con me…cosa posso fare?

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    • Susanna

      Cara Marta,
      immagino che tu sia enormemente condizionata da troppi telegiornali e brutte notizie. I nostri media non fanno altro che accrescere il nostro stato di ansia e di paura e la paura è il più potente strumento di controllo della popolazione. Il consiglio che ti do di cuore è di “sganciarti” quanto più possibile dall’informazione istituzionalizzata e cercare di vedere tutto ciò che ancora di bello e di buono esiste in questo mondo, anche solo a livello potenziale. La possibilità di spostare la nostra percezione su ciò che ci fa stare meglio è uno degli strumenti che abbiamo per esercitare il nostro potere personale e riprendere il controllo delle nostre vite. Quando ti viene la paura stai nel “presente”. Questo esercizio ti aiuterà a verificare che in realtà non c’è nulla di minaccioso ma che tutto si trova solo nella tua mente. Dedicati ad attività rilassanti che ti aiutino ad entrare in contatto emotivo e mentale con energie positive e alte.
      Ti auguro tanta luce e un caro abbraccio
      Susanna.

  • luigi

    La mia paura e immaginaria, questi consiglo vanno anche per questo?

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    • susanna ciacci

      Caro incognito,
      quello che mi scrivi è veramente troppo poco per poterti rispondere come vorrei.
      In ogni caso il fatto che tu ne sia consapevole la rende automaticamente superata. Continua a lavorare su questo aspetto di consapevolezza.

  • Alice

    Cara Susanna, sono una ragazza di 27 anni. Da poco il mio fidanzato ha deciso di chiudere la nostra storia durata circa 8 anni. Il periodo non è dei migliori avendo io anche problemi dal punto di vista lavorativo e sto attraversando un brutto momento..Fortunatamente la storia si è conclusa abbastanza bene, avevamo entrambi capito che non poteva andare avanti…ma quello che mi turba maggiormente è un’angoscia irrefrenabile che mi assale soprattutto la notte e che riguarda la paura di stare da sola, di non riuscire a trovare un altro uomo che mai mi amerà come mi amava lui. ed è proprio questa angoscia che mi paralizza e che, fortunatamente solo per una sola volta in questo periodo, ha addirittura scatenato un attacco di panico. potrò superare la paura di un futuro da “zitella”?

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  • susanna ciacci

    Cara Lucia,
    grazie per il tuo apprezzamento e la tua fiducia.
    Sinceramente il primo pensiero che ho avuto leggendoti è quelle che chiami “paure” siano in realtà desideri e aspettative legittime. Legittime per il semplice fatto che tu e il tuo ragazzo state insieme da otto anni.
    Da un lato.

    Dall’altro non comprendo questa tua paura e ansia legata al tempo che passa. Oggi una donna di 31 anni è veramente giovane anche se matura e pronta a costruirsi una propria famiglia. Sento casi, se pur rari, di donne che fanno il primo figlio a 50 anni suonati. Con questo non voglio dire che sia una via da considerare ma solo tranquillizzarti rispetto alla tua età e all’ansia del tempo !

    Da un lato mi lascia un po’ perplessa il fatto che lui – dopo un periodo così lungo di relazione che mi descrivi come felice e soddisfacente – “non si senta pronto” neanche per convivere! Non dovrebbe essere naturale desiderarlo ?!

    Dall’altro ritengo comunque legittimo che voglia costruirsi una sua identità professionale prima di affrontare le responsabilità di una famiglia con tanto di prole !

    Ti consiglio di chiarire bene con lui, serenamente e senza pressarlo ma semplicemente invitandolo ad interrogarsi seriamente e profondamente, i motivi per i quali dopo otto anni non si sente ancora pronto. Pronto rispetto a cosa ? E cosa lo farebbe sentire pronto ? E quando ?
    E tu ti sentiresti in grado di comprendere e condividere con lui queste sue “condizioni” ?

    Scrivi che la tua ansia aumenta perché in questo periodo pare che tutti intorno a te si sposino e facciano figli. Perciò ti invito a riflettere su quanto questo desiderio di “famiglia” sia un tuo autentico bisogno profondo o in qualche misura solo un qualcosa di indotto da educazione, modelli sociali esterni a te, famiglia di origine…. Rifletti su quali bisogni stiano dietro a questa tua “urgenza”: quali sono le reali emozioni e necessità che ti fanno tanto desiderare una famiglia e la famosa “stabilità”? Ad esempio incertezza del futuro, paura di perderlo, paura della vecchiaia, paura di restare sola, paure di tipo economico, sensazione che il rapporto vacilla e quindi necessità di “ufficializzarlo”……
    O reale desiderio di condividere tutto con questo uomo ?

    Ti invito poi a riflettere sul fatto che ciò che unisce una coppia oltre all’attrazione e al piacere di stare insieme è anche la possibilità di condividere modelli esistenziali compatibili, visioni della vita e del mondo affini. Quanto sono affini i vostri visto che dopo otto anni di “fidanzamento” ancora non siete d’accordo su una scelta così fondamentale per voi ?

    Inoltre, e te lo dico per esperienza personale, la qualità di vita della coppia è data anche dalla possibilità di condividere con piacere le piccole cose della quotidianità.

    Entrambi siete ad un punto cruciale di scelte di vita (senza drammatizzare più di tanto perché ritengo che siate giovani al punto da potervi permettere qualunque tipo di scelta). Può darsi semplicemente che la tua determinazione e chiarezza di idee sia dovuta alla tua maggiore maturità (non ci sarebbe da stupirsene!) e che questa ti renda pronta ad affrontare la concretezza della vita di coppia.

    Nel caso l’indecisione di lui sia solo dovuta a scarsa maturità quando pensi che raggiungerà la maturità necessaria per affrontare convivenza e figli ? (ammesso che sia realmente ciò che desidera).

    Insomma…ti suggerisco di essere comprensiva, fluida, aperta all’ascolto delle sue vere ragioni e sufficientemente introspettiva da capire le tue. Un’analisi scevra da romanticismi, anzi guidata dallo stesso principio di realtà e concretezza che guidano le tue aspirazioni.

    Come fare a sapere ciò che desideri veramente ? prova ad immaginarti con tutte le forze in quella situazione in modo realistico, senza fronzoli e ninnoli. Come ti fa sentire ? E decidi in base a questo. Anche se dovesse sconvolgere la tua vita e i tuoi programmi attuali !!!

    Scusa la crudezza.
    Con affetto. Fammi sapere.
    Susanna

    Rispondi
  • lucia

    Cara Susanna,
    sono capitata per caso su questa pagina web, ho letto diversi post e sono rimasta davvero colpita dall’attenzione e dalla cura con cui rispondi alle diverse richieste degli utenti.
    Vorrei provare a descrivere anche io una delle mie paure con cui ultimamente sono costretta a convivere. Si tratta della storia con il mio ragazzo con cui sto insieme da più di otto anni. Io tra poco compierò 31 anni, lui ne ha 29. Lavoriamo entrambi (lui da un anno e io da qualche anno in più) e viviamo entrambi fuori sede ma in case diverse. Fino a qualche hanno fa l’idea di una convivenza, matrimonio, figli non era sicuramente nei miei piani, ma da 1 anno e mezzo circa le mie esigenze sono molto cambiate, e ho dei sogni e selle aspettative che non combaciano più con le sue. Io vorrei iniziare a costruire qualcosa di importante insieme a lui, anche partendo da una semplice convivenza, ma più passa il tempo e più mi rendo conto che lui invece desidera tutt’altro, pensa alla sua carriera, alla moto al cellulare…ed io sembro non esserci nemmeno nei suoi piani. Tutto ciò mi fa soffrire molto e mi spaventa l’idea di non avere una stabilità con lui, o di averla chissà quando…io non voglio sposarmi troppo tardi e non voglio neanche avere figli troppo tardi, con il rischio di poter anche avere dei problemi. Il nostro rapporto non va affatto male, stiamo molto bene insieme, ma quando mi assalgono queste paure io sclero e se le riverso su di lui, lui dice di sentirsi soffocato e in ansia. Quando cerco di affrontare questo problema, lui risponde che vuole costruire qualcosa con me ma non adesso perchè non si sente pronto. Io so che vorrei qualcosa di piu da questo rapporto, ma credo anche che questa paura del tempo che passa peggiora le cose, mi mette tanta ansia, frustrazione, non mi fa dormire e soprattutto non mi fa vivere serenamente questa storia. A peggiorare le cose incide il fatto che tutto il mondo sembra sposarsi e fare figli in questo periodo!!! So che non è carino quello che dico, ma a volte penso che l’unica soluzione sia lasciarlo e cercare di realizzare qualcosa di importante con qualcuno che lo voglia sul serio. Spero di poter ricevere al più presto un tuo consiglio. Grazie 1000 per l’attenzione. Lucia.

    Rispondi
  • Andrea

    Buonasera ,
    una delle mie paure più grandi è rimanere da solo , che mia moglie mi lasci . E più si avvicina questo momento e più rimango bloccato ed anzi con i miei atteggiamenti meschini facilito il tutto . E’ come se avessi un’anfora intorno a me

    Rispondi
  • rosa

    cara susanna, desidero parlarti di mio figlio,ha 21 anni e da essere un ragazzo sereno, da quasi un anno soffre d’ansia con tante paure e fobie. paure delle malattie, paura del ricordo del periodo in cui è iniziato a star male……..sono stata da una mia amica psicologa la quale mia ha assicurato che gli passera’……….ma nel frattempo è passato quasi un anno. non so’ e non sa’ cosa esattamente ha scaturito tutto questo forse la morte di un giocatore :Morosino essendo anche lui un calciatore dilettante o la delusione di un amico il fatto è che sta male.voglio aiutarlo, voglio che ritorni ad essere quel ragazzo sereno.Ho letto il tuo articolo pensi che possa essere utile anche a lui rivivere l’evento applicando delle nuove sensazioni piacevoli? come? aiutami. infinitamente grazie

    Rispondi
    • Susanna

      Cara Rosa,
      capisco la tua apprensione e condivido l’atteggiamento non allarmista della tua amica psicologa.

      Allo stesso tempo è anche passato un anno dall’inizio delle ansie e delle fobie di tuo figlio. Credo che a questo punto sia il caso di fare qualcosa. Innanzitutto cerca di capire se il ragazzo è disponibile a parlarne con un medico o altra figura qualificata che possa aiutarlo. Io comincerei con il sentire il medico di base, se è una persona di tua fiducia.

      Quanto alla modalità di un eventuale intervento non ci sono le condizioni per dire quale potrebbe essere quello più adatto., dato che non sappiamo da dove provengano le paure di tuo figlio.

      Probabilmente un buon terapeuta cognitivo-comportamentale potrebbe aiutarlo o comunque chiunque faciliti il ragazzo nell’espressione dei suoi sentimenti e di ciò che prova, come ad esempio un buon counselor.

      Sappi però che la condizione per avere un beneficio da qualunque tipo di intervento è che lui stesso voglia farsi aiutare e sia desideroso di risolvere questo suo malessere.

      Ti faccio tantissimi auguri.
      Mi farà piacere se vorrai farmi sapere gli sviluppi.
      Un abbraccio
      Susanna

  • Susanna

    Cara Silvia,

    mi farà piacere se vorrai tenermi al corrente degli…esiti.

    Un caro abbraccio e buona vita !

    Susanna

    Rispondi
  • Silvia

    Grazie mille, davvero. Seguirò i tuoi consigli, e non solo per le mie paure, ma anche nella più semplice vita quotidiana riguardo, come dicevi all’inizio, alla profezia auto-avverante.
    Un’abbraccio.
    Silvia

    Rispondi
  • Susanna

    Cara Silvia,
    dimenticavo… seppure tu avessi vissuto in passato una qualche esperienza traumatica – eventuale fonte delle tue paure attuali – si tratterebbe in ogni caso di un evento “trascorso e concluso”. Si tratterebbe di qualcosa di innocuo per te, “ora”, se anche fossi in grado di ricordarlo. Il passato è passato e il futuro ancor di più è solo nella nostra mente perché ancora si deve verificare. Cerca di concentrare le tue energie quanto più possibile nel presente.
    Auguri e un abbraccio ancora !
    Susanna

    Rispondi
  • Susanna

    Cara Silvia,
    sicuramente hanno ragione gli psicologi che hai ascoltato in televisione. Concentrarsi molto e a lungo su qualcosa, nel bene o nel male, rende molto più probabile che questa cosa si concretizzi. Ad esempio se pensi continuamente di essere una stupida prima o poi gli altri ti tratteranno come una stupida; idem se pensi di essere brutta o se pensi di non essere in grado di fare una certa cosa quasi certamente non sarai mai in grado di farla; se sei convinta che tuo marito ti tradirà rendi più probabile che lo faccia. Si chiama profezia auto-avverante ma penso che tu possa stare tranquilla e la cosa non ti riguardi.

    Mi scrivi che sono diversi anni che ti capita. Prova a fare un gioco di fantasia: trova per te un po’ di tempo in una stanza silenziosa e riservata, senza distrazioni, e inventa un racconto su questa paura. Trattala come un personaggio: dalle un nome una forma… Puoi scrivere il racconto se preferisci. Illustrarlo. Praticamente una favola. Poi dalle un titolo.
    Se il gioco ti piacesse puoi variarlo: se la tua paura avesse un aspetto come sarebbe ? disegnala. Oppure fanne un fumetto o un collage … quello che di più ispira la tua creatività. Senza giudicare quello che fai. Pensa solo ad esprimere in parole e immagini quello che ti viene in mente, come farebbe un bambino piccolo. Senza interrogarti sui come o i perché o sulla qualità artistica di quello che fai e senza porre limiti alla tua voglia di esprimere senza temere di sembrare ridicola o assurda.

    Ti cosiglio di dare molto spazio ad atmosfere e sentimenti gioiosi aiutandoti con musica e letture adatte anche e soprattutto prima di dormire.
    Elimina telegiornali, film dell’orrore e qualunque cosa possa momentaneamente alimentare la tua ansia. Mi dici che non è sempre facile pensare positivo : cosa ti impedisce di farlo ?

    Cerca di osservare in quali momenti ti assalgono queste paure. Cerca di accoglierle serenamente osservando cosa senti nel corpo in quei momenti. Insomma cerca di ampliare la tua presenza consapevole su tutto quello che senti e immagini. Cerca soprattutto di prendere atto che si tratta di qualcosa che accade solo nella tua mente e probabilmente non ha fondamenti (a meno, come scrivi tu, che non derivi da un trauma infantile.

    Fammi sapere gli sviluppi, mi farebbe piacere e resto comunque a tua disposizione.
    Un caro abbraccio
    Susanna

    Rispondi
  • Silvia

    Cara Susanna,
    sono una ragazza di 19 anni e da qualche anno convivo con una paura che a volte, quando si fa più forte, diviene un vero problema, un’ansia che la notte, nel momento in cui mi sdraio a letto, non mi lascia prendere sonno facilmente. Così mi vedo costretta ad attuare certi “rituali” che almeno per una parte riescono ad attenuare la mia paura.
    La mia paura è che nel buio della mia stanza entri un uomo a me sconosciuto che mi aggredisca o che faccia del male alla mia famiglia, creando così un’enorme trauma nel mio cuore.
    A volte penso che questa paura sia in qualche modo creata magari dalle terribili notizie di omicidi e aggressioni che si sentono al telegiornale e che inconsapevolmente mi hanno condizionata a tal punto da creare in me una vera paura; o altra possibilità, che spero non sia, un trauma che ho vissuto da bambina e che ho scordato, senza però aver superato del tutto.
    Una volta ho ascoltato un programma in cui degli psicologi dicevano che concentrando tutti i propri pensieri e le proprie energie su qualcosa di negativo, poi questo ne rende più probabile il reale avvenimento, mentre al contrario, concentrandosi su qualcosa di positivo, la propria qualità di vita potrebbe ricavarne di benefici. Non è però sempre facile pensare positivo e nell’arco della giornata talvolta queste mie paure insorgono nuovamente, soprattutto quando mi trovo a casa da sola.
    Grazie per avermi ascoltato e spero davvero che tu mi possa dare un aiuto.
    Silvia

    Rispondi
  • Susanna

    Cara Francesca,
    a me sembra un fatto molto positivo che tu riconosca e ammetta questa tua paura e inoltre sappia anche chiedere aiuto. C’è in te la consapevolezza del tuo disagio e il desiderio di superarlo. Questo è fondamentale ed è un grande punto di forza; per quanto possa apparirti strano…non è una cosa che tutti riescono a fare, ci vuole “coraggio” e intelligenza nonostante sia il primo passo fondamentale per superare qualunque problema.
    Quindi riconosci prima di tutto a te stessa questa importante capacità e risorsa.

    Spesso le nostre paure e insicurezze nascono dalla nostra immaginazione, dai nostri schemi mentali, dal modo in cui siamo abituati a pensare a noi stessi e al mondo e dalla convinzione che gli altri si sentano forti sicuri inattaccabili. Niente di più falso. Sono certa che le tue future compagne hanno chi più chi meno i tuoi stessi timori (o li hanno avuti a loro tempo). Sappi che anche quelle persone che ai nostri occhi appaiono “perfette”, “forti” e “belle” sono piene di punti deboli e di piccole o grandi fragilità.

    E’assolutamente umano e normale provare trepidazione, incertezza e una certa “paura” di fronte a qualcosa che ancora non si è sperimentata. Infatti il miglior antidoto per la paura è proprio affrontare quello che si teme ! Hai paura di qulacosa ? Fallo. Questa è la medicina.

    Le paure che ci assalgono sono solo nostri fantasmi interiori che soltanto attraverso l’esperienza stessa potremo dissolvere come nebbia al sole. Provare per credere ! tu stessa sarai stupita dalla semplicità e naturalezza con cui ciò avverrà.

    Inoltre vorrei farti notare quello che forse è stato un lapsus nella tua scrittura : “…ho paura che ….possano ridere per le mie capacità…”. Hai scritto “capacità” e non “incapacità” !!! prova a riflettere su questo particolare. A cosa ti fa pensare ?

    Infine, visto che mi chiedi apertamente un consiglio, posso suggerirti di spostare la tua attenzione su tutti gli aspetti entusiasmanti e attraenti che ti hanno portato alla decisione di intraprendere questo sport. Può darsi che questa non sarà la tua strada, può darsi che sia stata una decisione affrettata e superficiale quella di iscriverti a pallacanestro, può darsi….quello che sarà. Ma immergiti in te stessa e segui il tuo cuore e la tua passione senza lasciarti condizionare da paure e fantasie negative che non hanno fondamenti concreti. Sono solo tue fantasie. Torna col cuore al momento in cui ti sei sentita attratta e “chiamata” da questa scelta e vai incontro alle tue compagne con spirito amichevole e “sportivo” appunto, guardando loro come persone uguali a te con cui condividere quantomeno un percorso e una passione comune che potrà arricchiervi di tante emozioni. Mostrati loro per quello che sei, offrendo e chiedendo lealtà e correttezza, senza assumere atteggiamenti artificiosi che non sono mai benefici nelle relazioni e vedrai che potranno solo apprezzare la tua presenza nella squadra (e probabilmente anche fuori!).

    Accettare quello che si è, compresi i propri limiti, è un aspetto essenziale per la sicurezza di sè, prerequisito della spontaneità. Qualità semnpre apprezzatissima da tutti. Ciò non ti preserverà come una bacchetta magica da delusioni o relazioni difficili ma ti metterà nella posizione di poterli superare al meglio !

    Un grande in bocca al lupo.
    Ti abbraccio e…fammi sapere.
    Susanna

    Rispondi
  • francy

    ciao!il mio problema è quello di averpaura delle altre ragazze che non conosco.fra pochi giorni mi iscriverò a pallacanestro e ho paura che le ragazze che non conoscono mi possano portare in giro o ridere per le mie capacità.e ora mi viene voglia di lasciar perdere tutto.spero che tu possa consigliarmi cosa fare al piu presto possibile un bacio francesca.

    Rispondi
  • Susanna Ciacci

    Caro Luca,

    la fase della rabbia e del dolore per essere stati lasciati prima o poi passa a tutti. Ma tu non hai una malattia e io non sono un medico per poterti anticipare e descrivere il decorso e i tempi del tuo malessere. Non so nulla della tua storia, non so quanti anni hai, quanto siete stati insieme, di cosa ti occupi nella vita….nulla di nulla. E se anche lo sapessi non sarei certamente in grado di rispondere a quello che mi chiedi.

    Certo è che nessun evento esterno può scatenare sentimenti che già non siano presenti dentro di noi. Immagino che l’abbandono della tua ex ragazza sia stato solo l’evento scatenante che ha messo in ebollizione la rabbia che già avevi in te e messo ulteriormente in crisi la tua già bassa autostima.

    Immagino anche che la tua incapacità di esprimerti e interagire liberamente con gli altri (dovuta alla tua timidezza) potrebbe essere la causa di accumulo di sentimenti e potenzialità inespresse che poi si trasformano in rabbia.

    Coltivare attività e interessi non richiede necessariamente di rischiare rifiuti o brutte figure…leggere, sentire musica o vedere film, migliorare le proprie competenze in qualcosa che ti interessi non mi sembrano attività rischiose in questo senso. Comunque mi pare che la tua timidezza sia veramente un grande ostacolo per te.

    Finché non migliorerai il rapporto con te stesso non potrai avere un buon rapporto neanche con gli altri.
    In tal senso ti consiglio di intraprendere un breve percorso di crescita personale facendoti accompagnare da un terapeuta o da un counselor. Potrei essere io (lavoro anche online) o chiunque tu ritenga adatto ma è fondamentale che il tuo rapporto con questa persona sia di massima fiducia e piacere reciproco.

    Ti saluto con un caro abbraccio e tantissimi auguri.
    Susanna Ciacci
    http://www.soscounselingonline.com

    Rispondi
  • Chimco

    Io quest’analisi dei miei sentimenti l’ho fatta mi snto ferito nell’orgoglio e ho dentro di me un grande desiderio di ripicca …. Di scarsa autostima forse e un problema che mi perseguita da un Po… Ora la mia paura piu grande e quella di rincontrarla ho paura di vederla xche so che
    Mi farebbe star male anche xche abbiamo amici in comune…. Mi capita pure di nn riuscire a lavorare e pensare sempre la stessa cosa …iiL fatto di buttarmi a pesce in tutto ciò che faccio e un’altro mio grosso problema perché essendo molto timido ho paura di rifiuti,di fare brutte figure,insomma mi vergogno di tutto…. Pensi supererò questa fase??Ti ringrazio x
    La disponibilità cmq mi chiamo Luca

    Rispondi
  • Susanna Ciacci

    Caro….Chimco,
    (non so come ti chiami perché non ti firmi),
    ti ringrazio per avermi scritto. Ho letto la tua breve lettera con interessse. Posso dirti che alla fine di una storia è normale provare sentimenti di rabbia, scoraggiamento, nostalgia, tristezza, sfiducia nel futuro…. Ancor più se la decisione di troncare la relazione non è stata una scelta nostra ma del nostro partner, come nel tuo caso.

    Purtroppo gli amori nascono e come nascono possono anche finire. Fa parte del gioco, non è colpa di nessuno, fa parte della vita e – per quanto ci faccia male e non ci piaccia – possiamo solo imparare ad accettarlo. Del resto che senso avrebbe tenerci vicino a forza una fidanzata/o che non vuole più stare con noi ?! Nel tuo caso non conosco i fatti, le notizie che mi dai sono veramente scarne. Immagino che l’indifferenza della tua ragazza potrebbe anche essere un’ostentazione che mira a ferirti o a provocare in te una reazione. Chissà?!… ma è solo una mia fantasia.

    In ogni caso dopo una separazione non si può pretendere di essere spensierati a comando, solo perché si esce con gli amici! E’ sano e legittimo soffrire per la mancanza di una persona che ora non ci è più vicina e ci vorrà un po’ di tempo prima che passi. Sai che la separazione da un partner è un vero e proprio lutto ?! e quindi tutti i sentimenti che l’accompagnano vanno rispettati ed accettati perché è sano e legittimo provarli. Si tratta di una reazione normale ad una situazione piuttosto comune della vita. Non guardarli come nemici da neutralizzare ma prova ad accettare il tuo malessere con sguardo più “amico” : con serenità, senza giudicare te stesso né ciò che provi e senza volerlo contrastare a tutti i costi.

    Datti il permesso di sentire ciò che senti e piuttosto chiediti cosa c’è davvero dietro a questi tuoi sentimenti: orgoglio ferito… senso di abbandono… reale senso di mancanza di quella persona…desiderio di ripicca… Dietro l’emozione che ti si manifesta cosa c’è che ti fa realmente stare tanto male ? Cosa è che veramente non “digerisci” ? Spesso scambiamo per amore molte altre cose.

    Quanto alla paura di non trovare più un’altra donna immagino che questo abbandono abbia inciso negativamente sulla tua autostima. Ti dico con certezza che la timidezza può essere un grande elemento di fascino e indicare una personalità sensibile (cosa che piace molto alle donne!).

    Quali sono le cose a cui ti piace di più dedicarti ? Cosa è che ti gratifica e ti appaga (intendo naturalmente anche a livello emotivo e non solo fisico)? Buttati a pesce in tutto ciò che ti fa stare meglio e anche in ciò che non conosci. Chissà che tu non possa scoprire nuovi aspetti di te stesso e nuovi interessi ! Nel tuo tempo libero ti consiglio tanti film (di quelli che fanno tanto piangere e tanto ridere), musica (anche di quella che commuove o che ti mette tanto buon’umore), lettura (anche di quella che migliora le tue conoscenze in campi che ti appassionano) e sport. Benefici garantiti !

    Spero che questa mia risposta possa aiutarti. Se continuassi a stare male qualche sessione di counseling potrebbe essere molto benefica. Sono a tua disposizione se vorrai approfondire il discorso.
    Un caro abbraccio e tantissimi auguri.
    Susanna

    Rispondi
  • Chimco

    Cara Susanna ho letto il tuo articolo ed e davvero un bellissimo articolo. Ho avuto una storia
    Con una ragazza e cinque mesi fa e terminata io sono stato bene per un Po poi all’imprrovviso mi e caduto il mondo addosso vivo con la paura di rivederla, ogni istante della giornata penso solo a lei e ho una rabbia dentro per la sua totale indifferenza, nn riesco a lavorare come si deve, e quando vado in un posto anche stando con amici sembra di essere sempre spensierato vorrei dimenticarla ma nn so da dove cominciare. La paura piu grande adesso essendo un ragazzo molto timido e quella di nn trovare un altra donna mi sottovaluto troppo ….. Spero in una tua risposta… Grazie

    Rispondi
  • Susanna

    Francesca cara,
    mi fa piacere avere tue notizie. Immagino che il sentimento di “mancanza” che provi per il tuo “ex” sia naturale. Nessun sentimento è mai tutto bianco o tutto nero e anche se tu ti senti sicura della tua decisione di lasciarvi o almeno di allontanarvi per un periodo, questa non può e non deve cancellare ciò che c’era di buono tra di voi. Sentire la sua mancanza non è la “prova” che la tua decisione sia sbagliata ma sicuramente che la sua presenza soddisfa certi tuoi bisogni. Quanto prioritari ?
    Cerca di integrare e conciliare in te gli opposti sentimenti che provi per lui. Entrambi sono reali e legittimi e l’uno non esclude l’altro. Prendi atto con serenità di tutti i tuoi sentimenti apparentemente inconciliabili nei suoi confronti
    e allo stesso tempo del fatto legittimo che pur vedendo tanti aspetti positivi in lui questi potrebbero non essere sufficiente motivo per te per “stare insieme”. Questa non sarebbe una colpa ! Accetta e accogli tutto ciò che provi con serenità perché ogni tuo sentimento è legittimo in quanto TUO. Non chiederti “che senso” abbia ora rivederlo o risentirlo e “dove” ti porterà. Vivi momento per momento in ascolto del tuo bisogno “ora”, senza razionalizzare tutto. Intendo ad esempio quali sono le sensazioni profonde (emotive e fisiche, quali immagini emergono….)rispetto a lui, all’idea di starne lontana o meno ? segui queste sensazioni e immagini SENZA aggiungere nulla di razionale. Fidati di te stessa e del tuo corpo. Tienimi al corrente
    Un grande abbraccio.
    Susanna

    Rispondi
  • francesca

    Cara Susanna,
    sento il bisogno dopo un po di temnpo di parlarti
    per raccontarti le evoluzioni della mia vita.
    SOno ormai tre settimane che il mio ragfazzo non vediamo e devo dire che mi manca… Ci senetiamo ogni tanto principalmente perche lui non vuole perdere i contatti e crede che forse potremo ritrovarci un giorno. A me devo dire che fa piacere sentirlo anche se poi mi chiedo che senso abbia questo. A volte vorrei ritornare insieme a lui ma poi ripenso agli stati d’ animo che ho quando siamo insieme e cerco di non farmi prendere dalle nostalgie. Sai forse me la darei un altra possibilita ma ho paura di ritornare sempre al punto di lasciarlo.. sai oltretutto non mi piace molto la famiglia e questo mi blocca alche un po …Lo so non è molto carino a dirsi ma è cosi e devo prendere coscienza di questo.
    Vorrei che qualcuno mi aiutasse e che mi desse risposte. Sai prima di risentirci ero convinta della scelta che avevo preso ma poi ci risentiamo e tutto si complica e io ripenso a lui.

    Mah chissa quando saro piu serena!!

    Un abbraccio cara e grazie

    Rispondi
  • susanna ciacci

    Cara Francesca,
    immagino che per te lasciare questo ragazzo sia stata una decisione molto difficile e dolorosa. Per te questo è ancora un momento di grandi incertezze e dubbi su te stessa e sull’altro. Sicuramente i pregi di questa persona sono importanti e trovo molto apprezzabile che tu provi per lui tanta gratitudine e affetto per tutto ciò che di buono ha portato nella tua vita. Allo stesso tempo considera che non è possibile innamorarsi di un uomo (come di una donna) solo perché ci dimostra serietà, affetto, generosità…. Si tratta di qualità apprezzabilissime che tu giustamente ricambi con affetto, stima e gratitudine. Qualità che possono sicuramente contribuire a farci innamorare di qualcuno o a far crescere il rapporto nel tempo. Chiediti anche se da sole possono bastarti per condividere una vita. Chiediti cosa vorresti veramente da un compagno di vita ? quali qualità ritieni irrinunciabili e quali aspetti del suo carattere inaccettabili senza se e senza ma. Continua a stare in contatto con ciò che veramente senti nel profondo e con i tuoi desideri senza dimenticare che nella realtà la perfezione non esiste e anche l’uomo (o la donna) dei nostri sogni prima o poi ci mostrerà i suoi aspetti più “umani”, i suoi difetti e fragilità con cui scendere a compromessi. Per fortuna. A quel punto potremo “esprimere” tutto il nostro amore “reale” nella accettazione e comprensione dell’altro.
    Un caro abbraccio.
    Susanna

    Rispondi
  • francesca

    Cara Susanna,
    approfitto della tua gentilezza ad ascoltarmi per raccontarti qualcos’ altro circa la mia situazione.
    Ho appena trascorso un week end con il ragazzo con cui sto ma è andato male perche ci sono degli atteggiamenti di lui sopratutto in situazioni pubbliche che mi mettono in imbarazzo. E’ troppo silenzioso non crea ponti con gli altri e cosi inevitabilmente si autoesclude dalle situazioni. Poi accusa me di non avere abbastanza sensibilita a capirlo e a farlo sentire importante. Questo un po è vero perche non dandolgli io certezze circa la nostra situazione lo rendo molto insicuro e accentuo la sua debolezza. Quando siamo soli va meglio perche lui è molto intelligente invece a capire i miei stati d animo e a darmi tanto affetto ci tiene sempre a fare le cose insieme a a coinvolgermi nelle sue attivita e tutto questo mi piace molto.
    Anche se devo dire non c’è un gran dialogo fra noi e lui non ha certo dei modi molto galanti con me. E’ galante affettivamente e poco formalmente. Forse sono queste le mie incertezze su di lui,dal punto di vista affettivo mi convinge a pieno perche con lui riesco a parlare dei miei sentimenti e delle mie emozioni, pero di contro non riesco a avere un buon diagolo e uno scambio di impressioni quotidiane con lui. Su questo lui è molto chiuso.
    Mi sono resa conto che andando aventi cosi nn facciamo che soffrire tutti e due e allora ho deciso di troncare questo rapporto. In tutta sincerita io gli volgio volto molto bene perche mi aiutato a uscire dal periodo piu brutto della mia vita che è stata la separazione con il mio ex, mi ha fatto trovare la sicurezza che avevo perso come donna, ma non non sento il cuore battere quando siamo insieme non credo di amarlo come mi ama lui anche se mi fa sentire bene.
    Mi sento cosi sciocca a non apprezzare un uomo che mi ama cosi tanto e cha ha fatto e farebbe tutto per me, mi sento una persona superficile che non apprezza forse i valori davvero importanti della vita e delle persone.
    Ti abbraccio cara e grazie davvero per il tuo aiuto.

    Rispondi
  • Susanna

    Cara Francesca,
    grazie a te per il tuo commento. Prendi contatto con i tuoi sentimenti ed emozioni, evita di negarli per la paura di soffrire di più.
    La migliore medicina per elaborare un lutto (perché di lutto si tratta)è prendere contatto con il tuo dolore ed esprimerlo. Se vorrai sarò felice di offrirti il mio ascolto.
    Comunque ti faccio un mondo di auguri e ti do un
    carissimo abbraccio
    Susanna

    Rispondi
  • francesca

    Cara Susanna,
    sono molto colpita dai consigli che mi hai dato, finalmente ho qualche strumento in piu per capire i mei sentimenti e per uscire forse da questo momento di estrema difficolta per me.
    Sai proprio ieri notte ho fatto un sogno nel quale sentivo un forte bisogno di farmi riconoscere dal mio ex e di abbracciarlo, ma lui non poteva vedermi e io soffrivo di nascosto .. Mi sono svegliata molto di malumore il giorno seguente e ho attribuito il sogno al fatto che la sera precedente ne avevo parlato con una amica.
    Non riesco a provare sentimenti di odio nei suoi confronti nonostante tutto quello che mi ha fatto e a volte colpevolizzo me stessa per non essere riscita a dargli un seconda possibilità quando dopo qualche mese dalla nostra separazione è tornato pieno di promesse e di sensi di colpa.
    Forse hai ragione tu quando dici che non sono ancora guarita da questa grande ferita…
    Grazie di cuore

    Rispondi
  • Susanna

    Cara Francesca,
    ho la sensazione che tu sia ancora piena del dolore per il tuo precedente rapporto. Tu stessa scrivi di esserti “rifugiata” in questa nuova relazione che io immagino iniziata prima di avere superato il dispiacere e la delusione per il comportamento del tuo ex. Un anno e mezzo potrebbe essere un periodo insufficiente per superare quella storia e l’incertezza e la confusione che provi mi sembrano piuttosto naturali. Prova a chiederti cosa temi nell’ufficializzare questa tua nuova relazione, quali aspetti positivi e quali negativi riesci ad immaginare.Cosa desideri esattamente da questo rapporto ? Ti dà quello che cerchi ? Cosa c’è di buono per te in questa relazione e cosa invece temi non possa funzionare ?
    Trova uno spazio per te di totale tranquillità e ad occhi chiusi immagina la vita con questo tuo nuovo compagno….immagina con vividezza e realismo di svegliarti vicina a lui… di addormentarti con lui…di vederlo mentre si lava i denti o è in pigiama a fare colazione, immagina le feste, le domeniche, le vacanze… tutto ciò che comporta una convivenza. Stai per un po’ con queste immagini…a ruota libera. Poi chiediti cosa provi ? che sensazioni ti hanno dato ? quali sentimenti queste immagini hanno suscitato in te ? Credo che le risposte che cerchi emergeranno spontaneamente. Se l’incertezza perdura irrisolvibile forse potresti prendere in considerazione il fatto che questo potrebbe non essere l’uomo giusto per te, che sei giovane e non hai fretta di “precipitarti” tra le braccia di qualcuno solo per farti consolare. Dedicati a qualunque attività o passione ti faccia stare bene e trova in te la forza per autoconsolarti prima di fare una scelta così importante.
    Un abbraccio e tanti cari auguri.
    Susanna Ciacci

    Rispondi
  • francesca

    Cara Susanna,
    ho 33 anni e da un anno e mezzo circa non trovo piu equilibrio nella mia vita.
    HO teminato una relazione che durava da 11 anni e che stava per concludersi con un matromonio.La causa della rottura è stata la sua non convinzione a sposarsi e il continuare per tre anni a rimandare senza ragioni la fatidica data, per di piu ho scoperto poi tanti tradimenti.Mentre cercavo di superare questo momento cosi tragico della mia vita ho cercato un altra relazione in cui mi sono rifugiata e che mi ha dato l’ affetto che mi mancava da tanti anni ormai. Questa relazione a distanza di un anno circa continua ma essendo lontani circa 250 kilometri ci vediamo poco e io non sono ancora sicura dei miei sentimenti per lui. Non ho in coraggio di ufficializzare la relazione e la lontananza e la difficolta a costruire qualcosa insieme mi fa paura e mi fa pensare contantemente di chiudere la relazione. Ma poi non ci riesco perche lui non perde mai la pazianza e sopporta ogni mia titubanza e indecisione,mi sta sempre vicino e mi conprende totalmente ( ma per quanto tempo ancora!!) ..
    Vorrei essere sicura di questa relazione, lui a volte mi convince come potenziale compagno di vita e a volte ho delle riserve…Mi sento in balia del niente e cosi confusa.. Sono stanca di questa mia insicurezza ..
    Grazie

    Rispondi
  • susanna ciacci

    Cara Martina,
    dopo avermi raccontato della tua prima storia d’amore scrivi “..ma ho chiuso col passato ? Qualche mese dopo infatti…” Come se ci fosse una continuità logica tra questa tua nuova storia e quella conclusa.
    Leggendo le tue parole ho l’impressione che il tuo ragazzo sia sinceramente legato a te e che la sua incapacità ad assumersi la responsabilità di una
    relazione “ufficializzata” sia – suo malgrado – qualcosa di più grande di lui. E difatti ne afferma esplicitamente i motivi che tu stessa mi descrivi.
    Osservo che anche tu del resto oscilli
    fortemente tra il desiderio del legame e la paura di legarti (forse è in questo la continuità con la tua prima storia ?!…Il fatto di sceglierti uomini che ti impediscono – “loro” – la possibilità di un legame vero !)
    La tua lettera è lunghissima e sembra scritta tutta d’un fiato….mi pare traspaia tutta la tua voglia di fare un po’ di chiarezza ! Se desideri soffermarti un po’ più attentamente sulla tua situazione puoi scrivermi all’indirizzo privato indicato nel mio profilo. Mi farà piacere.
    Un abbraccio
    Susanna

    Rispondi
  • Martina

    Ciao!
    Mi permetto di esporti il mio problema…
    Sono una ragazza di 27 anni, ho avuto un’infanzia piuttosto serena, due genitori meravigliosi che purtroppo hanno vissuto il naufragio della loro relazione (si sono separati quando avevo 15 anni, periodo non bello della mia vita), pochi amici veri, fidati, e diversi conoscenti. Ho studiato molto, mi sono impegnata parecchio nella mia vita, ora sto iniziando a realizzare un progetto lavorativo autonomo che mi ha tenuta impegnata per 2 anni, e del quale sono molto orgogliosa.
    Qual è il mio problema? Indovinato. La mia vita sentimentale.
    In adolescenza non ho mai avuto un ragazzo: sono stata forse innamorata di un mio coetaneo per qualche anno, ma non pensavo di avere speranze e non ho mai osato esternare i miei sentimenti. Oltretutto piaceva anche ad una mia amica (che invece lo sbandierava ai quattro venti), quindi non volevo creare conflitti. Poi il vuoto, fino alla conoscenza del mio grande amore: a 21 anni, all’università, mi sono innamorata di un ragazzo sensibile ed educato, ma molto insicuro, indeciso, fragile. Sono stati 4 anni devastanti, un amore ricambiato ma sofferto da entrambe le parti. Io non ero assolutamente in grado di gestire quel sentimento e quella relazione, lui, oltre a non esserne in grado, si opponeva anche razionalmente, salvo poi cedere alla mia presenza e alla mia dolcezza. Abbiamo sviluppato una modalità molto sbagliata, lui mi viveva come una droga (amore-odio), io credo di aver avuto una vera dipendenza affettiva. Come puoi immaginare è finita molto male, ma proprio grazie a quel “fondo toccato” sono riuscita a chiudere completamente con lui, smettendo di desiderarlo, di pensarlo, di permettergli di entrare nella mia sfera emotiva. Ho chiuso con lui.
    Ma ho chiuso col passato?
    Qualche mese dopo infatti (due anni fa), mi sono avvicinata in modo del tutto spontaneo e naturale ad un ragazzo che conoscevo già superficialmente da un po’ di tempo. Un ragazzo speciale, molto colto, sensibile, intelligente, ironico. Una persona solitaria e semplice, ma buona, molto buona, e sincera. Siamo andati a letto subito (eravamo in vacanza assieme, al mare, ma non ci siamo fatti travolgere dalla passione. Senza dire nulla, in modo altrettanto spontaneo, abbiamo iniziato semplicemente a sentirci tutti i giorni, a parlare delle nostre cose, dei nostri gusti, a scambiarci impressioni… insomma, una conoscenza lenta e graduale, come se non ci fosse stato il letto. Da entrambe le parti non vi erano nè pretese nè aspettative: questo ha permesso di conoscerci davvero. Sono passati i mesi, abbiamo iniziato a vederci anche per stare insieme fisicamente. Lui non frequentava altre donne, io non frequentavo altri uomini. Nel tempo si è creato un rapporto di amicizia-amore, intimo, esclusivo, originale. Una grande fiducia reciproca. Insomma, siamo diventati davvero importanti l’uno per l’altra. A quel punto io ho pensato di poter “definire le cose”, mi pareva così…tutto naturale! E lì sono iniziati gli ostacoli. Lui, con grande sofferenza, ha iniziato ad esternare un’ansia profonda rispetto alle relazioni. Credevo sinceramente al suo sentimento, ma di “stare assieme” non ne voleva sentir parlare. La cosa assurda è che di fatto stavamo assieme, in tutto e per tutto! Ma la sola parola lo rendeva inquieto e nervoso. Ci sono stati dei litigi, delle piccole crisi legate a questo, ma poi siamo sempre tornati (dopo due tre giorni) uno dall’altra più convinti di prima. Non fidanzati, ma uniti da un qualcosa a cui io non so più dare un nome, credimi, perchè cos’è, se non amore?
    Attualmente siamo in questa situazione: io ho avuto due mesi difficili ultimamente. Lui, credo, pure. Parla poco, mi dice che va tutto bene ma io sento che non è così. Non so se il suo problema nasca da me o no, ma sicuramente si riflette su di me. Non so se sia arrivato ad una svolta, ho una paura incredibile che mi voglia “lasciare”. Ultimamente sono stata meno piacevole, dolce e spontanea del solito, e ho messo volutamente in discussione il nostro rapporto in qualche occasione, non perchè io desideri che finisca (anzi! Questo ragazzo è stato una benedizione per me, e sono sempre stata molto bene con lui al di là di questo problema dell’insieme-non insieme), ma perchè ho avuto bisogno di maggiori conferme, dato il mio periodo un po’ difficile.
    Non so che fare. Ho provato a parlargli e a farlo parlare, ma non sembra la strategia giusta. Lui è silenzioso, lontano, nervoso… Vorrei riuscire a lasciarlo stare (e se lo faccio infatti poi lui mi cerca), ma nello stesso tempo ho un grande bisogno di sapere che non mi sta lasciando, che non sta finendo il nostro rapporto bellissimo. Complesso, ma bellissimo.
    Lui è un ragazzo solitario, non ama tanto uscire, ha i vecchi amici di sempre e vede loro. Non ha cambiato abitudini nè nulla, è solo con me che esterna questa insofferenza. Non so se di recente l’ho messo troppo sotto pressione.
    Riguardo a quel problema del “non stare assieme”: ha avuto una sola ragazza, quando aveva 20 anni, una ragazza che ha amato moltissimo e con la quale ha rotto tutto insensatamente per un improvviso bisogno di libertà e indipendenza che non è mai riuscito a spiegare a se stesso. Da allora, solo flirt senza senso, finchè ha conosciuto me. E con me è uscito tutto. E’ sincero, e cerca di parlarmi di queste cose, nonostante gli costi una gran fatica (è riservatissimo e non è abituato ad esternare). Dice che non vuole stare assieme a nessuno perchè poi la gente soffre, che sente di poter deludere da un momento all’altro, che non vuole un potere così grande su nessuno. Dice che sono meravigliosa, e non fa che volermi bene con i fatti, ma non accetta l’idea di coppia.
    Ora stiamo “in crisi” da due mesi, e non voglio perderlo. Qualcuno mi chiede: ma non vorresti un rapporto “normale”? La verità è che non lo so. Non ne ho mai avuto uno nemmeno io, e con lui avevo trovato un equilibrio che mi faceva stare bene, lo avevo, lo avevo davvero, e nello stesso tempo non mi sentivo in gabbia. Ora non voglio perderlo, è la cosa migliore che mi sia mai capitata.

    Che posso fare? Mi dispiace esser stata prolissa, sentimenti hanno così tante sfumature…

    Rispondi
  • Monica

    Ciao!
    Io sono una ragazza di 19 anni. Ed è già un mese che soffro d’ansia. E questa ansia viene accompagnata da dei terribili pensieri e dalla paura. E’una sensazione che mi ha travolta e che mi ha cambiata, e infatti questo cambiamento non mi piace per niente. Ho paura.. Paura di non riuscire a tornare quella che ero prima, ho paura di perdere il controllo, ho paura di impazzire, ho paura di diventare un peso per le persone che mi circondano, i miei amici ed il mio ragazzo, ho paura di rimanere da sola..
    Sono sempre stata una ragazza estroversa, serena, forte e anche un pò menefreghista e superficiale e adesso mi sento così fragile.
    La mia dottoressa mi aveva subito prescritto delle gocce di xanax però mi sono rifiutata di prenderle, e ho cercato di aiutarmi da sola.. Il maggior parte delle volte ci riesco, esco, mi diverto con i miei amici, rido e per un pò me ne dimentico. Però appena penso al fatto che dopo un pò dovrò tornare a casa e stare da sola con i miei pensieri ecco che torna a visitarmi la mia ansia e ho di nuovo paura.

    Rispondi
    • susanna ciacci

      Cara Monica,
      da come ti descrivi sono sicura che hai tutte le risorse per recuperare la tua serenità e la tua solarità.
      Se vorrai avere un contatto riservato con me puoi scrivermi all’indirizzo mail :
      sos.counseling@hotmail.it. Sarò felice di conoscerti meglio.
      Ti ringrazio per avermi scritto e spero di ricevere presto tue notizie.
      Intanto ti do un caro abbraccio
      Susanna

  • Gian

    Come ho scritto altrove èè un pecccato che molta gente non frequenti siti intelligenti come il vostro.
    Spero un giorno il vero benessere-saggezza-intelligenza sia di moda!

    Il problema di molte persone che soffrono è perchè non si vogliono un sano bene, un altro che sono incostanti, poi c’è il non saper come fare risolvere i conflitti interiori (le parole e scritti non sono risolutivi, anche da danno un idealizzazione del come fare) bene chi lavora piu’ diretto sull’interiorità pratica!

    Rispondi
  • Rosita

    Buongiorno Susanna,
    sarò telegrafica perchè vado in panico solo soffermarmi troppo a lungo sulle mie fobie.
    Sostanzialmente da 8 anni, pochi mesi dopo aver avuto mio figlio, si è scatenata un’incontrollabile paura di morire, di conseguenza di tutte le malattie, in particolare il cancro, infarti, ictus…ciò mi limita molto, ci penso ossessivamente e solo sentire la parola “morte” mi scatena un’ansia terribile, vederla scritta, vedere epigrafi di miei coetanei.
    Mi dica lei come agire perchè vivere in costante stato di panico mi sta logorando. Grazie

    Rispondi
    • susanna ciacci

      Salve Rosita!
      Mi sorprende che questa paura incontrollabile collegata alla morte si sia scatenata in lei proprio subito dopo aver sperimentato così pienamente l’esperienza della Vita e del “dare la vita”. Una mia fantasia (se le sembra opportuno provi a rifletterci) è che tutta la sua paura sia collegata all’ansia eccessiva e irrazionale per il benessere di suo figlio, come se il suo timore di morire o stare male sia legato al timore irrazionale che il suo bambino possa rimanere privo dell’accudimento della madre. Un’altra fantasia mi suggerisce che lei non riesca ad accettare che la nuova Vita che lei ha partorito porti già in sè – come quella di ogni essere vivente – una fine. L’accettazione della finitezza umana è il grande tema con cui da sempre l’essere umano si confronta. Tutti dobbiamo venire a patti con questa realtà. Mi chiedo se in otto anni lei non abbia già chiesto aiuto e se sì, cosa non ha funzionato in questi tentativi?
      Io le suggerisco di praticare con regolarità forme di meditazione e visualizzazione. Dedichi con continuità, magari appena sveglia, a metà giornata e prima di addormentarsi, qualche minuto a questa attività. Ad esemprio provi a immaginare con vividezza e tutta l’emozione che riesce a metterci, il suo cuore splendente di una luce risanatrice e benefica che si diffonde in tutto il suo corpo e poi oltre, che inondi tutta la terra e le sue creature e la metta in connessione con tutto l’universo. Dopo aver sperimentato questo sentimento di perfetta salute e gioia universale, ringrazi con amore e riconoscenza l’Energia ineffabile che sostiene la Vita sua, di suo figlio e di ogni essere vivente.
      Escluda dalle sue giornate le brutte notizie dei telegiornali e dei giornali e si ritagli spazi per film e letture rasserenanti; magari anche qualche saggio (provi tra i libri di Vittorino Andreoli) che la aiuti a elaborare questa sua paura. Provi a vedere se nella sua zona esiste un gruppo ai autoaiuto su questo problema.
      Se può provi a leggere i miei due ulimi articoli “A scuola di benessere”: potrebbe trovarvi consigli di attività giuste per lei.
      Le auguro tutto il bene e la serenità possibili e la saluto con un caldo abbraccio. Le sarò grata se vorrà farmi sapere gli sviluppi.
      Per qualunque comunicazione privata mi può scrivermi all’indirizzo : ben_essere@live.it
      Susanna

  • corrado

    ciao Susanna scusami se ti do’ del tu,spero di non essere invadente.
    io ho un problema non so se e’ inerente alla categoria paura,
    da un po’ o conosciuto una donna di cui inizialmente sentivo di essere preso sentimentalmente a tal punto da credere di essermene innamorato dopo una ventina di giorni sono andato a casa sua siamo stati insieme e la passione ha fatto il suo gioco.
    alla fine ogni qualvolta siamo insieme!! sia a casa sua che a casa mia non riesco a dormire e a prendere sonno senza alcun motivo. sento poi la necessita’ di fuggire e di allontanarmi da questa donna,e piano piano più passa il tempo e più mi accorgo che i miei sentimenti si sono raffreddati.
    eppure o una forte attrazione fisica per lei e ogni volta ci facciamo prendere dalla passione..
    ma non più di questo io dopo aver fatto all’amore anche più volte sento la necessita di andarmene e sia nel suo letto che nel mio non riesco a dormire!! cosa provo io per questa donna?? e solo sesso?? e paura? mi può’ fare capire per favore cosa mi sta succedendo?? anche perché sono arrivato al punto che al più presto devo capire se ne sono innamorato veramente ma anche se lo fossi sarebbe una tragedia non riuscire a dormire!! che cosa devo fare?

    Rispondi
    • susanna ciacci

      Caro Corrado,
      non mi disturba affatto darci del tu ! Credo che il tuo problema abbia a che fare con la paura ma questo non è importante. E’ importante che tu cerchi di capire cosa vuoi davvero. Non so quanti anni hai, da quali storie sentimentali esci, come ti piaccia immaginare la tua vita futura… con una compagna….con una famiglia…con dei figli….solo…. Se anche la tua storia attuale fosse solo di sesso non ci sarebbe niente di male, l’importante è che tu e lei ne siate consapevoli e al corrente. Ti sei chiesto COSA ti impedisce di dormire? quale è la sensazione che ti crea tanta ansia quando la notte restate nello stesso letto dopo aver fatto l’amore? Cosa provi per questa donna oltre a tanta attrazione fisica? quali sentimenti la sua immagine e il pensiero di lei suscitano in te a parte il desiderio fisico? cosa ti piacerebbe fare con lei oltre a tanto sesso? Quali affinità avete? Cosa ti affascina di lei? darti queste risposte può aiutarti a capire se la ami o no. Immagino (ma è solo una mia immaginazione) che il tuo sentimento per lei potrebbe essere inibito dalla paura di perdere la libertà; o forse, al di fuori del fatto sessuale, temi di perdere il controllo della situazione lasciandoti sopraffare da un sentimento tanto profondo? O forse non vuoi ammettere con te stesso che si tratta solo di sesso perché ti hanno insegnato che il sesso è sporco ? Quale emozione emerge quando nel sonno la senti vicina, tutta per te? Se potessi disegnare o dipingere quello che provi, cosa sarebbe? (puoi provare a farlo!) Quali caratteristiche ha il suo carattere e cosa e chi ti ricordano quelle caratteristiche? Se avessi la bacchetta magica e, come per incanto potessi trasformare la tua situazione con lei, cosa faresti succedere?
      Ti auguro una profonda e fruttuosa riflessione.
      Per qualunque comunicazione privata puoi scrivermi a: ben_essere@live.it
      Un abbraccio.
      Susanna

  • corrado

    salve sig.susanna!!
    sono padre di una bambina di 10 anni che ho in affidamento congiunto.
    sua mamma se ne frega fa di tutto come si suol dire..
    in pratica non la vuole!
    inutile rivolgermi ad assistenti sociali a mediazioni ad avvocati ecc…
    il fatto e che io ho 50 anni sono un uomo solo!!!
    e tenendola io significa annullare la mia vita!
    nel frattempo sono stanco di fare capire a mia figlia che faccio il braccio di ferro con sua mamma perche anche io ho bisogno della mia liberta’
    la bambina cosi’ si sente un peso ed io non voglio questo!!
    ora essendo stanco di combattere vorrei tenermi mia figlia a costo di annullare la mia vita!!
    secondo lei e una buona scelta? saluti.

    Rispondi
    • susanna ciacci

      Caro sig. Corrado,
      la sua situazione è molto dolorosa e complessa. Dalle sue righe capisco la sua esasperazione , la responsabilità che sente di avere e la sua buona volontà di fare il meglio per sua figlia; allo stesso tempo immagino che la bambina si senta comunque un peso, perché entrambi di fatto la percepite così. La mamma non so per quali motivi e lei per la necessità di essere libero e per la paura di dover rinunciare alla sua vita.
      Non conosco la sua vita, il suo lavoro, i suoi orari, le sue possibilità economiche, i servizi che offre il suo territorio …. e quindi le possibili soluzioni organizzative relative alla gestione di questa sua nuova eventuale “famiglia”. Sicuramente la sua bambina ha bisogno di maggiore stabilità e sicurezza, soprattutto di sentirsi più accettata e desiderata, almeno da uno dei due genitori. Valuti lei i sacrifici o le gioie che tale scelta le comporterà, i possibili compromessi rispetto alle sue personali esigenze di libertà, gli aggiustamenti e il tipo di organizzazione necessaria per ritagliarsi i suoi spazi. Valuti quanto della sua vità potrà essere condiviso con sua figlia, forse anche con gioia e divertimento inaspettati per entrambi. Consideri anche gli aspetti di gioia, intimità, scambio, arricchimento reciproco che una tale scelta potrebbe portarle. Dipende dal rapporto che lei vuole costruire con la bambina, da quanto vuole condividere con lei, dall’amore che ha per lei, dal reale desiderio e bisogno di starle accanto, da quanto la sofferenza di sua figlia (magari ora neanche tanto espressa ed evidente) diventa la sua stessa sofferenza.
      Per un uomo solo è difficile fare una scelta del genere quando normalmente allevare un figlio è faticoso anche quando si è in due. Ma è anche una grande gioia!
      E del resto quante madri sole e lavoratrici hanno cresciuto ben più di un figlio?! La scelta può farla solo lei, con il cuore. La vita è piena di sorprese e, se riusciamo a guardare un po’ più in là, ci possiamo scoprire pieni di risorse insospettate e tanto da offrire e condividere.
      Le faccio i miei migliori auguri ma se proprio non riuscisse a risolvere le consiglio di rivolgersi a un esperto di mediazione familiare.
      Un caro saluto.
      Susanna

  • FRANCESCO

    buonasera carissima sig.ra susanna ciacci la disturbo di nuovo per fargli sapere che quelle paure di cui le parlavo il saluto e non si ricorda?..o l’impressione di quelli che mi sparlavano ma io continuavo a passargli accanto o salutare a chi non mi saluta per non passare come presuntuoso..ebbene lo risolto!!!! anche tramire qualcosa che lei mi ha detto e che mi ha illuminato..e cioè.quando mi ha detto : ma perchè gli continui a passare accanto evitali cambia strada cambia bar..ecco questo mi ha fatto riflettere..
    e allora evito di passare accanto a quelle persone che non mi salutano o quegli ambienti dove ci sono brutte persone e allora o messo in atto come si suol dire che quello che mi da fastidio lo evito se ci sono persone che mi da fastidio solo la loro vista li evito cambio strada..
    non so se faccio bene..ma da quando lo faccio sto meglio.
    questo stratagemma lo anche copiato da un mio cugino che fà cosi evita i posti le strade gli ambienti e cosi evita anche quelle persone che possibilmente non ti salutano perche si sentono superiori a te o ti giudicano o ti reputano non all’altezza di loro o per il qualsiasi motivo ma che mi frega!! non sono questi i problemi.
    la ringrazio di nuovo saluti.

    Rispondi
    • susanna ciacci

      Caro Francesco,
      sono contenta di sapere che è più sereno. Nella vita sono già tante le situazioni difficili che siamo obbligati ad affrontare, evitiamo almeno quelle evitabili !
      Nella sua vita dia spazio a tutto ciò che la fa sentire davvero bene e soddisfatto di se stesso. Sviluppi le sue capacità e le parti migliori del suo carattere con attività e compagnie in cui possa esprimerle. Dopodiché frequenti chi è in grado di apprezzarla e non si lasci avvilire da chi non lo fa. E’ impossibile piacere tutti a tutti. Per questo gli amici li scegliamo noi secondo affinità, interessi, stima reciproca, sensibilità…..
      Auguri e un caro saluto.

  • graziella

    Susanna,la tua bellezza fisica e’ pari alla tua bellezza interiore.Non basta essere dei bravi professionisti se in quello che facciamo non ci mettiamo l'”anima”!E la tua e’ cosi’ luminosa che accende la luce nel buio dei nostri cuori.
    Un abbraccio affettuoso
    Graziella

    Rispondi
    • susanna ciacci

      Carissima Graziella,
      cerco sempre argomenti che possano realmente interessare le persone che leggono perché è una grande gioia per me avere un riscontro positivo da chi mi legge. Se ciò che scrivo può aiutare anche una sola persona mi sento già felice. A volte scrivere è un po’ faticoso per via delle tante cose da fare.
      Ma un commento come il tuo ripaga ogni fatica e mi sprona a continuare. Non ho parole per ringraziarti !….
      Un grande abbraccio affettuoso.
      Susanna

  • Corrado

    carissima Susanna Ciacci potrei ringraziarla all’infinito ma non sarebbe abbastanza..
    non ho parole per esprimere la sua bravura, la sua capacità ,e la sua professionalità…
    non ho nessun titolo nessuna professionalità o specializzazione dovevo diplomarmi alla scuola d’arte
    fare 5 anni di pittura invece mi sono fermato alla scuola secondaria..non so se dice cosi la terza media.
    e dunque,non avendo la possibilità di proclamarmi all’altezza di potere giudicare con cultura e professionalità la giudico con il cuore e con la mia mente quella di un’artista lei e semplicemente favolosa, sublime ,unica!!!

    Rispondi
    • susanna ciacci

      Carissimo Corrado,
      ti ringrazio sinceramente per il tuo apprezzamento e sono felice che tu abbia trovato utile la mia risposta. Allora !…. potresti andare a un bel corso di pittura e incontrare amici e amiche con la tua stessa sensibilità artistica. Se ti dispiace non avere continuato a studiare, potresti frequentare i corsi a basso costo dell’Università della terza età (si chiama così ma ci vanno anche persone di 40 a 50 anni e credo che abbia sedi in tutto il territorio nazionale). Ci sono tante materie interessanti e spesso professori bravi.
      Ti faccio i mie più sinceri auguri e ti ringrazio ancora per i bellissimi complimenti !
      Un abbraccio. Susanna

  • Nika

    Grazie di cuore Susanna, le tue parole mi aiuteranno molto, penso che rileggerò questo tuo messaggio fino ad impararlo a memoria, lo custodirò come uno dei tesori più preziosi.
    Leggerò le letture che mi hai consigliato (e magari rileggerò anche “Donne che amano troppo”).
    Forse “l’abitudine” di avere una persona accanto dai 16 ai 23 anni è stata per me sia una fonte di gioie che di desolazione…non mi sono mai presa tempo per me, tutto il tempo libero era sempre dedicato a “noi”… x me stessa, effettivamente, ho fatto sempre poco. Tanto è vero che dopo essermi lasciata ho perso 39kg, ho cominciato a giocare a tennis, ad andare in palestra, a dedicarmi ad ogni tipo di lettura, a frequentare nuove amicizie. Ho assistito al mio corpo che, insieme a me, cambiava completamente ma anche se stavo bene fisicamente dentro di me c’era sempre qualcosa che non andava…un vuoto che mi lasciava sempre triste e mi impediva di regalare sorrisi e attenzioni alle persone care che mi hanno sempre voluto bene.
    Mi sono chiesta più volte se il rapporto che ho vissuto era veramente sereno come lo dipingo a tutti, mi guardo dentro e continuo a dirmi di si…perché mi rendeva felice, lo ero ogni giorno, ogni ora ogni minuto ed ogni momento (chissà forse non mi sono mai accorta che per lui non era così).
    A volte da amici e parenti sento parlare di coppie della mia età che dopo tanti anni di fidanzamento si sposano ed ogni volta mi chiedo “ma come hanno fatto?”, “perché loro si e noi no?”.
    Penso che la mia mente non sia giovane come la mia età, guardo i miei genitori (che hanno 53 anni e sono sposati da 30), quelli dei miei amici, i miei nonni e tutti parenti…tutte storie durature, solide, niente grilli per la testa, l’unica cosa che li può dividere è la fine della vita.
    “Qui e ora” è tutto diverso, come raccontano sempre i nostri genitori “..è tutto cambiato da quando eravamo giovani noi” penso che l’egoismo e la mancanza di rispetto la facciano da padrona.
    Credo troppo nell’amore, sono una grande sostenitrice del “e vissero x sempre felici e contenti”, nonostante tutto ci credo, non mi arrendo e amo…forse troppo ma è una delle poche cose al mondo che rendono sereno ogni mio risveglio e felice ogni mio giorno.
    E’ sbagliato dipendere così tanto da una sola cosa?
    Forse sono un caso irrecuperabile.
    Ma prometto a me stessa che comincerò a dare il meglio di me per me!.
    Voglio sconfiggere le mie paure, diventare una persona “intera”, essere serena nel mio attuale rapporto e darci un taglio con le ombre del passato.
    Intraprenderò questo progetto di crescita personale da sola ma se dovessi trovarmi in difficoltà spero di trovare, nella mia zona, un gruppo condotto da un buon psicoterapeuta o da un buon counselor. Ho sentito molto parlare di questi gruppi di sostegno ma non so se vengono organizzati anche nella mia città (Rimini) sulle riviste/libri ho sempre letto che questi bravi psicoterapeuti ricevono a Roma, Milano o Torino (ma non ho mai approfondito le ricerche).
    E’ ora di ricominciare da me, farò il possibile e lo farò nel migliore dei modi!.
    Grazie ancora di cuore della tua preziosa attenzione e pazienza Susanna.
    Un abbraccio fortissimo ed un saluto grande.

    Rispondi
    • susanna ciacci

      Credo che tu sia proprio una ragazza speciale, e non sai quanto l’esserti stata d’aiuto con le mie poche righe mi renda felice.
      Sono meravigliosi l’entusiasmo e la generosità che offri al tuo compagno e non c’è proprio niente di male in questo. Anzi ! è veramente bellissimo
      e ti auguro che tu possa continuare a lungo ad amare in questo modo, senza lasciarti inaridire dalle delusioni che purtroppo la vita porta con sé. Però credo sia altrettanto importante che tu metta almeno lo stesso entusiasmo nel “nutrire” te stessa e non solo la relazione. In questo modo, generosa come sei, avrai ancora molto di più da offrire ma acquisterai in potere personale, consapevolezza delle tue capacità, fascino, sicurezza, autostima. E se un giorno lontano e improbabile ti trovassi nuovamente tanto ferita per un abbandono, sarai più forte e avrai maggiori strumenti per gestire la sofferenza.
      Rimini è una città evolutissima, mica un paesino sperduto ! figurati se non trovi il tuo bel gruppo !
      Ti abbraccio forte e ti auguro tanta felicità.
      Susanna

    • susanna ciacci

      PS
      Cara Nika… ho dimenticato due libri importantissimi ! “L’arte di amare” e “Avere o essere” di Erich Fromm. Due classici imperdibili.
      Un abbraccio ancora e …..buona lettura !
      Susanna

  • Corrado

    buongiorno!
    e da un po di tempo che ho la paura della solitudine cioe di rimanere da solo senza una compagna per la vita..essendo separato e da tre anni che sono solo e alla ricerca di una donna ma fino ad ora non so perche non ci sono riuscito.
    e dunque non ho un amore non ho un amica niente di niente vivo da solo nella mia solitudine e con pochi amici e qualche conoscenza femminile.
    e allora mi assale la paura anche perche dentro di me non sento questa grande esigenza.
    non per questo non ammiro e desidero avere una donna.
    ma il mio cuore sembra spento non batte piu.
    perche mi succede questo!!

    Rispondi
    • susanna ciacci

      Caro Corrado,
      non so nulla di te. Non mi dici quanti anni hai né dove vivi, ma sappi che la paura della solitudine è un sentimento molto normale e diffuso, nei grandi come nei piccoli centri e a qualunque età. Non aggiungere sofferenza alla sofferenza. Voglio dire: oltre a soffrire perché ti senti solo, non sentirti anche in colpa o “diverso” per questo. E’ legittimo e sano desiderare un amore con cui condividere la propria vita ed è altrettanto normale sentirsi scoraggiati quando sembra che non esista la persona giusta per noi. Posso suggerirti di crearti degli interessi, dedicarti a qualche attività che ti appassioni e ti coinvolga, qualunque cosa va bene purché ti faccia sentire meglio. E’ importante avere una passione, qualcosa che ci faccia andare “oltre”; qualcosa che ci rilassi e ci diverta. Inoltre dei nuovi interessi inevitabilmente ti porteranno a conoscere persone nuove e a fare nuove amicizie. Immagino che tu viva in un ambiente molto chiuso, dove le facce sono sempre le stesse.
      Cerca di guardare bene in te stesso per capire cosa potrebbe darti beneficio. Uno sport….un hobby….? quale attività potrebbe suscitare in te interesse. Ti piace l’attività fisica…il volontariato…le piante….i fiori….il cinema….il ballo…..le escursioni in montagna…..la recitazione….il ciclismo……? Esistono dei circoli che organizzano queste attività e in cui si possono ritrovare le persone che vi si dedicano. Non so dove vivi ma magari nel centro più vicino c’è qualcosa. Se non ci fosse nulla…INVENTALO TU ! Chiudi gli occhi e lasciati andare….recupera quello che magari era un tuo vecchio sogno, dagli una bella spolverata e FALLO. Questo ti porterà a frequentare un ambiente nuovo e magari a fare nuove conoscenze. Quando l’amore si cerca disperatamente è il momento che non si trova da nessuna parte. Dedicati ad attività sane e benefiche per il tuo spirito e per il tuo corpo. Se il corpo starà meglio anche l’umore migliorerà e un umore migliore ti farà sentire più in forma. Questo ti renderà anche più attraente e simpatico ! Non disperare. So quanto sia difficile in certi momenti trovare la forza per reagire ma è l’unico rimedio possibile. Sforzati di avere un atteggiamento meno vittimistico. Utilizza tutte le tue risorse per trasformare l’uomo solo e abbandonato che credi di essere in un uomo che coltiva con piacere le proprie passioni. Fà in modo che il tuo cuore possa essere pieno di gioia e di emozione anche se per ora non c’è una donna vicino a te. Guarda con maggiore positività alla vita e il resto verrà da solo….
      Sono sicura che ci riuscirai.
      Ti abbraccio e ti faccio tanti tanti auguri

  • FRANCESCO

    buongiorno sign. Susanna non ho capito bene il suo metodo di ricordare l’evento traumatico che scatena la paura e di ricordarlo positivamente.
    se per esempio ..come ieri che due persone mi sparlavano credendo che io non sentissi uno di loro e una persona che non saluto da ben 3 anni.
    non so cosa diceva all’altro ma dai gesti e dal tono sicuramente cose non buone.
    io mi sono avvicinato perché in quel momento mi e presa la paura di avere a che fare con quel tipo in modo irragionevole e allora decidendo di affrontare con una scusa mi sono avvicinato ma il tipo a smesso di parlare e parlando con l’altro notavo nello sguardo del tipo una rabbia nei miei confronti e lo vedevo in procinto di dirmi qualcosa.
    che cosa?? sicuramente qualche cosa che avrebbe scatenato una lite questo e poco ma e sicuro.
    allora ho deciso di fare come quello che non ha sentito e non ha capito e mi sono allontanato.
    evitando il peggio la paura che poteva andare a finire male,anche perché la reputo cattiva gente.
    ma non le nascondo che quel episodio mi rimugina nella mente perché avrei voluto affrontarlo domandandogli cosa aveva contro di me.
    ma non avendo sentito quello che diceva con certezza non potevo accusarlo ma il mio cognome l’ho sentito.
    ora io ricordo questo evento come doloroso perché in quel momento io ho avuto sicuramente paura di affrontare quella persona per le sue reazioni irragionevoli.
    sicuramente quando ci sara l’Opportunità di rivederlo con più calma lo chiamerò e cercherò di scoprire che cosa ha contro di me.
    ora secondo la sua teoria questo evento diciamo di paura come lo dovrei vedere immaginare applicandogli delle nuove sensazioni piacevoli.

    Rispondi
    • susanna ciacci

      Caro Francesco,
      il mio suggerimento di immaginare molto vividamente la situazione per modificarne l’aspetto spiacevole e traumatico, si riferisce a situazioni trascorse, passate e concluse, magari antiche, il cui ricordo ha ancora ripecussioni negative sulla nostra vita attuale.
      Quello di cui tu mi parli è un problema in corso. Allora bisogna modificare atteggiamento mentale e azioni. Le tue, non quelle dei tipi. Tu puoi essere responsabile solo di te stesso e delle tue azioni, non di quelle altrui. Non so nulla della situazione che mi descrivi ma posso chiederti una cosa? perché continui a passare davanti a queste persone ? E’ giusto chiarire i malintesi ma con chi merita il nostro rispetto, non con questa “cattiva gente”, come la definisci tu stesso. Insomma, che ti frega di questi? E poi mica ‘sta strada sarà l’unica del paese ?! Cambiala. Trovane una con gente più simpatica. Oppure fregatene. Oppure affrontali e chiedigli cosa hanno tanto da sparlare. Ma ti interessa davvero saperlo, in fondo ? Cambia bar e pensa alla tua vita, allarga i tuoi orizzonti, allarga i tuoi interessi, non ti fissare sul perché e sul per come certa brutta gente ti guarda oppure no. Ma che t’importa se per te non valgono nulla?!… Investi le tue energie in cose più importanti per te e pensa ai chiarimenti con chi ne vale davvero la pena. Creati un interesse, coltiva una passione, qualcosa di sano e buono per il tuo corpo e la tua mente. Qualcosa che ti piaccia e che ti aiuti a fare meno attenzione a cose che non ti riguardano. Si, hai capito bene, non ti riguardano ! Parlano di te, forse. Ma lasciali parlare, che t’importa? e se fossero matti? o solo bulli? o fragili e paurosi che ostentano forza solo per nascondere la loro debolezza? o solo in cerca di una scazzottata per sentirsi importanti perchè la loro vita è vuota e priva di senso? Una bella scazzottata per essere tale ha bisogno di un buon motivo. In questo caso ne vale la pena?
      Loro non hanno nessuna importanza e nessun potere su di te, sei solo tu a darglielo continuando a prestargli tanta attenzione.
      Pensa a te stesso e trova strade più frequentabili. E’ solo il mio modestissimo suggerimento. La scelta spetta solo a te.
      Un abbraccio. Susanna

  • Francesco benesserefisicoementale.com

    Susanna,
    sono completamente d’accordo con te sulla necessità di lavorare attivamente sulla paura piuttosto che evitarla, come normalmente avviene quando cerchiamo di “distrarci per dimenticare”.

    Se non passiamo “attraverso” le nostre paure non le superiamo e quella che magari sembra essere una paura dimenticata dopo qualche anno verrà riattivata da qualche evento simile che ce la farà tornare a galla.

    Ottimo il metodo di rivivere l’evento applicandogli delle nuove sensazioni piacevoli.

    Questa tecnica di “incorniciare” in maniera differente il ricordo traumatico è ancora più efficace se viene ripetuta più volte.

    Complimenti per l’articolo

    Francesco

    Rispondi
    • susanna ciacci

      Grazie Francesco ! Apprezzo il tuo … “apprezzamento” . Credo molto valida la ripetizione della visualizzazione “correttiva” immaginata nel modo più vivido possibile, arricchita di sensazioni e particolari.
      Un grande abbraccio e a risentirci al… prossimo articolo! Spero.
      Susanna

  • Nika

    Ciao Susanna! mi permetto di darti del tu, perché ti sento personalmente giovane, aperta e cordiale, ho letto il tuo articolo e, insieme a quelli di altri tuoi colleghi del sito, lo trovo assolutamente interessante, chiaro, esauriente e rassicurante.
    Ho 26 anni ed ho vissuto un’esperienza un po’ “traumatica” che non riesco a superare (forse per orgoglio non so).
    Circa 3 anni fa il mio ex-fidanzato (quasi marito) mi ha lasciato (dopo 7 lunghi, intensi e sereni anni) x mettersi con una mia EX amica.
    Il dolore di aver perso il mio unico amore, il mio futuro e l’aver fatto preoccupare i miei genitori è stato sempre troppo pesante x me.
    Ho avuto la meravigliosa opportunità di riuscire a re-innamorarmi e la forza di ricominciare tutto da capo, ma ho la paura continua di perdere il mio attuale ragazzo, di non riuscire a creare la mia (tanto desiderata) famiglia e di non poter mai provare la gioia di diventare mamma.
    Queste mie “assillanti” paure non mi fanno godere la vita fino in fondo, è come se percorressi una strada sempre con il freno a mano tirato, con la paura di rimanere di nuovo a piedi, con la macchina in panne.
    Odio queste paure, me ne voglio sbarazzare perché sono veramente convinta del fatto che se troppo ci si pensa poi alla fine accade veramente, (legge dell’attrazione mi pare) ma non riesco a capire il perché di questi miei continui pensieri negativi e nemmeno come poter riuscire a disfarmi di loro.
    Non credo che mi manchi l’autostima, so di essere una ragazza in gamba e volenterosa però quando si tratta dell’amore ho sempre paura..forse soffro un po’ della sindrome dell’abbandono, ma non penso che dipenda dal mio passato di bambina (come invece ho letto spesso su libri, riviste ecc..) loro hanno fatto crescere me e i miei fratelli nel migliore dei modi, dandoci sia il “bastone” che la “carota” in modo più che equilibrato.
    Penso che sia collegato tutto a questo amore finito nel peggiore dei modi.
    Potrei avere un’interpretazione/consiglio anche da te?
    Grazie di cuore per l’attenzione, non immagini quanto sia importante per me.
    P.S. avresti anche qualche lettura da consigliarmi che potrebbe fare al caso mio?

    Rispondi
    • susanna ciacci

      Carissima Nika,
      sono felice che mi dia del tu e ti ringrazio per le considerazioni che fai sul mio articolo. Ma veniamo a te.
      Non voglio spaventarti ulteriormente ma sappi che non esista amore al mondo, per quanto grande, che non corra il rischio – seppur remoto – di finire.
      Discutibile quanto vuoi, ma è la vita. Non voglio fare del “terrorismo” e ti auguro che quello attuale sia proprio quell’ “amore per la vita” che tu desideri. Il messaggio che desidero darti è quello di non “concentrare” in modo totalizzante tutte le tue energie su questo amore, che non vuol dire “amameno” ma “ama meglio”. Spero di essere chiara: ti auguro di riuscire a dare al tuo uomo il meglio di te, ma questo può avvenire soltanto se acquisisci la consapevolezza del tuo valore e realizzi le tue potenzialità; se riesci a darti gioia da sola dando potere a te stessa, alla persona autonoma, felice, meravigliosa che è in te, in quel tuo nucleo indistruttibile in cui non c’è alcuna paura. Vivi per te stessa. Chi potrà darti gioia se non saprai procurartela da sola? dedicati a tutto ciò che ritieni importante per la tua vita (a parte stare con lui). Non vuol dire essere egoista o disattenta verso chi ti vuole bene ma anzi, potergli offrire di più; diventare una persona “intera” e per questo ancora più amabile e affascinante. Un rapporto tra due persone “complete”, capaci di stare veramente bene anche sole con se stesse, ha molta più probabilità di durare perché è una scelta compiuta da individui presumibilmente consapevoli e stabili.
      Non fondare questo nuovo rapporto sulla paura: sei talmente giovane che non puoi riferire tutta la tua realtà ad un episodio che, per quanto doloroso, appartiene solo al passato e ad un momento in cui eravate entrambi molto giovani, forse troppo. Hai provato a interrogarti sinceramente sui motivi profondi e forse nascosti della vostra rottura (a parte la causa evidente rappresentata dalla tua amica?). Quel rapporto era veramente tanto sereno come tu lo definisci scrivendomi?
      Il mio messaggio è : sii consapevole del tuo valore e del dovere che hai verso la tua Vita : ama prima di tutto te stessa e coltiva tutto ciò che ti fa sentire meglio e migliore. Diventa prima di tutto la persona che vuoi. Pensa a realizzare i tuoi sogni. Il resto verrà da solo e su questi presupposti, sarà meraviglioso. Qualunque cosa accada del tuo amore sarai in grado di trasmutarlo in ricchezza ed esperienza per la tua vita.
      Ti consiglio di non riversare la tua attuale paura sul tuo fidanzato. Non permettere che questa “ombra” ti impedisca di godere appieno la gioia per la tua attuale relazione nel “qui ed ora”, anticipando l’angoscia di una perdita che esiste solo nella tua fantasia (sempreché lui non ti dia motivi oggettivi per temere tanto di perderlo).
      Qualora l’amorevolezza del tuo fidanzato non dovesse placare la tua proccupazione, qualora tu avessi l’impressione di non avere ancora superato il trauma di tre anni fa, cerca un gruppo condotto da un buon psicoterapeuta o da un buon counselor. Lì potresti capire meglio te stessa e i motivi attuali delle tue paure attraverso la condivisione e l’esperienza dei compagni di gruppo.
      Per quanto riguarda i libri te ne suggerisco un piccolo elenco in cui mi auguro troverai quello più giusto per te: “Donne che amano troppo” (ormai è un classico….) di Robin Norwood; “Vivere, amare, capirsi” di Leo Buscaglia; i libri di John Welwood (editi da Feltrinelli ma purtroppo non sono tutti tradotti in italiano, vedi “Journey of the heart”); se ti interessa qualcosa di un po’ più spirituale i libri di Gibran e di Osho.
      Spero tanto di esserti stata almeno un po’ di aiuto. Dammi tue notizie.
      Un caro abbraccio.
      Susanna

  • FRANCESCO

    LA RINGRAZIO MOLTISSIMO GENTILISSIMA SIGNORA SUSANNA CIACCI
    SONO MOLTO SODDISFATTO DEL SUO AIUTO E CONSIGLI.
    COMPLIMENTI LEI E MOLTO PROFESSIONALE E UNICA.
    IN TUTTI QUESTI ANNI MAI NESSUNO ANCHE IL PIU BRAVO DEI PISCOLOGI HA SAPUTO DARMI QUESTA SUA SPLENDIDA RISPOSTA.
    LA RINGRAZIO VERAMENTE DI CUORE…
    METTERO’ IN ATTO I SUOI CONSIGLI SICURAMENTE E GLI FARO SAPERE..
    A RIGUARDO LA SUA RISPOSTA SI!!C’E’ QUALCOSA DI OGGETTIVO CI SARA ANCHE QUALCHE EQUIVOCO O MALINTESO..
    E LA MIA DIFESA E APPUNTO LA SUPERBIA E.IO NON HO BISOGNO DEL VOSTRO SALUTO.PERO NON PUO IMMAGGINARE IL FASTIDIO CHE MI DA!!
    E QUESTO SUO ARTICOLO OLTRE AL FATTO DELLA PAURA DEL SALUTO O NON,MI HA FATTO SORGERE RIFLETTENDO CHE HO TANTE PAURE CHE FINO AD ORA NON AVEVO CAPITO
    ANCHE IL SEMPLICE FATTO DI TELEFONARE A UNA PERSONA,
    O PRENDERE UNA SEMPLICE DECISIONE.
    O CAPITO CHE LA MIA VITA E FATTA DI PAURE..CHE MI LASCIANO FERMO IN UN PUNTO E NON MI FANNO ANDARE AVANTI..QUESTO LO DEVO A LEI AL SUO ARTICOLO E A QUESTO SITO.
    CON QUESTO DI NUOVO LA RINGRAZIO MOLTISSIMO E SARO FELICE DEI SUOI CONSIGLI
    SU COME AFFRONTARE LE PAURE IN GENERALE.
    GRAZIE!!!

    Rispondi
    • susanna ciacci

      Ciao caro Francesco. Sono molto contenta che la mia risposta ti sia tornata utile. Quando abbiamo o pensiamo di avere un problema siamo portati a credere di essere gli unici sulla faccia della terra ad averlo e questo ci fa sentire disperati e ci fa credere che il nostro problema sia grave e irrisolvibile. Ricorda che tutti, ma proprio tutti, anche i più insospettabili, anche le persone di successo hanno paura. Già sapere di non essere soli è confortante, vero? La cosa importante è riuscire a rendersi conto delle proprie paure (e tu lo stai facendo) e imparare ad affrontarle. Per questo è importante e utile parlare, condividere, leggere, informarsi (proprio come stai facendo tu) e mai restare chiusi nel proprio silenzio, nella propria solitudine e nel proprio dolore. E’ necessario ricercare l’origine vera di ogni nostra piccola o grande paura per affrontarla. Qualunque paura, se affrontata, perde il suo potere negativo su di noi e si trasforma in consapevolezza della nostra nuova forza appena conquistata.
      Con i miei migliori auguri di scardinare, una alla volta, ogni tua paura. Comincia dalle cose più piccole e meno difficili, come per esempio, la telefonata. Fai il numero e dì quello che hai nel cuore, purché tu lo faccia con delicatezza e rispetto. Cosa rischi? Ogni volta che riuscirai a fare anche una piccola cosa che prima ti spaventava, ti sentirai sempre più forte.
      Un abbraccio.
      Susanna

  • FRANCESCO

    BUONASERA.UNA DELLE MIE paure è COME MI E CAPITATO OGGI PASSARE VICINO A DELLE PERSONE O INCONTRARLE SPESSO.
    PER PAURA CHE NON MI SALUTANO! è CHE NON RISPONDONO.
    ALLORA LA MIA DIFESA E EVITARE O EVITARLI O FARE L’INDIFFERENTE E IGNORARLI E NON SALUTARLI.
    MA QUESTO POI IMPLICA IL MAL GIUDIZIO UN ALTRA PAURA ESSERE MAL GIUDICATO O ESSERE VISTO COME UNA PERSONA POCO SOCIEVOLE E STRANA.
    QUESTA PAURA NASCE CREDO DAL FATTO CHE A VOLTE NON VENIAMO CORRISPOSTI AL SALUTO ED ESSENDO CHE NON POSSIAMO DIRE PERCHÉ NON MI SALUTI A TUTTI..ANCHE PERCHÉ MI ANNO INSEGNATO DI FREGARSENE E NON DARE IMPORTANZA A CIO COME SI DOVREBBE AFFRONTARE QUESTA PAURA E COME SI DOVREBBE RISOLVERE?

    Rispondi
    • susanna ciacci

      Caro Francesco, ti ringrazio della fiducia che mi dai rivolgendoti a me per questo parere. Ciò che posso dirti è:
      1°) se credi che ci siano dei motivi oggettivi e reali per i quali queste persone non debbano salutarti, cerca di chiarire con sincerità (prima con te stesso e poi eventualmente con loro, se lo desideri) le ragioni dell’equivoco, del malinteso, del disaccordo. Se lo ritieni possibile parlane con loro e chiarisci la situazione che ha provocato questo piccolo conflitto.
      2°) Se non ci sono motivi oggettivi e reali che spieghino le tue paure, cerca di capirne i motivi. Forse sei molto timido. Forse immagini che queste persone siano “migliori” di te e non ti tengano in considerazione. In questo caso non salutandoli, rischi di fare la figura del superbo, di quello che si sente superiore e ciò potrebbe aggravare la situazione tra di voi. Allora prova a pensare che queste paure esistono solo dentro di te e non hanno una ragione reale di essere. Forse anche loro potrebbero non salutarti per paura. Ma paura DI COSA ?
      Prova a essere sorridente e gentile con loro. L’educazione e il rispetto per gli altri possono solo dare buoni frutti e aiutare a sciogliere le paure da entrambe le parti. Se poi il tuo nuovo atteggiamento non dovesse dare i risultati sperati, il problema non sarebbe più tuo. Tu cerca sempre di basare ogni rapporto sul rispetto, la chiarezza e la gentilezza.
      In questo modo sarai sereno con te stesso e non dovrai rimproverarti nulla. Con la gentilezza verso chiunque otterrai un’atmosfera più gradevole e serena intorno a te. Se poi gli altri vorranno comunque fare i “duri” sarà solo un problema loro. Se il tuo saluto non dovesse trovare risposta non preoccupartene più di tanto. Forse hai solo incontrato persone poco educate. Ma il sorriso, il buon animo e la cordialità sincera di solito disarmano chiunque. E pensa soprattutto che anche gli altri hanno probabilmente le tue stesse paure.
      Spero che le mie parole possano tornarti utili. Fammi sapere.
      Un caro saluto
      Susanna

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