stress

Suggerimenti per ritrovare se stessi rompendo gli schemi abituali

Una piccola “pausa” durante la giornata può aiutare a ritrovare se stessi e ad   abbassare lo stress.

La pace immensa del “qui ed ora”.

La nostra vita ha sì bisogno di riferimenti affettivi, consuetudini, punti fissi, sorte di “rituali” che vanno a costituire le nostre sicurezze, il nostro senso di appartenenza, le nostre identità. Ma ci capita spesso di vivere con stanchezza la quotidianità e la ripetitività di abitudini e ritmi imposti dalle necessità familiari e professionali. Per non parlare di tutto il resto : multe impreviste, preoccupazioni di salute, conflitti sul lavoro, nelle relazioni personali….imprevisti spiacevoli che in certi periodi sembrano pioverci addosso a catinelle. Ecco che allora cominciamo a sentirci stressati, tesi come un elastico che sta per spezzarsi e cedere sotto la trazione. Non ci sembra di avere via di uscita, speriamo solo che le ferie arrivino il prima possibile e l’unica soluzione ci appare un’ improbabile quanto impossibile “fuga” in un altrettanto improbabile “altrove”. In una società in cui il tempo è diventato nostro sovrano e in cui persino le ore dedicate allo svago sono organizzate come quelle lavorative, (non sottraiamo neanche i nostri figli a questo meccanismo) non è raro sentirsi stressati.

Esistono però altri generi di imprevisti – auspicabili e benefici – che potremmo imparare a concederci tra una faccenda e l’altra. Piacevoli “diversivi”, brevi ma incisive “pause”, piccoli preziosissimi doni per ritrovare gioia e commozione inaspettate, anche quando ci sentiamo sopraffatti dai problemi, tesi, stanchi. Questo è il momento giusto per creare un’ “imprevista” interruzione alla nostra tensione, un  autentico “break” che ci aiuti a ripristinare il nostro naturale equilibrio, o semplicemente ci permetta di rompere ciò che ci appare come noioso tran-tran quotidiano.

Non alludo alla solita spesuccia compensatoria, al solito vestito, alle solite scarpe nuove (che pure ogni tanto ci fanno tanto bene) . Non alludo all’ora in palestrasacrosanta ! – ma che, tra il “dovere” di essere in forma e le corse che ci costa, anziché essere il nostro meritato momento di relax si trasforma in un motivo ulteriore di stress.

Parlo di qualcosa di completamente diverso, non contemplato dai nostri programmi quotidiani, fitti di doveri e doverosi piaceri da incastonare perfettamente come tessere nel puzzle predefinito della nostra giornata.

Mi riferisco a cose banali, come scegliere di fare una strada diversa al posto del solito percorso …concederci una sosta in quel caffè che ci piace tanto e che vediamo sempre soltanto dall’autobus mentre andiamo o torniamo dal lavoro… offrirci un momento tutto nostro, di beata solitudine, anche in mezzo ai rumori della città… penso a un luogo dello spirito in cui riappropriarci del nostro “centro”, depredati come siamo dagli impegni professionali, sociali, familiari e dal ritmo stressante di una vita che per quanto desiderata e forse anche faticosamente scelta, costruita e conquistata, a volte non ci pare più nostra e ci fa sentire distanti da noi stessi :

una piccola “pausa” che ci aiuti a creare quello “spazio interiore” in cui poter ricontattare noi stessi, un momento di “vuoto” rigenerante.

gioia

Non è originale quello che sto affermando ma non sono molte le persone capaci di ritagliarsi momenti simili senza provare immediatamente sensi di colpa verso marito, moglie, fidanzato, figli, genitori, capo ufficio, insegnanti, compagno di footing… Sembra scontata e comune la possibilità di concederci una quota di tempo per noi stessi, ma proviamo a chiederci: “quante volte riusciamo davvero a farlo?

Eppure un po’ di felicità è così a buon mercato. Possiamo cominciare fermandoci lungo il fiume della nostra città….su una panchina dei giardini pubblici… seduti al nostro bar preferito….infilandoci al volo nel cinema dove ridanno proprio quel film che volevamo tanto vedere….rivivendo l’emozione di una passeggiata sotto la pioggia, per riprovare l’ebbrezza antica di quando lo facevamo da piccoli e la mamma ci sgridava.

Passiamo tanto abitualmente quanto distrattamente dinanzi a spettacoli meravigliosi che luoghi consueti ci offrono ma che noi guardiamo senza vedere.

Cerchiamo di individuare il “nostro” angolo, quartiere, giardino dove poterci andare a ri-trovare, dove poter imparare a ri-tornare a noi stessi. Possiamo semplicemente starcene lì, sentendo il nostro respiro davanti a un volo di gabbiani e goderci la nostra felicità per il solo fatto di esistere, gustarci quel momento di relax che abbiamo deciso di meritarci.

Ma dalla familiarità di momenti come questi, di quiete, di contatto con noi stessi e con gli elementi della Natura di cui facciamo parte, potrebbero scaturire esperienze sconvolgenti, attimi di “illuminazione”. Potrebbe accaderci di avere la percezione profonda e totale dell’eterno presente nel qui ed ora, uno squarcio improvviso di gioia inaspettata in una dimensione di felicità pura priva di spazio e di tempo.   Stare nel qui ed ora vuol dire percepire esclusivamente la totalità  dell’attimo presente, focalizzare  l’interezza dei nostri sensi e della nostra mente esclusivamente qui ed ora, non un istante prima e non uno dopo e questa condizione, se realizzata,  ci apre all’immensità della nostra vita, uno stato in cui noi stessi diventiamo ….pura gioia.

Non capita proprio tutti i giorni !……

Ma per la nostra felicità basterebbe anche solo   ristabilire il contatto e la relazione profonda tra noi e quella vita di cui non ci accorgiamo più,  (fatta di piante animali, aria tersa del mattino,  luci e ombre della sera, nuvole colorate dai tramonti , canti degli uccelli,  verde dei prati,  fiumi e mari meravigliosi……intere galassie…). Prendere consapevolezza dell’immensità, della bellezza e della perfezione di quello che ci circonda può restituirci la giusta prospettiva con cui guardare ai problemi della nostra quotidianità e metterci in grado di ridimensionarli,  senza farcene schiacciare.

E lasciamo comunque che il nostro essere si espanda, anche solo per un attimo al giorno, nel qui ed ora del nostro Esistere, in quella Vita infinita e perfetta di cui facciamo parte, in cui siamo immersi, quell’ Energia che tutto pervade e sostiene e che scorre  incessantemente fuori e dentro di noi. Riuscire anche solo a intuirlo è un grande dono, capace di restituirci gran parte delle nostre energie e della nostra gioia.

Può accadere. Non è prevedibile quando o come, ma proviamo a lasciargli la porta del nostro cuore socchiusa. Poniamo tutta la nostra attenzione, ogni volta che ce lo ricordiamo, solo nel qui ed ora, e ogni cosa sarà vivificata e trasformata.

Proviamo da subito. Spostiamo lo sguardo dalle pagine del libro che leggiamo ogni sera, in autobus, nel tragitto di sempre e osserviamo ciò che si offre alla nostra vista fuori dal finestrino: QUI ED ORA. Correremo il rischio di vedere un tramonto stupendo ed essere sopraffatti da una felicità  immensa !

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