L’altra mattina ero in coda dal panettiere attendendo pazientemente (neanche troppo, devo ammettere) il mio turno. Davanti a me c’era l’incubo di tutti quelli che, per qualsivoglia motivo debbono affrontare di sovente le code: “il pensionato polemico”. Ovviamente non ero al corrente di essere a tergo di un simile flagello sino all’arrivo del suo turno.

 

 La commessa gli chiede: cosa posso darle? e lui, compito, risponde: una forma di pane di semola di grano duro e tre michette. Alche’ la commessa imbusta il tutto e dice con naturallezza: sono 6 euro e 40! Questa era, ahime, proprio la scintilla di cui necessitava il nostro amico per dar fuoco alla sua miccia polemica. -6 euro e 40 per del pane? Ma si rende conto a che punto siamo arrivati? Sono 13.000 lire! per una forma di pane e tre panini! Ma lo sa quanto prendiamo di pensione? – La filippica e’ chiaramente durata il giusto tempo per attivare nel mio cervello la modalita’ stand by, interrotta solamente dalla commessa che, evidentemente provata dalla discussione, mi chiedeva quale pane desiderassi.

 

Perche’ ho raccontato questo episodio? Non certo per intavolare un’infruttuosa discussione sul costo della vita, ma per sottolineare un punto che da tempo mi sta a cuore. Il nostro amico pensionato, a mio parere, aveva profondamente ed insindacabilmente ragione da vendere nella sua lamentela. Il prezzo di quasi tutto e’ oramai esorbitante, e senza un reale motivo giustificato dalla legge di domanda e offerta o un parametro legato al costo della vita, ma paradossalmente aveva anche torto. Aveva torto perche’ ancora legato ad un modello di pensiero che, volente o nolente, non fa piu’ parte della nostra vita. Ossia che ci sia qualcuno, in questo caso la pensione (leggi stato), in grado di decidere al posto nostro, quale sia il giusto tenore di vita. Questa concezione, oltre che arcaica, e’ altresi’ fallimentare a lungo termine, e tipica di chi decide di farsi trascinare dalla corrente del fiume “vita”, piuttosto che raggiungere la riva e guardare il fiume da una nuova prospettiva.
Quale puo’ essere una prospettiva nuova? Come fare a saltare fuori a pie’ pari dalla famosa ruota del topo di Robert Kiyosaki? La mia personale soluzione e’, da tempo ormai, il trading on line.

 

trading

E’ certamente un argomento affascinante e di cui spesso si e’ scritto, pontificato e giudicato, ma io gradirei affrontarlo da un’angolazione alternativa.
Dalla riva, diciamo. Avrei piacere di poter parlare con voi di tutti quei pregi e difetti (i primi di gran lunga maggiori dei secondi, in base alla mia esperienza) della vita del trader, sia essa svolta a tempo pieno o come attivita’ secondaria.
Comincerei, ad esempio, in questo articolo, per poi analizzarli uno per uno nei prossimi giorni, da quelli che vengono chiamati “luoghi comuni” nel nostro ambito. I luoghi comuni hanno la perniciosa abitudine di essere, si’ noiosi e consunti, ma spesso anche veritieri e frutto di esperienze altrui delle quali, come la pnl insegna, e’ bene fare tesoro per evitare di ripetere i medesimi errori.

 

Quindi qual’e’ il luogo comune per eccellenza, che qui catalogheremo per comodita’ come nr.1? Che il 95% dei trader perde e solo il 5% guadagna o comunque e’ profittevole nel medio-lungo periodo. E’ vero? Non e’ vero? La mia personale risposta fa fulcro ancora sul libero arbitrio (piccola digressione cinematografica, sul libero arbitrio vi consiglio caldamente il monologo di Al Pacino che interpreta Lucifero, ne L’Avvocato Del Diavolo verso la fine del film. E’ una superba verbalizzazione oggettiva di un argomento che sino a poco prima sembrava essere soggettivo)avvocato-del-diavolo

 

Ritengo che ogni campo dello scibile e del tangibile umano restituisca tanto quanto si offra. Chiediamoci dove saremmo se la tenacia di persone come Copernico, Galileo, Darwin o Edison non fosse stata ampiamente ripagata da i risultati scientifici che tutti abbiamo modo di apprezzare come quasi scontati al giorno d’oggi. Ebbene e’ proprio questa tenacia, frutto di una scelta individuale, che si puo’ e, se vogliamo, si deve applicare anche al trading. Il Trading e’ “risultati” per antonomasia. Non si produce e non si costruisce nulla. E’ un gioco di piu’ e meno sul proprio conto. Questo, chiaramente non deve indurre a pensare che sia un mestiere per avidi ricconi o arrivisti anaffettivi. Tutt’altro. I film culto della mia generazione, uno fra tutti Wall Street (si e’ capito che mi piace il cinema?), servono proprio a trasmettere il messaggio che senza un sincero interesse per la vita e le persone che vi gravitano intorno non c’e’ guadagno che regga o che quantomeno soddisfi e appaghi nel lungo periodo.

 

Quindi solo il 5% dei trader guadagna? Probabilmente si’, anche se la percentuale e’ ovviamente approssimativa, ma la mia scelta e sono sicuro sia anche la vostra, e’ quella di far parte di questa elite. Attraverso lo studio e letteralmente “tonnellate” di simulazioni. Come? Questo lo vediamo nella seconda parte. A presto.

15 Commenti

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  • Alessandro

    Gianluca ciao,
    tutto OK quello che scrivi, ma la terza parte?
    Sto aspettando con impazienza.
    Saluti Alessandro

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  • lucio

    Ciao da qualche anno mi occupo di trading oltre che delle mie piccole aziende e vivo in Valle Intelvi vicino al lago di Como; mi farebbe piacere scambiare qualche idea; utilizzo sostanzialmente Elliott e qualche indicatore. Ciao buon lavoro.

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  • natale

    Articolo interessante. Faccio fortunatamente parte di quel 5%, solo su azioni Italia, anche se a volte qualcosa va storto. Ed è sempre colpa mia !
    leggo i grafici ed aspetto il momento giusto, non ho altre tecniche.
    Leggo di tanti trader che promettono guadagni percentuali a 2/3 cifre sui loro siti, mah …
    io mi accontento di un 5/7 alla settimana.
    Però venedo al problema tanti parlano, tanti cercano una strategia o più strategie, ma solamente la serenità di comprare o vendere e gli stop, permettono di vincere in questo bellissimo e pericolosissimo gioco.
    E quando la troppa sicurezza od avidità prendono il soppravvento, fregato.

    Rispondi
    • gianluca mangiafico

      Caro Natale,
      e perfettamente corretto cio’ che scrivi sulla serenita’ di buy/sell piu’ stop loss. E’ infatti su questa serenita’ che verteranno i miei successivi articoli.
      Continua cosi’ comunque. Mi sembrano le carte giuste per avere successo.

  • Cosimo Melle

    Il film “Wall Street” intendi quello dove loro vendono azioni inesistenti? Se è quello ti dico che è stata davvero una gran bella lezione di vita vederlo.

    Per il resto aspetto i tuoi prossimi articoli ;)

    Rispondi
    • gianluca mangiafico

      Caro Cosimo, so benissimo a quale film ti riferisci, che per altro ho visto piu’ di una volta, si intitola “a un km da wall street”. Davvero bello e impegnato. Io pero’ mi riferivo proprio al mitico Wall Street con Michael Douglas e Charlie Sheen, il quale ha contribuito ad esaltare anche il mito degli yuppie tanto cari agli anni 80.
      Un saluto

  • juri

    A me Gianluca adesso interessa di più la parte tecnica più che quella psicologica visto che è quella che è da mettere a posto.Ho lavorato molto sulle mie convinzioni.
    Sto cercando di trovare proprio una strategia semplice senza oscillatori o pattern impegnativi da attuare.
    Grazie.

    Rispondi
  • Alessandro

    Bello l’articolo, bella la passione, la voglia di condividere e l’entusiasmo che ci hai messo per scrivere questo articolo…aspetto la seconda parte allora, perchè sono interessato all’argomento.

    Grazie intanto.

    Rispondi
    • gianluca mangiafico

      Caro Alessandro,
      sono felicissimo che tu abbia apprezzato le mie parole e per il tuo interesse verso quello che secondo me e’ il mestiere piu’ bello del mondo. Il trading (quando dico trading intendo tutto cio sul quale si possa fare una proficua e legalissima speculazione, quindi azioni, valute, immobili e materie prime). La seconda parte e’ in arrivo e come dicevo saro’ leggermente piu’ tecnico.
      Un caro saluto

  • juri

    Ciao Gianluca.
    Anche io la penso come te.
    Ho fatto solo il trader privato per 8 anni.Le cose andavano abbastanza bene anche se non conoscevo bene la mia mente.
    Purtroppo dal 2007-2008 le cose non sono proseguite perchè ho perso il focus e adesso non trado più.
    Vorrei iniziare e infatti mi sto guardando intorno se trovo un’operatività in base alle mie capacità.
    Sono comunque ampiamente in attivo in borsa.
    Sui futures e valute invece ne ho persi un pò.
    Invece di studiare di più sono passato troppo presto alla pratica anche se mi consigliavano di buttarmi.

    Hai dei consigli da darmi?
    Grazie mille.
    Buona giornata.

    Rispondi
    • gianluca mangiafico

      Caro Juri,
      la tua esperienza di 8 anni sono certo ti abbia in ogni modo lasciato molte conoscenze che senza dubbio si riveleranno ancora utili (la borsa ed i mercati in genere sono ciclici, come Heliott insegna) non c’e’ mai nulla di sprecato nella formazione. A parte i dettagli tecnici dei quali trattero’ piu’ approfonditamente nei prossimi articoli mi sento di consigliarti tutti i testi che puoi reperire di Mark Douglas il quale tratta il trading da un punto di vista psicologico invece che tecnico. Diciamo che una volta che hai assimilato il suo modo di vivere il trading, tutti gli altri sistemi possono andare bene se adattati alla tua personale operativita’. Ti auguro un felice percorso e tante buone chiusure. Gianluca

  • stefania

    ciao gluca,
    noto da ciò che scrivi che sei affascinato, interessato ed operi nei mercati finanziari.Nelle tue note non c è scritto di cosa ti occupi in particolare nel mondo dei mercati finanziari.Ti chiedo questo perchè anch io opero, o almeno ci sto provando ad operare nei mercati finanziari ed in particolare nel future eurostoxx.
    Ho studiato per tanti anni le varie tecniche e tutto ciò che riguarda i mercati finanziari, ma ora che m trovo ad “agire” ho paura…
    Sono specializzati in cicli di borsa, analisi tecnica, medie mobili e pivot points. Ho frequentato anche dei corsi sull analisi ciclica.
    Quindi teoricamente sono preparata, ma sul campo gioca molto la mia emotività……e come tu sai la prima cosa da fare nel trading è gestire le ns emozioni…..la disciplina la costanza il metodo…
    Di cosa ti occupi in particolare? Cosa ci insegnerai/trasmetterai nei tuoi prossimi commenti?
    Ti ringrazio
    Stefania

    Rispondi
    • gianluca mangiafico

      Ciao Stefania,
      la mia operativita’ copre i mercati delle azioni, le valute e le opzioni. Non ho alcuna conoscenza diretta dei futures e dell’index trading. Lasciami fare i complimenti per la tua formazione che e’ di tutto rispetto e indubbiamente utile per i mercati che andiamo a tradare. Riguardo alla tua emotivita’ ti posso garantire che e’ una componente, oserei scrivere, indispensabile. Soltanto gli Expert Advisors ne sono esenti, con tutti i loro limiti. Andrei addirittura oltre dicendo che la corretta gestione dell’emotivita’ porta al profitto, non la sua assenza, la quale porterebbe ad un’operativita’ piatta e non reattiva. Consiglio vivamente anche a te i testi di Mark Douglas che e’ un trader profittevole nelle mercato azionario da decenni e ha davvero molto da dire sulla gestione emotiva della vita da trader. Nei prossimi articoli ci occuperemo della giornata tipo di un trader e qualche accenno di sistemi operativi che per me si sono dimostrati vincenti. Il tutto mooolto emotivamente…. A prestissimo. Gianluca

  • Marco

    Bell’articolo, stavo cercando qualcuno che parlasse di queste cose. Attendo di leggere i prossimi.

    Marco

    Rispondi
    • gianluca mangiafico

      Caro Marco,
      e grazie per le parole di apprezzamento. I prossimi sono in arrivo con qualche info tecnica in piu’…
      Gianluca

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