“Biglietti prego! ”
Il controllore cammina tra i vari passeggeri visionando i biglietti di viaggio,
c’è chi lo mostra sorridendo come uno studente che ha concluso facilmente il compito in classe, c’è chi lo porge al controllore in modo distratto continuando a chiacchierare al telefono o leggendo un libro.
C’è chi in preda all’agitazione si mette a rovistare in tutte le tasche e con il volto bianco bisbiglia “eppure ce l’ho, dove l’avrò messo!!”.

Questa fase del tuo viaggio può arrivare dopo pochi minuti che sei partito, a metà viaggio, verso il traguardo o non presentarsi affatto. E’ la fase in cui il controllore ti chiede di dimostrare che possiedi i requisiti per arrivare al traguardo, ovvero il tuo biglietto di viaggio.

Durante il viaggio verso il tuo obiettivo potrai trovare diversi controllori, potrebbero essere gli insegnanti che verificano i tuoi apprendimenti, i datori di lavoro che durante il colloquio ti esaminano per capire se sarai all’altezza. Il dietista che controlla se sei dimagrito, ma anche gli amici che ti chiedono se sei ancora single, i fratelli che ti chiedono come è andato il lavoro e tanti altri.

Capita che spesso il controllore più inflessibile sia te stesso. Quante volte tu per primo hai fatto un esame di “ammissione” con occhio molto critico e severo per vedere se potevi essere all’altezza?
Molte persone sono molto più severe quando controllano se stessi che gli altri. Per esempio il giudice interiore di una persona a dieta difficilmente perdonerà un piccolo peccato di gola, mentre se fosse un’amico o una sorella a dieta, lo giustificherebbe sostenendo che poi non è così grave.

Il controllore ha anche il compito di verificare se stai andando verso la giusta direzione, magari hai preso una coincidenza di corsa e non hai verificato che il treno su cui sei salito andrà alla tua meta.
Nello stesso modo il controllore della vita quotidiana verifica periodicamente se stai seguendo la tua rotta.
Per esempio il dietista ti darà un diario giornaliero da compilare o ti visiterà periodicamente. Il datore di lavoro ti chiederà dei report o delle relazioni relative al lavoro svolto in modo da controllare i progressi.

Questa fase di controllo è assai più difficile se si è soli ad intraprendere il cammino.
All’inizio di qualsiasi attività è facile tenere un diario o un report giornaliero che solitamente dopo qualche settimana diventa settimanale e infine mensile per poi essere abbandonato.
Quante volte hai iniziato dicendo “da oggi faccio così tutti i giorni” e poi se non c’è qualcuno che ti sostiene e ti guida verso la meta, i giorni passano e si trova sempre qualcosa di più importante da fare?
Tu sei su questo treno perchè vuoi raggiungere un tuo obiettivo.
Hai scelto la destinazione del viaggio un paio di mesi fa, hai preparato cosa portarti dietro, quali “attrezzi” usare e ora stai giorno per giorno facendo dei passi.
Lo scopo di questo articolo è di farti un po’ anche le veci del controllore.
“Dove stai andando?”
“Hai preso la direzione giusta?”
“Stai facendo tutto quello che è necessario per arrivare fino al tuo traguardo?”

Se la risposta è positiva ti faccio i miei più sinceri complimenti e ti incoraggio a continuare, io sarò al tuo fianco.

Se la risposta è ni, cioè un po’ si e un po’ no, non preoccuparti, sicuramente non ti sgrido e non ti disapprovo!
Forse è il caso di vedere quali sono gli ostacoli che hai trovato finora. Forse non sei motivato, forse il traguardo che ti sei posto è troppo grande, o forse ti hanno frenato i no e i commenti di chi ti è vicino.
Chi ti sta scrivendo ha passato diverse volte questa fase, quindi ti consiglio di fare un bel respiro profondo e di essere sincero con te stesso.
Prova a rivedere se il tuo obiettivo è realmente raggiungibile e se nella tua valigia hai messo le zavorre della disapprovazione, dei pensieri limitanti e delle paure.
In questo caso apri la valigia e sbarazzati di quello che non ti serve. Più il bagaglio è leggero e più sarà facile correre verso la prossima tappa.

Chi ti sta frenando, te stesso o gli altri?
Se sono i no dei clienti, la mamma che nonostante tu sia dieta ti prepara leccornie, il rifiuto di un potenziale partner allora è bene che rivedi l’importanza che dai al giudizio degli altri.
Tu senti onestamente di aver fatto del tuo meglio?
Bene, allora prova a ripensare a come queste persone ti hanno detto di no e
al motivo per cui ti hanno detto di no. Forse al tuo cliente non serviva il tuo prodotto. Forse tua madre pensa che non sei grasso e che hai bisogno di più energia, forse la persona con cui speravi di iniziare un rapporto non cercava una relazione quindi ha detto di no a te, come lo direbbe anche ad altri.

Una volta un mio conoscente che si occupa di vendita mi disse: “Sicuramente anche tu sei entrato in un negozio e non hai comprato niente,è normale. Forse non avevi le idee chiare su cosa cercavi, forse il negozio non offriva quello che desideravi, forse sei entrato solo per curiosità o per distrarti.
Per questo è importante che non prendi come un fatto personale un potenziale cliente che ti dice di no. E’ entrato nel tuo “negozio”, ha visto le offerte ma non ha comprato. Non ha detto di no a te, e non ti ha detto no per sempre, semplicemente oggi non voleva acquistare quello che tu gli proponevi.”

Questo accade ai venditori, ma anche ai consulenti, a chi cerca un partner, a chi fa un colloquio di lavoro….

Quello che fa la differenza tra un no e un no è come tu lo vivi.
Se già all’inizio tu sei sfiduciato, pensi di non essere in grado di presentare bene ciò che vuoi “vendere”, se sei ricoperto di pensieri limitanti e ti disapprovi, porti con te una valigia con tanta zavorra inutile e quando il tuo potenziale acquirente ti dice di no,  quel no entra attraverso le tue barriere, entra in te fino in fondo e la tua voce interiore dice:  “Ecco, vedi??? Non sei capace, non sei all’altezza, nessuno ti vuole”.

Se invece ti senti sicuro di te stesso, sai che vali e che hai delle ottime caratteristiche, allora il no arriverà, perchè in ogni caso arriva, ma tu capirai che è il cliente che non ha bisogno, che non c’è niente di sbagliato in te o in quello che proponi, semplicemente è entrato nel tuo negozio, si è guardato intorno ed è uscito.
La tua voce interiore in questo caso ti dirà: “Sei stato bravissimo comunque. Sicuramente la prossima volta andrà meglio, per ricevere i si, ci vogliono anche i no. Imparerai da questi no a migliorare ulteriormente e in futuro avrai sempre più si.”
E poi, non è capitato anche a te di entrare in un negozio, guardarti in giro, non comprare niente e poi dopo qualche giorno di ritornarci e comprare?
Che cosa succede in questi casi?
Forse la prima volta hai visto quello che ti interessava ma volevi pensarci su, forse non c’era il prodotto con i dettagli che cercavi e la seconda volta lo hai trovato esattamente come volevi.
Magari la prima volta eri entrato con altre persone e non volevi acquistare perchè ti vergognavi e allora sei tornato da solo, oppure non avevi con te i soldi o semplicemente non eri dell’umore giusto.

Ritorna con la mente a queste occasioni che ti sono capitate,anche per i tuoi clienti è così!
E se stai cercando una relazione?
Bhe, magari la persona che ti interessa è timida e davanti agli amici non ha accettato di uscire con te. Forse aveva paura di deluderti o non si sentiva all’altezza. Forse aveva avuto una giornata nera e voleva stare da sola. Forse gli piaci ma non ha avuto il coraggio di dirti di si.

Quindi rilassati, non c’è niente che in te non vada bene, ogni occasione che ti si presenta nella vita è come una partita a poker. Ti vengono date delle carte e tu devi ottenere il meglio con quello che hai a disposizione.
Ci sono mani buone e mani tremende, ma cosa fai? Smetti di giocare? No. Passi e aspetti il prossimo giro.

Se sei a dieta e le tentazioni sono troppo forti, fermati un attimo a riflettere.
Forse  a dieta scelta non è la più indicata, forse stai chiedendo troppo al tuo corpo, forse non hai tenuto conto delle necessità del tuo corpo per questo tua madre ti vede “giù” e ti prepara un bel pranzo con una dose abbondante di calorie.
Se stai facendo tanta attività fisica, forse sei stanco e nonostante ciò ti vuoi costringere a fare di più e forse il consiglio di tua madre o di un amico di moderarti non è così sbagliato. Ricordati che il tuo corpo reagirà meglio se il cambiamento è minimo e costante invece che a sbalzi. Vale di più togliere 200 kalorie al giorno che fare due giorni di digiuno!
E’ meglio fare tutti i giorni una passeggiata di 20 minuti che correre per due ore una volta ogni tanto e arrivare a casa stravolti con il corpo che reclama proteine, grassi e zuccheri!

Inoltre ricordati che tu sie unico, hai caratteristiche uniche e per quanto puoi usare dei parametri standard per il peso, non è salutare voler diventare come qualcun’altro. Se la tua amica è bella pensando 55 kg, forse tu sarai bella pesando 50 kg o pensandone 60, perchè hai le forme diverse.

Infine un piccolo consiglio prima di lasciarti raggiungere la prossima tappa:
RILASSATI
Solo tu sai realmente quello che stai facendo e quello che non stai facendo, e anche le motivazioni.
Se non stai lavorando perchè sei stanco non significa che sei un fanullone;  se non ti proponi perchè l’ultimo no ti ha ferito, forse hai bisogno di un po’ di tempo per leccarti le ferite; se la bilancia ti dice che pesi ancora uguale a prima, prova a misurare i centimentri e se anche quelli sono rimasti invariati forse la dieta troppo ferrea ha fatto abituare il tuo corpo ad un consumo minimo di calorie.

C’è sempre una spiegazione, e tu sei perfetto così come sei, ora, in questo momento.
Gioca la tua partita con queste carte che hai in mano, sapendo che al prossimo giro avrai carte diverse, forse migliori.

Ci vediamo alla prossima tappa!

poker

2 Commenti

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  • Riccardo

    Ciao Donatella,
    è da tempo che seguo Italo e oggi mi sono immerso nel suo sito e sto leggendo un pò di tutto.
    Mi sono rispecchiato molto negli esempi che hai fatto.
    Ho cominciato la mia nuova professione di consulente assicurativo dopo 10 anni di corriere espresso!
    Un cambio pesante direi.
    Però non mi ci vedevo a portar pacchi per il resto della mia vita.
    Sono sempre stato dell’idea che volevo arrivare, avere un qualcosa di mio.
    Avere un tenore di vita che mi permettesse di vivere agiatamente e per poter aiutare i miei amici in difficoltà e ovviamente mia madre e mia sorella.
    Questo mi ha spinto sempre a lavorare tanto e bene.
    Solo che ora mi sento come hai detto tu.
    Non riesco a dare i miei prodotti ai miei clienti.
    E sto incominciando a perdere un pò di quella(tanta) fiducia che ho in me stesso!!
    Vedo che non riesco più nemmeno a far entrare le persone nel “mio negozio”!
    Sarà anche uno scotto da pagare per l’inizio attività che prevede molta esperienza e preparazione, però…sono un pò sfiduciato lo stesso.

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  • anna

    Ciao Donatella.
    come sempre ti ringrazio. Un bellisimo articolo! Mi rimarrà in mente e mi aiuterà di certo.
    Ho seguito anche altri tuoi consigi e si sono rivelati preziosi. Grazie! ciao :-)

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