Esiste ancora molta confusione fra Amore e Dipendenza Affettiva. Alcuni operatori del settore, infatti, confondono il “Troppo Amore” con la “Dipendenza Affettiva”, con l’inevitabile conseguenza di attribuire la disfunzione dell’amare troppo solamente al mondo femminile: le donne che amano troppo!

Insicure e bisognose di conferme, queste donne vivono nella dipendenza d’amore affidando ad altri il compito di renderle felici, relegano la loro felicità ad un altro che le gratifichi, che le faccia sentire adeguate ed importanti.

Le Donne che amano troppo sono attratte dall’Uomo in fuga. Un Uomo spaventato dall’intimità, che non deve mai chiedere, che non mostra i suoi sentimenti e cerca solo un modo per non coinvolgersi più di tanto… Un uomo caratterizzato dal fascino delle false e vuote promesse di sicurezza, di sollievo e di realizzazione.

In realtà queste donne non solo non amano troppo, ma non riescono ad aprirsi all’amore.

Secondo la nostra filosofia l’Amore è inteso come cura e Libertà, mentre la dipendenza affettiva, invece, è collegata alla paura della libertà.

Per tanto non è il troppo amore a creare disagio, ma l’esatto opposto: l’incapacità ad amare e la necessità di rimanere attaccati ad una presunta sicurezza.

In forza a questa considerazione, è la difficoltà ad aprirsi all’Amore che crea disagio e non il troppo amore.

La sofferenza è quindi causata dalla continua tensione, dalla resistenza generata dalla paura di aprirsi all’amore da una parte e, dall’altra, dalla forza stessa dell’amore che per sua natura ci spinge verso un’ineluttabile apertura al mondo e all’altro.

Quest’equilibrio c’imprigiona in una posizione di stallo, dalla quale non sempre riusciamo a liberarci, e più vogliamo liberarcene e meno ci riusciamo.

Occorre imparare a “lasciar andare”…

Il dipendente affettivo, quanto l’antidipendente, non riesce a vivere un rapporto armonico di coppia, rimangono entrambi bloccati in una situazione di vincolo, in una dinamica di dipendenza che impedisce loro di vivere l’Amore stesso come libertà e spontaneità, priva di sensi di colpa, ogni volta che dicono “no” all’altro per dire “sì” a se stessi.

Ovviamente, il dipendente affettivo non sarà solamente donna, come l’antidipendente non sarà sempre uomo. Contrariamente ad altre correnti di pensiero ancora diffuse che attribuiscono il problema della dipendenza affettiva solamente alle cosiddette “donne che amano troppo”, noi crediamo ci siano molti uomini dipendenti affettivi. La differenza è nel livello di consapevolezza che questi ne hanno e nella difficoltà ad accertarla, per via della copertura dei valori sociali che tendono a preservare un modello d’uomo sicuro e protettivo.

Il nostro modello teorico inoltre si distingue per l’introduzione del principio di CORRESPONSABILITA’ secondo cui è il dipendente affettivo a cercarsi un antidipendente e viceversa per sperimentare il non-amore, esplorarlo e forse superarlo.

Questa visione, oltre a dare responsabilità, permette di individuare un cammino verso la scoperta dell’amore che oltre ad essere inteso come libertà, è vissuto soprattutto come responsabilità. Scelgo di amare l’altro e abbraccio ogni mia ombra e fragilità, prendendomi cura io stesso del mio “bambino interiore” e sanando, con ancora più amore, le mie ferite, senza aspettare l’altro!…

Dott. Valerio Sgalambro
bremologia@piuchepuoi.it
www.piuchepuoi.it/iba

1 Commento

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  • nadia79

    Noi siamo troppo presi dai tanti impegni Quello che facciamo ci sembra la cosa migliore in quell momento Ma poi…nel tempo ….qualcosa si rivela piu chiaro e questa chiarezza viene da una lettera come questa…è tutto vero io mi ritrovo e l’ho capito solo dopo aver letto l’articolo Che delusione cosa dovrei fare?

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