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Le tue potenzialità, conoscerle per vincere: la via della guarigione.

Claudio Pagliara

Claudio Pagliara

Le tue potenzialità, conoscerle per vincere: la via della guarigioneDevo confessarvi che nella mia lunga esperienza di medico e di oncologo (oltre 30 anni di attività) ho visto tanti, ma veramente tanti,  prima, cadere e, poi, non  avere la forza di alzarsi, solo perchè non erano consapevoli della grandezza del proprio essere. 

Essere  incapaci di capire le enormi potenzialità presenti in ciascun essere umano, non è una questione banale o marginale, ma è determinante in merito ai risultati, nella vita privata, sociale e professionale,  che ciascuno di noi ha e avrà nel corso della propria vita.

La  consapevolezza della propria vera straordinaria identità, in quanto esseri umani, è la vera differenza che fa la differenza tra coloro che si realizzano nella vita e coloro che conducono una vita completamente insoddisfacente. 

Molti di voi si staranno chiedendo come sia possibile che questa diversa consapevolezza in merito alla propria identità possa essere così importante dal determinare un così diverso ed opposto destino.

Esistono diversi esperimenti significativi che dimostrano quanto detto.

La  più conosciuta è quella di Roshental e Jacobson fatta in una scuola.La via della guarigione

Furono somministrati alcuni test ai ragazzi al fine di individuare i più promettenti, ed agli insegnanti furono date false informazioni sui risultati dei test. Il nome dei ragazzi risultati più promettenti  furono in realtà scelti a caso.

La cosa straordinaria, che emerse, era che i ragazzi scelti a caso come i migliori diventarono veramente i migliori, migliorarono notevolmente i loro rendimenti scolastici ma anche le loro capacità intellettive.

Le aspettative degli insegnanti avevano modificato, attraverso messaggi soprattutto inconsci, l’identita’ dei ragazzi individuati come i più promettenti.

I ragazzi, scelti a caso come i più promettenti, modificarono le loro credenze su se stessi in merito alle loro capacità ed alle loro potenzialità.

Questo fece la differenza.

Questa diversa consapevolezza, questa diversa fiducia in sè li portò ad un maggiore impegno, una maggiore perseveranza, un maggiore interesse per l’apprendimento ed alla fine ad avere obiettivi più alti ed entusiasmanti.

Ecco perchè, pur scelti a caso, diventarono i migliori.

Lo stesso discorso vale per coloro che, affetti da malattie più o meno gravi, sono convinti di guarire perchè hanno fiducia nelle proprie potenzialità di guarigione.

Sono convinti della loro capacità di guarire e con più probabilità guariscono.

La persona che gli altri vedono in voi, soprattutto quelli più autorevoli per voi stessi, guida la vostra identita’ ed i vostri conseguenziali pensieri, emozioni e comportamenti.

Il modo in cui gli altri pensano a voi influenza il modo in cui voi pensate a voi stessi.

E’ vero anche viceversa, il modo in cui pensate a voi stessi influenza il modo in cui gli altri pensano a  voi.

Da questa influenza reciproca, capite bene che si possono creare circoli virtuosi o viziosi.

Questo deve fare molto riflettere sulla responsabilità del ruolo dei genitori o degli insegnanti, ma anche del ruolo e della responsabilità che ciascuno di noi ha verso se stesso.

Le nostre credenze sulla nostra identità, ed in particolare su ciò che possiamo o non possiamo fare, determinano ciò che facciamo o non facciamo ed i limiti entro cui ci muoviamo e viviamo. 

Pertanto se vogliamo ampliare i nostri limiti dobbiamo rivedere la nostra vera identità.

Ricordiamoci sempre che agiamo in funzione di chi crediamo di essere, a livello conscio ed inconscio (vi consiglio di leggere a questo proposito il mio precedente post sul potere dell’inconscio).

Naturalmente il  meccanismo riferito funziona in senso positivo ma anche in senso negativo.

Se crediamo di non essere capaci a fare qualcosa non ne saremo capaci. Se, invece, crediamo di essere capaci ne saremo capaci. E’ solo questione di impegno e di tempo.

Agiamo sempre in coerenza con le nostre convinzioni profonde sulla nostra identita’.

“Possono perchè credono di potere.”   Publio Virgilio

Ritengo sempre fondamentale che tu  ti possa sempre ricordare che sei stato programmato geneticamente:

  • per fare le cose difficili;
  • per superare grandi ostacoli;
  • per essere libero
  • per fare miracoli;
  • per non avere limiti

Credi in te e nei tuoi sogni questa è la base per essere comunque  felici, per  Vivere con la V maiuscola e per non trascinare mai la propria vita.

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  1. barbara scrive:

    anche io sto cercando di seguire questa strada ,essendo stata colpita dal cancro al polmone e poi metastasi alla testa.
    E un percorso molto bello e di grande impegno visto che non posso abbessare la guardia un momento perchè presa facilmente da sconforto.A volte ti assalgano tanti dubbi che vorrei scacciare subito forse avrei bisogno di prove concrete!

  2. Claudio Pagliara Claudio scrive:

    Carissima Barbara, quello che dici è perfettamente comprensibile. Le battaglie per la nostra salute si vincono o si perdono, prima di tutto e soprattutto, dentro il nostro cuore e nel nostro cervello. Permettimi di consigliarti di vincere soprattutto i tuoi momenti di sconforto. Per quanto riguarda il bisogno di prove concrete, ritengo che le prove più valide siano quelle acquisite con metodo scientifico. Esistono, ormai, tanti dati acquisiti con rigoroso metodo scientifico, come risulta nel mio libro “la via della guarigione”, che dimostrano il ruolo fondamentale degli stati d’animo nell’evoluzione e nella cura del cancro. Io sono sicuro che un giorno, non molto lontano, i miracoli saranno scientificamente resi riproducibili. Ti consiglio di leggere anche gli altri post scritti da me su questo meraviglioso ed utilissimo sito di piuchepuoi, in particolare leggi il mio post sui miracoli. Poi, cara Barbara, permettimi di consigliarti anche, quando scegli una strada, di non “carcare di seguirla”, ma, una volta individuata come la tua strada, di seguirla e di percorrerla con piena fiducia in te. Ci sono battaglie che, per la loro importanza, vanno combattute, comunque, con forza e decisione, al di là del loro esito. Certamente questo atteggiamento mentale ed emotivo ti aiuterà. Ritienimi a disposizione per qualsiasi ulteriore dubbio o richiesta.

  3. Sergio scrive:

    Sono capitato per caso su questo sito e ho letto la risposta che lei ha dato a Barbara (alla quale va tutta mia solidarietà e un incitamento a inforcare gli occhiali da adolescente = sogni e magia a piene mani…) Claudio, è meraviglioso imbattersi in un oncologo ottimista, e i suoi malati hanno una gran fortuna ad averla come medico curante.
    Concordo pienamente sulle enormi potenzialità del nostro cervello. Da qualche mese faccio parte di un’organizzazione chiamata “Experiment”. Il mese scorso, in un giorno e in un’ora stabilita (ogni socio ha ricevuto un’email con il proprio fuso orario = per me erano le sei del mattino) abbiamo concentrato il nostro pensiero su un campione di 250 cc di acqua, con l’intento di alterarne in prima battuta il pH, e poi, novelli Gesù, di trasformarla in vino. Il campione si trovava nel laboratorio di Fisica ben attrezzato di una università inglese (la prova sarà ripetuta tra qualche giorno nell’università statale dell’Illinois. Dieci milioni le persone che hanno partecipato all’esperimento, il primo nella storia dell’uomo… Successivamente, ho ricevuto via email il Report con i risultati = il pH è variato di quasi una unità (chimicamente, non era più acqua) e stanno ancora studiando le sue proprietà organolettiche. Ho una buona cultura scientifica e francamente ero e sono scettico che si sia ottenuto un Chianti o un Bordeaux, ma sono sicuro della bontà (e serietà) dell’esperimento. Il pensiero è energia, e funzione secondo le leggi dell’equivalenza einsteiana massa = energia.
    In un forum di cui faccio parte, ho comunicato esperimento ed esito: diluvio di commenti pseudo-ironici, tra cui quello di una ragazza che in buona sostanza aggettivava come “immorale” l’intera faccenda. Le ho risposto che non capivo perché la trasformazione dell’acqua in vino era morale (e miracolosa) se a farla era Cristo, e non lo era nel nostro caso (comuni mortali che finalmente sfruttano senza riserve religiose il loro cervello).
    Sono d’accordo anche sulla possibilità che un giorno ogni singolo individuo potrà far crescere le messi, attraversare i muri, comunicare telepaticamente…
    Sergio

  4. Claudio Pagliara Claudio scrive:

    Caro Sergio, grazie per il tuo contributo.
    Mi fa piacere sapere che concordi pienamente sulla presenza di grandi potenzialità nel nostro cervello.
    Anche io ho una formazione strettamente scientifica, e credo che, quando ci sono novità, bisogna evitare di fare due errori, entrambi estremamente gravi: 1) essere creduloni 2) chiudere gli occhi in modo pregiudiziale.
    Quello che so è che ciò che attualemnte sappiamo è quasi nullo rispetto all’immensità del sapere e, quindi, a quello che ancora non sappiamo. “Beati i poveri di Spirito, perchè di loro è il Regno dei Cieli”. Come diceva Claude Bernard, quello che sappiamo rappresenta spesso il maggiore ostacolo ad apprendere ciò che non sappiamo. Spesso il maggiore ostacolo che incontriamo per realizzare i nostri sogni, non è quello che non sappiamo, ma è, soprattutto, quello che crediamo di sapere. C’è solo uno stato d’animo che aiuta a crescere nel mondo scientifico, ma, aggiungo, anche sul piano dello sviluppo personale. Questo stato d’animo è l’umiltà, che deriva dalla consapevolezza che abbiamo davanti, ma soprattutto, dentro di noi, tutto un mondo nuovo da scoprire. Quindi, non arroganza ma umiltà, e, soprattutto la convinzione che c’è un solo metodo che ci aiuta a capire ciò che è spazzatura da ciò che può aumentare gli umani poteri. Questa ferma convinzione è che qualsiasi presunta nuova verità deve superare l’ostacolo della verifica sperimentale. Caro Sergio ti ringrazio, quindi, per avermi dato l’opportunità di esprimere il mio pensiero, in merito “all’acqua che si trasforma in vino”, o similari, e ti chiedo di tenermi informato su tutte le novità che dovessero emergere in merito a quanto da te riferito, e, soprattutto, fammi sapere esattamente chi sta organizzando l’esperimento a cui fai riferimento.
    La mente è come il paracadute, funziona solo quando è aperta.
    Ti auguro buona strada.

  5. Sergio scrive:

    Caro Claudio, hai ragione, la conoscenza pregressa, spesso drogata dagli insegnamenti religiosi, condiziona la nostra (innata) capacità di cogliere il nuovo, l’inaspettato. Aggiungerei che pochissimi sembrano capire (e accettare) l’estrema individualità di come percepiamo il mondo fisico. Comunichiamo per approssimazione, perché siamo isole che comunicano con le altre attraverso gli esili ponticelli dei cinque sensi. Cinque modi diversi di prendere cantonate…
    Miliardi di sensibilità diverse che ottusamente cerchiamo di ricondurre in ogni campo a denominatori comuni e a etiche risibili. Eppure viviamo su un pianeta (bellissimo, quanto geniale nella sua concezione) che giornalmente riproduce il miracolo della creazione continua = bilioni di fiocchi di neve sono caduti lo scorso mese e la scienza non ha nessuna difficoltà ad ammettere che erano tutti fisicamente diversi. E questo vale sempre, ovunque e in qualunque contesto. E’ questa a mio avviso la condizione preliminare per aprirci con successo a nuove conoscenze.
    L’umiltà è una scelta (virtù) associata alla vita di relazione, la curiosità soddisfa l’esigenza di dare (anche) un senso al nostro far parte di questa stramberia celeste.
    Ultima osservazione, prima di rispondere ai tuoi quesiti. A mio avviso, la vita è tutt’altro che una faccenda seria, o seriosa. Siamo così preoccupati di darle comunque un senso, che non riusciamo più ad apprezzare gli aspetti neanche troppo nascosti della liricità e della intrinseca intelligenza della Creazione. E te lo dico da agnostico.
    Ecco il sito dove trovare quanto da te richiesto.

    http://www.theintentionexperiment.com/results-of-the-january-30-water-into-wine-experiment.htm

    Le finalità dell’associazione sono state finora di “guarire” la gente sfruttando lo stesso principio delle guarigioni miracolose di Lourdes = 5-10 mila persone l’una accanto all’altra, che richiedono, per sè o per la persona cara, il prodigio di un intervento divino. Tutti questi cervelli sono concentrati sullo stesso desiderio. Lo vogliono intensamente. E a volte succede che un malato, più percettivo (o motivato)degli altri, riesca ad incanalare questo enorme flusso di energia su se stesso. L’organismo risponde “resettando” letteralmente lo stato dell’organo malato all’integrità ante-patologia. In fondo, non è poi così incredibile: in qualche angolo polveroso del nostro cervello sono conservati tutti i file (sequenze genetiche e via via molecolari fino ai tessuti e al loro assemblaggio nel prodotto finito.
    L’aspetto curioso è che se hai subìto l’amputazione di una gamba, non c’è energia mentale che possa fartela ricrescere. Neanche Cristo ci riusciva. Con un’unica eccezione.Forse.
    “Il miracolo modifica l’esistente, la magia crea un oggetto utilizzando materia elementare e la assembla dandole la forma e la dimensione volute. In questo, la moltiplicazione dei pani e dei pesci può essere considerato un miracolo spruzzato di magia.”
    (da: “Guerra delle tartine” di Sergio Isolabella)

    Vado a teatro. Claudio, è stato un piacere conoscerti e spero che discuteremo ancora di questo e di altri temi.
    A presto
    Sergio

  6. Claudio Pagliara Claudio scrive:

    Carissimo Sergio è stato un vero piacere anche per me conoscerti, ritienimi sempre a disposizione per discutere ed approfondire gli argomenti di cui sono esperto. Visto i tuoi coinvolgenti interessi ti consiglio di leggere il mio post sui miracoli,e poi, se vuoi, dimmi cosa ne pensi.
    Con affetto
    Claudio

  7. Sergio scrive:

    Carissimo Claudio, ho letto il tuo post sui miracoli. Notevole il commento della ragazza guarita dal tumore e molto efficaci e illuminanti le tue risposte. E’ vero, solo l’approccio olistico può determinare importanti progressi nella conoscenza e nella cura di queste patologie.
    Affermava Van Vogt che la passiva accettazione dell’aristotelismo da parte della cultura occidentale (leggasi Chiesa cattolica), ha bloccato per un millennio lo sviluppo delle scienze e di conseguenza del progresso tecnologico.
    Poi vennero G.Galilei, Bacon, Hume e Altri e le cose cambiarono, ma la partenza non fu delle migliori. Se tutte le scienze, comprese le espressioni del paranormale (telepatia e telecinesi, per citarne qualcuna)e le idee da esse derivate, avessero ricevuto un eguale sostegno in modo che tutte insieme collaborassero al progresso umano, non ci sarebbe oggi questa desolante ignoranza su come funziona realmente il cervello umano e quali siano le sue potenzialità. Olismo, appunto. E le religioni non aiutano.
    Altra sfaccettatura da non ignorare = la Natura è infinitamente creativa, inutilmente complicata e maledettamente stupida, perché non riesce a far capire all’uomo che anche a lei ogni tanto piace scherzare.
    Corollario = Se l’universo non possedesse il senso dell’umorismo, sarebbe già collassato da tempo.
    Se mi dai un indirizzo di posta elettronica, t’invio qualche “pagina” sull’argomento (brani di un mio romanzo).
    Un abbraccio
    sergio
    P.S.: cosa sai della filosofia e della religione dei “pellerossa” d’America?

  8. Sergio scrive:

    Ops, mi sono dimenticato di completare il mio pensiero sul Post “miracoli e dintorni”. Siamo d’accordo, opportunamente sollecitato, il nostro cervello potrebbe (e lo fa in certi casi)attivare meccanismi potenzialmente già presenti nelle “banche dati” cerebrali e operare il miracolo di guarire il tumore. Il guaio è che non è addestrato a farlo. Siamo bravi nelle analisi, assai meno nella sintesi. Ho un buon grado di “serendipidità”, visto che spesso capito per caso in siti interessanti. Ieri ne ho visitato uno dove un gruppo di professori spiega cantando i misteri e soprattutto le bellezze dell’universo, usando come base i dialoghi delle trasmissioni “Cosmos”, di Carl Sagan. Scene della savana africana, della tundra siberiana, scene riprese dai grandi telescopi della Nasa. Immagini in movimento e la poetica di ciò che significano, su una base musicale composta da pianoforte e strumenti a percussione = bellissimo!
    Al di là delle esortazioni ai pazienti ad essere ottimisti e a cercare in se stessi le chiavi di una possibile guarigione, non potrebbero essere aiutati in maniera più concreta? Molti anni fa, durante la fase “pittorica”, scoprii che la qualità dei miei dipinti aumentava moltissimo se li realizzavo ascoltando musica. Non musica qualunque: era una raccolta di musica da film di Ennio Moricone. Cambiando il cd, l’effetto si riduceva sensibilmente. Con ogni probabilità, avevo trovato una delle chiavi di accesso alla parte remota (e più ricca) del mio cervello…
    Ciao
    sergio

  9. Claudio Pagliara Claudio scrive:

    Caro Sergio, grazie sempre per i tuoi spunti. Devo dirti francamente che, sulla base della mia esperienza e delle mie conoscenze scientifiche, i miracoli, un giorno non molto lontano, potranno essere riprodotti scientificamente. Quanto detto sarà possibile solo con lo sviluppo della medicina olistica. Personalmente sto cercando di realizza un Centro di medicina olistica dove applicare l’unione dei saperi e la ricerca sulla vera fonte dei miracoli. Sto solo cercando i giusti finanziamenti.
    Nati non foste per vivere come bruti…….
    Buona ricerca ed un grande abbraccio spirituale
    Claudio

  10. Sergio scrive:

    Caro Claudio, trovo splendida l’idea di realizzare un Centro di medicina olistica! Se non l’hai ancora fatto, ti suggerisco di trovare un bravo pubblicista che ne curi il prospetto informativo. Suppongo che fai l’oncologo in un ospedale. E’ proprio da qui che partirei. Ho perso madre, padre e un fratello per tumori vari e ricordo ancora lo squallore di quegli stanzoni imbiancati a calce, letti ammassati, nessuna intimità, l’acre odore della paura e quel senso di livida rassegnazione negli occhi spenti dei malati, di cui hai efficacemente parlato nei tuoi articoli.
    Perché non modificare l’ambiente? Fare dell’Oncologia il più bello e accogliente dei reparti, pieno di piante, tinte pastello ai muri,lenzuola a fiori vivaci, cuffie stereo per ogni malato con una vasta scelta di generi musicali, tavoli dove trovare creta e pennelli = portare all’interno i migliori “testimoni” della vita e delle sue infinite risorse. Sarebbe bellissimo anche un depliant, da consegnare al malato al momento del ricovero, che spieghi cos’è successo, cosa l’ospedale intende fare e soprattutto il pressante invito all’ottimismo e alla serenità, spiegando chiaramente che gran parte dell’energia necessaria alla guarigione risiede nel cervello e i medici saranno lì ad indicare i sistemi migliori per stimolarla.
    Una volta avviato questo progetto (assai poco costoso, e raggiungibile a breve termine), accumulerai presto quel credito (pubblico) suscettibile di aprire il cuore (e la borsa) dei ricconi del posto = nulla è monetizzabile più del successo…:-))
    Sarebbe un modo nuovo (almeno in Italia, ovvero per i pazienti non ricchi…) di affrontare questo genere di malattia. Personalmente, mi piacerebbe molto essere curato in una struttura così ridisegnata, umanizzata, illuminata e piena di speranza.
    Curiosità: è ora disponibile anche in Italia il tDCS = stimolazione transcranica a corrente diretta, per curare la depressione medio-moderata (il prof. Alberto Priori, dell’Università di Milano, l’ha testata proprio in questi giorni). Sono placchette applicate alla testa, con c.c. di bassa intensità.
    Claudio, è sempre piacevole leggerti: ci accomunano ottimismo e voglia di porci le domande giuste e di curiosare dove possibile. Un piccolo miracolo, nel suo genere.
    Un abbraccio e a presto.
    sergio

  11. Claudio Pagliara Claudio scrive:

    Caro Sergio, grazie sempre per i tuoi stimolanti commenti.
    Mi dispiace veramente che tu abbia avuto una così negativa esperienza in famiglia con il cancro. Devo, comunque, informarti che attualmente con la medicina tradizionale guarisce il 40-50% dei tunori maligni. La medicina olistica ha sicuramente potenzialità molto più elevate. Le cose che dici nel tuo prezioso commento mi hanno spinto a decidere di fare un post dedicato esclusivamente alla medicina olistica. La questione è di estrema delicatezza ed importanza, per cui per i dovuti approfondimenti alla cose da te gentilmente e saggiamente richiamate mi rifaccio al prossimo articolo sul meraviglioso ed utilissimo sito di piuchepuoi.
    A presto
    Claudio

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