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La Leadership: chi è il vero Leader?

Cosa ti suggerisce la parola “leadership“? Molte persone a questa domanda sono tentate di rispondere utilizzando termini come autorità, carisma, sicurezza, decisione…

Le caratteristiche della buona leadershipCerto, tutte queste caratteristiche possono confluire all’interno della personalità di un leader, ma ne compongono in realtà solo una parte secondaria, riducendosi allo status di sfumature personali verso le quali si viene più o meno spinti per indole naturale o circostanze esterne.

I veri e propri “pilastri” della leadership sono altri, e consistono in quelle caratteristiche “obbligatorie” senza le quali non è proprio possibile emergere come personalità di spicco all’interno di un gruppo. Se nel tuo immaginario il “capo” assomiglia al cattivo dei film, continua a leggere, rimarrai sorpreso.

Il dizionario della leadership

Competitività – Un buon leader è ambizioso e competitivo, promette il miglior servizio possibile, lavora al massimo per mantenere la promessa e, se davvero crede in quello che fa, ci riesce. Credere di essere il migliore assoluto nel proprio ambito è la spinta motivazionale che porta a voler primeggiare sugli avversari e a spingersi al massimo verso i propri limiti, per superarli e migliorarli.

Attenzione però, la competizione sana non è mai meschina: essere competitivi vuol dire fare di tutto per migliorare sé stessi, non per distruggere gli altri.

Fiducia – Un leader non affidabile non può avere seguaci: se dipendenti e collaboratori sentono di potersi fidare di chi hanno davanti saranno più motivati a esprimere le proprie idee e a impegnarsi per un progetto comune. Viceversa, il leader deve mostrare di fidarsi dei propri collaboratori e delegare parte del lavoro.

Solo in questo modo si è possibile responsabilizzare il team, far sentire ogni elemento parte di un progetto condiviso e motivarlo per il raggiungimento del traguardo.

Leadership, comunicazione e focusFocus – La capacità di avere sempre ben in mente gli obiettivi e di mantenere la concentrazione sulle attività da svolgere per raggiungerli è una delle caratteristiche più importanti di un leader: senza il comandante al timone della nave, con gli occhi ben fissi sul porto a cui approdare, il rischio è che si perda il controllo al primo accenno di tempesta, e che la nave naufraghi portandosi a fondo tutto l’equipaggio.

Mantenere una prospettiva lucida sui traguardi è fondamentale per organizzare il lavoro in modo efficace, per stabilire le priorità e per assegnare il compito più adatto a ciascuno dei propri collaboratori. È impossibile portare il proprio team verso un percorso che nemmeno la guida conosce.

Conoscere e comunicare

Leadership e Comunicazione – Se conoscere la strada è fondamentale, altrettanto importante è riuscire a spiegarla in modo efficace a chi deve seguirci. Una comunicazione chiara, non ambigua e diretta è la prima alleata di un’organizzazione produttiva.

Ma comunicare non vuol dire solo “spiegare” o “assegnare”: ciascun collaboratore deve sentirsi libero di avvicinarsi e parlare con il proprio leader senza timore di venire giudicato, aggredito o deriso. Solo così il rischio di perdere informazioni importanti diventa nullo.

Inoltre, un ambiente dove la “libertà di parola” è salvaguardata stimola la condivisione di pensieri e idee, trasformando il team in un calderone di proposte di miglioramento potenzialmente infinite.

Alcuni dei tratti sopra descritti possono essere insegnati durante corsi di leadership ad hoc, mentre altri sono solitamente caratteristiche innate della personalità che ci costruiamo (in modo più o meno consapevole) dall’infanzia.

Tuttavia, cambiare, o per lo meno smussare, certi lati del proprio carattere è possibile, e dove non può nulla un corso di leadership, tanto può fare un serio e motivato lavoro sul proprio io: leader non si nasce, si diventa.




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