Leadership creativa: curiosità e intuitoLa leadership non è un concetto univoco: ha decine di declinazioni diverse, di stili diversi, nati apposta per soddisfare le diverse esigenze che ciascun gruppo comporta.

In senso generale leadership significa capacità di guidare un gruppo verso un obiettivo comune, ma le applicazioni nella pratica possono prendere direzioni anche diametralmente opposte; nello specifico però quando un gruppo vede il raggiungimento di un’obbiettivo come uno scopo comune allora si parla di leadership relazionale.

Facciamo un esempio. Un gruppo di lavoro inserito nel commercio (un negozio di abbigliamento, oppure un team di venditori telefonici) si trova ad agire per un fine specifico, come una certa quantità di merce da vendere, o un numero definito di contratti da chiudere. Difficilmente i membri si troveranno a dover collaborare tra loro e far convergere diverse abilità per un unico scopo, e i problemi da affrontare nel quotidiano saranno, in linea di massima, simili tra loro. In questo caso, una strategia di tipo transazionale, basata sul concetto di premio/punizione a seconda che si raggiungano o meno i traguardi segnati, potrebbe risultare efficace.

Ma lo stesso stile di leadership potrebbe adattarsi ad un ambiente più complesso, dove l’imprevisto è all’ordine del giorno, e l’iniziativa personale è strettamente collegata alla collaborazione dei membri del team? Difficile. In questo caso, una leadership di tipo creativo è molto più indicata. Ma di cosa si tratta?

La leadership creativa si nutre di curiosità e intuito

La leadership creativaIl leader creativo ha come primo obiettivo quello di ispirare i suoi collaboratori e appassionarli al lavoro da svolgere. Solo in questo modo sarà possibile stimolare l’ingegno del gruppo e poter attingere a un numero maggiore di idee. Inoltre, per invogliare il team a comunicare con lui senza timori, deve dimostrarsi aperto, curioso e pronto all’ascolto.

Deve insomma creare dei legami che siano prima di tutto umani, non solo “professionali”. Il rischio, tuttavia è quello di essere sommersi da un flusso continuo di informazioni, non sempre di prima qualità e, quindi, di perdere il focus su ciò che davvero si va cercando.

Proprio per questo deve possedere una buone dose di intuito, per poter riconoscere di primo acchito una buona idea e per poter capire fin da subito se e in che modo si può adattare alla situazione. Il leader creativo, infatti, è anche dotato di una grande immaginazione, sa sognare e costruire scenari possibili, riesce a descrivere il suo ideale di obiettivo finale fin nei minimi dettagli ma, nonostante ciò, è realista e riesce a dividere in modo netto la situazione ideale da quella reale, di modo da compiere i passi giusti per ridurre lo scarto.

Gli svantaggi della leadership creativa

La leadership creativa può creare un ambiente ottimale in cui ogni membro riesce a sviluppare al meglio le proprie attitudini e a collaborare con gli altri in un clima senza tensioni o eccessive pressioni. Tuttavia, lasciare i propri collaboratori così liberi potrebbe creare qualche problema.

In primo luogo, il rischio maggiore è quello di perdere l’autorità: nel caso in cui si presenti la necessità di prendere in mano la situazione, il leader potrebbe non vedere riconosciuto il suo ruolo. Inoltre, potrebbe anche verificarsi una riduzione delle prestazioni del gruppo, dovuta a distrazioni o al continuo indugiare prima di prendere una decisione.

Nonostante questi lati negativi però la leadership creativa si prospetta come un modello per il futuro, verso cui molte aziende si stanno muovendo: in un mondo del lavoro sempre più flessibile e imprevedibile, l’unico leader che può sopravvivere è quello che fa dell’imprevisto la sua quotidianità.

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