La leadership nel calcioCome in ogni gruppo, anche in una squadra di calcio si mette in moto un meccanismo che tende a dare un ordine gerarchico a tutti i suoi componenti. In particolare, una figura portatrice di leadership è indispensabile per poter guidare tutto il gruppo, in particolare nei momenti più difficili, e per raggiungere i traguardi prefissati.

Questa figura di leadership è, nella stragrande maggioranza dei casi, un giocatore non l’allenatore: nonostante quest’ultimo sia in termini ufficiali la “guida” della squadra, il suo ascendente sui giocatori è limitato al solo ambito tecnico e strategico, rendendolo un capo più che un leader.

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Le caratteristiche della leadership nel calcio

Il leader di una squadra è il punto di riferimento per tutti gli altri membri, il fulcro attorno al quale si innesca lo spirito collaborativo e di condivisione fondamentale per mantenere il gruppo compatto e funzionante.

Ma come viene scelto?

Sono due i binari sui quali si muove l’opinione della squadra per quel che riguarda la scelta del leader. Il primo è il ruolo che svolge sul campo da gioco: il leader, essendo percepito come il punto centrale del gruppo, di solito occupa proprio una posizione centrale. Esistono certo molte eccezioni a riguardo, non tutti le squadre hanno per capitano un centrocampista, ma difficilmente il leader sarà una punta o un fantasista: ruoli come questo implicano una certa dose di egoismo e si allontanano troppo dallo spirito cooperativo su cui il capitano della squadra fonda il suo ascendente.

La leadership in campoIn secondo luogo, e al di là della porzione di campo che occupa, il leader deve possedere alcuni tratti di personalità ben definiti: deve prima di tutto avere un’alta autostima, essere consapevole dei suoi mezzi e del suo valore fuori e dentro al campo. Diversamente non potrebbe mai venire considerato il “punto di riferimento” e dispensare consigli o suggerimenti.

Deve poi dimostrarsi generoso e sensibile verso le esigenze dei compagni e deve possedere ottime doti comunicative, per intrecciare relazioni interpersonali efficaci con i compagni e con l’allenatore. Ultimo, ma non meno importante, deve riuscire a motivare e spronare i compagni davanti alle difficoltà.

La leadership si guadagna con l’esperienza

Oltre a queste doti, parte di un’indole naturale o acquisite con il tempo, è indispensabile che il capitano di una squadra non sia un novellino. Il numero di presenze in campo è indice di costanza nelle prestazioni e affidabilità, nonché di esperienza. Questi tre fattori concorrono, in modo naturale, nell’accrescere la fiducia e la stima della squadra verso il suo capitano.

In una squadra di calcio il giocatore che detiene la leadership ha un enorme ascendente sul resto della squadra: da lui e dai suoi comportamenti possono davvero dipendere le sorti di una partita.

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