La leadership negli sport di squadraUna delle peculiarità degli sport di squadra è quella di creare all’interno di un team rapporti “gerarchici” che implicano ruoli, compiti e comportamenti differenti. Questo succedo in ogni gruppo sociale, è vero, ma a differenza di un gruppo amicale o di lavoro, nella squadra si trovano spesso casi di leadership doppia, come succede nel calcio.

Questo significa che non esiste un solo leader capace d influenzare atteggiamenti e comportamenti delle altre persone, ma due diverse figure di riferimento che devono riuscire a lavorare in complementarietà per il benessere della squadra intera.

Queste due figure sono l’allenatore e il capitano.

Allenatore e capitano, una leadership condivisa

L’allenatore di una squadra è il “leader istituzionale”, non eletto dai giocatori ma dalla dirigenza. Proprio per questo motivo, specialmente al principio, deve riuscire a dimostrarsi all’altezza del ruolo e assicurarsi la fiducia della squadra. La sua leadership pone le radici nelle sue competenze tecniche, strategche, strettamente legate all’attività sportiva di cui è, per forza di cose, un esperto.

La leadership sportivaIl capitano  invece è il leader “intimo” o “interno”, colui che detiene la leadership perché la squadra ha così deciso, scegliendolo per qualità sia tecniche sia, soprattutto, personali e relazionali. È il punto di riferimento per tutti i membri del gruppo e, proprio per questo, deve  mantenere relazioni serene con tutti gli altri giocatori e deve essere disposto, se necessario, a lasciare in secondo piano le sue necessità a favore di quelle del gruppo.

Nonostante queste differenze, ci sono tratti che accomunano i due leader. Entrambi devono prima di tutto possedere un approccio versatile alle situazioni, modificando a seconda dell’occorrenza il comportamento per poter avvicinare la squadra agli obiettivi che si è posta. Niente rigidità mentale quindi, né dentro né fuori dal campo.

Collaborazione e complementarietà

La presenza di questa doppia leadership porta a delle dinamiche di relazioni e di potere più delicate rispetto a qualsiasi altro tipo di gruppo. È necessario che i due leader collaborino tra loro senza ostacolarsi, pena il naufragio dell’intera squadra.

Ma se è vero che i possibili scenari dovuti a una mancanza di comunicazione e di condivisione tra i due leader sono nefasti, è altresì vero che una doppia “guida” in grado di lavorare insieme per un obiettivo comune porta a doppi vantaggi. L’importante è riuscire a comunicare in modo efficace, tenendo in considerazione non solo i bisogni dell’altro ma anche consigli e suggerimenti che potrebbero rivelarsi preziosi.

Se il meccaninsmo di leadership doppia riesce a ingranare, i vantaggi sia in termini di prestazione della squadra, sia in termini di soddisfazione dei singoli individui possono essere davvero straordinari.

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