La leadership transazionale

La leadership transazionale è un particolare modello di leadership descritto dalla psicologia del lavoro che pone come base fondante del suo funzionamento la capacità del leader di migliorare il rendimento dei lavoratori secondo un sistema di premio-punizione.

Questo tipo di leadership si basa su di una sorta di negoziazione tra il leader, che ha il potere di elargire il premio, e i collaboratori, che devono cercare di svolgere al meglio il compito che è stato loro assegnato se vogliono ottenere la ricompensa e vogliono evitare la punizione.

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I principi della leadership transazionale

Il modello transazionale si basa su due concetti teorici basilari, che ne spiegano il funzionamento:

– il comportamento, le scelte e il modo di agire di un essere umano sono condizionati dagli obiettivi che egli si  pone (o che vengono posti da elementi terzi). Ogni individuo utilizza quindi un approccio razionale che potrà consentirgli di raggiungere l’obiettivo.

– I comportamenti positivi, che aiutano a raggiungere l’obiettivo in modo più veloce o più efficace, e che quindi comportano una ricompensa, vengono mantenuti, mentre quelli negativi, che non funzionano o che non portano al risultato in modo diretto, vengono abbandonati.

I principi della leadership transazionaleSecondo questi principi, il gruppo ha come obiettivo primario obbedire alle istruzioni e ai comandi del leader (che devono essere quindi il più chiari e precisi possibile), non l’obiettivo globale a cui il leader punta.

È proprio qui che si cela la grande differenza tra questo modello e altri tipi di leadership. Mentre nel modello relazionale o in quello emotivo, per esempio, il lavoro è svolto in un’ottica di condivisione e l’obiettivo finale è chiaro per tutti, nella leadership transazionale ogni membro del gruppo è tenuto unicamente a svolgere il suo compito, senza poter avere una prospettiva più globale.

Applicazioni del metodo transazionale

Seguendo questi dettami i collaboratori non sono incoraggiati ad essere creativi e a sperimentare nuovi metodi per far fronte a situazioni inaspettate, anzi: il loro dovere è svolgere al meglio la mansione che gli è stata affidata senza scostarsi dalle istruzioni del leader, niente di più.

Per questo una leadership sviluppata su tali basi non è adatta a situazioni ricche di imprevisti o di “deviazioni dalla norma”, ma si può attuare solo in situazioni i cui problemi siano semplici, prevedibili e ben definiti.

Un’applicazione tipica è, per esempio, nel commercio: quando i dipendenti di un negozio hanno successo e riescono a vendere una determinata quantità di merce, vengono ricompensati. Se il loro obiettivo fallisce vengono invece rimproverati o puniti.

Nonostante la rigidità insita nel modello, questo tipo di leadership è ancora abbastanza diffuso. È evidente, tuttavia, che se applicata in contesti (o in modi) sbagliati può portare allo sfaldamento del gruppo e, di conseguenza, all’insuccesso del progetto e del leader.

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