Leadership: arrivano le donne!Per  anni, nel passato, l’immagine femminile per antonomasia è stata quella dell’angelo del focolare, le cui principali occupazioni dovevano essere la cura della casa, del marito e dei figli. Tutto ciò che di più lontano si può immaginare rispetto al concetto di “leadership”.

Ma i tempi per fortuna sono cambiati, le donne hanno iniziato a studiare, a combattere per i propri diritti e a lavorare, pretendendo un’equiparazione di diritti, paghe e possibilità di carriera. I casi di leadership al femminile al giorno d’oggi non sono più mosche bianche, ma c’è ancora molto lavoro da fare per migliorare la situazione.

Considerando che più della metà della popolazione mondiale è composta da donne, ma che solo il 13 per cento dei parlamentari o solo il 15 per cento delle sfere dirigenziali (sempre in termini planetari) è femmina, è evidente che la strada per una reale parificazione di condizioni lavorative tra uomo e donna è ancora lunga.

Il dilemma della Leadership al femminile

Superare un pregiudizio, specialmente se di genere, è un’impresa ardua, ed è forse per questo che a capo dei consigli d’amministrazione ancora si fatica a vedere una rappresentanza femminile ampia.

Inoltre, le donne-leader si trovano spesso in una situazione di “difetto a prescindere” dovuto proprio al pregiudizio di genere: se conducono il proprio team in modo troppo collaborativo sono accusate di avere un approccio eccessivamente morbido. Se al contrario si dimostrano aggressive e decise diventano “poco femminili” e “acide”.

Tendenza tipica di alcune donne leader infatti è quella di annullare la propria parte più empatica, comprensiva e relazionale a favore di comportamenti più “maschili”, sfociando nell’aggressività e in un eccessivo autoritarismo.

Verso una leadership completa

Leadership femminile in aziendaQuesta mentalità “a pareti stagne” sta però lasciando spazio poco alla volta a un nuovo approccio, grazie in particolare a  studi sul concetto generale di leadership e sulle applicazioni concrete in termini aziendali. La tipologia di leadership autoritaria si sta dimostrando inadatta alle dinamiche di team-buildinig e sta venendo gradualmente sostituita da un approccio più collaborativo, che punti sulle buone relazioni di gruppo e sull’ascolto reciproco.

Caratteristiche femminili che trovano finalmente il loro giusto spazio anche sul lavoro e che costringeranno i reparti dirigenziali delle società “maschili” a rivedere non solo i propri comportamenti, ma anche il proprio organico più in generale.

Sembra insomma che i tempi siano maturi perché le donne ottengano finalmente la giusta valorizzazione sul piano lavorativo, senza dover scendere a compromessi con la propria personalità, ma anzi, portando le aziende a riconsiderare i propri approcci in ottica di un cambiamento ormai imminente.

La leadership al femminile è una realtà sempre più concreta, diffusa e apprezzata. È tempo che anche i più scettici colleghi uomini inizino a farci i conti.

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