Le tipiche ricerche atte ad approfondire il concetto di leadership femminile, solitamente si occupano di 2 figure: le manager e le dipendenti, con quanto ne consegue.  In questo articolo invece si fara’ riferimento al settore dell’ imprenditoria femminile in Italia, valutando tutti gli aspetti di natura sociologica relativi.  Si tratta del risultato di una ricerca universitaria al fine di comprendere i punti comuni alle realta’ imprenditoriali gestite da donne.

La leadership al femminile non è l’unica forma di leadership che si diversifica, infatti tali concetti sono applicabili nella quasi totalità delle sfere cognitive dell’uomo, ecco come la leadership agisce negli ambiti emozionali.

Leadership al femminile: elementi di ricerca

Leadership in rosaLa ricerca e’ stata condotta presso L’ Universita’ Cattolica di Milano da Ivana Pais, ed analizza un campione di 10 aziende nel campo artigiano della Regione Lombardia, di cui il 50% condotte da donne ed il restante da uomini. La metodologia di ricerca e’ stata condotta intervistando a lungo, il leader, gli eventuali soci ed infine i collaboratori e dipendenti.

Tali aziende sono configurate all’ interno dei settori riguardanti l’ edilizia, pulizie e il campo estetico. L’ intervallo d’ eta’ e’ compreso tra i 38 ed i 66 anni.  I punti comuni che caratterizzano queste realta’ riguardano le caratteristiche delle famiglie a cui le donne manager appartengono,  hanno un livello d’ istruzione che coincide con un diploma tecnico, sono sposate con figli, ed hanno deciso di lasciare i corsi universitari proprio per dedicarsi alla gestione dell’ impresa.

Possiamo poi distinguere, in particolare, il caso in cui le donne abbiano creato in modo autonomo le aziende, (entro i 40 anni) e provengano da esperienze lavorative di tipo dipendente, oppure abbiano ereditato come seconda generazione, dal padre l’ attivita’ di gestione, condividendo con fratelli e sorelle le varie attivita’.  In tal caso, la loro prima esperienza lavorativa riguardava proprio il compito di svolgere semplici mansioni all’ interno dell’ azienda. In ogni caso le accomuna il desiderio di autorealizzazione personale.

Sostanziale differenza riguarda l’ imprenditoria femminile da quella maschile: le prime infatti devono riuscire a conciliare spesso le faccende domestiche e la cura dei propri familiari, potendo contare in tal caso su un fattivo aiuto da parte di questi ultimi, mediante una certa flessibilita’.

Ovviamente nel caso di imprenditoria maschile, il manager si dedica soltanto al lavoro in azienda e svolge mansioni in casa. Altra problematica riguarda il superamento di alcuni stereotipi tipici, da parte sia della clientela, che di fornitori o banche, ovvero la necessita’ in alcuni casi di dover chiamare il fratello o il marito al fine di poter trattare talune faccende.

Lo stile direttivo al femminile

 

Donna manager e relativo staffSempre dai risultati emersi, possiamo comprendere come la leadership maschile, analizzando il campione tenda a fornire un preciso stile tradizionale di conduzione dell’ azienda, rappresentando in piccolo, il modello della grande realta’ imprenditoriale.

Diversamente, nel caso della leadership femminile, si adotta un sistema alla tedesca, cioe’ con la componente partecipativa ed inclusiva. In altre parole, le risorse umane, e le relazioni sono un elemento di grande importanza strategica.

Sono di grande importanza infatti gli aspetti che riguardano la condivisione delle informazioni, l’ aiuto reciproco e la buona comunicazione nonche’ ovviamente un ambiente di lavoro sano, depurato da attriti e maldicenze.

In tal senso, la creazione delle cosidette reti, costituite da realta’ aziendali vicine, ed un insieme di fornitori stabile, permette di creare un valido esempio di sistema aziendale efficiente, andando a creare ulteriori reti ausiliarie al servizio dell’ azienda stessa o del cliente.

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