dal pensiero all'azioneLa legge d’attrazione, nella sua forma più semplice, ci dice che se desideriamo una cosa con la giusta intensità possiamo ottenerla. Buona parte di quello che pensiamo e desideriamo però non si trova a un livello conscio, quanto più a un livello inconscio, quel livello di cui spesso pensiamo di poter fare a meno. In realtà è proprio su questo piano profondo che lavora la legge d’attrazione, ed è per la stessa ragione che si può essere più felici con la legge d’attrazione, ecco come.

Il nostro cervello è strutturato in modo tale che, come in un potente computer, molti dei processi non siano direttamente controllati e controllabili dalla nostra mente conscia. Pensiamo per esempio se dovessimo controllare il nostro respiro, la digestione, il battito del cuore e tutto il nostro corpo con la mente cosciente. Impazziremmo poco dopo. Esiste quindi un piano inconsapevole che gestisce il corpo, ma in cui si annidano anche molti dei nostri pensieri e dei ricordi.

Questi ricordi inconsci sono, secondo la teoria della legge d’attrazione, quello che davvero influenza non solo le nostre azioni, ma tutto ciò che ci succede. Se abbiamo sofferto per un abbandono, non riusciremo ad avere rapporti umani sani finché lasceremo che la sofferenza annidata nella mente inconscia ci dominerà. Veniamo trattati dagli altri per come pensiamo di essere e, di conseguenza, di meritare di essere trattati. Per migliorare la nostra vita dobbiamo, quindi, innanzitutto imparare a conoscerci arrivando a toccare i nostri pensieri inconsci.

Legge d’attrazione: ecco cosa influenza il nostro pensiero

Quello che più influenza la nostra vita sono le relazioni con gli altri, e sono quindi le esperienze con gli altri quelle che più profondamente possono segnare la nostra mente, e portarci a costruire castelli di pensieri negativi che ci impediscono di lavorare al nostro benessere. Se riusciamo a visualizzare noi stessi che viviamo relazioni positive e stimolanti, con persone che ci apprezzano e non ci umiliano, automaticamente ci meriteremo questa condizione.

Il problema è che spesso il nostro cervello non è solo diviso a un livello conscio/inconscio, ma anche i due emisferi perdono preziosi snodi di comunicazione. Sappiamo già che il cervello è diviso in due emisferi che hanno prerogative diverse. L’emisfero sinistro controlla i movimenti della parte destra del corpo, ed è inoltre l’emisfero del pensiero logico e razionale. L’emisfero destro, complementare in tutto, controlla i movimenti della parte sinistra del corpo ed è l’emisfero con le più spiccate doti creative ed emotive.

Nella vita di tutti i giorni siamo portati a sfruttare molto di più l’emisfero della logica e del pensiero razionale, e perdiamo il contatto con la nostra parte creativa ed emotiva. Come per gli altri muscoli del corpo, anche le connessioni neurali del cervello possono fiaccarsi, e il cervello si disallinea, rallenta, funziona male, e noi con lui. Mantenere o ritrovare un equilibrio e un’integrazione tra i due emisferi è importante per una vita positiva e sana, in cui otteniamo quello che abbiamo deciso di meritarci.

Riattivare la connessione degli emisferi

 

connessione tra i due emisferiRimettere insieme il cervello non è qualcosa che si possa ottenere senza concentrazione e senza perseverare. È difficile sicuramente immaginare di avere un lavoro che ci piace e che ci appaga, ben oltre lo stipendio, dopo molti anni di lavori tristi che ci annientano psicologicamente.

Se però torniamo a parlare con tutto il nostro corpo e con tutta la nostra mente, riattivando le connessioni degli emisferi, sentiremo di avere davvero la forza di attirare a noi (e questo il senso della legge d’attrazione) quello che ora sappiamo di poter volere.

Abbiamo visto come sia importante permettere ai due emisferi laterali di parlare per riequilibrarci, ma esistono anche altri due assi da non dimenticare: quello centrale e quello orizzontale. Ritrovare il nostro centro nel cervello e raggiungere l’area cosiddetta limbica, serve per tornare a usare questa zona in tandem con la corteccia (la parte del cervello più esterna), così come dovrebbe essere, per accrescere la nostra consapevolezza.

L’asse orizzontale è quello che idealmente collega la corteccia prefrontale e il cervello rettile, la parte più antica e interna del cervello. Questa connessione permette di concentrarci maggiormente su ciò che desideriamo avvicinandolo direttamente a noi.

Un cervello che mantiene le funzioni specifiche di ogni sua area, ma viene usato sempre nella sua interezza è un cervello che funziona bene e, unendo a questo il lavoro di controllo sull’inconscio, saremo in grado di passare dal pensiero all’azione in tempi ridotti e otterremo ciò che vogliamo. La lampadina che deve accendersi in noi è innanzitutto quella della volontà di cambiare e, in seconda battuta, della consapevolezza che il cambiamento è possibile e che non ci manca nulla perché avvenga anche per noi, mettendo in atto il principio semplice e vincente della legge d’attrazione.

1 Commento

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  • Stefano Bragagia

    Non sono un esperto, ma all’età di 25 anni circa si dovrebbe cominciare a sviluppare maggiormente (o forse ad attivarsi) una specie di “ponte” tra i due emisferi, il cosiddetto corpo calloso.

    Questo spiegherebbe perché dopo quell’età si iniziano a sviluppare relazioni più equilibrate con se stessi e con gli altri (e forse, perché no, anche ad attrarre ciò che si vuole con più efficacia ;) )

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