Recentemente ho avuto un’accesa discussione con un’amica che soffriva per amore. Se non fosse perché lei soffre veramente, la discussione sarebbe estremamente banale.
Lui è uno st…, lo sa che mi fa star male. Si nega al cellulare, non mi chiama per settimane, e poi arriva all’improvviso, con i fiori, tutto carino, e passiamo ore bellissime. E io ci ricasco.
Chi non ha mai fatto questi discorsi, scagli la prima pietra!
Ovviamente mi ha chiesto la lettura dell’I Ching.
Care amiche, conoscete bene anche queste domande, vero?
Purtroppo, o per fortuna, quel giorno ero piuttosto stanca, e piena di problemi miei, così invece del solito pat pat sulla spalla e delle solite frasi consolatorie mi sono tuffata in una discussione.
Perché sul lavoro riesci ad essere reattiva e propositiva, trovi spazi e soluzioni, e in amore sei così terribilmente passiva?
È ovvio, perché il lavoro dipende da me, riguarda solo me, invece in amore siamo in due, riguarda anche lui.
Avreste risposto così anche voi?
È una risposta tipicamente femminile.
Ma … È ovvio un accidente!
Come se sul lavoro non ci fossero altre persone, come se il lavoro non riguardasse anche capi, colleghi, clienti, fornitori. Eppure quelli riusciamo in qualche modo a gestirli, a volte bene, altre volte meno bene, un po’ ci lasciamo sfruttare, ma ne siamo consapevoli.
In amore no. Sempre modello tappetino: calpestami pure!
E, chiaramente, le domande fatte all’I Ching manifestano questo atteggiamento.
E l’I Ching, nella sua onestà, manda spesso in confusione con le sue risposte.
Le domande “giuste”, utili, costruttive, da porre all’I Ching sarebbero piuttosto:
Per amore si cambia: cambiano le donne, ma cambiano anche gli uomini. Quando vogliono. Quando ritengono che ne valga la pena.
Ma chi cambierebbe una situazione comoda e vantaggiosa per evitare sofferenze ad una persona chiaramente masochista?
Persino l’I Ching, che è maschilista, retrogrado e tradizionalista, impone ad ogni piè sospinto, come prima regola di vita, il rispetto di se stessi!
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15 agosto 2011 alle 11:37
Ti condivido sul gruppo facebook, sono cose che continuiamo a ripetere a tante donne che si rivolgono all’area discussioni… senza risultato, perché continuano a fare le stesse domande! :)
Non sono d’accordo solo sull’ultimo punto: non è l’I Ching a essere “maschilista, retrogrado e tradizionalista”, ma i suoi commentari neoconfuciani che ci sono arrivati tramite Wilhelm. In origine non lo era affatto…