Lo specchio: il mondo esterno è il riflesso del nostro mondo interno!

Autostima, Coaching, Comunicazione, Mente e Cervello, Obiettivi, Pnl, Psicologia, Relazioni, Sviluppo Personale
Monica Giovine
Monica Giovine

Tutto quello che circonda la tua esistenza e che vedi intorno a te è come uno specchio che ti sta mostrando ciò che si trova dentro di te, nel tuo magnete.
Questa parte di te, chiamata dalla legge dell’attrazione il “TUO magnete” è composta dai TUOI  pensieri, dalle TUE emozioni, dalle TUE convinzioni rispetto a te stesso, rispetto agli altri e rispetto all’ambiente.
Il tuo magnete, nella fisica quantistica o anche in altre discipline corrisponde alla “TUA energia” e ti sta mostrando la TUA realtà esterna affinché tu possa orientarti ed eventualmente fare delle modifiche interiori se la tua realtà esterna non corrisponde a ciò pensi di desiderare con la tua mente logica.
Le altre persone pensano di te ciò che tu al tuo interno pensi di te stesso, si comportano con te come tu pensi che si comportino con te, ti vedono come tu ti vedi, e ricevi dalle persone ciò che tu nel tuo interno ti aspetti di ricevere.
Se ti aspetti di ricevere amore ricevi amore, ma se ti aspetti il rifiuto probabilmente ti poni inconsapevolmente nella condizione di ricevere il rifiuto.
Per questo è FONDAMENTALE modificare le convinzioni inconsce e la propria auto-immagine interiore potenziando le credenze sulla propria persona e nei settori della propria vita.
Attenzione alle trappole, più o meno tutti pensiamo di volere il meglio per noi stessi, la parte razionale vorrebbe sempre “il massimo”, ma se la parte subconscia si aspetta il minimo, sarà proprio quello che avrà!

Le persone e gli avvenimenti che sono entrati a far parte della tua vita sono come uno SPECCHIO che ti mostra quali sono i tuoi pensieri inconsci e le tue aspettative interiori.

Per specchio non intendo dire che le persone che sono entrate a far parte della tua vita siano come te, ma a seconda dell’ambito della tua vita esse rivestono le tue aspettative interiori.
Che si tratti di lavoro e affari, amicizia, tempo libero, affetti, amore, o qualsiasi sfera della tua vita sociale.
Le persone che incontriamo nei vari ambiti sociali vengono “attratte” dal nostro magnete o della nostra energia interiore che a sua volta ne richiama l’attenzione a livello inconsapevole.
In ambito sentimentale per esempio veniamo attratti in parte da energie simili alle nostre e in parte  da energie opposte e quindi complementari entrambe riscontrabili in una stessa persona.
Lo specchio non si limita a riflettere la nostra auto-immagine, a seconda dei risultati che vediamo e percepiamo all’esterno, nella nostra esistenza possiamo comprendere come agisce la nostra “attrazione” e attraverso la consapevolezza di questo processo possiamo quindi modificare il nostro “magnete”.
La paura attrae eventi negativi e situazioni negative. La paura scarica l’energia vitale e indebolisce il corpo fisico. La paura attrae proprio ciò di cui si teme. Per questo combattere contro qualcosa, un problema recidivo per esempio o lottare contro qualcuno o un immagine, per esempio un tipo di partner che non si desidera, la paura attrae proprio la situazione che si teme, la persona che non si vuole. Per questo a volte si richiamano esperienze e copioni già visti. E’ fondamentale liberasi dall’idea di ciò che non si vuole focalizzandosi su ciò che si desidera

E’ importante cambiare le proprie convinzioni iniziando a pensare di MERITARE ciò che si vuole veramente per la propria esistenza.

Quando nella tua vita entra una persona “simile a te”, con interessi simili ai tuoi, stai bene con questa persona, ti senti a tuo agio, ti senti AFFINE.
Questo ti da un senso di sicurezza, di comprensione, di unione, di pace, e di protezione. L’altro è simile a te quindi provi gioia quando sei con lui o con lei, provi amore per l’altro e per te stesso poiché l’altro è uno specchio di ciò che sei tu. Vedi e percepisci te stesso in lui o lei.
L’amore per te stesso cresce nell’ammirazione dell’altro.

Quando nella tua vita entra una persona che percepisci “diversa da te”, potrebbe succedere di stupirsi, meravigliarsi eppure ti senti attratto. La spiegazione è nella complementarità, nell’integrazione, nella completezza. Trovi nell’altra persona le caratteristiche che desideri per te stesso e ti senti completo attraverso l’altro. E’ un fattore di sinergie.
Per esempio, un uomo forte, deciso, estroverso e sicuro di sé, con forte energia maschile tenderà ad essere attratto da una donna dolce e femminile, e viceversa. Al contrario un uomo dolce, creativo, introverso tenderà ad essere attratto da una donna forte, decisa e molto sicura di se stessa, e viceversa. Conoscere il nostro polo d’attrazione ci permette di conoscere meglio noi stessi ed andare incontro alla nostra naturale energia.
Ogni differenza che noti nell’altro è per te come un termostato che ti indica in quale punto ti trovi. Ogni persona che incontri arricchisce la tua esperienza e tu arricchisci la sua. Ogni incontro è un passo avanti verso la propria evoluzione personale ed è così anche per l’altra persona.

Quando nella tua vita si presentano situazioni non desiderate e che avresti voluto evitare, sotto forma di persone o eventi è una buona opportunità per te per comprendere e vedere una parte del tuo “magnete” o della tua energia interiore che esiste ma che ORA tu puoi cambiare.

Le ripetizioni indesiderate sono dei forti indicatori su ciò che esiste realmente dentro di noi sia come timori consapevoli sia come aspettative inconsce.

Ciò che rifiutiamo evoca immagini grandi e vicine, suoni e sensazioni forti, che spesso trasformiamo in un film per questo motivo entrano con forza a far parte della nostra vita.

Dobbiamo creare un film di ciò che desideriamo veramente, visualizzando ciò che desideriamo con immagini grandi, vicine, a colori, in movimento, e con un sonoro in stereo esattamente come se fossimo in una bellissima sala cinematografica. Dobbiamo creare all’interno del nostro corpo delle belle sensazioni, provare emozioni e poi entrare nello schermo ed essere i protagonisti del film della vita che desideriamo. Dobbiamo farlo frequentemente mentre siamo tranquilli e rilassati. E poi staccarci dal risultato. L’attaccamento è indice di ansia e di timore, per questo motivo è da bandire. Il distacco è fondamentale cosi come lo sono la sicurezza del risultato dissociata dall’attaccamento, la tranquillità e la serenità interiore.

Per ciò che riguarda il dialogo interno è importante dire a se stessi di MERITARE la situazione che si desidera per la propria esistenza, dire a se stessi di AMARSI e di MERITARE di essere AMATO.

E’ importante ripetersi le frasi potenzianti sulla meritevolezza mentre sei in uno stato di rilassamento o alla sera quando sei comodamente a letto prima di addormentarti.

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  1. Pasquale FogliaNo Gravatar scrive:

    Ciao Monica,
    anche questo tuo articolo è illuminante! Grazie.
    Pasquale

  2. Monica GiovineNo Gravatar scrive:

    Grazie a te caro Pasquale.
    Monica

  3. MassimoNo Gravatar scrive:

    E’da sempre che mi interesso al tema del “cibo per la mente”, e adesso che ho conosciuto tutti voi ogni mattina vi leggo con passione. Cara Monica, voglio capire come mai nonostante sappia che cosa voglio, non riesco a “vederlo” in un film interno,
    e poi, la mia persona la devo vedere nel film oppure,viverlo, e quindi vedere il film con i miei occhi ? (scusa per l’incasinamento ma credo che tu abbia compreso). Grazie siete molto preziosi.

  4. Monica GiovineNo Gravatar scrive:

    Caro Massimo,
    probabilmente non sei abituato a visualizzare ma questo non ha importanza, sono sicura che con un po’ di esercizio ci puoi riuscire benissimo!
    Per visualizzare puoi guardare ciò che desideri vedere davanti a te usando tutti i tuoi sensi, in modo tridimensionale, a colori con grandi immagini con suoni gradevoli, odori, percezioni, emozioni, e guardarti come se vedessi il tuo doppio che vive la scena.
    Quando sei imerso nella situazione entra nel tuo corpo e senti di viverla in prima persona come se tu fossi QUI ed ORA. Tu sei qui ed ora!

  5. ederaNo Gravatar scrive:

    Salve Dott.ssa,
    ho letto con molto interesse il Suo articolo..volevo chiederLe cortesemente un parere su una cosa che mi turba: spesso mi capita di fare pensieri negativi, quasi sempre senza volerlo, e che questi brutti pensieri si avverino.. Le chiedo cortesemente come mai ciò può accadere secondo Lei, dato che queste cose non penso di desiderarle in realtà, e se si può evitare tutto ciò..anche perchè finisco per preoccuparmi dei miei pensieri e tutto diventa un circolo vizioso e mi mette ansia. La ringrazio tanto per l’attenzione che vorrà rivolgermi. Buon lavoro.

  6. Monica GiovineNo Gravatar scrive:

    Gentile Edera,
    ovviamente a livello razionale tutti noi vorremmo che tutto andasse bene in ogni settore dela nostra vita, e tutti pensiamo di desiderare solo cose belle per noi. Nessuno pensa razionalmente di volere cose brutte. Tutti questi desideri meravigliosi arrivano dalla nostra mente logica-razionale che rappresenta solo il 10% del nostro cervello. Poi esiste la mente inconscia che rappresenta il 90%. Ed è li che si insediano i cosidetti limiti, le paure, il desiderio di una vita comoda con poca fatica, magari pensare di non meritare di essere felici o di non essere degni di amore o d’altro. A livello razionale fatichiamo a comprendere e ad accettare questi programmi limitanti anche perchè sono appunto “inconsci”. Come mai esistono? Nell’arco della vita possono essere avvenuti vari episodi spiacevoli, a partire da quando eravamo piccoli. Da bambini ci si aspetta l’approvazione dai genitori e magari arriva una sgridata, o un’affermazione negativa sull’identità. E la cosa si ripete e si ripete ancora. Poi la persona cresce e pur desiderando di essere felice si sente inadeguata ed iniziano a succedere cose spiacevoli. La persona da la colpa agli altri o al mondo senza rendersi conto di avere nella sua mente inconscia delle programmazioni limitanti che non le permettono di essere felice come vorrebbe.
    Come fare?
    Basta preoccuparsi! Le preoccupazioni sono energie negative e non portano a niente di buono. Iniziamo ad alzare il nostro stato vitale cercando di eliminare piano piano i timori e preoccupazioni.
    Ti preoccupi dei tuoi pensieri? Sono le preoccupazioni che preoccupano :-))
    Lasciati andare serenamente al flusso della vita senza preoccuparti. Certo, all’inizio potresti pensare che non sia facile, evita di preoccuparti, e passo dopo passo arrivi alla tua mèta!

  7. ederaNo Gravatar scrive:

    Grazie mille Dott.ssa, è stata davvero gentile a rispondermi.
    Ho apprezzato molto il Suo consiglio sull’evitare le preoccupazioni.. ha ragione, ci proverò sicuramente. Speriamo bene!
    Grazie ancora, buon lavoro!

  8. Monica GiovineNo Gravatar scrive:

    Gentile Edera,
    grazie a Lei. Certo, è importante accettare il passato per lasciarlo andare e dissolverlo.
    Cercare di vivere le situazioni presenti mantendendo uno stato vitale alto, di serenità, gioia e calma, qualsiasi situazioni siano.
    Solo quando siamo rilassati siamo lucidi, arrivano le buone idee e siamo in grado di concentrarci sulle soluzioni migliori.
    Un abbraccio e a presto.

  9. lukNo Gravatar scrive:

    ciao monica..interessante quest’articolo..potrei chiederle una precisazione?

    se gli altri ci fanno da specchio…se ad esempio una persona ci fa arrabbiare o qualcosa ci fa paura..molto probabilmente anzi quasi sicuramente la persona o la situazione è il riflesso del nostro mondo emotivo…

    ..mi spiego meglio..se ad esempio una persona m’infastidisce perchè e tirchia…forse ignoro il fatto che son tirchio un pò anche io?ancora..se quando il mio amico si lamenta perchè ha tanti problemi..vuol dire che quella “lagna” mi appartiene e sento la mia ansia,come anche potrei avere problemi ad affrontare gli argomenti da lui esposti?se il mio vicino di casa esprime un opinione contrastante con la mia e ciò mi reca fastidio..vuol dire che ho difficoltà ad accettare l’opinione altrui?potrebbero esserci più aspetti coinvolti dietro alla “generica”rabbia che proiettiamo…?

    nella pratica come si può rilevare l’aspetto che in noi ci infastidisce?se ad esempio il mio amico mi dice che perdo tutto,potrebbero subentrare diversi aspetti..tipo magari mi ricorda che da piccolo i genitori mi dicevano spesso sta cosa,quindi il sentimento che avverto in lui potrebbe essere la mia rabbia rimossa e mai espressa…o che sono poco ironico…o che non mi so difendere e rispondere adeguatamente…e la paura di replicare agli altri…quindi il fatto che gli altri ci facciano da specchio consta nel fatto che rilevo miei aspetti”irrisolti” ?cioè quale potrebbe essere il modo più pratico per scoprire quale aspetto di me ho caricato troppo e su quale dovrei lavorare per equilibrare lo scompenso?
    saluti

  10. Monica GiovineNo Gravatar scrive:

    Gentile Luk,
    nel tuo commento viene esposta la situazione di dipendenza emotiva e cioè una sorta di “fastidio” che tu provi nei conforni di una persona tirchia oppure arrabbiata o lamentosa o altro. E’ probabile che il riflesso si trovi proprio nell’atteggiamento di fastidio nei confronti di persone che ti danno la sensazione di essere “negative” o “fastidiose”. In realtà questa sensazione di perdita energetica segnalata dalle tue emozioni come “fastidio” può significare una sorta di “dipendenza emotiva” dai comportamenti altrui, un giudizio inconscio magari non consapevole ai comportamenti o all’emotività delle altre persone. In questo caso è utile lavorare sull’accettazione degli altri per evitare di lasciarci intaccare emotivamente dal loro modo di agire o pensare. Se tendiamo ad essere intolleranti (anche se magari non ne siamo inconsapevoli) ci può accadere di incontrare persone che fanno emergere la nostra intolleranza. Ecco lo specchio: gli altri mi infastidisco per quel determinato atteggiamento ed io non li capisco, quindi per riflesso incontro sempre più persone che mi fanno sentire intollerante.
    Oppure lo specchio è nel specifico, per esempio: non tollero le persone tirchie. In questo caso è probabile che in me ci sia una convinzione limitante rispetto al denaro, un attaccamento, una convinzione inconscia che mi sta mostrando il fastidio che provo nella persona tanto parsimoniosa, o il riflesso di una parte di noi o di qualcuno che si mostrava tale. Sicuramente noi proiettiamo credenze e aspettative sulle persone che incontriamo. Le persone che incontriamo sul nostro cammino ci stanno dicendo cosa stiamo proiettando e sono le nostre emozioni positive o negative a darci un messaggio. Quando l’emozione è negativa significa che c’è un aspetto in noi da lasciare emergere per essere compreso e poi dissolto.
    Hai afferrato in pieno il “nocciolo” della proiezione. Spesso infatti le cose che ci infastidiscono sono riflessi profondi di noi che derivano da ciò che abbiamo appreso da piccoli ed era un atteggiamento altrui che ci infastidiva e che creava del dolore e che ancora oggi ci infastidisce e quindi ci toglie energia, ma che nasce da un vissuto di molti anni fa. Per individuarlo, osserva la tua scala emotiva a quale punto si trova, se una persona ha un atteggiamento che ti fa stare male, prova a chiederti se altre volte è successo.
    In ogni caso, in pnl e nel coaching non è importante conoscere sempre le cause mentre è fondamentale cambiare il nostro stato d’animo e debellare la situazione che ci fanno stare male imparando ad affrontarla in un modo nuovo, a vederla in un modo nuovo, senza guidicarla negativa come prima. Uno di questi sistemi è l’accettazione di se stessi, anche se quel determinato atteggiamento ci da fastidio. Possiamo lavorare sugli aspetti irrisolti anche con l’EFT e scioglierli. Oppure possiamo fare un lavoro rendendo positiva la situazione con le tante tecniche di pnl, per ricreare nuovi campi di credenze personali maggiormente utili. Un caro saluto.

  11. lukNo Gravatar scrive:

    gentile monica ho apprezzato molto la sua risposta..
    le vorrei porre un ultimo quesito..
    ho sentito spesso parlare di vacuità..e assieme a questo concetto ho sentito parlare di teorie varie sell’evoluzione dell’individuo…tra cui ultimamente associata alla vacuità…e che quindi per risolvere un conflitto interiore bisogna solo riconoscerlo…e una volta riconosciuto questo svanisce…insomma dall’inconscio talvolta emergono questioni contrastanti con la parte conscia….e che se si tenta a dare equilibrio fra le due parti si ripiomba ancora nelle perverzione e nelle trappole della mente razionale…..mi riferisco a teorie evoutive ispirate al buddismo..ma credo che lei sà a cosa mi riferisco….le mie conoscenze in merito sono frammentate…
    a volte credo che la cosa ideale sarebbe seguire se stessi..i propri modi,ciò che fa star bene individualmente,insomma sviluppare una tecnica personale,accettando anche ciò che fanno gli altri….tanto quanto accettiamo noi stessi..
    che ne pensa?a darmi qualche dritta in merito?
    un abbraccio

  12. Monica GiovineNo Gravatar scrive:

    Ciao Luk,
    ci sono varie teorie su come risolvere i propri problemi ed i propri conflitti personali. Ne parlavo proprio qualche giorno fa con un amico/collega.
    Alcuni ci dicono che è sufficiente esserne consapevoli, e cioè quando noi identifichiamo il problema, siamo consapevoli del nostro conflitto e quando emerge ecco che si dissolve.
    Sarebbe davvero bello se fosse cosi, ma non sono del tutto d’accordo. Credo invece che la consapevolezza sia nacessaria, la sincerità, l’auto-conoscenza, però poi non penso possa bastare scoprirlo e pensare che possa sciogliersi come neve al sole. Riconoscere il conflitto interiore è indubbiamente il primo grande passo da fare. Poi però è utile lavorarci. Dobbiamo liberare il nostro inconscio, la nostra energia da quale problema o da quel trauma o da quel conflitto. Ci sono tante buone tecniche di PNL, o l’ipnosi, o l’EFT, o tante altre, ma dobbiamo prima di tutto comprendere il messaggio intrinseco e poi dissolverlo, rilasciarlo. Importante per il rilascio di problemi e conflitti è l’accettazione del problema avuto ed un profondo amore per noi stessi, nonostante ci sia stato quel conflitto, nonostante tutto. L’amore sconfigge ogni male poichè il male è mancanza d’amore e l’amore è la luce che illumina il buio. Problemi emotivi o anche malattie giungono perchè non ci si ama abbastanza. Un caro saluto.

  13. pierNo Gravatar scrive:

    gentile monica..
    le vorrei porre una domanda del tipo..è nato prima l’uovo o la gallina..
    dunque..secondo lei nasce prima il senso di colpa o l’ansia?cioè..è il senso di colpa che genera ansia o l’ansia genera i sensi di colpa o comunque intensifica i sensi di colpa?
    forse è relativo al soggetto o forse si alimentano l’un l’altra…
    grazie
    e saluti

  14. Monica GiovineNo Gravatar scrive:

    Ciao Luk,
    per ciò che riguarda l’asia o il senso di colpa, personalmente penso che sia inizialmente il senso di colpa a creare l’ansia, ed una volta iniziato il processo “senso di colpa=ansia” ma anche paura, disistima, demotivazione, mancanza di fiducia in se stessi ecc… certamente le emozioni si alimentano a vicenda. Il senso di colpa spesso inizia già quando si è bambini e viene istallato spesso inconsapevolmente dalla cultura, dai genitori e dagli insegnanti. Fortunatamente ora molte cose stanno cambiando. I bambini sono puri, quando sono piccoli non sono ancora ansiosi ma se lo sono i loro genitori ben presto assorbono l’ansia ed il nervosismo che percepiscono in casa. In ogni caso al di la di regole o schemi ogni essere umano è un universo a sè e reagisce in un modo diverso a ciò che avviene nel mondo esterno. Non è l’evento in sè ad essere importante ma il modo col quale reagisce la persona che ne è coinvolta e tutti noi manifestiamo reazioni diverse, emozioni diverse, pensieri diversi. Per questo è utile comprendere l’individuo che abbiamo di fronte piuttosto che soffermarsi su nozioni generiche e standardizzate. Per esempio, quando piove qualcuno si innervosisce o si intristisce, a qualcun’altro piace molto. Siamo tutti diversi ognuno di noi con le notre storie e le nostre emozioni.
    A presto!

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