Sonno.
Annienta la coscienza
per mano di mani
di scienza e coscienza.
Il viaggio si interrompe
in una stazione immaginaria
in un forse
con un perché
ed un fine.
Macchine sofisticate
senza cuore e senza vita
paradossalmente controllano
il cuore
e gli organi della vita.
Limbo onirico.
Lo popolano
i demoni minacciosi
dell’Ade
nuotando nell’Acheronte di ferro
o Muse
da Parnaso?
Rullii perversi e ossessivi
di tamburi
o trilli di flauti
monocorde?
Delirio.
Senza legami
nella semioscurità.
Cauto
il sub riemerge
dai fondali
dopo essere stato
meravigliosamente
fuori del mondo.
Maria Campeggio