Gentaglia
inoperosa e nulla,
in suo possesso
una gelida culla
in cui far dormire
i propri vermi.
Squallida
quasi bacerebbe
i gradini del sagrato;
oh! sacrilegio ingrato
di chi poi giudica e condanna.
Non parlano nel mondo
della pace
perché il loro mondo
è troppo piccolo,
non parlano d’amore
per il prossimo
perché i sassi pur
ne riderebbero,
e poi
gente di tal tempra
ignora anche chi sia.
Gentaglia fasulla
che sparla e sparla
e basta.
Perciò
come scrisse
l’eccelso Poeta
“misericordia e giustizia li sdegna:
non ragioniam di lor, ma guarda e passa”,
la loro esistenza infatti
non ha scopo.
E voglio credere
che forse poi un Dio pietoso
avrà in mano una bilancia
anche per loro;
ma fossi io al posto Suo
citando ancora la “Commedia”,
direi con sicurtà spietata:
“Caccianli i ciel per non esser men belli,
né lo profondo inferno li riceve,
ch’alcuna gloria i rei avrebber d’elli”.
Maria Campeggio