A noi
Cristi dalle carni squarciate
che ancora gridano dolore
A noi
che abbiamo inchiodato i quattro legni
delle nostre bare
ricavati dagli alberi dell’ipocrisia
A noi
che cavalcando siamo caduti
e mentre alle nostre spalle un riso di iena
imbrattava l’aria
un ruggito animale usciva
dal nostro petto
A noi
contorti dalla nostra Via Crucis interminabile
pietà non v’era
che ci conducesse presto via
al Calvario
per ucciderci già uccisi
e dare in pasto agli avvoltoi le carogne
A noi
dai cuori marciti
scuciti
senza nemmeno l’odio a riempirli
e vuoti di tutto
nel vuoto avremmo volato…
senz’ali.
Maria Campeggio