Sono 3 anni che mi occupo di marketing persuasivo,  di comunicazione persuasiva e di copywriting. Tre anni intensi in cui ho visto fare (e ho fatto anch’io) errori da cani.
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Quegli stessi errori da cani che vedo fare ancora oggi ai dilettanti allo sbaraglio (comprensibile) ma anche a coloro che si considerano professionisti del settore (meno comprensibile).
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Come ben sai, ho aperto questa rubrica on the road in cui analizziamo insieme quelle che sono le scelte di marketing e pubblicità in giro per il web, per la strada e per il mondo. Proprio per questo oggi comprenderemo insieme due grandi lezioni dalla mistica e incantevole Asia.
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Una lezione dall’Asia
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Gli asiatici e in particolar modo i cinesi sono famosi perché quando nasce un nuovo prodotto, lo devono scopiazzare (per non dire contraffare) e rivendere a meno prezzo.
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Risultato:
Scarsa qualità e scopiazzamento comporta il vendere a meno prezzo (tipica battaglia sul prezzo).
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I giapponesi, invece, prendono una cosa già esistente ma non la scopiazzano, bensì la migliorano e la differenziano.
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Risultato:
Qualità superiore e differente comporta vendite ad un prezzo più alto e in quantità maggiore.
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Due popolazioni così vicine ma così differenti che ci portano due grandi insegnamenti:
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1. Non scopiazzare come i cinesi.
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Se copi quello che fanno gli altri, i tuoi prodotti sono destinati ad essere considerati di scarsa qualità e dovrai adeguarti alla battaglia dei prezzi.
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Applicazione sul web:
Avrai sicuramente notato che quando entri nella home di questo sito si apre un riquadro (chiamato pop up) in cui ti invita a rilasciare la tua e-mail per avere un omaggio.
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Ora, non so se Italo & co. sono stati i primi a inserirlo, ma da quando l’ho visto su questo sito, lo stesso identico pop up, lo ritrovo nella stragrande maggioranza dei siti che parlano di marketing, di crescita personale, professionale e finanziaria.
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E l’originalità che fine ha fatto?
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Non serve essere dei geni del copywriting, della comunicazione persuasiva o del marketing persuasivo per capire questo concetto.
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Se una cosa la fa un concorrente diretto o indiretto, fai l’esatto opposto se ti è possibile. Che senso ha scopiazzare quello che fanno i più conosciuti, come pretendi di uscire dalla massa se fai le stesse cose degli altri, in che cosa ti stai differenziando?
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Questo non è marketing persuasivo, questo è l’ingrediente base del marketing.
Se non sei originale e non ti differenzi anche in queste piccole cose, come pretendi di emergere dalla massa?
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E poi diciamocela tutta sono davvero di cattivo gusto e fastidiosi questi pop up che si aprono senza che nessuno gliel’ha chiesto (Non me ne voglia Italo e co. per questa affermazione soggettiva e personale).
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2. Non reinventarla, semplicemente migliora la ruota come i giapponesi.
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E’ vero! Non sempre si può essere originali. I giapponesi questo l’hanno capito bene e invece di cercare di differenziarsi con delle novità , si sono sempre differenziati migliorando ciò che già c’è sul mercato.
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Questo è esattamente quello che puoi e devi fare anche tu, se vuoi vendere di più sul web (e non solo).
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Applicazione sul web:
Inserire un web form in cui ti chiedo nome e email in cambio di un omaggio, un report gratuito o altro, è la strategia numero uno del marketing persuasivo online, perché avere una lista di persone da poter ricontattare periodicamente via email è di fondamentale importanza.
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Dalle ultime ricerche ed esperimenti che ho fatto ho scoperto che chiedere il nome non è necessario in un primo approccio. E’ bastato chiedere solo l’email per aumentare notevolmente le conversioni, cioè tradotto in italiano significa: meno dati chiediamo più alta è la percentuale di persone che si iscrive. E considerando che a noi serve l’email che senso ha chiedere anche il nome? Solo perché lo fanno gli altri?
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Lo ripeto anche qui:
Se non sei originale e non ti differenzi anche in queste piccole cose, come pretendi di emergere dalla massa?Â
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Probabilmente non ho detto niente di nuovo oggi, probabilmente sono cose che si leggono in tanti testi, blog e forum di marketing e web marketing ma probabilmente, se sono qui a parlarne, ci sono ancora molti dilettanti allo sbaraglio o finti professionisti del settore che queste cose le sottovalutano e non le applicano.
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Vedi, io ho fatto tanti errori e probabilmente ne farò ancora molti ed il bello è proprio questo, avere il coraggio di ammetterlo e stare qui a discuterne alla pari su un blog. Non da guru a discepolo, ma da praticante a praticante in uno scambio alla pari di opinioni.
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Io penso che questa è la base del marketing persuasivo online e mi piacerebbe capire se tu non sei d’accordo, se la pensi come me o se vuoi aggiungere qualcosa riguardo l’argomento tramite i commenti qui sotto.
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Spero davvero tu abbia trovato utile e illuminante questi argomenti così come lo sono stati per me.
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Con affetto e stima,
Cosimo Melle
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p.s. Come sempre clicca su “mi piace” e dimmi liberamente come la pensi con un commento qui sotto.
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Segnala agli amici
30 maggio 2011 alle 16:54
Ciao, Cosimo!
Nel giorno del mio onomastico mi trovo a commentare ben due tuoi articoli, sì perché l’altro l’ho commentato poco fa! Beh, anche questo ha del provocatorio, però con suggerimenti utili.
Anch’io vorrei dartene uno, nel mio piccolo: potresti inserire anche nel tuo sito l’opzione “Segnalami le risposte e i commenti a questo articolo via email”! Personalmente lo trovo abbastanza utile.
Grazie mille e alla prossima!!! :-)
30 maggio 2011 alle 23:45
@Ferdinando Addezio
Ciao Ferdinando, non ho capito bene il tipo di opzione che dovrei inserire.
Tu vorresti darmi le risposte via email, invece che direttamente nell’articolo sul blog? Ma così perdi tutto il potere del 2.0 e della condivisione.
E’ importante che gli articoli vengano commentati e soprattutto che i commenti siano reali, spontanei e non costruiti, altrimenti dopo un po la gente se ne accorge.
Correggimi se ho interpretato male la tua richiesta e auguri per il tuo onomastico.
1 giugno 2011 alle 10:27
Salve a tutti,
sono Anna ,ceramista nel campo artistico,beh…che dire,io sono la dimostrazione vivente della contaminazione culturale e artistica tra oriente e occidente.
Ho avuto una formazione accademica nel settore della decorazione artistica e “non per caso” 20 anni fa ho scoperto una tecnica della ceramica giapponese che si chiama raku,ho fatto molta sperimentazione,ora ho un negozio dove produco,vendo e insegno la tecnica .
Vivendo in una città turistica ,passano da me turisti di ogni razza ,quindi anche cinesi e giapponesi e proprio loro sono i piu’ attenti e critici,nonostante ciò sono fiera di notare in loro la meraviglia e l’apprezzamento per l’originalità delle menti italiane.
Attraverso l’arte ho scoperto un nuovo modo di vedere la vita,mi sono avvicinata alla yoga e alla meditazione e il tutto ne trae giovamento,salute,Amore e lavoro.
Grazie Cosimo per lo stimolo di questo bell’articolo,buona giornata a te e a tutti quelli che ti seguono
Anna
1 giugno 2011 alle 12:22
@anna
Grazie a te Anna. Adesso però sono curioso: Qual è la citta turistica? :-)
Hai mai pensato di creare un sito e venderli anche online?
3 giugno 2011 alle 15:44
Ciao Cosimo,
Teoria di John Cage:
“PERCHE’ ESSERE ORIGINALE, QUANDO C’E’ ANCORA TANTO DA COPIARE?”.
Mi sa che i Giapponesi hanno studiato Cage.
Non ho capito bene come la pensi tu, cioè, dici di non usare i Pop-up, e bachetti Italo, poi anche tu li usi, ma modificati, allora perchè non usi un semplice form alla fine del tuo articolo?
Io penso sia ovvio x un buon marketing metterlo prima, in quanto se uno non ha voglia di leggersi l’articolo, si piglia l’omaggio e tu ti pigli il contatto!!!
Giusto???
Intanto grazie x l’omaggio che arriverÃ
Giorgio
3 giugno 2011 alle 16:24
daccordo cone te sulla necessità differenziante, e sul fatto che i popup rompono a molte persone. è anche vero che convertono bene, soprattutto se si usa questo particolare popup che è uno dei più eleganti. Il punto è che sta diventando uno standard e non è che i marketer si limitano a scoppiazzare, semplicemente ha dimostrato di funzionare.
comunque, alla lunga può essere che l’effetto “novità ” consumi il tutto.
Invece daccordissimo con te a proposito del chiedere “semplice” email.. ma questo lo sappiamo bene io e te.
Ormai io chiedo quasi sempre solo email, tuttavia per la lista acquirenti preferisco mantenere anche il nome
un caro abbraccio
3 giugno 2011 alle 17:43
Purtroppo è vero.
Mi spiego.
Io comprendo che si va a scuola di infomarketing (una delle tante è quella di un altro famoso ITalo, Cillo), e poi si cerca di mettere in pratica quanto appreso, ma….
A mio modesto avviso, i veri passi da gigante, nel marketing on line, sia esso infomarketing, sia esso marketing di prodotti materiali, NON li compie chi…cerca di differenziarsi nell’applicare le varie tecniche, ma chi cerca di fare qualcosa di nuovo.
Mi spiego.
Chi è musicista, conosce la differenza tra variazione sul tema e tema diverso.
Ecco: qui è un po’ la stessa cosa.
BAsta cone le variazioni sul tema.
Un conto è che uno, nell’applicare blog ed article marketing, email marketing, pop up marketing, e chi più ne ha, più ne metta, cerchi di differenziarsi dai competitors e, quindi, cerchi di creare contenuto originale, e via dicendo, ma BEN ALTRO CONTO è se uno, invece, cerca vie nuove.
Come chi, tra i primi, ha pensato di usare tecniche e strategie di email marketing, quando ancora altri non le usavano, oppure ha inventato e sviluppato blog ed article maarketing, quando altri ancora non sapevano cosa fossero…e gli esempi sarebbero infiniti.
Poi è ovvio, infatti, che quando le diverse tecniche e strategie si diffondono, allora chi fa infomarketing si trova a dover affrontare un numero sempre maggiore di concorrenti, da cui inevitabili scopiazzamenti, e riduzione dell’efficacia delle tecniche, quando queste sono, appunto, inflazionate.
Del resto, e questa non è una critica, sia chiaro, è un po’ la stessa cosa che avviene con siti come questo.
Alcuni anni fa, non a caso, erano pochi i cosiddetti siti/blog, che parlavano di crescita personale, professionale, finanziaria, poi….
Basti pensare che dopo un po’, in particolare dopo il successo editoriale di una realtà , di cui peraltro fa parte, come autore, anche Italo Pentimalli (e quindi penso di poterla citare), cioè la Bruno Editore, si sono diffusi molti siti/blog e modelli di business, che, pur con qualche differenza, cercano di rihiamarsi a certi temi.
Ecco, io penso questo:
inutile che si cerchi di continuare a scopiazzarsi l’un l’altro..e con il marketing, sono davvero in attesa che qualcuno inventi strade nuove, che segnino i primi utilizzi di tecniche nuove…cioè non mi sembra importante che sul mercato arrivino altri corsi su come scrivere in modo persuasivo, piuttosto che su come ottimizzare squeeze page, ed altro, ma l’importante è scoprire nuove strade……
3 giugno 2011 alle 17:48
Ciao Cosimo, non è la prima volta che sento dire questa cosa: fai un sito diverso, fai annunci diviersi, e-mail diverse, ecc. A volte chi dice questo è coerente, per esempio tu, ma anche altri marketeer e copywriter. C’è pi altra gente che predica bene e razzola male, a mio avviso, s’intende. Xredo che siamo arrivati a un punto in cui le banalità effettivamente non pagano più, ed è vero che bisognerebbe cercare di essere originali. Però credo anche che non bisogna per questo andare contro la nostra personalità , il top sarebbe diventare persone creative e poi fare di questa creatività la nostra arma più forte e potente. per questo bisogna sempre rinnovarsi ed essere aperti a tutto, anche quello che a prima vista sembra negativo e poi valutare con calma e coscienza cosa fare e cosa no. Credo perciò che con internet abbiamo tutti la possibilità di sviluppare sia l’aspeto creativo che quello razionale della nostra personalità Io inizio adesso, ma trovo tutto questo molto stimolante e costruttivo. Non so , non ci credo che ho scritto questo, non assumo stupefacienti da tanto tempo….. Grazie, ciao a tutti. Elli
3 giugno 2011 alle 17:58
@Giorgio
Mmh direi che io non bacchetto nessuno intanto, non sono nella posizione per farlo. Semmai esprimo il mio parere ;-)
Io non uso i pop up, ma un semplice web form in alto dove richiedo subito l’email (e solo l’email).
Lo faccio per due motivi:
1. Non sopporto i pop up, personalmente li chiudo senza neanche leggere cosa c’è scritto.
2. Converte di più (almeno sul mio sito). E poi ormai lo sanno quasi tutti che quando ti arriva un email con scritto “Ciao Cosimo” è semplicemente un automatismo dell’autorisponditore.
Il senso di questo articolo è “se una cosa iniziano a farla in troppi, tu non la fare!”
Oppure se non ci sono alternative, prendila e falla meglio e differente dagli altri, come i giapponesi.
Mi sono spiegato meglio Giorgio?
3 giugno 2011 alle 17:59
Scietto e vai direttamente al punto come sempre. Questo è tipico attegiamento dei Leader. Bene a dire la verità queste finestre, che si aprono all’improvviso a me personalmente danno solo fastidio, ma magari non a tutti fa lo stesso effetto. Una cosa è certa sicuramente NON è questa la strategia per essere originali e attraenti nei confronti dei lettori.Parlo sempre dal punto di vista del lettore che inefetti sono. Quindi un’ottima osservazione. Per quanto riguarda invece il fatto di NON chiedere il nome, ma solamente l’email mi sembra un po’ freddo. Penso, che chi è disposto a lasciarti proprio indirizzo e-mail non dovrebbe avere problemi a darti anche proprio nome. Ma tu hai sicuramente più esperienze di me. Ivana
3 giugno 2011 alle 18:01
@Valerio Conti
Ciao Valerio come stai?
Boh! Sarà un mio punto di vista, ma vedere sto pop up UGUALE in tutti i siti, personalmente lo trovo degradante per il sito stesso.
Ripeto: Opinione personalissima, mia e di molti amici con cui ne ho parlato.
Un abbraccio
3 giugno 2011 alle 18:09
@Gianni
Gianni non condivido il tuo punto di vista, se dovessimo fare come hai detto tu, semplicemente io non avrei mai dovuto mettere in vendita “Professione Copywriter” il mio primo infoprodotto sulla scrittura persuasiva.
Invece io ho analizzato il mercato e ho creato un prodotto su un argomento di cui si è già ampliamente parlato sul mercato, ma lo ho differenziato e migliorato a parità di prezzo.
Questo è quello che fanno i giapponesi, prendono ciò che già c’è e lo migliorano fornendo un prodotto differente e più performante.
Se dovessimo ragionare come dici tu, GOOGLE ora non esisterebbe, perché i motori di ricerca già c’erano.
Solo che GOOGLE si è differenziato. Ripeto non ha creato i motori di ricerca, semplicemente ne ha creato uno migliore e più performante.
Questo è il segreto di un buon marketing.
Prendere e scopiazzare invece sono d’accordo con te sul fatto che non serva a niente.
3 giugno 2011 alle 18:14
@Elli
” il top sarebbe diventare persone creative e poi fare di questa creatività la nostra arma più forte e potente. per questo bisogna sempre rinnovarsi ed essere aperti a tutto” –
Su questo punto sono pienamente d’accordo con te ;-)
Rinnovarsi ed essere flessibili, due armi micidiali nel business.
3 giugno 2011 alle 19:14
@ Cosimo.
Vedi, Cosimo, io non dico che non si accresce l’efficacia del marketing, migliorando, diversificando, ed ottimizzando quanto da altri inventato o scoperto.
Dico che, rispetto all’incremento di efficacia che si può ottenere, cercando di ottimizzare tecniche e strategie già conosciute, ben superiore è l’efficacia che si ottiene, quando si usano nuove strategie efficaci, da altri non conosciute.
Faccio un esempio in ambito off line:
come tutti sappiamo, la carta stampata esiste da secoli, e da assai più tempo della televisione.
Fin quando non venne usato promozionalmente un mezzo come la televisione, c’era chi si ingegnava per trovare tecniche promozionali sempre più efficaci, da usare sulla carta stampata, ma quando qualcuno comprese le possibilità di marketing, insite nel mezzo televisivo, ottenne un incremento nell’efficacia della comunicazione di marketing infinitamente superiore.
E’una realtà sotto i nostri occhi.
Questo non toglie che non si possa migliorare la resa di tecniche, mezzi e strategie già conosciuti, ma l’efficacia di tutto questo viene di gran lunga superata da chi inventa qualcosa di completamente nuovo…..
del resto, se si parla di guru del marketing, come di altre discipline, un motivo ci sarà , al fine di differenziare questi personaggi dai semplici esperti, o no?
3 giugno 2011 alle 19:32
Gianni il punto non è trovare nuove strade e fare i pionieri a tutti i costi anche quando non c’è niente davvero di nuovo da dire,quanto invece fare bene il proprio mestiere.
Le tecniche di popup erano considerate obsolete e superate fino a qualche anno fa. Oggi si stanno di nuovo affermando come “efficaci” e alle volte anche più potenti delle squeeze page.
parlo per esperienza diretta sia in mercati italiani che in lingua inglese, dove ho testato tutte queste tecniche.
Dunque il punto non è cercare di INNOVARE A TUTTI I COSTI, piuttosto usare MEGLIO dei tuoi concorrenti le strategie di marketing che funzionano per creare piu profitto e ottenere più risultati. SEMPLICE
Personalmente io sono un musicista e compositore, ho studiato ogni aspetto tecnico esistente del mio strumento, c’è stato un periodo in cui ho suonato per 12 ore al giorno, ho modellato i miei musicisti preferiti, ma alla fine nei pezzi quello che esce è la mia voce personale, non certo una brutta copia di Steve Vai o Greg Howe giusto per farti capire come la penso..
che poi ci siano 99 su 100 che scopiazzano è un problema di poco conto. infatti il concetto di innovazione non deve essere legato necessariamente al trovare l’aspetto “nuovo” o la tecnica mai “vista”, la trovata geniale.. INNOVAZIONE può semplicemente essere il modo in cui tu ti approcci con la tua clientela.. il modo in cui fai presa su di loro.. in poche parole, il carisma che trasmetti e la tua capacità di farti ammirare affinche i tuoi iscritti comprino i tuoi prodotti piuttosto che quelli degli altri 100 clone del GURU di turno (in ogni mercato ne abbiamo un paio)..
in poche parole ciò si traduce semplicemente nel dare un eccellente servizio ai tuoi clienti, e superare le loro aspettative, semplicemente vendendo qualità , con un marketing migliore
sinceramente non ti serve niente altro. se raggiungi questo scopo ogni USP è solo pura teoria
di marketing.. (e del resto è un concetto ormai superato, vecchio di mezzo secolo)
OGGI si parla di posizionamento, DI USP.. ma sono tutte astrazioni. con USP, O SENZA USP.. 99% delle persone non fa quello che deve fare..ovvero mettere passione e dare sincero servizio, per questo non si emerge dalla massa, semplicemente perchè si è già morti dentro dopo 7 giorni che si fa fatica e non si vedono risultati.
3 giugno 2011 alle 19:37
Cosimo diciamo che non sono nemmeno io un fanatico dei pop up ma quello che ho detto è il risultato di test e sono dannatamente efficaci
comunque parlo di un determinato tipo di popup che hanno anche una certa eleganza.. non certo quelli spartani e ultrainvasivi che si aprono ogni cambio di pagina e al tuo ritorno al sito ogni volta
3 giugno 2011 alle 20:23
Credo non ci sia assolutamente nulla di male, anzi, nel “prendere” ciò che già è stato fatto e migliorarlo realmente, citando le proprie fonti di partenza per onestà . Se questo fosse un male, allora, per assurdo, anche un divulgatore non avrebbe più il diritto di semplificare concetti ostici, permettendo così a molte persone (sinceramente interessate, per esempio, ad una questione scientifica, ma tecnicamente impreparate) di capire e informarsi.
E poi la ultura dell’uomo è sempre andata oltre l’ultimo limite stando “sulle spalle dei giganti”.
Reinventare la ruota e l’alfabeto non avrebbe alcun senso. Migliorare davvero qualcosa di già positivo è un bene sicuro per tutti.
Grazie, Cosimo, per avermici fatto pensare con il tuo articolo.
4 giugno 2011 alle 09:02
@Valerio
Pienamente d’accordo su tutto quello che hai detto a Gianni.
Non mi ricordo chi mi disse una volta:
“Non puoi reinventare la ruota, però puoi migliorarla!”
Che i pop up siano eleganti invece, è un fatto del tutto soggettivo ;-)
Sul fatto che siano efficaci non lo metto in dubbio, ma per quanto tempo lo saranno? Ieri ho visitato 2 blog di internet marketing, 3 di crescita personale, 1 di crescita finanziaria, TUTTI CON LO STESSO BENEDETTO POP UP. E che palle!!!
Inconsciamente tendo a classificare quei siti come “scopiazzature” di Piuchepuoi, è un meccanismo mentale, ai miei occhi (e non solo i miei) quel sito diventa: UNO DEI TANTI perché fa quello che fanno i “tanti”.
Tu dirai: Tutto per un semplice pop up? SI, tutto per un semplice IDENTICO, fastidioso e troppo usato pop up.
Finalmente un argomento su cui non siamo d’accordo Valerio.
Buon week end a te e a tutti :D
4 giugno 2011 alle 09:14
@Gianni
Si, ovvio che chi ha la fortuna di essere innovatore, di scoprire qualcosa di nuovo supera tutti nella corsia preferenziale.
Tieni presente che gli innovatori nascono dalle esperienze, dagli errori e dai tentativi falliti, quindi è giusto cercare l’innovazione, ma se non la trovi non è un buon motivo per stare fermi e non fare tentativi.
Ed è vero soprattutto che l’innovazione la ritrovi anche in qualcosa che già esiste, se la poni sotto un punto di vista differente.
Tornando a parlare di infomarketing ad esempio, Italo Cillo è stato un innovatore, prima di lui già esisteva l’internet marketing, già era arrivato in Italia.
Eppure lui ha dato un taglio diverso all’infomarketing, soprattutto col concetto: “Lavora con le tue passioni”.
Diciamocela tutta: Hai ragione tu a dire che c’è bisogno di innovazione, così come ha ragione Valerio nel dire che l’innovazione è anche nel modo differente in cui ti approcci ai tuoi clienti e i tuoi fan, cioè coloro che preferiscono seguire te.
E diciamo che ho ragione anche io perché ho creato questo articolo :P
Ciaooo
4 giugno 2011 alle 09:22
@Elisabetta Furlan
Una cosa purtroppo è vera: La soglia tra “scopiazzare” e “migliorare” è davvero minima e non la percepisci subito.
Questo fa si che molti scopiazzatori rovinano il mercato, ma poi, chi fa un buon lavoro la spunta sempre perché viene riconosciuto ed emerge dal branco di pecore.
Quindi sì hai ragione, non c’è niente di male a prendere esempio dai GIGANTI purché non si diventi dei cloni di essi.
4 giugno 2011 alle 10:41
Eccomi qua,
rispondo un po in ritardo alla curiosità di Cosimo.
Sono una ceramista ,non voglio farmi pubblicità gratuita,ma ho un negozio a Senigallia (Studio d’Arte Ceramica Della Rovere).
Da una passione ,qual’era la ceramica,è nata un’impresa e devo dire ,che nonostante la crisi,in quatto anni ho avuto conferma della mia “genialità ”.
Ho cercato di ampliare i miei orizzonti a 360°,come artista,artigiana,insegnante,associazionista e volontaria….mi rimane difficile spiegare tutte le idee che ho messo in pratica e ancor piu’ difficile è descrivere quelle che mi girano in testa.
Certo è che tutto quello che vedo,sento e percepisco con ogni senso è stimolo di creatività ,quindi “scopiazzare” per me non è sminuire, ma cogliere imput per esprimere del mio.
Faccio un esempio concreto…. (a proposito,la mia Associazione Culturale si chiama proprio” ConCreta”…evvai con la pubblicità gratuita!!!)
Faccio corsi di ceramica Raku e di solito ho iscritti che non hanno mai fatto esperienza nella materia argilla….beh!devo dire che a volte sono loro che mi danno spunti e stratagemmi nella creazione di opere in ceramica,quindi concludo,,,,C’è DA IMPARARE DA TUTTI e comunque siamo originali e UNICI.
Bellissimo questo “posto” aperto alle discussioni….
Un abbraccio a tutti e un grazie in particolare a Cosimo
Anna
4 giugno 2011 alle 11:25
ma guarda cosimo è un bene che si è in disaccordo alle volte. Le diversità sono un modo per migliorare e crescere. Sui Popup credo appunto sia una questione di percezione appunto soggettiva
c’è un certo tipo di clientela che non li sopporta, alri, invece come me, per esempio li trova uno standard, un altra tecnica per raccogliere optin, niente di più.
Mi rompono parecchio se però mi si aprono ogni 5 secondi, infatti quello non lo tollero. ok una volta. basta
il dato di fatto è che tutto è soggettivo. Pensa oggi una “presunta” esperta di marketing mi ha detto:
volevo segnalrti che queste mail sono patetiche. Viene voglia di cancellarsi dalla tua newsletter. Spero il feedback ti serva.
dunque gli ho risposto:
Beh cara Grazie non si può piacere a tutti
il link di cancellazione è posto in basso ad
ogni email, visto che una cosa non ti piace
non hai alcun motivo di rimanere iscritta
saluti cordiali
……………………
questo è quello che succede quando nella tua lista entrano persone che non hanno NIENTE in comune con te. e questo è quello che succede se con i POP UP si fa questo errore allo scopo di forzare l’iscrizione a chiunque
4 giugno 2011 alle 11:26
Ciao, Cosimo!
Cerco di spiegarmi meglio: sotto la sezione “Lascia un commento” di questo sito c’è un’opzione “Segnalami le risposte e i commenti a questo articolo via email”.
Ho notato che nel tuo sito sulla persuasione manca quest’opzione, che trovo invece utile, perché mi avvisa quando altri fanno i commenti, via email. Così l’arricchimento proviene non soltanto dalla lettura dei tuoi articoli, ma anche dalle risposte che dai ai nostri commenti!
Colgo l’occasione per chiederti una cosa: ho ricevuto da 2 WebMarketer ulteriore invito a comprare il loro prodotto dopo che l’avevo già comprato!
Tu come la spiegheresti questa cosa che trovo abbastanza anomala? Preferisco comunque credere che entrambi siano in buona fede! Grazie e alla prossima!!!!!!!!!! :-)
4 giugno 2011 alle 11:47
Mi trovo, questa volta, d’accordo con Cosimo, quanto al discorso innovazione.
Hai perfettamente compreso quello che intendevo dire.
Sul discorso pop up, mi trovo ancora concorde con Cosimo.
Personalmente, per quanto belli graficamente, o per quanto interessanti possano sembrare, almeno sui vari siti da me navigati, e sono molti, tutte le volte che si apre un pop up, non posso fare a meno che sentirmi infastidito e lo chiudo.
Questo non significa che la tecnica non possa avere una sua efficacia, ma personalmente……
A dirla tutta, quelle pochissime eccezioni, per me, si verificano quando interviene una tecnica con video web promoter.
Forse, dipende dal fatto, appunto, come dicevo, che la tecnica che vede l’intervento di un web promoter, uomo o donna, è ancora innovativa e non così diffusa.
Se, invece, fosse anche questa molto diffusa, e su molti siti mi ritrovassi video web promoters che compaiono come funghi dopo la pioggia, beh, sinceramente penso che non sopporterei neppure questo tipo di tecnica.
In fondo, è un po’ la conferma di quello che dicevo.
Quando una tecnica si diffonde, la gente, anche non esperta di web marketing, ormai lo sa, e non sta neppure più di tanto a soffermarsi per vedere se c’è qualcosa di valore, di diverso.
E’ proprio questo il problema: quando la tecnica diventa inflazionata, la puoi migliorare, certo, ma dopo un po’ l’utente e destinatario della nostra comunicazione, che poi è quello che importa, nel marketing, tende a stufarsi, e facendo di ogni erba un fascio, non si sofferma neppure su quei messaggi innovativi, che potrebbero essere davvero diversi da quelli di tanti altri.
4 giugno 2011 alle 17:00
@Anna
Grazie a te Anna. Adesso sappiamo a chi rivolgerci per le ceramiche ;-)
Ottima frase per concludere:
“C’è DA IMPARARE DA TUTTI e comunque siamo originali e UNICI.”
4 giugno 2011 alle 17:05
@Valerio
Hai detto bene: “è inutile forzare” perché rischi di attirare cani e porci.
Le tue email sono solo troppo lunghe :-) ma dire che sono patetiche è semplicemente una cattiveria gratuita di una … bip.
4 giugno 2011 alle 17:11
@Ferdinando Addezio
Hai ragione e ti ringrazio di avermelo ricordato. Dovevo far inserire quell’opzione ma poi mi è passato di mente :p
Mi stai dicendo che hai acquistato un prodotto da un web marketer e poi quello stesso te l’ha riproposto?
Oppure lo stesso prodotto ti è stato proposto da diversi web marketer?
Nel primo caso è un errore di automatismi, devi sapere che quando tu acquisti un prodotto o scarichi un omaggio, finisci ogni volta in una nuova lista. Può darsi che sei iscritto a più liste e quindi continui a ricevere offerte anche se hai acquistato (in realtà è un errore del marketer perché avrebbe dovuto prevederlo).
Nel secondo caso invece è semplice libera concorrenza. Io posso promuovere lo stesso prodotto di altri, ma non so se tu l’hai acquistato o no.
4 giugno 2011 alle 17:15
@Ferdinando
non so se i web marketer in questione hanno fatto confusione e impostato correttaemnte le automazioni.. in ogni caso contattali e comunicagli che hai già comprato il prodotto.
vedi cosa ti rispondono
personalmente in questi giorni ho deit test in corso priprio su un mio recente prodotto, tuttavia io agisco in maniera molto diversa dal resto della compagnia. amo far accedere alle mie ultime novità i miei clienti. Perchè penso che non c’è miglior modo di imparare del vedere direttamente uno che agisce sul campo e toccare con mano come fa quello che fa
per questo ho inviato un email a tutti i miei acquirenti dove LI AVVISAVO che si sarebbero potuto iscrivere anche loro a un corso gratuito (per capire come io stesso avrei fatto prevendita del corso che loro stessi avevano acquistato, e a cui molti volevano affiliarsi)
invece tornando a Gianni, il problema dell’innovazione è presente, non si può negare, tuttavia se uno si fissa sul discorso “ah, ok è tutto già visto, allora non uso questo perchè già lo usa tizio, oppure questo lo usa pure caio..”
sai che cosa succede?
semplice, che siamo tutti spacciati,
infatti secondo questa logica
1) non devi usare squeeze page
(le usano tutti)
2) non devi usare popup
(li usano tutti)
3) non dovremmo usare sales letter
(le usano tutti e male)
4) non dovremmo usare nemmeno i blog
dal momento che è un altro standard
a sto punto non dovremmo usare niente
4 giugno 2011 alle 17:17
@Gianni
Mi dai occasione per esprimere un concetto importante:
Il visitatore ci impiega dai 7 ai 30 secondi per decidere se rimanere o no sul sito.
Quindi bisognerebbe evitare quanto più possibile tecniche che rallentano notevolmente l’apertura del sito:
Audio che partono da soli, web promoter che compaiono, pop up rallentano notevolmente l’apertura del sito.
In quei 7 secondi il visitatore deve aver già capito dove è approdato, non deve aspettare la vocina che inizia a parlare per capire cosa scoprira su questo sito.
Questa è una regola fondamentale mi raccomando.
4 giugno 2011 alle 17:25
Cosimo, sulle email lunghe alcune è logico che lo siano, anche perchè non avrebbe senso durante una promozione scrivere 3 righi e inviare sempre alla stessa lettera di vendita per 7 volte di seguito senza aprire nuove “finestre” motivazionali ed emozionali già nell’email..
sto avendo risultati impressionanti col test in questi giorni
4 giugno 2011 alle 19:38
Il tuo articolo è perfetto e la dice lunga, anch’io sono una dilettante allo sbaraglio che cerca di fare quello che può, però non copio ma riporto link, non mi spaccio per esperta perchè non lo sono e credo che non lo diverrò mai e lo dichiaro onestamente e apertamente. Il mio blog si chiama guadagno serio su piattaforma blogger
La differenza tra me e tante altre persone che stanno lavorando online è che io ho un lavoro offline, e forse mi posso permettere di essere ciò che sono, e dichiararlo senza problemi, il business online non è affatto facile come molti vogliono far credere, tutt’altro.
Non voglio giustificare chi copia per carità , ci mancherebbe, ma fare i Giapponesi quando non sappiamo dove sbattere la testa è molto difficile.
Ecco perchè molti si improvvisano esperti…., e fanno i cinesi…, non sapendo che su internet vi è una selezione naturale, e non riusciranno a spuntarla, a meno che non riusciranno a formarsi almeno tecnicamente…, in qualche modo ed a emergere con le loro reali qualità .
Ti ringrazio di avermi invitato a commentare.
Ciao
Angie.
5 giugno 2011 alle 17:02
@Valerio
Ci vuole solo buon gusto e un pò di logica.
Una volta in un corso di business disse il formatore – se ragioniamo così allora non si dovrebbero più aprire ristoranti, bar, tabacchi – la mia risposta è stata: NO, continuate pure ad aprirli, ma abbiate il buon senso di non farlo dove c’è ne sono già 10 nello stesso isolato.
Ci sono cose nel web marketing di cui non si dovrebbe fare a meno (ovviamente non sempre):
Il blog serve per dare autorità , una squeeze serve per aumentare le conversioni, una lettera di vendita (ben scritta) serve per vendere, una pagina facebook per la riprova sociale, mentre tanti altri strumenti e aggeggini secondari, compreso il pop up, si possono tranquillamente evitare anche e soprattutto perché lo fanno tutti.
Per me non è “la novità mai inventata” che bisogna trovare, bensì “l’originalità è uno stile proprio”.
5 giugno 2011 alle 17:06
@Angie
Bisogna tentare e ritentare fino a quando non si trova la propria strada.
E tra un tentativo e l’altro bisogna sempre formarsi, imparare ad utilizzare nuovi strumenti, come magari un blog wordpress invece che blogger, bisogna apprendere nuove strategie di marketing di volta in volta.
Non è facile ne immediato, ma quale professione seria lo è?
Grazie a te per il commento ;-)
5 giugno 2011 alle 19:40
Cosimo ti sbagli su questo.
ok, che non ti piacciono i pop up, ma non guardare i pop up come se fossero un aggegino secondario.
Ti assicuro che l’uso del Pop up non è solo quello molto subdolo in cui lo usano tutti in Italia..
il dato di fatto è che le conversioni in un blog fanno schifo. AGGIUNGERE UN Pop up le aumenta di molto e questo in un certo verso è come se usassi una squeeze page dentro il tuo blog..
non so se rendo l’idea
e comunque non è ancora nemmeno questo il miglior modo di usare i pop up..
ti garantisco che nascondono dei vantaggi di cui sono rimasto stupito molto recentemente..
ma mi vedrai all’opera molto presto :)
5 giugno 2011 alle 20:43
Sono convinto che il progresso tecnologico, e di conseguenza, i prodotti ad alta tecnologia offerti sul mercato siano validi sia secondo l’ ottica cinese che giapponese. Perchè ? Il copiare giapponese consente di migliorare a ampliare le modalità d’ uso del prodotto tecnologico di Marca, contribuendo, anche, di segmantare diversamente la domanda e offerta del nuovo prodotto.
Per quanto riguarda, invece l’ attività di clonazione cinese, la spiegazione e l’acquisto di un clone con limitate funzionalità corrisponde a soddisfare un esigenza psicologica di sostituzione da parte dell’ acquirente che non può permettersi il prodotto originale. Si pensi ai cloni dei prodotti Apple.
PER QUANTO POSSA GIUSTIFICARE ENTRAMBI GLI APPROCCI, A LIVELLO PERSONALE NON LI TOLLERO E NON LI GIUSTIFICO PERCHE’ CREDO FERMAMENTE CHE PER ESSERE COMPETITIVI NEL MERCATO OCCORRA SEGUIRE UNA PROPRIA, PERSONALE E UNICA STRATEGIA DI CONCORRENZA. SIAMO NOI CHE FACCIAMO LA DIFFERENZA E RITENGO CHE IL SENSO DI AUTOSTIMA RIPORTATO AL MARKETING DEI PRODOTTI E SERVIZI CI CONSENTA DI DIFFERENZIARE IL NS PRODOTTO O INFOPRODOTTO ATTRAVERSO LA NS. ORIGINALITA’ E CAPACITA’ DI COLPIRE EMOTIVAMENTE IL NS. POTENZIALE UTENTE ACQUIRENTE. DOBBIAMO ESSERE CAPACI DI CONCEDERE UN QUALCOSA DI PIU’ NEL BREVE TERMINE PER OTTENERE QUALCOSA DI PIU’ NEL RAPPORTO, INSTAURATO E CONSOLIDATO, NEL LUNGO TERMINE.
CORDIALI SALUTI
6 giugno 2011 alle 18:29
@Valerio
Beh! Tu sei molto bravo con l’email marketing e lo sai che apprezzo il tuo lavoro. Dico email lunghe per prenderti in giro ;-)
Guarda non lo so, probabilmente è un mio pregiudizio e mi sto perdendo un sacco di conversioni, ma per ora il “pop up” è bandito dal mio sito.
Aspetto le tue novità per “scopiazzarti” allora :-)
6 giugno 2011 alle 18:33
@Marco Galeazzi
In parole povere Marco, siamo noi e il nostro personal branding a fare la differenza ;-)
Giusto?
24 giugno 2011 alle 14:33
Ciao COSIMO, io non entro nel merito se sia meglio la scopiazzatura dei cinesi (peraltro invasiva dei nostri mercati) o il miglioramento operato ad un bene o servizio da parte dei giapponesi. Credo nelle cose che funzionano! Se tu mi dici che un FORM senza NOME ma contenente solo l’EMAIL dell’utente riesce a “convertire” di più e riesci a dimostrarlo è da tenerne conto!
Con stima
25 giugno 2011 alle 09:26
@Emilio
E’ un pò un arma a doppio taglio, meno dati chiedi più persone inseriranno la loro e-mail per ricevere magari un audio o un ebook gratuito.
Di contro, attiri anche molta gente che va solo alla ricerca del gratis e quindi non fa bene al tuo business.
Io personalmente ormai metto solo l’email, perché nella mia nicchia di mercato “la scrittura persuasiva e il marketing” più o meno lo sanno tutti che se scrivo un email che inizia con
“Ciao Emilio;” – semplicemente è un automatismo dell’autorisponditore, quindi perché prenderci per i fondelli?
Quindi MENO DATI uguale PIù EMAIL nella tua lista, email che poi dovrai scremare con un buon lavoro di email marketing.
25 giugno 2011 alle 10:06
si infatti Cosimo su questo siamo perfettamente in linea, inoltre volendo uno può pretagettizzare anche prima di far vedere la call to action.. con frasi tipo
“se cerchi…”
“se sei un consulente, formatore, coach.. ecc”
ecc
un saluto!
9 agosto 2011 alle 09:45
Comunque aggiungerei che tutto si ritorce contro: chi scopiazza alla fine non riuscirà mai a distinguersi e a diventare un infomarketer apprezzato. Molto meglio avere meno prodotti ma unici !
Marcello