Il connubio tra Marketing e lavoro sembra suggellarsi sempre più e trova conferme in un’indagine di Unioncamere: anche se i dati non sono più freschissimi,

ci dicono che tra giugno e settembre 2011 i tecnici provenienti dall’area di studi Marketing sono stati tra i più graditi e assunti dalle imprese italiane; si può dire quindi che nel lavoro il marketing è un’opportunità.

Bene l'incontro tra Marketing e lavoroLa relazione virtuosa tra Marketing e lavoro sta tutta nei ben 162.000 lavoratori di quest’area che hanno trovato un’occupazione nel periodo in questione, un dato inferiore solo a quello fatto segnare dai tecnici dell’industria.

Le ragioni di questa tendenza, che sembra confermata anche per il biennio 2012-2013, sono da rintracciarsi in numerosi fattori: la crisi di alcuni comparti, le trasformazioni in atto nel mercato del lavoro. Ma è soprattutto un aspetto ad aver rafforzato la relazione tra Marketing e lavoro.

La relazione tra Marketing e Lavoro nell’era del web 2.0

Se, come affermato dal padre fondatore Philip Kotler, il marketing “attiene a tutte le scelte aziendali poste in essere per raggiungere obiettivi strategici”,  influisce cioè su ogni aspetto della vita di un’impresa, è chiaro che oggi l’innovazione tecnologica e dell’informazione obbligano a rivedere molte funzioni aziendali, ridefinendo anche i ruoli e i pesi tradizionali tra azienda e consumatore.

Spazio ad esempio, nell’era del web 2.0, all’advertainment, una comunicazione di marca che punta a intrattenere anzichè semplicemente persuadere. E spazio agli addetti nell’ambito del marketing non convenzionale, incaricati di svecchiare il marketing degli albori, quello che vuole convincere il consumatore senza intrattenerlo o coccolarlo, senza instaurare una relazione.

All’origine del connubio perfetto tra Marketing e lavoro ci sta soprattutto un consumatore più attento, informato, in cerca non solo di prodotti e servizi, ma anche di esperienze. Un consumatore che ad esempio va su internet, analizza un podotto, lo commenta giudicandolo, viralizza la sua opinione e influenza i suoi contatti molto meglio di come riuscirebbe a fare una campagna aziendale.

Il nuovo marketing: i casi Fiat e Polaroid

 

Per dialogare con esso, servono figure professionali differentemente formate rispetto al passato. Polaroid, sulla base del nuovo marketing esperenziale che si sforza di far associare ai clienti sensazioni piacevoli durante l’acquisto, sta pensando a degli store del tutto simili a quelli dell’Apple.

Anzichè stampare le foto dal proprio pc o in una normale copisteria,
il cliente è accolto in un “Fotobar” (illuminazione hi-tech, musica, arredi da galleria d’arte, sgabelli e banconi da bar) e sceglie come postprodurre la sua foto, come stamparla, come incorniciarla, aiutato da schermi 24 pollici e dal personale del punto vendita.

Nell’ambito del nuovo edge marketing abbiamo invece il caso Fiat: durante la progettazione dell’odierna “500”, Fiat ha creato una piattaforma web dotata di grande interattività, che ha consentito agli utenti di inviare proposte e suggerimenti poi finiti effettivamente nel modello di serie.

Se pensiamo che fanno parte del marketing non convenzionale anche quelli virali, tribali, ambient, guerilla e che tutti questi sono declinabili nelle attività di pricing, distribuzione e innovazione del prodotto, si scopre che al connubio Marketing e lavoro fanno capo un’infinitàdi potenzialità e connessioni.

Il Nuovo Marketing e il Lavoro
Solo nel caso Polaroid, gli adetti necessari all’ideazione, progettazione e realizzazione di un’ideache consentirebbe alla nota marca
di avere il suo palcoscenico per esibire valori e identità in ogni città, sarebbero numerosi, specializzati, modernamente formati.
Insomma, considerati tutti i processi aziendali influenzabili, il connubio tra il nuovo marketing e il lavoro promette di durare a lungo.

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