Marketing territoriale e sua funzioneIl marketig territoriale è spesso confuso con una semplice attività di promozione. Una regione prepara una campagna e la lancia in tv, ed ecco che comunemente si crede che essa è attenta pianificatrice di politiche di marketing territoriale.

Niente di più falso, perchè pensare al marketing territoriale, non vuol certo dire rilasciare singole azioni di pubblicità e promozione; si tratta, piuttosto, di un complesso di politiche con la finalità attivare programmi, progetti e strategie di lungo periodo per lo sviluppo di un dato territorio, del quale con il marketing territoriale è possibile sfruttare le risorse.

Marketing territoriale: think global, act local

Quella del marketing territoriale, è un esigenza nata negli anni della globalizzazione, ed ora è condizione sine qua non per il settore turistico, ma anche per attrarre capitali e investimenti. Globalizzazione, unione monetaria, compagnie low cost e internet, tendono a rendere oggi il mondo un villaggio globale, secondo la celebre definizione di Marshall McLuan. Si assite a una libera circolazione di capitali, merci e passeggeri, ed anche l’informazione arriva negli angoli più remoti del pianeta.

Conseguenza di ciò, è l’importanza del marketing territoriale per far conoscere un territorio a possibili investirori, o turisti, o altri gruppi d’interesse remoti dal punto di vista geografico.  Come per il marketing tradizionale, anche per il marketing territoriali esistono strumenti strategici, basati sull’analisi della concorrenza, la targettizzazione, l’individuazione di opportunità, insieme a una parte più operativa, fatta di web marketing, pubblicità, azioni di prodotto.

Ciò non vuol dire, però, che il marketing territoriale deve per forza agire su vasta scala: secondo l’adagio economico think global, act local, bisogna curare molto i progetti interregionali, valorizzare i beni artisici, far risaltare il patrimonio agroalimentare del proprio territorio. Indivuduare, insomma, dei punti di forza che possono fare la differenza.

Capofila del marketing territoriale sono spesso, per forza di cosa, le istituzioni. Comuni, Assessorati, Enti Locali e Regioni, sono chiamate ad essere coinvolte in prima linea nelle operazioni di marketing territoriale, perchè spesso la competizione passa attraverso la valorizzazione di un’area dismessa, il recupero di un’arteria di comunicazione, l’investimento su musei, siti archeologici e parchi pubblici.

L’occasione dell’Expo 2015

 

Marketing territoriale, Expo 2015In questi anni, come sappiamo, saranno L’Italia e la Regione Lombardia le attuatrici d’eccelenza del marketing territoriale attraverso l’Expo 2015.

E dalle azioni avviate fin qui, si nota certamente la possibilità di muoversi, grazie alla portata della manifestazione e al budget, su scala planetaria, con campagne di comunicazione globale e il coinvolgimento di 138 paesi espositori, ma anche una grande attenzione e investimento sulle competenze locali, attraverso riqualificazioni urbanistiche, il fare squadra dei 13 sistemi turistici lombardi, la valorizzazione di luoghi periferici come il Pò e il Lago di Garda.

Ed è interessante anche che il Logo della manifestazione sia stato scelto per bando aperto a tutti gli studenti universitari milanesi, un bell’esempio di marketing territoriale partecipato.

1 Commento

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  • salvatore fiananese

    Sicuramente condivido i concetti di marketing territoriale ma spesso e volentieri gli ENTI sono i primi a bloccare progetti innovativi ed interessanti ,soprattutto se non ci vedono un profitto vero?
    Poi sinceramente non ero a conoscenza dell’EXPO 2015 un’altra bella informazione da mettere nel taschino!!!grazie mille salvatore fiananese

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