Cinema, strumento di marketing territorialeIl marketing territoriale molto spesso viene confuso con la semplice promozione di un territorio, dato che nell’era della globalizzazione riaffiora l’importanza della diversità e delle specificità locali sotto il nome di geolocalizzazione.

In realtà il capitolo marketing territoriale è molto più complesso, e come i rigorosi piani di marketing suggeriscono, dovrebbe occuparsi anche della pianificazione di politiche volte a sviluppare un territorio e di strategie per imporlo agli occhi di investitori e turisti.

Conosci già i segreti del marketing territoriale? Allora scopri perchè marketing e pubblicità sono ancora l’anima del commercio.

Marketing territoriale in Italia

In Italia, con la crisi che continua ad erodere le risorse pubbliche destinate agli enti regionali e locali, tranne rarissimi casi è ormai tacita l’accezione di marketing territoriale come piano di comunicazione volto a pubblicizzare, direttamente o indirettamente, un territorio.

La forma indiretta spesso è suggerita dal cinema – si pensi a titoli come Basilicata coast to coast e Il Commissario Montalbano – mentre una forma diretta diffusasi da qualche anno è quella dell’immancabile spot regionale che va tambureggiando in televisione o sul web. Abbiamo messo a confronto, a tal proposito, tre spot di altrettante regioni prodotti nel 2011, Alto Adige, Sicilia e Sardegna, per studiarne il posizionamento e comprendere se gli enti regionali, in assenza di una regia nazionale, si siano pestati i piedi.

Gli spot tv di Sicilia, Sardegna e Alto Adige

 

Marketing territoriale in SiciliaIniziamo dalla Sardegna, con uno spot di quindici secondi realizzato da GoToNet Studios e diretto da Mario Marassi. Lo spot, creato soprattutto per la televisione, gioca tutto su riprese aeree mozzafiato di velieri che solcano il mare, cavalli che attraversano radure, specchi d’acqua, fiumi, spiaggie e coste.

La suadente e autorevole voice over fa rifermento al mito, alle colonne d’Eracle, prima di annunciare il claim “Cuore d’Acqua”. Una realizzazione tecnicamente ineccepibile, che punta sull’ambiente e la natura incontaminata. Una scelta di marketing territoriale semplice e ben focalizzata, che però non racconta altre potenzialità della regione.

Lo slogan per la Sicilia, invece, l’ha deciso direttamente l’assessore al turismo Nino Strano. La scelta è caduta su “Sicilia mito di un’isola di luce”, con conseguente piano di marketing territoriale da 25 milioni di euro e gara per lo spot tv vinta da Antonio Messina con il suo Sicilia 365 giorni l’anno.

Uno spot in cui la Sicilia si appropria di una serie di asset che sarebbero stati bene anche nello spot sardo: tradizioni e sapori, riti e suggestioni, spettacoli e meraviglie, teatro e incanto. La durata è di un minuto circa, le riprese aeree meno affascinanti e c’è il rischio che l’insieme risulti un pò confuso, difficile da ricordare.

Spostandoci a nord dello stivale, lo spot Alto Adige Sudtirol, tecnicamente e musicalmente spettacolare, mostra specie animali diverse e provenienti dagli ambienti più lontani e disparati, per suggerire l’idea che l’Alto Adige può essere di ristoro per chiunque.
Seguono infatti scene di montagne innevate (freddo), gite nel disgelo (caldo), sport e relax. Il claim “da vivere” è un invito a scoprire di persona questi paesaggi.

Considerati i tre casi, dunque, non si notano particolari sovrapposizioni, con l’Alto Adige che punta sulla montagna e l’accoglienza, la Sardegna sul mare e la natura e la Sicilia che opta per un marketing territoriale omnicomprensivo.

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