Marketing territoriale, verso nuove sfideIl marketing territoriale sta diventando uno strumento sempre più prezioso per competere nell’arena globalizzata del turismo internazionale. Turismo che da un lato ha incanalato in rigidi tour organizzati i turisti – si pensi alle crociere che toccano città in cui le visite sono organizzate a tempo – e dall’altro ha reso più libero il viaggitore di scoprire nuovi percorsi attraverso voli low cost, car sharing e organizzazione last minute.

Tanto per la prima forma turistica quanto per la seconda, creare in loco un sistema che pubblicizzi le attrazioni e i servizi turistici, valorizzi le potenzialità di un’area e sia in grado di far rete, portando benefici all’imprenditoria e ai turisti (maggiori informazioni, più servizi) è compito degli esperti di  marketing territoriale.

In ogni caso e nell’ambito dei diversi tipi di marketing che esistono, è sempre indispensabile un buon piano di marketing per aumentare il tuo business.

Marketing territoriale e turismo

Un piano di marketing territoriale individua concrete azioni strategiche da realizzare fattivamente, coinvolgendo tutte le istituzioni, gli imprenditori e le associazioni che possono trarre beneficio da un turismo in crescita perché meglio accolto.

L’Italia è meravigliosamente ricca di bellezze naturalistiche, artistiche e ambientali, alle quali si sommano  le tradizioni, l’enogastronomia, la cultura. Un paese dove il turista slow può trovare un patrimonio sconfinato e caotico di iniziative e siti da visitare.

Valorizzare al meglio il territorio è la sfida del marketing territoriale, una sfida contro la burocratizzazione, le iniziative imprenditoriali improvvisate, la scarsa informazione turistica che complica il soggiorno dei visitatori.

Il caso di Palermo può essere emblematico. Quinta città italiana, arte arabo-normanna, barocca e liberty, mare e cucina da sogno, importante meta crocieristica, aeroporto internazionale in espansione.

Eppure Palermo vive uno sboom turistico causato si dalla crisi economica internazionale, ma anche dalla totale assenza di una strategia turistica. Il turista, sempre più spesso mordi e fuggi, viene fagocitato a Palermo dall’unico percorso che appare disponibile, quello del centro storico, delle chiese (non tutte si troveranno aperte), dei lambrettini e le carrozze improvvisate a mezzi di locomozione.

Già visitare i mercatini storici diventa complicato, figuriamoci gli itinerari più insoliti e periferici, che però potrebbero fare la differenza sul mercato turistico. A Palermo ci si è dovuti arrangiare: le poche ma brillanti iniziative di marketing territoriale sono nate dall’associazionismo.

Il caso dell’associazionismo palermitano

 

Marketing Territoriale a PalermoAddio Pizzo, che lotta contro le intimidazioni mafiose ai danni dei commercianti, ha promosso dei mafia tour che hanno conosciuto un crescente successo per la riflessione storico-sociale innescata, mettendo in rete i luoghi degli attentati, i negozi  antimafia e il patrimonio immobiliare sequestrato, dal quale sono sorti agriturismi e hotel.

La casa editrice indipendente Navarra Editore, invece, da qualche anno realizza Una Marina di Libri, interessante salone del libro indipendente con il consorzio Piazza Marina & Dintorni , attivando forme di educazione e intrattenimento in numerosi luoghi di interesse artistico e monumentale solitamente non frequentati dai cittadini, creando di fatto l’idea di un centro commerciale en plan air nella zona della marina che promuove il consumo critico, la cultura indipendente e le tradizioni della città.

Infine, il coordinamento Palermo Pride e il Sicilia Queer Film Festival sono riusciti nel miracolo, in cinque anni di lavoro, di realizzare a Palermo il festival cinematografico internazionale gay più importante del Sud Italia e il Pride nazionale, sostenuto da 150.000 presenze in luoghi quasi decaduti e riscoperti dalla città (i Cantieri Culturali della Zisa).

Si è trattato, di fatto, del quinto Pride di sempre in Europa per visitatori, con positive ricadute sulla ricezione turistica e la possibilità per le aziende di organizzare stand nella zona degli spettacoli e delle iniziative culturali. Servirebbe una regia per mettere in connessione queste e numerosissime altre realtà, un efficace piano di marketing territoriale per proporre Palermo in modo inconsueto.

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