Il Ninja Marketing rompe col passatoNinja marketing è il nome di un blog comparso per la prima volta on-line nel 2004 e fondato da due italiani: Mirko Pallera e Alex Giordano. Di solito idee così interessanti nascono in qualche garage della Silicon Valley californiana. Invece i duei italiani hanno ideato il blog a largo della costa amalfitana, su una barca.

Il manifesto del ninja marketing ha avuto subito un enorme succcesso in rete, tanto che le metodologie  contenute in esso sono state utilizzate dagli addetti ai lavori così bene da procurare a Pallera e Giordano un invito all’Art Director’s Club di New York, ritrovo dei creativi più importanti del mondo.

La scelta di accomunarsi ai ninja è legata all’isolamento meditativo iniziale delle menti creative, che hanno poi affinato e perfezionato armi di marketing non convenzionale proprio come hanno fatto i guerrieri giapponesi, in ritiro tra le montagne ad esercitarsi con le arti marziali.

Per una definizione, vale la pena considerare l’intero decalogo del manifesto del ninja marketing, per comprenderne la rottura proposta nei confronti del marketing tradizionale:

Il decalogo del Ninja Marketing

1) Dal brand DNA al viral DNA – Progetta la natura virale del brand prima di ogni cosa.

2) Dai target alle persone – non ci sono target da colpire ma persone con cui risuonare.

3) Dagli stili di vita ai momenti di vita – entra nelle tribù e nei loro momenti di vita.

4) Dalla brand awareness alla brand affinity – Non puoi piacere a tutti, scegli le tue affinità.

5) Dalla brand image alla brand reputation – non costruire un’immagine, costruisci una reputazione.

6) Dall’advertising all’advertainment – non cercare di persuadere, diverti e stimola la conversazione.

7) Dal media planning al media hunting – cambia il tuo media planner con un cool hunter della comunicazione.

8) Dal broadcasting al narrowcasting – non ci sono solo i mezzi di comunicazione di massa.

9) Dal market position al sense providing – non cercare un posizionamento nel mercato, ma il tuo senso nella società.

10) Dal fare comunicazione all’essere comunicazione – aspira alla coerenza dall’inizio alla fine (Fonte: Marketing non convenzionale, Il Sole 24 ore).

 

Tale rivoluzione copernicana nel marketing ha portato Pallera e Girdano ad essere richiestissimi, e mentre loro lavoravano con Tim (progetto tribù), Barilla (Il mulino che vorrei) ed Heineken, i cool hunter della rete teorizzavano la definizione di marketing non convenzionale, ma soprattutto lo usavano, come si usa il marketing strategico per incrementare il business.

Non conventional marketing

 

Il ninja marketing cerca le sue tribù

Ed ecco quindi nascera il marketing tribale, l’edge marketing, il buzz marketing, l’ambient marketing, il guerriglia marketing e simili. Tutte forme di marketing non convenzionale originatesi dal carattere di sorpresa, trasgressione, creatività, innovazione e interattività del manifesto del ninja marketing.

Quanto al suo funzionamento, non ha bisogno di grandi budget (il media planning è bandito), conta molto sulla viralizzazione del messaggio (passaparola), è narrowcasting (si fa su internet, sui blog, tramite newsletter e You Tube), propone dei messaggi che devono intrattenere, efficaci in particolari momenti in cui la persona è più propensa a riceverli o, al contrario, è colta di sorpresa. Insomma, se segue il decalogo, è ninja marketing.

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