Ninja marketing scopre nuove tribùIl ninja marketing deve il suo nome all’omonimo blog comparso nel 2004 e curato da due creativi italiani, Pallera e Giordano. I due hanno teorizzato nuove strategie di marketing  più al passo coi tempi e in grado di funzionare meglio online, riassumendo i concetti cardine nel manifesto del ninja marketing.

Nel decalogo vengono superate le rigidità tipiche dei piani di marketing più consueti. Secondo questa impostazione, marca o prodotto devono prestarsi alla viralizzazione, al libero circolare delle informazioni e dei contenuti sul web, e non devono colpire target ma interagire con delle persone (gli utenti che si connettono, al limite il singolo utente).

Con il ninja marketing non vengono più, inoltre, studiati stili di vita, notorietà della marca e punti di forza percepiti: si parte dal presupposto che la marca non può piacere a tutti, quindi si cercano consumatori-tribù più affini ad essa, da incontrare nei luoghi di aggregazione effettiva di tali tribù, in rete e non.

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Il ninja marketing per sorprendere

Questo approccio ha conosciuto un discreto successo per l’affermarsi di internet, tanto che oggi il ninja marketing è lo strumento più corretto per divertire e stimolare gli utenti del web senza persuaderli, e ha cambiato diverse logiche aziendali, prima su tutte quella di dovere apparire: un’azienda che pratica marketing online, oggi, farebbe male a cercare di costruire pregi e valori artificialmente creati ad arte.

E’ con l’assistenza online, l’infotainment e le azioni concrete offline, poi commentate online, che l’azienda si costruisce qualcosa che non è più solo immagine, ma è reputazione.

Oggi ninja marketing è sinonimo di marketing non convenzionale, rivolto non più a una massa indifferenziata di individui, ma che punta a forme di comunicazioni sempre più tribali. Il caso dell’iniziativa di Alfa Romeo di qualche anno fa merita di essere ricordata per capire come il ninja marketing  mette in gioco l’azienda in prima persona, facendola entrare in contatto diretto con il pubblico, coinvolgendolo in progetti d’innovazione della propria marca.

Il caso Alfa Romeo

 

Ninja Marketing per l'Alfa MitoAttraverso il sito dedicato www.alfanaming.it gli utenti furono chiamati nel 2008 a proporre il nome della nuova vettura da lanciare nel segmento B delle berline compatte. Alfa Romeo rilasciò un brief che richiedeva “un nome dal suono italiao, che trasmetta energia e dinamismo e che guardi al futuro, strizzando l’occhio ai giovani. Ovviamente mantenendo lo stile Alfa Romeo”.

La partecipazione degli appassionati fu massiccia, e venne fuori una lista di tredici nomi vincitori; dopo il voto online a trionfare fu il nome “Furiosa”, ma le tribù dei blog dedicati all’Alfa Romeo insorsero per un nome generato democraticamente in rete ma risultato infelice.

Alla fine si è ricorso al marketing tradizionale per trovare il nome definitivo, “Mito” (riferito al fatto che la vettura è stata progettata a Milano e realizzata a Torino, ma si è attivato tutto un processo di compartecipazione interattiva con gli utenti che è la quintessenza del ninja marketing.

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